Facebook e l'illuminazione sulla via della privacy #prospettive

05 Maggio 2019 177

"Le persone si sono ormai abituate non solo a condividere più informazioni, e di vario tipo, ma lo fanno anche più apertamente e con più persone. Quella norma sociale è semplicemente qualcosa che si è evoluto nel tempo".
Mark Zuckerberg, nel 2010, parlando della privacy.

Alla conferenza F8, il grande evento annuale degli sviluppatori di applicazioni Facebook che si è da poco chiuso a San José, Mark Zuckerberg ha fatto un annuncio importante. Il prossimo capitolo di Facebook, ha detto il fondatore e amministratore plenipotenziario (nonché inamovibile) del social network più famoso al mondo, sarà interamente basato sulla privacy. “The future is private”, “il futuro è privato”, ha detto alla platea, prima di enunciare i sei pilastri della nuova strategia incentrata sulla privacy già anticipata in un post pubblicato a marzo: interazioni private tra gli utenti, crittografia, riduzione del tempo di vita dei dati sui server, sicurezza degli utenti, interoperabilità, sicurezza dei dati conservati dall’azienda.

A Zuckerberg bisogna riconoscere una buona dose di coraggio o forse la totale incapacità di provare sentimenti come la vergogna o la contrizione (anni di immutata impunità certamente aiutano). Dallo scandalo Cambridge Analytica, ai genocidi in Myanmar fomentati da gruppi Facebook, ai linciaggi in India coordinati tramite gruppi Whatsapp, passando ai furti di password salvate in chiaro sui server dell’azienda e per gli accordi sullo scambio di dati sensibili sfociati in un’indagine penale (si potrebbe andare avanti per altre trenta righe) in meno di un lustro Facebook ha disatteso proprio quei sei punti elencati dal suo CEO con stolida perseveranza.

L’ossimoro che scaturisce nell’accostare “Facebook” e “privacy” non sfugge neppure a Zuckerberg. “Capisco bene che in molti non saranno sicuri della nostra serietà”, ha continuato il nostro dopo l’annuncio del nuovo corso. “non abbiamo certamente la reputazione più forte in tema di privacy, per dirla con un eufemismo. Però sono determinato a farlo. Credo che abbiamo dimostrato più volte in passato che, come azienda, siamo in grado di costruire le cose che vuole la gente”.

Nella narrativa dell’improvvisa illuminazione sulla via della privacy che Zuckerberg ha dispensato al pubblico degli sviluppatori fedeli alla sua piattaforma, però, non risponde a una domanda fondamentale: perché Facebook dovrebbe davvero rifondarsi su queste nuove basi se, nonostante tutte le crisi mediatiche, l’azienda continua a macinare miliardi, come dimostrato dall’ultima ricchissima trimestrale? Il meccanismo di Facebook, con tutte le sue storture e la sua efficacia nel sovvertire anche le regole della democrazia, è una macchina da soldi come se ne sono viste poche altre nel panorama tech degli ultimi vent’anni. La buona volontà, se a Zuckerberg volessimo comunque dare un po' di fiducia, comunque non basta.

Il ritrovato slancio verso “un futuro privato” del resto pare avere anche ragioni più pragmatiche, quali ad esempio la necessità di placare gli enti regolatori ed ingraziarsi l’amministrazione americana (l’unica che conta: di quelle degli altri paesi in cui opera Facebook ha dimostrato di non avere alcun rispetto). Qualche giorno fa Facebook ha annunciato di aver “messo da parte” qualche miliardo di dollari nell’eventualità - considerata assai probabile - di una mega-multa che la Federal Trade Commission (FTC) si appresterebbe a comminare all’azienda.

Assieme alla multa, secondo Politico, la FTC vorrebbe anche imporre a Facebook l’assunzione di una figura di controllo ai vertici, destinata a gestire le operazioni relative alla privacy. A Zuckerberg, sempre secondo le indiscrezioni, la FTC vorrebbe inoltre affidare un ruolo di responsabile della “compliance”, rendendo così il fondatore direttamente responsabile della condotta dell’azienda. Difficile dire al momento se queste iniziative possano avere un impatto reale sul leviatano di Menlo Park. Difficile dire anche se le intenzioni di Zuckerberg siano genuine, o se invece si tratti soltanto di una svolta gattopardesca, di un comodo cambio di rotta che dia l’impressione di cambiare tutto in modo che, ancora una volta, nulla cambi davvero.

“Queste soluzioni aggiuntive non sono significative”, ha detto a Politico Marc Rotenberg, direttore esecutivo dell’Electronic Privacy Information Center. “Creare un ufficio indipendente o all’interno di Facebook - che quindi non sarebbe indipendente - non stabilisce nuovi obblighi in termini di privacy, né assicura il rispetto delle regole. E cosa significa poi dire che Mark Zuckerberg sarebbe personalmente responsabile? Mark Zuckerberg è Facebook, quindi questa azione non aggiunge nulla”.

Quello sciorinato ancora una volta da Zuckerberg alla conferenza F8 del resto è il solito mantra dell’autoregolamentazione, che tanto piace agli “Dei della Silicon Valley”. Lo stesso mantra che i massimi vertici di Facebook hanno ripetuto, sempre con stolida perseveranza, dopo gli innumerevoli scandali che hanno tempestato la storia recente dell’azienda. Nonostante la fiducia che all’azienda è stata accordata a più riprese e da ogni fronte, grazie ad un ottimo dipartimento PR e a lobbisti efficaci, nulla è cambiato e gli scandali si sono anzi moltiplicati, a suggerire che il problema sia strutturale e intrinseco al modello di business dell’azienda. Accettare che sia Facebook, in autonomia, a cambiare sé stessa, significa negare l’evidenza di anni fatti di scandali, scuse pubbliche, vuote promesse, nuovi scandali, nuove scuse pubbliche e altre vuote promesse ad libitum.

Come dice una famosa frase che in molti, soprattutto su Facebook, continuano erroneamente ad attribuire ad Albert Einstein, “la follia è ripetere sempre la stessa azione e aspettarsi ogni volta un risultato differente”.

Andrea Nepori è un giornalista freelance esperto di tecnologia e culture digitali. Oltre a HDBlog, scrive per La Stampa, Domus, Vanity Fair. Vive a Berlino. Con Lorenzo Paletti conduce Ultima Fila, un "folle podcast" sul dietro le quinte della scena italiana del giornalismo tech.

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Commenti

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Marco

esiste qualcuno sotto i 50 anni che ancora usa fb?

basta non avere amici e hai risolto ahaha

la prima cosa cos'è? sono troppo impegnato a vedermi 300 recensioni al giorno di prodotti tecnologici per ricordarmi cos'è...ahaahha

talme94

Nel 2013/2014 i cinesoni come gli Xiaomi erano ancora piuttosto di nicchia, quindi un buon smartphone intorno ai 200 euro era il Motorola moto g

Matteo Ronchi

Paragono Facebook o altri social, alla tv: posso sempre cambiare canale (... se non riesco a spegnerla).

Frank

No no...io do addosso a FB non perche è frequentata da peerla ma perche questa autostrada è piena di buche, mal costruita e ti spia con videocamere.

E l'auto cosa è? Facebook? Se è mal costruita certo che non la compro, preferendola ad un altra auto!

E il guidatore dovrebbe sempre essere educato all'utilizzo del mezzo.

Facebook cosi come è strutturato "porta" i suoi utilizzatori a spendere ore in chiacchiere inutili, a provare invidia per post superficiali e magari farlocchi, a spingerli al pettegolezzo. In una parola Facebook "porta" , spinge i suoi utilizzatori ad usarlo sempre di più.

E' un social "far-west" con pochi mezzi per combattere piaghe tipo bullismo, haters e chissà cosa altro. Tutto è lasciato in mano all'utente che chiaramente non sa cosa o meno si debba fare se non scrivere. Più scrive più l'utente è felice, più Facebook ci guadagna. Più cose scrivi, più cose Facebook sa di te, meglio è.

Zuckerberg ti da in mano le chiavi dell'auto-Facebook ma non ti insegna a guidare, anzi ti dice: " Piu guidi velocemente meglio è"

Ecco che la soluzione è cambiare social! Una volta che la strada è presa servirà di lezione a tutti gli altri. Utilizzatori e Social.

Matteo Ronchi

che sia tuo diritto prendere l'aereo/treno/nave/scarpe x andare da A a B su quello non ci piove, ma dare addosso all'autostrada xkè è frequentata da peerla patentati, mmmm.
Il mezzo è un ottima cosa: una vetrina? un passatempo? tutto quello che vuoi. Che facciamo? aboliamo le auto xkè causano incidenti o discipliniamo gli autisti? Bih.. poi il ns marketto fa giustamente i sui comodi e soldi e non siamo certo noi a doverglielo impedire

Frank

A me è successo due settimane fa. Provo l'Overboad di un amico di mia figlia e il giorno dopo apro la app di Ebay.
Reggiti forte...Sezione "Offerte moda" quindi abiti eh... Il primo risultato era un Overboard rosa! Cosa diamine ci azzecca un Overboard rosa nella sezione dei vestiti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Frank

Ma tu pensi davvero che "l'utonto" medio sappia che è lui stesso la moneta con cui paga i suoi accessi su Facebook? Io dico di no. Chi va su Facebook ci va e se ne frega di come i suoi dati vengono trattati. Forse lo sa ma fa finta di nulla. Nella stra-grande maggioranza dei casi il fatto è che chi è su Facebook non capisce fino in fondo quali dati gli vengono carpiti semplicemente perchè vede solo una interfaccia piacevole che lo collega ad i suoi amici. Non vede cioè il back end ma solo il front end. Immagina se Facebook fosse un negozio fisico. Entri nel negozio e dici: "Buongiorno, vorrei restare in contatto con i miei amici". E il commesso: "Certo! ma prima favorisca la sua carta di identità. Vorrei sapere inoltre che lavoro fa. Dove vive? Cosa mangia? Dove andrà in vacanza? E suo figlio? Con cosa gioca? Guarda la TV? Dove va a scuola?" Col cappero allora che uno si iscriverebbe!

Frank

Ma è anche vero che se l'autostrada è piena di imbecilli è mio diritto non prenderla, magari preferendo l'aereo, la nave o una strada un po più lunga ma panoramica e rilassante. Perchè ci si iscrive su Facebook? Per gli amici? Esistono altri modi per restarci in contatto. Per fare nuove amicizie? Idem. Per essere informati? Idem. Il fatto è che Facebook è stato il primo vero social e lo usano tutti? Siamo cosi gregge allora da continuare ad usarlo nonostante le centinaia di "ma"? Forse si. L'essere umano è molto abitudinario e se una cosa funziona tende a non abbandonarla anche se successivamente non è più funzionale come prima. Ma finchè questa "umanità" non cambia direzione Facebook la farà sempre da padrona. Ricordiamoci di una cosa (banalissima eh): Facebook esiste per glielo permettiamo.

PUU

Io le persone intelligenti che ho conosciuto (preferisco la parte tecnico-scientifica a quella filosofica) spesso erano belli pompati anche se geni .. di solito il 40enne pazzesco era il vagabondo di un tempo ma con il carattere strano...per me non è forte la gente strana che vive una vita bizzarra (non mi da molta fiducia) ma chi vive libero e felice senza eccessi nel carattere. Penso che la soddisfazione personale sia la cosa più bella che si possa raggiungere. E quella gli altri non la sentono o vedono

PUU

Hai ragione

Patroclo Grecia

ma la colpa non è del social, quello è solo uno strumento . il problema è la gente che "c'e' là fuori".

saetta

se intendevi questo allora, si, eccome.

franky29

La droga xD

boosook

Complimenti alla redazione per l'immagine di apertura. :)

Frank

Esatto. Io Facebook non lo uso perché vedo che ha la capacità di tirare fuori il peggio di ognuno. ( ma anche perché fa perdere tempo prezioso, tempo che nessuno ti ridarà mai più) Chi lo usa pecca di due cose. Primo, pensa che per il semplice fatto di essere davanti ad uno schermo, lontano dai suoi interlocutori, possa dire cosa diamine gli pare e che sia inattaccabile. Secondo, Facebook è una vetrina. Io faccio qualcosa di "ganzo" e lo posto. Questo inevitabilmente attira invidia, gelosia e fiumi di parole spesso dettate dall'ipocrisia. Facebook è il mondo dell'apparire, della superficialità, un mondo che ci allontana dalla vita reale, dagli amici con la promessa di essere reale più del reale e di farci avere più amici. Paradossale, vero? Non dico che Facebook sia inutile, dico semplicemente che il modo in cui viene usato è inutile e che i campi dove risulta davvero utile sono davvero pochi. Leggere libri, andare a teatro, vedersi con gli amici, andare ad un concerto, viaggiare etc etc sono queste le cose che contano. Il resto sono tutte chiacchiere. E Facebook, appunto è fatto solo di tante chiacchiere che ci inebetiscono.

Frank

Privacy e Social media sono due termini impossibili, impossibili da accostare. Il futuro privato è una utopia e già adesso non esiste. Facebook (e gli altri) fanno i soldoni con i dati degli utenti. Tutto il resto è aria fritta.

Mariangela Fantozzi

A me piace il pisello.

peyotefree

Aveva..

Simoxine
MatitaNera

Questo si, io parlavo dello strumento in sé

Spider

ma te pensi solo a cagà?

PUU

beh penso che la mia sia un opinione che è venuta fuori da un'esperienza mentre questi signori non hanno mai conosciuto uno della mia generazione..altrimenti non direbbero certe cose. E se hanno figli peggio che mai. poi è normale che la mia è una reazione voluta per protesta, ma alla base c'è una cosa che penso davvero e che davvero mi fa rabbia. non è possibile vivere con della gente che ti odia a prescindere perchè si crede superiore, che vorrebbe tutti "in galera" o a fare la guerra in pakistan perchè cosi imparerebbero a vivere..sono loro che non sanno vivere..prova a guardare uno qualsiasi di quei programmi mediaset per vecchi..fanno accapponare la pelle.
appena gli adulti mettono mano ai giovani tirano fuori gente che si rasa le teste e si tatua le croci celtiche (o le stelle rosse) o fattòni da centro sociale.. bah .
io che ho una famiglia libera che mi ha tenuto lontano da tutto questo ho sviluppato un amore per la natura (gli alberi in particolare).. fa te. e sono assoutamente una brava persona (o almeno lo credo e spero! :D )

Simoxine

No dai aspetta..ragioniamo.
Li accusi di generalizzare ma ai miei occhi stai facendo uguale.
Hai creato una categoria verso la quale sei prevenuto, esattamente come loro.
Per poterti ritenere "migliore" o semplicemente diverso, non dovresti comportarti diversamente evitando di categorizzare e generalizzare?
Sia chiaro non ti sto criticando ma sono interessato ad un dialogo costruttivo.

PUU

si certo non lo metto in dubbio che ci siano anche dei ragazzi/e fastidiosi (e pessimi), però non sento mai dei giovani attaccare certi adulti per i loro comportamenti, mentre generalizzare contro chi ha meno anni se ne sentono tutti i giorni (anche qui) e questo non mi sta bene (facebook e tv su tutti, specie certi programmi mediaset). io non ho mai conosciuto un 40enne pelato con la barba e grasso che non sia uno s*nzo pazzesco .. forse è sfortuna ma finchè non ne trovo uno decente non cambio idea sulla categoria. spesso sono motociclisti.

Brubri_

Essendo relativamente “nuovo” in questo campo, ancora devo capire come mai il Moto G ha tutta questa popolarità... :P

talme94

Con annesse foto di 50enni rovinati dall'uso intensivo di fb

talme94

Le quali sono su Instagram (e quindi facebook)

talme94

Anche il moto g

Cristian P.

Cioè?

LegatusOnoris

L'unica via della privacy per i social, è una sola: non usarli. Io li ho tolti dallo smartphone, li guardo troppo ed è tempo sprecato.

Simoxine

Potrebbe esserci un punto di vista diverso, dove l'età non incide per forza in certi comportamenti.
Il tuo discorso parte citando una categoria di adulti(e anche qui..cosa c'entra l'aspetto estetico?) e poi generalizza.
Esistono anche comportamenti tipici adolescenziali particolarmente fastidiosi sui social(e non solo), così come esistono adolescenti più maturi di tanti "adulti".

Brubri_

La stragrande maggioranza degli utenti qua dentro odia sia l’uno che l’altro, quindi direi di si. :P

saetta

No, Facebook, no!

saetta

Ma vai a defecare maiale, comunque il male non è solo lui

La cosa che più mi rompe i cogl1on1 è che ogni volta che commento una pagina o un articolo, appare nella bacheca di miei amici.
Ma saranno azzi miei le pagine che mi piacciono o quello che commento???

Matteo Ronchi

Grande

Brubri_
Brubri_

Infatti sono messi in ordine. :P

Matteo Ronchi

Si tempi c'era anche windows phone :)

PUU

Hai 13 anni?

MatitaNera

Le giovani generazioni no

MatitaNera

Con buona preponderanza della prima, se permetti

Antares

Avrà preso un virus sul suo smartphone Android o su winzozz, ha il dispositivo posseduto.

Brubri_
Brubri_

In questo blog sono tre le cose che mettono d’accordo tutti:
La f*ga;
Santosss;
Facebook.

PUU

Io ho un Apple 7Plus rosso, del colore non mi importava nulla così l’ho preso rosso perché dicono (ma non so quanto possa essere vero in realtà) che una parte del ricavato va in ricerca per le malattie del sangue e l’aids... è il mio primo apple, prima ho solo avuto un iPod touch, quello con il retro argentato.. magari potessimo avere in commercio dei telefoni italiani decenti ... di sicuro non costerebbero più di un Apple anzi.. però questa azienda americana mi è sembrata tra le tante quella che faceva i telefoni migliori è quella un po’ più attenta alle persone e all’ambiente delle altre.. ovviamente è tutto relativo

Certo certo... scommetto che scrivi da uno smartphone assemblato in Cina da un lavoro sottopagato e con materiali estratti dalle miniere africane in condizioni pietose.

Se ho azzeccato la tua etica vale poco niente

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