Facebook-Cambridge Analytica, in arrivo le sanzioni del Garante privacy italiano

08 Febbraio 2019 3

Il Garante per la privacy italiano ha concluso l'istruttoria avviata nei confronti di Facebook per il caso Cambridge Analytica, confermando che sono in arrivo sanzioni per le violazioni accertate. La Società guidata da Mark Zuckerberg era finita nel mirino dell'AGCOM a marzo dello scorso anno per la stessa vicenda.

Il Garante per la privacy rileva due principali violazioni commesse da Facebook: la prima mediante la più volte citata app Thisisyourdigitalife - un test di personalità usato per raccogliere informazioni personali oggetto di profilazione - la seconda tramite la funzione Candidati integrata nella piattaforma social (in vista delle elezioni politiche del 4 marzo 2018, consentiva, previa comunicazione del proprio indirizzo postale, di ricevere informazioni sui candidati della propria circoscrizione e sui relativi programmi).

Per quanto riguarda la raccolta di dati tramite l'app Thisisyourdigitalife, l'Autorità rileva irregolarità nella procedura di acquisizione, alla luce di un'informativa non idonea e del mancato specifico consenso, indipendentemente dal fatto che tali dati siano stati trasmessi a Cambridge Analytica:

i dati dei cittadini italiani acquisiti tramite l’App “Thisisyourdigitalife” ... benché non siano stati trasmessi a Cambridge Analytica, sono stati comunque trattati in modo illecito, in assenza di idonea informativa e di uno specifico consenso. Pertanto il Garante ne ha vietato l’ulteriore trattamento e si è riservato di avviare un separato procedimento sanzionatorio.

Nel caso della funzione "Candidati" viene rilevata la conservazione dei file di log delle azioni degli utenti per 90 giorni, nonostante Facebook dichiarasse di non registrare le informazioni. Da tali file venivano estratte delle matrici aggregate, che potrebbero essere state impiegate per indirizzare messaggi politici mirati all'utenza:

Facebook, pur affermando di non registrare informazioni su come gli utenti si fossero orientati su tali profili, conservava i file di log delle loro azioni per un periodo di 90 giorni, per poi estrarne “matrici aggregate” non meglio definite. Inoltre, nel giorno delle elezioni appariva sul newsfeed degli utenti di Facebook un messaggio che sollecitava la condivisione dell’essersi o meno recati al voto e ad esprimere opinioni sull’importanza dello stesso.

In entrambi i casi il Garante definisce illegittimo il trattamento dei dati basato esclusivamente su un consenso generico che l'utente fornisce quando si registra alla piattaforma, accettando la sopraccitata informativa privacy lacunosa. Si attendono ora le sanzioni, mentre il provvedimento del Garante è stato inviato all'Autorità di protezione dati dell'Irlanda (sede dello stabilimento principale di Facebook in Europa). Le autorità inglesi hanno già irrogato a ottobre scorso una sanzione pecuniaria a Facebook per lo stesso caso.

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Commenti

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mruser2

2 goleador

Frazzngarth

chissà se andrà a buon fine anche la class action di Altroconsumo...

FreeEnd

Titolo sbagliato

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