Tutti i prezzi sono validi al momento della pubblicazione. Se fai click o acquisti qualcosa, potremmo ricevere un compenso.

Mercato discografico italiano: oltre il 60% è digitale e lo streaming guida la crescita

03 Aprile 2019 32

Il mercato discografico mostra segnali positivi sia a livello globale, sia a livello italiano. A tratteggiarne lo stato di salute è il Global Music Report 2019 di IFPI (dati relativi al 2018) e i dati contestualmente forniti da FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana). Le principali tendenze del settore possono essere schematizzate con aumento dei ricavi riconducibili ai servizi musicali in streaming e una parallela diminuzione degli introiti prodotti dai download e tramite supporti fisici.

IN ITALIA

Il mercato discografico italiano ha registrato nel 2018 un fatturato di 228 milioni di euro, in crescita del 2,6% rispetto all'anno precedente. E' un settore in cui i prodotti digitali occupano ormai più della metà dell'intero mercato (fisico e digitale): nello specifico, dal 2013 al 2018, la percentuale è passata da 32% al 63%.

Anche nel 2018 e anche nel nostro paese lo streaming si conferma l'elemento trainante del settore - si ricorda che, secondo i dati fornit da FIMI lo scorso anno, lo streaming ha superato i ricavi generati dai supporti fisici. Quasi metà del mercato (41%) è rappresentato dai servizi in streaming e quelli in abbonamento di tipo premium (a pagamento) sono aumentati del 55,4% rispetto al 2017.

Altra tendenza che si è riproposta nel corso dello scorso anno è il calo delle vendite dei supporti fisici; l'Italia resta comune uno dei mercati più importanti sul piano internazionale in questo specifico segmento - anche grazie agli effetti del Bonus Cultura, sottolinea Enzo Mazza, CEO di FIMI:

Nonostante il calo di fisico e download sia fisiologico in una dimensione digitale sempre più consolidata, grazie ai risultati del repertorio italiano che ha dominato le classifiche degli album nel 2018, il mercato fisico italiano resta uno dei più forti a livello internazionale, posizionandosi al settimo posto. È merito anche grazie dei risultati generati dal Bonus Cultura, che solo nel 2018 ha prodotto oltre 21 milioni di fatturato, per quasi la totalità sul fisico

A LIVELLO MONDIALE ED EUROPEO

I risultati registrati in Italia devono essere contestualizzati nell'ambito di un mercato discografico mondiale che nel 2018 è cresciuto del 9,7%, riportando ricavi pari a 19,1 miliardi di dollari. Anche in questo caso è evidente il rilevante ruolo dei servizi in streaming. In sintesi:

  • Quasi la metà dei ricavi (47%) è riconducibile ai servizi in streaming
  • I ricavi dei servizi in streaming sono cresciuti del 34% rispetto al 2017
  • Le sottoscrizioni dei servizi in streaming a pagamento sono aumentate del 32,9% rispetto al 2017
  • Gli utenti dei servizi in streaming a pagamento sono stati pari a 255 milioni
  • Il 37% delle entrate totali della musica registrata è riconducibile ai servizi in streaming a pagamento
  • Le entrate delle vendite fisiche sono calate del 10,1%
  • Le entrate delle vendite di musica in download sono calate del 21,2%

Stati Uniti, Giappone e Regno Unito rappresentano i tre pincipali mercati musicali a livello mondiale. Complessivamente la crescita in Europa è molto modesta (0,1%): oltre ai dati sopraccitati relativi al mercato italiano, fanno bene anche Svezia e Norvegia (rispettivamente +2,8% e +1,7%), Austria (+20%) e Irlanda (+7,5%). La Germania, pur occupando tuttora la quarta posizione, ha registrato un risultato negativo (-9.9%). In Europa i servizi in streaming a pagamento sono cresciuti del 29,2%, mentre le vendite dei supporti fisici e i download si sono ridotti rispettivamente del 19,4% e del 24,3%.

Ulteriori informazioni e spunti di riflessioni sono reperibili nel rapporto Global Music Report 2019 di IFPI (link in FONTE).


32

Commenti

Regolamento Commentando dichiaro di aver letto il regolamento e di essere a conoscenza delle informazioni e norme che regolano le discussioni sul sito. Clicca per info.
Caricamento in corso. Per commentare attendere...
radios

Nel tuo caso è comprensibile certo

Spark

Infatti quando reputo che un album vada ascoltato in alta qualità lo faccio, come per esempio i BOC che ho citato, che con la loro complessità di suono vale sempre la pena risparmiare per il Lossless. E con tanti altri musicisti sto facendo lo stesso, per quanto le mie economie e i miei mezzi me lo possono permettere.

Per quanto riguarda il passaparola: tu evidentemente vivi in città, o comunque in un luogo dove c'è cultura musicale e persone che sono in grado di capire certa musica, e soprattutto hai fonti per trovare nuovi artisti senza internet, ma io vivo in un paesino dove il massimo della cultura musicale sono le canzoni di Liga, le canzoni orecchiabili e poco politiche di De Andrè, i musicisti di Sanremo, i brani dedicati al carnevale, la latino come Despacito e compagnia monotona e le cantilene di paese da cantare quando si è ubriachi.
Io sono obbligato a chiedere aiuto a internet e alle app perché il mondo che ho attorno è semplice e banale, ed è anche perché è disgustato da ciò che ascolto, tanto che a volte prende pure per il C chi parla di musica diversa da quella conosciuta da "tutti".

La mia situazione è limitata dai soldi e dalla cultura che ho attorno, e quindi devo accontentarmi di questo. Poi, sarà una cosa brutta? Pazienza, non sempre c'è la scelta per le cose, reputo che alla fine questo sia il male minore. Sempre meglio che privarsi di tutto perché non seguo la giusta modalità.

radios

La conoscenza sta alla tua voglia di acquisire ... Con o senza agevolazioni ..
Conosco Sakamoto da quando manco i cellulari esistevano .
È il web era appena nato e non c'era modo di apprendere da esso ..
Una volta bastava il passa parola e lo scambio di informazioni di musica
vivendo per strada e aquisivi ciò che ti interessava
ascoltando radio e andando a concerti anche di sconosciuti . .. Oggi se non avete un app siete persi!!!
Ho ascoltato musica a bassa qualità finché non ho avuto possibilità di migliorare la mia elettronica per far esprimere il massimo dalla fonte registrata .. Flac Cd o vinile che sia .
Oltre alla mia collezione di cd e vinili ho 1400 album in flac o sacd
Fisicamente salvati ..
La mia conoscenza musicale o di ascolto non è avvenuta oggi con tutti i modi semplici che esistono per ascoltare e conoscere ma in passato..
Quando ascolti per decenni un album in bassa qualità d'ascolto e poi un giorno ti capita di ascoltare lostesso album in un impianto che sprime al massimo la registrazione ti rendi conto che quell'album che hai ascoltato per anni lo riscopri come se fosse la prima volta che lo ascolti ...
Questo è un dato di fatto .. ..

Scemo 2.0
Spark

A parte il fatto che se un album è complesso sonoricamente (cosa che non sono tutti) cerco una fonte di alta qualità a prescindere (Tomorrow Harvest e Geogaddi li ho in cd, come Glasstress c'è ho in FLAC, non si ascoltano 700 gruppi solo per metterli in loop quando non si ha nulla da fare), secondo se devo scegliere tra ascoltare una piccola selezione in alta qualità, e una grande in bassa, preferisco la seconda, dato che è grazie a lei che ho conosciuto enormi mondi di sperimentazione che prima non conoscevo, e artisti che al massimo sentivo nelle radio, o che venivano nominati in determinati posti senza che io potessi cercarli.
Io ho aperto i miei orizzonti in modo enciclopedico, assaporando e provando musica sempre diversa, emozioni uniche e più profonde di un semplice ascolto in cuffia, da una semplice intonazione corretta e di una semplice chitarra che si sente bene. Il cuore e la passione rinchiusa nello snobbismo dell'alta qualità non mi è mai interessato, e l'ho sempre lasciato a chi si accontenta di pulire il pavimento con Communicate di Dire Straits di sottofondo in vinile.
Per fare un esempio, senza Spotify e Bandcamp, Leyland Kirby con il progetto Caretaker, William Basinski, Oval, V.I.R.U.S di Sakamoto e Alva Noto, Ghost (band giapponese), Amon Tobin, Arca, DeVotchka, Maps, e altri gruppi elettronici sperimentali che sto seguendo ora di pari passo, non li avrei mai conosciuti. Sarei rimasto solo con i Depeche Mode e via.

asd555

E non sai di quanti ne conosco così... Comprano il vinile e lo ascoltano forse una volta l'anno, per tutto il tempo stanno con Spotify, bah.

radios

Spotify lo uso solo per ricerca .. che poi la ricerca si fa anche tramite web è uguale ..
ascoltare musica su cell ,pc ,tv ti stai perdendo un sacco di informazioni che il brano ha da offrirti …..
e per me non esiste ascoltar musica in questo modo ...se poi non ti frega niente allora tutto fa brodo ….
ma la musica è cultura ,arte e passione ….

radios

chi ha una libreria a casa è uno spreco di soldi ?
i vinili uguale, è una collezione fisica ….
come i CD.
la musica sposa l'elettronica….
in qualunque modo tu ascolti musica che sia liquida ,CD o Vinile un piccolo impiantino discreto a casa devi averlo per poter ascoltare degnamente la musica …….
per la qualità musicale ci sono un sacco di fattori da considerare e staremo qui a parlarne sino a domani e non mi sembra il luogo più adatto qui …...

Mew

Beh appunto ognuno è fatto a modo suo lol ad esempio c’è il vinile di una colonna sonora che costa relativamente poco con un sacco di foto dentro. In quel caso ci sta. Poi se uno lo fa giusto per mettere la foto su insta è un altro discorso

iclaudio

be sai quando il negozio fisico tra pirateria tasse chiude i battenti non è che ti rimane altro da fare...ti butti sul digitale

asd555

Guarda io ho un'idea tutta mia della musica.
La musica esiste nell'etere.
Del supporto e di quanto sia collezionabile, mi interessa meno di zero.

Mew

Non ha alcun vantaggio ma alcune edizioni sono molto belle da collezionare e non è che costino chissà quanto

Francesco Renato

Ma il 40% non digitale da cosa è costituito, non credo solo dal vinile e dalle musicassette che ormai sono una rarità.

I<3Microsoft

Spariti. Ormai é mercato di alto collezionismo storico.

Top Cat

Che fortuna.

Scemo 2.0

Uso un amplificatore valvolare per le mie casse, aggiunge quel tocco delicato e caldo che apprezzo, per me basta e avanza, mio nonno ha una bella collezione di vinili anni '70-2000, spero di poterci mettere le mani un giorno

Top Cat

I cd da fonte completamente digitale si.

Scemo 2.0
Top Cat

Chissà perchè non hanno rubato, pardon, rapito anche quello che c'era sull'altro sedile...

Top Cat

Scommetto che ascolti quasi per tutto il tempo Radio Attiva...

Top Cat

A parte tutto, la pienezza del suono del vinile è imbattibile.
Ma i vinili veri, non quelli che provengono da un master comunque digitale.

Spark

Spotify e co sono comodi e economici. Con essi ho scoperto all'incirca 700 artisti e gruppi, riscoperto tanta roba del passato che non trovavo più, ascoltato tante perle della musica senza temere spese assurde per poterle avere, trovato artisti che non trovavo in CD, e ho potuto fare tutto con tanti device differenti senza dover spostare file o mettere lettori di supporti fisici ovunque. Ho Spotify sul cellulare, sullo smartwatch (anche se fa pena), su Alexa Echo, sulle TV smart, sul tablet, sul computer. E il tutto a un prezzo mensile equivalente a un album dei Depeche.
Sono servizi funzionali che, anche se sacrificano la qualità (chi più chi meno), aiutano a scoprire musica che non è possibile scoprire con acquisto di cd e vinile, a meno che uno non diventa come l'AVGN e si riempie la casa di roba.

Super Rich Vintage

Vero, all'inizio ho cominciato con le musicassette ma poi ho avuto dei problemi di sbobinamento dei nastri e ho cambiato radio.

Luca Lindholm

In auto si sono sempre utilizzate le musicassette, eh...

StriderWhite

eeeeh, bisogna fissarle bene le cose...

Scemo 2.0

Io qualche CD ogni tanto lo compro ancora, anche di artisti lontani, il vinile è roba per nostalgici accaniti, troppo costosi, poco pratici, si rovinano e il rumore di fondo è per me insopportabile, per il resto mi sono abbonato a Spotify che costa poco e ti apre un mondo

Super Rich Vintage

Una volta avevo la mia radio portatile a batterie che era posizionata sempre sul sedile del passeggero con la cintura ben allacciata. Poi un giorno ho trovato il finestrino rotto e la radio non c'era più...

asd555

Lol.
In realtà il vinile non ha alcun vantaggio, zero, specialmente poi quelli prodotti dagli anni '60-'70 in poi vengono dalla "pista" digitale vanificando tutto il bello dell'analogico.

Però fa figo comprarli al triplo del prezzo di un CD e fare la foto da condividere su Instagram per i più rincogliòniti dei social.

StriderWhite

Certo che ci sta, basta rinunciare al sedile anteriore passeggero!

Super Rich Vintage

Alla fine pure io mi sono convertito ai cd, il giradischi per i vinili in auto non ci stava :(

Markk
asd555

Ma come, e egli inutili estimatori finti hipster dell'inutile vinile dove sono?

Tecnologia

Ericsson immagina lo stadio del futuro: le novità del MWC | VIDEO

Recensione

Recensione Corsair MP700, il prezzo dell'alta velocità

Tecnologia

AI PIN, abbiamo provato l'anti smartphone al MWC. Eccolo in VIDEO

HDMotori.it

Xiaomi SU7 Max, la supercar elettrica in mostra al MWC di Barcellona | Video