Amazon si pronuncia sul riconoscimento facciale: serve una legge dedicata

07 Febbraio 2019 8

Nel tentativo di scongiurare un futuro in stile Minority Report, un gruppo di associazioni dedicate ai diritti umani, civili, razziali, digitali e religiosi qualche settimana fa aveva mandato ad Amazon, Google e Microsoft una lettera aperta che chiedeva loro di non vendere le tecnologie di riconoscimento facciale ai governi.

Le associazioni si erano dimostrate particolarmente critiche nei confronti di Amazon, società che nonostante le proteste dei dipendenti continuava a cercare di vendere al governo statunitense la propria tecnologia di riconoscimento del volto, chiamata Rekognition. Sembra anzi che alcune forze di polizia dell'Oregon e della Florida stiano già utilizzando la suddetta tecnologia, sollevando non poche preoccupazioni su un utilizzo discriminatorio del nuovo strumento.

Secondo quanto riportato da Reuters nella giornata di oggi, pare che l'azienda si sia, almeno in parte, ravveduta; perlomeno, ha optato per esprimersi sull'argomento. Amazon ha deciso infatti di sostenere la necessità di avere un quadro legislativo dedicato alla tecnologia che sia "appropriato" a proteggere i diritti civili. Michael Punke, vicepresidente di Amazon Web Services, ha evidenziato la necessità di segnalare le occasioni in cui alla videosorveglianza sia associato un sistema di riconoscimento facciale, specialmente in ambienti pubblici e commerciali:

"Le nuove tecnologie non dovrebbero essere vietate o condannate a causa di un loro potenziale cattivo utilizzo. Invece bisognerebbe aprire un dialogo onesto e franco tra tutte le parti in causa per far sì che questa tecnologia sia utilizzata propriamente".


La presa di posizione segue quanto già portato avanti il mese scorso da Microsoft, che ha annunciato principi simili per l'utilizzo delle proprie tecnologie legate al riconoscimento facciale, con l'intenzione di invitare i propri clienti alla trasparenza nella comunicazione sull'utilizzo di tali strumenti.

Resta il fatto che la società abbia affermato di essere impegnata con un istituto governativo statunitense che testa e confronta le tecnologie di riconoscimento facciale offerte da diversi fornitori; i suoi algoritmi tuttavia non sarebbero stati resi disponibili al download al di fuori del cloud proprietario. Nessun commento è giunto invece dai ricercatori dell'ente in questione, ovvero il National Institute of Standards and Technology.

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Commenti

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Horatio

"perché tanto siamo pappa e ciccia col governo" ultimamente non mi sembra proprio.

Salvatore Esposito

vero, ma quelli andrebbero licenziati per far lavorare chi ne ha veramente voglia/bisogno e quest'ultimi pagati dignitosamente.
il problema è che nessuno tutela il lavoratore serio ma solo il nullafacente.

Dark!tetto

Ho molti amici che lavorano da Amazon qui in Italia, e seppur con ritmi serrati (no non ti penalizzano se vai in bagno) e stipendi non molto alti preferiscono quello alla GDO. Abbiamo situazioni ben peggiori di quelle Amazon, non che li voglio difendere, ma è ridicolo criticare un'azienda quando nello stesso settore è una delle migliori nella gestione della forza lavoro. Niente lavoro in nero, stipendio sicuro, ambiente controllato e sicuramente pressante, ma ci sono persone che per 600€ al mese lavorano pure la domenica e di notte. E quei 600€ sono 250 regolamentati con contratti da apprendista/tirocinante e i soldi li vedono dopo mesi. Ripeto Amazon fa schifo, ma se c'è chi preferisce lavorare li che altrove io 2 domande me le farei sulla situazione lavorativa italiana.

Piacere di cucinare Milhouse

Black mirror

Squak9000

E i dipendenti cani che invece di lavorare stanno su Facebbok e Whatsapp e si mettono a parlare dei diritti dei lavoratori?

StriderWhite

Vero, servirebbe una legge che vieti l'utilizzo di questa tecnologia! :D

Ovviamente si scherza, ma bisognerebbe regolamentarne l'utilizzo, prima che sia "troppo tardi"!

Bastian Contrario
Aster

A ok se e impegnata con un ente governativo siamo tranquilli :)

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