Più diritti per i consumatori europei negli acquisti online e di contenuti digitali

27 Marzo 2019 11

L'Europa approva nuove norme sui contenuti digitali e sulla vendita di beni che rafforzano le garanzie a tutela del consumatore sia nelle transazioni offline, sia in quelle online. Le regole - che dovranno essere attuate dagli Stati Membri entro due anni e mezzo dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione - sono racchiuse in due direttive, approvate ieri da una larga maggioranza dei membri del Parlamento Europeo (la prima sui contenuti digitali con 598 voti favorevoli, 34 contrari e 26 astensioni, la seconda sulla vendita di beni con 629 favorevoli, 29 contrari e 6 astensioni).

Entrambe si collocano nell'insieme dei provvedimenti adottati a livello comunitario per agevolare la creazione del mercato unico digitale. Nella stessa direzione erano andati provvedimenti come quello che ha sancito lo stop al geoblocking. In sintesi, le direttive creano le condizioni affinché l'utente finale possa disporre di diritti più chiari per l'acquisto dei contenuti digitali, prevedono rimedi che i consumatori possono adottare in caso di prodotti difettosi e specifiche norme per la garanzia dei prodotti smart, dagli smartwatch, agli elettrodomestici connessi - degno di nota è il diritto a ricevere gli aggiornamenti.

NORME SUI CONTENUTI DIGITALI: MUSICA, VIDEO, APP E GIOCHI

L'utente che effettua un acquisto di contenuti digitali - es. musica, applicazioni, giochi - o utilizza servizi cloud e piattaforme social media avrà più diritti nel caso in cui il venditore/gestore non fornisca il contenuto digitale o ne fornisca uno difettoso. Obiettivo della normativa è creare un nucleo di norme comune valido sia per gli utenti che pagano (in denaro) per il contenuto o il servizio digitale e chi vi accede cedendo in cambio i propri dati.

La normativa (QUI il testo approvato) contempla:

  • Se non è possibile correggere un contenuto digitale o un servizio difettoso in un lasso di tempo ragionevole è prevista:
    • Una riduzione del prezzo
    • oppure
    • Un rimborso integrale entro 14 giorni
  • Se il difetto emerge entro un anno dalla fornitura, si presuppone che fosse già esistente senza che il consumatore debba darne prova. Per le forniture continue, resta a carico del venditore per tutta la durata del contratto l'onere di provare che il difetto non era presente
  • Il periodo di garanzia è:
    • Non inferiore a 2 anni per le forniture una tantum
    • Esteso a tutta la durata del contratto nel caso di forniture continue
NORME SUGLI ACQUISTI ONLINE (E OFFLINE)

La direttiva sulla vendita di beni (QUI il testo integrale) non fa distinzione tra acquisti online e offline:

si applica ai prodotti e servizi acquistati sia online che offline, sia che il consumatore compri un elettrodomestico, un giocatolo o un computer online sia che li compri al banco di un negozio locale.

Le regole prevedono:

  • Il venditore sarà responsabile se il difetto si manifesterà entro i due anni dal momento in cui l'utente ha ricevuto il prodotto
  • Tale termine della garanzia legale potrà essere esteso dai singoli Stati membri.
  • L'onere di provare la sussistenza del difetto ricade sul venditore per un anno; gli Stati membri possono prevedere una durata estesa a due anni.
  • I beni con elementi digitali - dagli smartphone, agli elettrodomestici smart - sono coperti dalle nuove norme. In particolar modo si sancisce il diritto di ricevere gli aggiornamenti necessari durante un periodo di tempo che il consumatore può ragionevolmente attendersi in base al tipo alla destinazione dei beni e agli elementi digitali.
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Commenti

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Alessio Ferri

Bella questa, soprattutto la parte degli aggiornamenti

hifuz

Pur concordando non posso non obiettare sul fatto che troverei quantomeno ingiusto che un governo agisse in direzione "obblighiamo i produttori a 5 anni di aggiornamenti" mentre un altro, per lo stesso prodotto decidesse per "due anni e poi basta".

E, come ho scritto, proprio in previsione del fatto che questo regolamento sarà effettivo tra due anni quando i dispositivi elettronici costantemente connessi nelle nostre case aumenteranno esponenzialmente (IoT) e considerato che si va sempre più verso una centralizzazione dello smartphone come strumento ai fini di riconoscimento personale (esperimenti di patenti e carta d'identità in europa e USA) e strumento di pagamento (apple card e simili), il regolamento avrebbe dovuto rafforzaro l'obbligo degli aggiornamenti (quantomeno di sicurezza)

momentarybliss

Altra normativa dell'Unione europea a favore dell'utenza, dopo roaming zero e annullamento geoblocking

momentarybliss

Esatto, Sony e MIcrosoft dovrebbero prevedere per legge il recesso come fa già Steam

momentarybliss

In quest'ottica immagino che possano intervenire anche i governi delle singole nazioni, in ogni caso le disposizioni della direttiva si applicano alla fornitura di contenuto digitale o di servizi digitali che avvengono a decorrere dal primo giorno del mese corrispondente al mese successivo al periodo di due anni e sei mesi dopo l´entrata in vigore (il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione della norma nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea). I servizi acquistati fino a quella data non saranno coperti

NaXter24R

Per quello dovrebbero esistere demo decenti. Accesso completo al gioco per un paio di giorni in modo da poterlo provare appieno e decidere

Gius

Sarebbe carino se xbox store fornisse possibilità di recesso io se avessi potuto avrei reso PUBG che si è rivelato un ammasso di camper buggato e in bassa risoluzione

StriderWhite

Ben detto!

hifuz

grazie!

Tony Musone

* Frigo

hifuz

I beni con elementi digitali - dagli smartphone, agli elettrodomestici smart - sono coperti dalle nuove norme. In particolar modo si sancisce il diritto di ricevere gli aggiornamenti necessari durante un periodo di tempo che il consumatore può ragionevolmente attendersi in base al tipo alla destinazione dei beni e agli elementi digitali.

Mi sarebbe piaciuto un obbligo molto più chiaro e forte verso i c.d. aggiornamenti di sicurezza con termine temporale di 5 anni (o pensano che tutti cambieranno frighi, lavatrici e automobili smart dopo due anni perchè l'ultimo aggiornamento era così pesante da impallare il sistema?) anche in vista del futuro IoT e avvento del 5G (anche nell'ottica che la legge entrerà in vigore tra due anni e quindi a maggior ragione dovevano prevedere questo scenario e cautelare in maniera più decisa il consumatore)

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