Recensione The Division 2, un loot shooter con uno dei migliori end game al lancio

01 Aprile 2019 31

Il primo The Division, nonostante abbia ottenuto un discreto successo, non è riuscito ad offrire un end-game all'altezza delle aspettative, risultando poco longevo e coinvolgente. Il franchise di Ubisoft appartiene infatti al genere dei "looter shooter", giochi basati sull'online che si evolvono nel corso del tempo e richiedono al team di sviluppo un costante e sostanzioso supporto post lancio capace di estenderne la longevità.

A tre anni di distanza dall'uscita del primo episodio, Massive Entertainment decide quindi di riprovarci. The Division 2 propone una struttura e un gameplay basato sulle fondamenta della serie, ma introduce alcune novità e una mole di contenuti che, questa volta, lascia poco spazio alle critiche.

Abbiamo trascorso più di 50 ore per le strade della capitale, affrontato qualunque attività, annientato schiere di temibili nemici e ora siamo pronti ad esprimere il nostro giudizio.

Testato su Xbox One e PlayStation 4 (disponibile anche su PC tramite Epic Game Store)


IN AZIONE PER LE STRADE DI WASHINGTON D.C

The Division 2 è ambientato a Washington D.C, sette mesi dopo gli eventi del primo episodio in cui un attacco bioterroristico aveva messo in ginocchio gli Stati Uniti e la città di New York. Si vestono i panni di un agente della Divisione (reparto speciale della Strategic Homeland Security) che deve recarsi nella capitale per tentare di ristabilire l'ordine, liberare i quartieri, neutralizzare bande criminali, conquistare e difendere postazioni strategiche, riattivare la rete di comunicazione Shade, il tutto collaborando con coloro che stanno già operando nel territorio.

Washington D.C, considerata uno dei punti fermi per la rinascita del Paese, è infatti in procinto di capitolare, messa a ferro e fuoco da delinquenti di ogni genere che approfittano della situazione per prendere il controllo della città.

La città, benché meno evocativa di New York, garantisce un ottimo livello di dettaglio sia negli esterni sia negli interni, e ambientazioni numerose e varie.

Meno entusiasmante invece il comparto narrativo che, in linea con il primo episodio, non presenta miglioramenti significativi, risultando di fatto un semplice espediente per condurre i giocatori sul campo di battaglia con scene di intermezzo che sono solo un collante tra una missione e l'altra. La storia propone argomenti banali, non riesce a decollare risultando poco efficace e coinvolgente anche a causa di personaggi caratterizzati in modo molto superficiale.

Dialoghi e doppiaggi si attestano comunque su un livello qualitativamente buono e non mancano collezionabili ed ECHO per scoprire retroscena su quanto accaduto a Washington D.C.

UN OTTIMO LOOT SHOOTER TATTICO

La struttura di gioco resta simile a quanto visto nel precedente episodio, proponendo una sparatutto tattico in terza persona con un molti più contenuti. Washington D.C, suddivisa in distretti differenziati in base al grado di difficoltà, è completamente esplorabile sia da soli sia in compagnia di altri 3 agenti da reclutare tramite matchmaking o inviti.

Tra missioni principali, secondarie, conquiste di avamposti ed insediamenti, roccaforti e attività extra (salvataggio di ostaggi, casse Shade, recupero oggetti etc), in The Division 2 la parola noia non è contemplata e tutto è accompagnato da un end-game che stupisce, rivoluziona la mappa di gioco, introduce un'inedita fazione nemica (Black Tusk) e offre una serie di attività coinvolgenti.

La struttura generale di incarichi principali e secondari consiste nell'eliminare schiere di nemici sempre più potenti per arrivare allo scontro con uno o più boss, ma il level design delle ambientazioni, la longevità delle missioni e le condizioni meteo dinamiche contribuiscono ad non farli diventare una semplice e poco accattivante formalità.

Le bande criminali che hanno messo sotto scacco Washington D.C. sono agguerrite, organizzate e controllate da un sistema di I.A che costringe l'utente a sfruttare le coperture e a studiare efficaci strategie di attacco. L'Intelligenza Artificiale è infatti molto più performante rispetto al passato, garantisce un buon livello di sfida sin dalle prime ore di gioco con delinquenti capaci di accerchiare i giocatori, sfruttare l'ambiente mettendo a dura prova le tattiche offensive degli utenti. Si affrontano quindi combattimenti basati su dinamiche RPG, adrenalinici e impegnativi nei quali la scelta dell'equipaggiamento e le strategie messe in campo potranno fare la differenza tra la vita e la morte.

Tra gadget vecchi e nuovi (vari modelli di droni, torrette, mine etc), un'arsenale di bocche da fuoco (pistole, mitra, mitragliette, fucili da cecchino, shotogun etc) e vari accessori (zaini, fondine, guanti etc), gli agenti della Divisione hanno solo l'imbarazzo della scelta per fronteggiare schiere di avversari e testare il setup più idoneo al proprio stile di gioco o al ruolo che si vuole ricoprire in squadra.

Armi ed equipaggiamento, oltre ad essere modificabili attraverso l'uso delle mod, hanno caratteristiche e statistiche peculiari che dipendono dal livello e dal grado di rarità. Usando infatti oggetti appartenenti alla stesso "brand" si ottengono inoltre bonus extra e il feedback delle varie bocche da fuoco è soddisfacente e facilmente riconoscibile.

Come in ogni "looter shooter", ciascuna attività da compire in città è finalizzata ad ottenere bottini: il sistema funziona in modo ottimale, riuscendo a garantire sempre cospicue ricompense. Materiali per il crafting, accessori ed arsenale extra possono inoltre essere reperiti saccheggiando zaini e casse sparse per la città. In base alla tipologia di incarico, oltre al bottino e all'esperienza per salire di livello, si ottengono inoltre crediti, punti per migliorare l'agente, si potenzia la base operativa (la Casa Bianca) e gli insediamenti principali.



Lo stratificato sistema di progressione di The Division 2 risulta ben strutturato e permette di potenziare sia il soldato sia le basi operative. La crescita dell'agente si basa sui Vantaggi (bonus passivi) e su otto piattaforme abilità che sbloccano strumenti tecnologici (Impulso, Torretta , Alveare, Drone, Lucciola. Mina a Ricerca, Scudo, Lanciatore Chimico). Ognuno degli otto gadget è caratterizzato da una serie di varianti (difensive e offensive) che altereranno le funzioni della piattaforma di riferimento: la Torretta, ad esempio, potrà tracciare ed attaccare il bersaglio in modo autonomo, trasformarsi in una "macchina sputa-fuoco" o in un "cecchino" infallibile e cosi via.

Oltre all'Agente, si devono potenziare ed ampliare (attraverso speciali incarichi, attività e donazione di risorse) anche gli insediamenti principali e di conseguenza il quartier generale (hub di gioco). Portando a termine specifici compiti, si ottiene infatti la fiducia di alcuni NPC che si trasferiranno alla base operativa per occuparsi di determinati settori, tra cui il poligono di tiro e il banco fai da te ,utile per craftare oggetti di qualità a patto di essere in possesso del relativo progetto.

UNO DEI MIGLIOR END GAME DI LANCIO

The Division 2 offre uno dei migliori end-game di lancio, garantendo un livello di sfida particolarmente elevato accompagnato da un buon numero di attività. Al raggiungimento del livello 30 (circa 30/35 ore di gioco), dopo aver eliminato le temibili Iene, i True Sons e i Reietti, per le strade di Washington D.C arriverà una nuova minaccia costituita dai Black Tusk, un vero esercito organizzato e dotato di tecnologie militari all'avanguardia. L'arrivo della nuova fazione nemica coincide con un incremento delle attività criminali e il totale reset di attività, insediamenti, missioni e Roccaforti.

Si devono quindi affrontare nuovamente incarichi principali, secondari e nuove attività con un livello di difficoltà che metterà a dura prova anche i giocatori più navigati, spronando ad affrontare l'end-game in compagnia, a studiare strategie di attacco e a scegliere il miglior equipaggiamento possibile. Non mancano inoltre attività, sfide e taglie extra affrontabili solo ad un determinato livello di prestigio.

I nemici da affrontare saranno molto più organizzati, resistenti, letali, dotati di un equipaggiamento efficiente e la longevità di ogni missione aumenterà notevolmente, visto che agire con prudenza, dare fondo a tutte le proprie risorse, mettere in atto efficaci strategie di attacco ed avere una squadra eterogenea con giocatori che rispettano i ruoli saranno gli unici modi per sopravvivere. Se prima di raggiungere l'end-game è possibile affrontare le varie attività (fatta eccezione per alcune) anche in solitaria, all'arrivo dei Black Tusk la situazione cambia radicalmente.



A livello 30 si sbloccano anche tre Specializzazioni con i rispettivi alberi delle abilità e armi speciali. Si può cambiare Specializzazione in ogni momento, ma si può selezionare un'arma speciale alla volta. Immancabile inoltre il Gear Score, ovvero il punteggio dell'equipaggiamento indossato, che sprona l'utente ad andare alla ricerca di armi ed accessori sempre più rari e potenti.

In maniera simile a quanto avveniva nel precedente episodio, The Division 2 comprende la Zona Nera, aree contaminate in cui, mentre si affrontano avversari comandati dall'I.A, si può collaborare con altri giocatori o attaccarli diventando dei "traditori". La modalità risulta però poco entusiasmante, soffre di alcuni problemi di bilanciamento e anche le ricompense non sono gratificanti. Nonostante alcune novità, tra cui un sistema di statistiche più equilibrato per evitare comportamenti "tossici" e la presenza di tre differenti Zone Nere, le mappe sono molto piccole e gli scontri troppo caotici.

A completare l'offerta ludica interviene anche l'inedita modalità Conflitto che, suddivisa in Schermaglia e Dominio, propone un comparto PVP più tradizionale. Segnaliamo che nelle Zone Nere e nel Conflitto il sistema di progressione è separato da quello della modalità principale, mentre le ricompense possono essere utilizzate ovunque.

TECNICA

The Division 2 si basa sul noto Snowdrop Engine che garantisce un comparto grafico nel complesso ottimo, nonostante qualche incertezza. Il livello di dettaglio sia nella zone aperte sia nei luoghi interni è ineccepibile con innumerevoli elementi di contorno riprodotti con una cura maniacale che raccontano il passato di una Washington D.C, attualmente sull'orlo di capitolare.

Rispetto al primo episodio si notano evidenti i notevoli migliorament nel level design con edifici dalle architetture complesse e campi di battaglia dettagliati, diversificati e caratterizzati in modo impeccabile che conferiscono varietà sia in visivamente sia nel gameplay.

La realizzazione di Washington D.C è coinvolgente ed affascinante, regala scorci che lasciano e senza fiato, condizioni meteo dinamiche e giochi di luce/ombre perfetti, a tal punto che spesso si opterà per non utilizzare il sistema di spostamento rapido.


Meno entusiasmante invece la realizzazione dei personaggi che non riescono a trasmettere emozioni risultando spesso inespressivi. Tra gli altri difetti tecnici, segnaliamo la presenza di alcuni bug, di episodi in cui le texture si caricano più lentamente, una profondità di campo non sempre perfetta ed alcuni effetti della armi che potevano essere realizzati con più cura.

Eccellente invece l'I.A e il sistema sistema alla base delle sessioni cooperative che riduce le differenze tra agenti di livelli differenti per rendere più equilibrata l'esperienza di gioco. Segnaliamo inoltre l'implementazione di un sistema di Clan con una serie di strumenti che permettono di creare una vera community, raggruppando i giocatori che collaboreranno tra loro per raggiungere gli obiettivi settimanali.

Nulla di particolarmente negativo da segnalare per quanto riguarda il frame rate: i 30fps restano abbastanza costanti sia su Xbox One X sia su PlayStation 4 Pro. Da migliorare invece la struttura dei menu che risulta a tratti confusionaria e la mancanza di un tutorial studiato per chi affronta per la prima volta The Division.

CONCLUSIONE

Massive Entertainment ha fatto tesoro dei suoi errori e dei feedback ricevuti dai giocatori, creando un The Division 2 che lascia davvero poco spazio alle critiche. La quantità di contenuti, un end-game ricco di attività e un sistema di progressione ben strutturato ed appagante rendono il secondo capitolo del franchise un "must have" per tutti gli appassionati del genere.

Il comparto narrativo invece non è all'altezza, manca di mordente, dialoghi e scene di intermezzo non emozionano risultando un semplice strumento per collegare una missione all'altra. Anche la componente PVP del gioco, al momento, rimane un semplice extra non paragonabile in nessun modo all'ottimo comparto principale.

Notevole invece l'impatto visivo e il level design che riesce a compensare quella sensazione di ripetitività tipica del genere. Un plauso per il sistema di I.A che garantisce un livello di sfida tarato verso l'alto, spronando l'utente a studiare efficaci strategie di attacco e a scegliere sempre l'equipaggiamento migliore.

The Division 2 non rivoluziona il franchise, si poggia su quanto proposto nel capitolo precedente, ma introduce novità e miglioramenti che lo rendono un prodotto più maturo, rifinito e strutturato.

VOTO

CONTENUTI/MODALITÀ DI GIOCO 9

GAMEPLAY 9

TECNICA 8,5

MULTIPLAYER 8

LONGEVITÀ' 9

GLOBALE 9

INNUMEREVOLI CONTENUTI E UNO DEI MIGLIORI END GAME DI LANCIOSISTEMA DI LOOT E PROGRESSIONE APPAGANTE E STRATIFICATOBUON LIVELLO DI SFIDAIMPATTO VISIVO E LEVEL DESIGN NOTEVOLI
STORIA BANALE E PRIVA DI MORDENTEZONA NERA E CONFLITTO POCO ENTUSIASMANTIALCUNI IMMANCABILI BUGPERSONAGGI POCO CARATTERIZZATI ED INESPRESSIVI
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Commenti

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Mimmo Rizzo

Salve, la campagna quante ore dura? E single player o multi?

Matt Ds

grazie dei consigli! ho notato la ripetitivita' gia' dall'inizio in effetti, ma per me che vivo nei luoghi dove il tutto e' ambientato, il gioco ha un motivo in piu' per intrattenermi. e fondamentalmente per quello l'ho cominciato

Redvex

Il primo era ripetitivo e noioso. Questo sembra quasi uguale

8riga9

Avendo provato la beta privata posso solo dire che al prezzo di lancio non lo comprerò. Il problema principale di questo gioco sono i 30 fps, davvero fastidioso durante i pan rapidi e gli spostamenti durante gli scontri. Leggo poi che è ancora presente il caricamento lento delle texture, irrisolto quindi dalla beta. Difetto che reputo grave e che combinato al basso framerate rende il tutto molto fastidioso, anche aumentando la sensibilità delle levette (come fatto nel primo division) non si migliora di molto la sensazione di pesantezza nel movimento. Guardare gameplay su PC a 60 fps o più per credere

8riga9

Io ho fatto tutte le missioni principali e tutte le secondarie (veramente tante, si parla di almeno 50) da solo. Soltanto le ultime 3 le ho fatte recentemente beccando un gruppetto di gente, tra cui poi un americano con cui ho concluso il gioco. Tutto dipende dal livello del tuo personaggio, ogni missione ha un livello e se non sei almeno alla pari è pressoché impossibile. Se hai lo stesso livello e armi moddate nel modo giusto si va avanti abbastanza tranquillamente. In ogni caso lo abbandonai dopo 1 mese (avendolo preso al day 1) e l'ho poi finito questo inverno. Missioni secondarie ripetitive ma le principali soddisfacenti. Il mio consiglio è di fare le principali, mentre le secondarie solo se hai bisogno di salire di livello.

Alessio B.

Nono tranquillo lo finirai da solo senza problemi, solo che alla lunga è davvero ripetitivo

Riccardo sacchetti

No, finito proprio da soli.. é semplicmsempl noioso, tutto qua!

Yafusata

Giusto. L'italiano speakka sempre in mezzo agli altri :D

Matt Ds

ok allora lo abbandono, del resto ne ho troppi ancora da giocare.

asd555

Nei boss è impossibile fare tutto da soli...

Jezuuz
Matt Ds

io ho comiciato il primo solo ora, incuriosito dalle recensioni del due, pensa... sto' giocando da solo perche' lo preferisco di gran lunga, ma sono solo a Brooklyn ed e' molto facile: e' davvero impossibile continuare da soli poi?

Stefania Costa
Stefania Costa

Ciao, Sekiro è Work in Progress...

Matt Ds

io ho comiciato il primo solo ora, incuriosito dalle recensioni del due, pensa... sto' giocando da solo perche' lo preferisco di gran lunga, ma sono solo a Brooklyn ed e' molto facile: e' davvero impossibile continuare da soli poi?

Jezuuz

Killy la recensione di Sekiro! Dai dai volevo un tuo parere.

CarloDM

ora però i clan ci sono...

CarloDM

qui hanno introdotto il sistema della corazza, che è semplice quanto geniale: i nemici grossi hanno delle corazze che vanno distrutte e la cosa bella è che le si vede saltare. Quindi sì, devi sparargli tanto, ma a differenza del primo capitolo (e di praticamente tutti gli altri titoli) ha un effetto visivo, pure molto soddisfacente, che ti avverte dei progresi :)

Ngamer

non è un simulatore , le armi migliori te le devi guadagnare se poi vai in zone di lvl molto piu alto del tuo è normale

Ngamer

condivido il giudizio della recensione , stupito anche dall endgame che non mi aspettavo .

MR TORGUE

se stiamo a vedere, qualunque oggetto "reale" è potenzialmente letale. nei looter shooter, un'arma di lv1 è più debole di un moscone in un occhio. (e il moscone tirato dall'endgame mob di turno ti sfracella sul muro)

Phoenix

Si ma è assurdo. Penso che in nessun gioco ho faticato tanto per ammazzàre dei comuni mortali.

iclaudio

condivito la rece...io ho gioato alla beta e per quanto ci abbia giocato il giocazzo mi è sembrato assai bello,la storia non so ma il comparto grafico merita...non ci spenderei 70danari ma usato a 30/20 lo prenderebbi assai fortemente deciso

iclaudio

le armi potenti te le devi sudà caro

Phoenix

Anche qui bisogna scaricare in testa 10 caricatori di mitra prima di abbattere un nemico?

rsMkII

Dove speakano italiano vorrai dire!

Yafusata

Prova dove parlano italiano!

LoWR1D3R

ah vabbeh, se lo dice killy LOL

Yafusata

Che robaccia ragazzi...

Alessio B.

Sono uno di quelli che ha apprezzato il primo ma leggendo vari commenti e recensioni online questo è un the division 1.5, e mi dispiace ma passo anche io..

asd555

Il primo mi piaceva, il problema è che non avendo un clan con cui giocarci mi scocciavo a giocare con i ritardati sparsi per il server col quale era piuttosto difficile comunicare e farsi capire, e fare i "dungeon" in solitaria è impossibile.
Passo.

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