Recensione Days Gone: il gioco che non ti aspetti | Video

25 Aprile 2019 198

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Days Gone è finalmente arrivato; dopo quasi tre anni dal suo annuncio, il titolo dei Bend Studio è riuscito a raggiungere la fase della commercializzazione, caricandosi sulle spalle il ruolo di esclusiva di punta in casa PlayStation 4 per questa metà primavera.

Ruolo non certo semplice, considerando che i Bend Studios non sono un grande team - parliamo di poco più di 100 dipendenti - e che non lavorano su un'esclusiva di peso dal 2012, quando in collaborazione con Naughty Dog realizzarono Uncharted: L'Abisso d'Oro, uno dei titoli di lancio di PS Vita. Precedentemente noti per la saga Syphon Filter, i Bend Studio hanno svoltato totalmente pagina buttandosi nel calderone dei giochi ad ambientazione post apocalittica, scegliendo di realizzare un open world single player che rinuncia ad ogni elemento online per offrire una lunga e articolata campagna - che vi terrà impegnati per oltre 30 ore senza dilungarvi troppo nelle missioni secondarie - sostenuta da una componente narrativa sempre molto presente e articolata.

IL MONDO È MORTO: LUNGA VITA ALL'OREGON

Days Gone ci porta nel bel mezzo di una misteriosa pandemia che ha sterminato miliardi di mammiferi sulla Terra, trasformandoli in creature completamente ostili e spietate, pronte ad attaccare qualsiasi cosa si muova. Nel caso degli umani questi vengono definiti furiosi, si muovono in branchi - o meglio in orde - e prediligono agire durante la notte, anche se non è raro vederli passeggiare durante le ore diurne.

Ma la pandemia ha colpito anche altre specie, facendo mutare la fauna locale principalmente composta da cani, lupi, orsi e persino puma, tutti resi ancor più aggressivi dal virus e potenziati nelle loro facoltà fisiche. Per fare un esempio, un lupo mutato è in grado di correre a più di 100 chilometri orari mentre sbrana i copertoni di una moto, citando una delle tante registrazioni sparse per il gioco.

Questo è il mondo di Days Gone e la nostra avventura ci porta ad esplorarne una piccola frazione, più precisamente la zona centrale dell'Oregon che da Crater Lake si sposta verso le regioni più a nord. La mappa è basata quanto più possibile sulla morfologia del mondo reale e ci offre scenari in costante cambiamento, grazie ad un sistema di clima dinamico: si passa da giornate serene a piovose, dalle ventose a quelle nevose, tutto seguendo la classica alternanza tra giorno e notte. Scorrere dei giorni che vi verrà ricordato anche ad ogni apertura del menù, in cui un contattore vi permetterà di sapere quanto è passato dall'Apocalisse.


L'Oregon - oltre ad essere lo Stato in cui hanno sede i Bend Studio - è anche la terra natale di Deacon St. John, il protagonista delle vicende narrate in Days Gone. Deacon è un motociclista, una persona qualsiasi quindi, che come tanti si ritrova ad affrontare il momento in cui si scatena l'Apocalisse e il conseguente crollo della civiltà come la conosciamo. In quelle ore si trova in compagnia dell'amico di sempre Boozer e della moglie Sarah, dalla quale sarà costretto a separarsi già nei primi minuti del filmato iniziale nel tentativo di salvarle la vita. Gesto che lo condanna a restare a vagare in quello che presto diventerà l'Incubo, una terra di nessuno razziata dai furiosi e da altri pericoli.

Sono queste le premesse che danno il via alla narrazione di Days Gone, un copione abbastanza classico e poco originale che però sorprenderà e appassionerà man mano che ci si addentrerà nella trama. La storia ci porta subito avanti nel tempo di due anni, mostrandoci come Deacon e Boozer - il cui legame fraterno è una delle tematiche principali del gioco - hanno saputo far fronte alle difficoltà durante la loro vita da Randagi, termine dispregiativo utilizzato per definire chi, come loro, ha scelto di vivere isolato senza affiliarsi ad alcun campo.

Si perché il crollo della civiltà ha portato ad una completa riorganizzazione della società: sparite le città e le grandi metropoli, la vita dei pochi superstiti avviene ora all'interno dei campi, piccole comunità autogestite, ognuna caratterizzata da regole e "leggi" molto ben diversificate tra loro. Questo è il primo aspetto che ci lascia capire come i Bend Studio non abbiano affrontato il tema dello scenario post apocalittico con leggerezza, bensì abbiano provato a costruire un mondo particolarmente realistico e credibile, dove l'ipocrisia e il perbenismo sono stati accantonati - con diversi gradi - per rispondere all'impellente bisogno di organizzarsi al fine di sopravvivere e nulla più.


Troviamo quindi un campo in cui un ex complottista ha preso il comando e dirige la sua comunità secondo le sue convinzioni, un altro in cui una sorta di ex carceriere ha instaurato un regime apparentemente molto solidale, ma che in realtà è basato sullo sfruttamento estremo, un altro ancora in cui si cerca di applicare quel poco che resta della legge e della diplomazia per regolare la vita al suo interno, e così via. Tante piccole isole sparse per l'Oregon, tutte in bilico tra la rivolta interna e una tregua precaria con il mondo esterno, nelle quali Deacon si sposta in maniera fluida dall'una all'altra, grazie alla sua condizione di Randagio.

Aiutare un campo ci permetterà di incrementare il livello di fiducia, fondamentale per poter sbloccare l'accesso a nuove armi, oggetti e potenziamenti per la nostra moto. In un mondo in totale declino, il denaro ha perso di significato e questo significa che ogni buona azione nei confronti della comunità viene ricompensata con crediti che valgono solo all'interno di quello specifico campo. Starà quindi al giocatore scegliere dove è meglio investire il proprio tempo, dove indirizzare uno dei superstiti che gli capiterà di salvare dagli attacchi dei furiosi o dei predoni, visto che non tutti gli oggetti e i potenziamenti vengono venduti all'interno di ogni campo.


LA MIGLIOR AMICA DEL CENTAURO

Ho accennato rapidamente alla moto, ma questa merita un importante approfondimento, in quanto non sarebbe sbagliato definirla come un vero e proprio personaggio secondario. Infatti, può essere potenziata notevolmente, grazie ad accessori che non solo incrementano la capacità del serbatoio e la resistenza ai danni, ma permettono anche di ridurre la rumorosità, installare delle borse porta oggetti, aggiungere la nitro per scatti d'emergenza e molto altro ancora. Oltre che tramite lo spostamento manuale, la moto può essere utilizzata per i viaggi rapidi da una località all'altra - a patto di aver reso sicura la strada - e per effettuare il salvataggio dei progressi.

La manutenzione della moto potrà essere fatta nelle officine o raccogliendo i rottami che troviamo sparsi per il mondo, di cui possiamo averne una quantità limitata con noi. Il carburante, invece, dovrà necessariamente essere raccolto sul posto, ma non preoccupatevi.


Days Gone bilancia bene gli elementi survival presenti nel gioco, scegliendo con intelligenza quali rendere realistici e quali no. Ad esempio, il fatto che il mezzo abbia bisogno di manutenzione e di rifornimenti contribuisce a renderci più cauti durante gli spostamenti, ma il fatto che la benzina delle stazioni o delle taniche sia praticamente infinita è un espediente necessario al fine di evitare che il giocatore abbia davanti a sé un numero limitato di chilometri da poter percorrere con la moto.

Questo significa che se da un lato dobbiamo calcolare attentamente le risorse che ci servono per andare da A a B, dall'altro sappiamo anche che nel punto B troveremo comunque sempre la possibilità di ricaricarle in qualche modo, aspetto che ci dona più sicurezza nell'affrontare lo spostamento.

Allo stesso modo, la possibilità di aggiungere silenziatori consumabili alle armi e la distruttibilità di quelle da mischia ci invitano ad utilizzare questi elementi con cautela, tuttavia non dobbiamo gestire aspetti come sonno, fame, malattie e altro ancora. Insomma, Bend Studio ha valutato attentamente quali meccaniche sfruttare per incrementare il tasso di difficoltà e realismo dell'avventura, senza però sbilanciarsi eccessivamente e proporre un'esperienza frustrante e macchinosa. Difficoltà che non risulta affatto un problema se si gioca in modalità normale, ma che si fa più intensa in modalità difficile, descritta dagli autori stessi come quella su cui è stato pensato il gioco.


CRESCITA E PERSONALIZZAZIONE

La crescita e il potenziamento non riguardano solo la moto, ma coinvolgono appieno anche il nostro protagonista. Durante le missioni e i combattimenti, Deacon otterrà punti esperienza che all'aumento di livello conferiranno punti abilità spendibili in 3 diversi rami che migliorano gli attacchi in mischia, a distanza o le capacità di sopravvivenza. Ogni ramo è composto da 5 stadi e ognuno di questi si attiva quando avete speso almeno 2 punti in quello precedente, dandovi quindi un senso di progressione. La scelta di intervenire nel ramo che ci specializza nel combattimento a distanza o in quello corpo a corpo dipende esclusivamente dal vostro stile di gioco, mentre il ramo sopravvivenza offre abilità utili in ogni caso.

Days Gone può infatti essere affrontato sia buttandosi a capofitto nei combattimenti, sia adottando un approccio stealth. Le abilità sbloccate incidono profondamente nel gameplay e lo mutano rendendolo più articolato e complesso con il passare del tempo. Ad esempio, scegliendo di specializzarsi nel combattimento in mischia avrete la possibilità di apprendere abilità che aumentano i danni di questo genere di armi, incrementano la lunghezza delle combo, o che ancora vi permettono di effettuare uccisioni furtive di nemici altrimenti impossibili da cogliere alla sprovvista.

Contrariamente, specializzarsi negli attacchi a distanza aumenterà la vostra capacità di mira, vi permetterà di accedere alla meccanica della Concentrazione (rallentare brevemente il tempo mentre state mirando), potenziare i danni e la perforazione dei proiettili, la quantità di munizioni per caricatore e così via. I rami delle abilità permettono quindi al giocatore di intervenire attivamente sul gameplay: sin da subito c'è la possibilità di sapere esattamente tutti i nomi e gli effetti delle abilità presenti in ogni ramo, in modo da poter scegliere con consapevolezza a cosa puntare e in che ordine sbloccare le skill.

La crescita del personaggio è poi basata su un'ulteriore meccanica slegata dai rami, la quale consente di incrementare la salute massima, la barra del vigore e della concentrazione: consiste nel recuperare dei particolari iniettori abbandonati nei campi dei team di ricerca. Ognuno dovrà prima essere messo in sicurezza e al suo interno troverete l'oggetto con il quale potenziare una delle 3 voci. L'oggetto in questione è lo stesso per tutte e 3, quindi anche in questo caso la scelta dovrà essere basata sul vostro approccio al gameplay.

Deacon dispone inoltre di una sua abilità innata nel seguire le tracce, l'istinto del sopravvissuto, grazie al quale sarà possibile non solo ricostruire ciò che è accaduto nel luogo di una missione, ma anche trovare oggetti nascosti, porte e capire quali veicoli possono essere manomessi per recuperare degli utili rottami.


STEALTH O AZIONE? A VOI LA SCELTA

Pad alla mano è molto semplice controllare Deacon in ogni situazione, sia che vi troviate ad esplorare sia che siate coinvolti in un combattimento, grazie a comandi standard molto intuitivi e facili da padroneggiare.

Poco sopra ho accennato all'aspetto stealth del gioco e anche in questo caso è bene spendere due parole per approfondire la questione. Nel mondo di Days Gone i nemici vi identificano attraverso l'udito e la vista e potrete evitare di essere scoperti sfruttando le varie coperture, i cespugli o piccoli diversivi. Un'intera categoria di armi è dedicata proprio ai diversivi, che vanno dal semplice sasso ad esche più complesse (chiamati attrattori) che faranno convergere i nemici in un luogo ben preciso. Ognuna di queste armi risulta più o meno efficace in base al tipo di avversario, quindi è bene pianificare una strategia prima di assaltare una base, un campo occupato o altro ancora.

Restando in tema di armi, segnalo che il giocatore può equipaggiarsi con una pistola, un'arma secondaria (fucile, fucile d'assalto, mitra, ecc.), una speciale (balestra o fucile di precisione) e una da mischia che può essere raccolta in giro. L'inventario si arricchisce dei classici oggetti di cura, di molotov, granate, sassi, attrattori e così via. Molti di questi oggetti speciali potranno essere craftati con un sistema praticamente identico a quello di The Last of Us, ovvero raccogliendo oggetti come stracci, ricostituenti, bottiglie vuote, cherosene ecc. La raccolta di oggetti include anche piante, carne e taglie (i resti dei mostri) che possono poi essere scambiati ai campi per crediti e affinità.

Ma da chi ci devono difendere tutte queste armi? Oltre ai già citati furiosi (che a loro volta si suddividono in larve, erranti, grigi, colossi e sirene) e agli animali mutati, gli altri nemici più pericolosi del mondo di Days Gone sono proprio gli umani sopravvissuti. Quelli ostili si dividono in due gruppi, i Ripugnanti e i Predoni. Questo ultimi sono i più semplici da spiegare: non si tratta altro che di altre persone che si sono riunite in piccoli gruppi e che vi tenderanno agguati e imboscate di vario tipo.

I Ripugnanti, invece, hanno un ruolo importante nello svolgimento della trama e fanno parte di una sorta di setta religiosa che ha scelto di accettare il declino del mondo e di adorare i furiosi. Cerca quindi di imitarne la follia, attraverso l'uso di droghe che li rendono immuni al dolore, pratica che gli permette di flagellarsi il corpo di ustioni e ferite autoinflitte. Oltre a ciò, ogni Ripugnante rinuncia alla propria identità e alla sua individualità, per prendere parte ad una comunità che si trova a suo agio nel mondo in rovina. Come già detto, il loro ruolo è centrale nello svolgimento della trama, ma ovviamente non anticiperò nulla di ciò che lì riguarda.


Sappiate però che tutti gli elementi discussi sino ad ora contribuiscono alla creazione di un mondo di gioco dinamico e popolato da eventi casuali, come un gruppo di predoni che vi tende una trappola nel bel mezzo della strada, un'orda che si solleva all'improvviso, una persona disperata che aspetta di essere liberata e molto altro ancora. Nel suo legame a stretto contatto con il tema della morte, Days Gone è un gioco più vivo che mai. È in questo ambiente che Deacon porta avanti la sua avventura, nella speranza di poter recuperare qualche informazione sulle condizioni di Sarah. La nascita e l'evoluzione della storia d'amore tra i due ci verrà svelata passo dopo passo durante i flashback nostalgici che ogni tanto tornano alla mente di Deacon, grazie ai quali potremmo dare uno sguardo all'Oregon prima dell'Apocalisse.

Concludo questa sezione evidenziando la cura nel comparto artistico, grazie a colonne sonore country che aumentano il senso di nostalgia che traspare in ogni singolo momento dell'avventura, e l'ottima realizzazione dei paesaggi rurali dell'Oregon, i quali potranno essere immortalati al meglio attraverso la completissima modalità foto presente nel titolo.


I DIFETTI NON MANCANO

Tante belle parole sono state spese per Days Gone sino a questo punto, ma come ogni prodotto del lavoro umano che si rispetti, anche questo titolo non può certamente definirsi come un'opera perfetta e priva di difetti. La lunga lista di aspetti positivi riguarda quindi elementi come il comparto artistico, il gameplay bilanciato - al netto di una telecamera un po' pigra nel seguirvi durante i combattimenti corpo a corpo più frenetici - e tutto ciò che riguarda la trama e la crescita personale dei personaggi, mentre gli aspetti negativi risiedono principalmente nel comparto tecnico e nella struttura delle missioni secondarie.

Realizzare un open world abbastanza vasto, con tanti elementi casuali e farlo con un team di dimensioni abbastanza contenute è sempre una sfida non da poco e il titolo di Bend Studio ci mostra come ci sia ancora bisogno di un ulteriore lavoro di affinamento e pulizia del codice (in queste settimane si è passati dalla versione 1.00 alla 1.01, 1.02 e 1,03, quest'ultima contenente la build di lancio), sopratutto durante le fasi finali dell'avventura.

Per la maggior parte del tempo non si segnalano problemi di sorta: il frame rate è tendenzialmente stabile e si riscontra giusto qualche bug da compenetrazione molto sporadico, oltre a qualche piccolo calo degli fps durante l'attraversamento delle aree che mascherano i caricamenti (ad esempio le lunghe gallerie). Ma è quando si arriva nella seconda parte che i cali diventano più frequenti, anche in aree abbastanza spoglie e prive di elementi che possano far pensare ad un appesantimento improvviso della scena di gioco. Purtroppo questo non è l'aspetto più grave.

Durante le ultime sessioni di gioco vi capiteranno frequenti casi in cui l'audio delle cutscene risulta totalmente fuori sincro rispetto a quello che accade a schermo, mentre in alcuni casi si segnalano buchi audio nel doppiaggio (molto convincente e di qualità quello italiano). In casi ancor più rari può capitare che una missione non venga caricata completamente e questo porti al blocco del personaggio sul posto, con la chiusura forzata e riapertura del gioco come unica soluzione. Tutto questo su PlayStation 4 Pro, piattaforma su cui ho provato Days Gone.

Insomma, bug importanti che però possono essere corretti con il rilascio di aggiornamenti volti a rendere più stabile il gioco, ma di cui non possiamo darvi alcuna certezza riguardo le tempistiche. Sino ad ora abbiamo notato una buona frequenza nel rilascio delle patch (la 1.03 pesa oltre 20GB), tuttavia lo stato attuale del gioco è questo e deve essere valutato per ciò che è, non per quel che sarà o potrebbe essere.


ATTENZIONE ALLA RIPETITIVITÀ

Questi sono i problemi tecnici di Days Gone, i quali vanno ad inficiare un comparto altrimenti di buona qualità e molto curato, attento ai dettagli e con una buona caratterizzazione dei personaggi, dell'ambiente e dei campi.

Lasciando le questioni tecniche, il titolo presenta anche qualche punto debole per quanto riguarda la ripetitività delle missioni secondarie. Fondamentalmente il gioco offre degli archi narrativi che si completano in base al numero di missioni che svolgete al loro interno. Oltre agli archi legati alla trama principale, ne trovate altri correlati ad aspetti come la disinfestazione delle zone occupate dai furiosi, allo sterminio dei ripugnanti, le indagini su ciò che ha portato alla diffusione del virus e il ruolo dei ricercatori e il lavoro part time da cacciatore di taglie.

Tutte le missioni racchiuse all'interno di queste categorie sono praticamente identiche tra loro e si riducono ad effettuare lo stesso tipo di azioni in varie parti della mappa. Certo, la varietà è data dal fatto che ogni campo deve essere affrontato in maniera diversa, ogni nido è posizionato in luoghi più o meno facili da identificare, gli inseguimenti in moto per catturare un fuggiasco presentano degli imprevisti dati proprio dalle variabili che caratterizzano la guida e così via, ma ciò non cambia che il tipo di missioni risulta comunque ripetitivo sulla lunga.

Tra gli aspetti negativi segnalo anche il sistema di guida della moto, un po' troppo impreciso e che vi darà sempre l'impressione di non avere mai il pieno controllo del mezzo. Un po' un controsenso, considerando che il protagonista è un motociclista esperto, che quindi non dovrebbe avere problemi di alcun tipo. Non esalta neanche l'intelligenza artificiale dei nemici, abbastanza basilare e molto semplice da ingannare, ricorrendo a tutti i diversivi a disposizione di Deacon. In alcuni casi è semplicemente poco credibile che combattenti esperti e invincibili - per motivi di trama - si lascino distrarre da un sasso lanciato nella direzione opposta.

CONCLUSIONI

Come avrete capito giungendo sino a questo punto, Days Gone è un gioco che offre molto più di quello che i trailer ci hanno lasciato intendere negli ultimi anni. Video dopo video, la campagna mediatica che ha accompagnato il titolo dei Bend Studio ha focalizzato l'attenzione sul combattimento e sulle immense orde di furiosi, tralasciando l'importanza che in realtà riveste il comparto narrativo.

Personalmente non nego di essermi avvicinato al titolo con una certa diffidenza, mentre sono rimasto piacevolmente soddisfatto già nelle prime ore di ore di gioco, non appena è apparso chiaro che la trama alla base del gioco non fosse un semplice pretesto per buttarvi al massacro di orde di infetti. Tutt'altro, Days Gone è un titolo che vuol prima di tutto raccontare una storia di sopravvivenza e adattamento, di personaggi che devono combattere per arrivare al giorno successivo in un mondo che ormai non è più sotto il loro controllo.

Ogni accampamento ha una sua ideologia alla base; potreste trovarvi più a vostro agio nel bazzicare in uno piuttosto che in un altro, magari perché condividete maggiormente l'idea di società che ha da proporvi. E Deacon St. John non è un santo, non è un eroe: è una persona comune, che cerca di sopravvivere aggrappandosi alla continua speranza che un giorno la sofferenza quotidiana possa essere ricompensata dall'incontro con sua moglie Sarah.

Nel frattempo evita ogni altro legame, dimostra disinteresse per la vita al di fuori di sé stesso e dell'amico Boozer, unica persona per cui è disposto a recuperare la sua umanità, ormai diventata un peso in un mondo che premia solo la forza, la violenza, la pazzia e l'inganno. Nel suo titolo Bend Studio accetta anche di trattare temi molto forti e controversi, ponendo i personaggi davanti a situazioni disperate che cambieranno la loro vita per sempre in maniera irrimediabile, o ancora scegliendo di coinvolgere attivamente anche i bambini nell'infezione, trasformandoti nelle cosiddette larve.


Tutti questi elementi ci fanno capire come Days Gone abbia molto più da raccontare di quanto ci si potesse immaginare. Nel corso della recensione non ho praticamente quasi mai parlato della meccanica delle orde, una di quelle maggiormente pubblicizzate, per un motivo ben preciso: non è questo il cuore del gioco.

Certo, l'orda appare all'improvviso mentre sbuca da un treno distrutto, mentre vaga per le strade, vi insegue e vi ammazza senza pietà se non siete più veloci o se non avete pianificato un modo per affrontarla, ma voi potreste godere appieno del gioco anche senza affrontarne mai una. Non è questo il punto focale di Days Gone, non è qui che i Bend Studio volevano andare a parare. Forse il reparto marketing di Sony non ha avuto il coraggio necessario per credere di più anche negli altri aspetti del titolo, dando sin troppa importanza ad un elemento che è sì spettacolare, ma anche altrettanto secondario.

Purtroppo però bisogna fare i conti con un comparto tecnico che ha ancora bisogno di affinamenti, che sia quindi in grado di garantire un frame rate più stabile anche negli atti avanzati del gioco e che risolva alcuni problemi di sincronizzazione tra il parlato delle cutscene e il video, alcuni bug casuali durante le missioni e altro ancora.

Insomma, Days Gone è una piccola gradita sorpresa che vi consigliamo di provare se amate il genere survival e siete alla ricerca di un'esperienza single player coinvolgente - forse non tra le più originali - e appagante. Il gioco è completo già così come viene venduto, anche se sono in programma alcuni contenuti aggiuntivi gratuiti per le prossime settimane.

CONTENUTI/MODALITÀ DI GIOCO 8,5

GAMEPLAY 8

TECNICA 7

MULTIPLAYER -

LONGEVITÀ' 8,5

GLOBALE 8

Trama coinvolgente, ricca di colpi di scena e Tante abilità che influiscono positivamente sul gameplayComponente survival molto ben contestualizzataIl sistema dei campi e dei crediti è molto credibile e ben strutturatoStrategia e ampia scelta di approccio al combattimentoComparto artistico molto curato (audio/scenografia)Modalità foto completaPersonaggi e mondo credibili
Qualche bug di troppoFrame rate instabile nelle fasi avanzate dell'avventuraAudio delle cutscene non in sincrono nelle fasi avanzateLe missioni tendono ad essere ripetitiveAI dei nemici molto basilare
VIDEO

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Commenti

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Gabrix93

Qualcosa di simile per xbox?

LoWR1D3R

Si anche left for dead, dead light, walking dead, sono tutti esattamente uguali a TLOU e DAYS GONE... dai ignorante, levati dalle palle LOL

Myngionee

oddio niente di simile... un gioco fortemente incentrato su trama e rapporti umani, permeato di una nostalgia agrodolce e ambientato in un'apocalisse zombie dove i sopravvissuti si adattano in comunità semi-dittatoriali. dove l'ho già sentita?

Jezuuz
Jezuuz

Concordo, il gameplay OTTIMO, grafica assurda.. ma tutto il resto da buttare IMO, regia, dialoghi, storia narrata male ecc.
Ho grandi aspettative per il seguito, se migliorano tutto (anche di poco) esce un giocone.

Sgnapy

Pare grande, io lo iniziato e poi sono andato in trasferta per lavoro.
Non aspettarti la cura e il dettaglio di red dead 2, non è comunque male come gioco.

Sgnapy

Mi sembrano i miei utenti, "mi dicono che non va una cosa" :)

mmhoppure

si perchè altrimenti chi se la compra?!invece così facendo sei "costretto" ad acquistare entrambe le console..

Mr.Wolf

Verissimo, io non capisco perchè fare le esclusive, ok capisco che facendo così guadagni più soldi, ma i videogiochi sono diventati ormai solo che esclusive

mmhoppure

vabè..gioca con la ps4..io nel frattempo decido con cosa giocare.

JohnShepardN7
mmhoppure

appunto..parli con uno che gioca con mame e co. la scelta mia sta nel fatto che mediamente chi ha un pc è "capace" anche di far funzionare una ps4 e giocarci e spesso ha entrambe le cose, al contrario chi cerca la via facile come te, si accontenta.

JohnShepardN7

Puoi fare tutti sti discorsi quanto vuoi, ma stai facendo una figura del cacchio e manco ci arrivi... hahahahaha

Ciccio

Solo ora ho realizzato con chi stavo parlando,povero me...

JohnShepardN7
Ciccio

Sese,dimmelo poi sto giochi e film bellissimi.. già ti immagino a sbavare su serie TV spazzatura..ad ognuno i suoi gusti veri,ma davvero con te si rasenta il ridicolo.

JohnShepardN7

Mamma mia quando sei ingenuo... "esperti del settore"??? Pensi che non ricevano mazzette per dare un ottimo voto alto ai giochi??? Io gioco da 22 anni, queste cose le ho imparate durante gli anni, quando vedi Anthem prendere un brutto voto (cosa che merita), e poi vedi EA togliere la sponsorizzazione allo Youtuber per la recensione negativa, secondo te che significa??? Metacritic non conta più nulla al giorno d'oggi, ho visto film e giocato giochi bellissimi, ma con una media di 7.5. Appena toglierai la testa dalle nuvole, allora comprenderai anche tu la situazione! Se non recepisci sono fatti tuoi!

JohnShepardN7

Fanboy Nintendo! Che è la festa dei fanboy e dei discorsi del cacchio???

macosx

Non mi è rimasto impresso. Buon gioco ma per me sopravvalutato. Sono dimasto abbastanza deluso dal trailer di annuncio era un ottimo gioco però le sue potenzialità spero vengano sfruttate con il 2 capitolo.

Mi trovo d'accordo con farenz che lo ha messo in flop10.
La storia alla fine non è nulla di che.

fuma23

Forse non ti viene in mente che non tutti vogliono giocare Zelda, o Metroid, o Mario (per parlare di esclusive), e non capisco perché parli di tre anni buttati nel cesso, non tutti i giochi devono per forza essere dei capolavori, ci sono anche buoni giochi, giochi normali, l'importante è piacciano a qualcuno e che qualcuno li giochi.

Ciccio

Ci beccano di brutto,sono medie di recensioni fatte da esperti del settore,se non recepisce problemi tuoi.

JohnShepardN7

Platinato e presa la Complete Edition pure io, per me è una perla che non merita meno di 8.5 e già mi tengo basso! Ambientazione, grafica, personaggi e storia promossi! Forse qualche missione ripetitiva, ma in quale gioco non ci sono. Combat system con gli umani bocciato, ma compensato da quello contro le macchine! Se lo hai platinato, non puoi non averlo nel cuore!

macosx

Per me si... L'ho giocato tutto (ho preso la Complete edition) platinato e preso tutti i trofei (tranne new game +) ma sinceramente è un buon gioco ma guerrilla non era all'altezza, ha enormi pecche e si vede.

Jezuuz

Parecchio grande, confronti non saprei farne..

Jezuuz
Jezuuz

Neanche Red Dead 2 innova, quasi nessun gioco innova.
Forse lo farà Death Stranding ma tanto rompete anche per quello :)

JohnShepardN7

Ma che stai dicendo??? I giochi vengono linciati a comando al giorno d'oggi e senza un valido motivo! Altro che ci beccano... mi spiace Ciccio, ma hai detto una cacchiata dopo l'altra!

JohnShepardN7

Bel ragionamento del kaiser!

JohnShepardN7
JohnShepardN7

Fanboy Xbox!

JohnShepardN7

Hai sentito malissimo a quanto pare! Il gioco è una figata!

JohnShepardN7

Se pensi che ciò sia importante, allora non sei un gamer, ma solo uno che si vanta di averlo più grosso degli altri! La grafica conta poco se non ci sono esclusive di qualità!

Horatio

Craftati? -.-

mmhoppure

Noi possiamo scegliere..voi potete solo accontentarvi.

JohnShepardN7

Ah già, voi pciisti senza graficona super pompata a 8K/250 fps reputate tutto il resto mediocre. Errore mio.

I<3Microsoft

La domanda é. Cosa aggiunge questo gioco rispetto ad altri sulla sopravvivenza?
Niente.
La verità é che ormai anche i videgiochi (cosi come nel cinema e nella musica) sono la solita minestra.
I titoli validi per giocare sono sempre gli stessi dal 1991 ad oggi.
Tutti gli altri sono copie e giochi in salsa diversa a livello grafico ma sempre le stesse meccaniche.

I<3Microsoft

Veramente il soggetto si può omettere, in questo caso.

mmhoppure

Potrei senza batter ciglio..ma quando sei abituato alla grafica del pc...Cmq vabè me ne farò un ragione

I<3Microsoft

Stai calmo perché é innegabile che Sea of thieves sia uno dei giochi più interessanti degli ultimi anni forse anche decenni.
Trovami un gioco piratesco dove devi andare a cercare tesori e affrontare scheletri maledetti
.
Ah, non é mai esistito.

JohnShepardN7

Comprati una PS4!

JohnShepardN7

Fanboy Xbox! Non ci guadagni nulla scrivendo cacchiate come queste!

JohnShepardN7

Horizon Zero Dawn sopravvalutato??? Ok...

Bilbo Baggins

Che giochi pure a sea of shit!

Stefano

Ahhaahahhaahhahahahahahahahahahahaahha dalle mie parti si dice:la ragione la si da ai mussi (asini)

mat

C’è un bug molto fastidioso

ste

Si mi sembra assurdo perché la sincro audio penso sia una delle cose più semplici da fare.

gabrimazzo

Io non lo guardo nemmeno...sono altri a giudicarli dal metà.

gabrimazzo

Appunto nulla di incredibile, avete aspettato sette mesi per un buon gioco e nulla più, martellando la stampa di anteprime, giochi, feste ad invito manco dovesse trattarsi del nuovo punto di riferimento. Un gioco che nulla aggiunge e nulla toglie alle decine uscite in questi mesi.

LoWR1D3R

fai pena LOL

realist

Quei giochi citati da te non sono al livello di Zelda, e non sto qui a spiegartelo.

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