RETI 5G (e uccelli morti): BENEFICI... e RISCHI

07 Febbraio 2019 500

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C'è una nube all'orizzonte. Non porta pioggia, ma preoccupazioni. E' cupa e densa, come lo smog, è fatta di elettromagnetismo, interessi economici, informazioni fuori controllo. Esiste da decenni, ma ultimamente è più nera che mai. Si nutre di nuove tecnologie - adora il 5G -  e di vecchie abitudini umane, come la ricerca di soluzioni semplici e verità incontrovertibili (o  qualcuno che le sappia ben raccontare) anche in relazione ad argomenti complessi.

 

NOTA: suggeriamo di leggere anche i nostri precedenti articoli SAR ed emissioni elettromagnetiche di cellulari e smartphone e Editoriale | Quando arriverà il 5G? Vantaggi? Ha senso un top di gamma 4G? Si tratta di letture utili per avere un quadro ancora più chiaro dei temi qui trattati. 

ELETTROSMOG, COSA E' CAMBIATO?

Se si torna a parlare insistentemente del tema è perché qualcosa è cambiato, sia nelle cause che producono questa particolare forma di inquinamento, sia nella percezione che parte dell'opinione pubblica ha del fenomeno. Sul primo versante bisogna fare i conti con la cosiddetta Rivoluzione del 5G, e bisogna aprire subito un'ampia parentesi: è una delle rivoluzioni più sfigate della storia delle rivoluzioni tecnologiche. E' un po' come il cloud che gli addetti all'informazione hanno cercato di spiegare all'utente finale, ma che alla fine è risultato storytelling-repellente a tal punto che qualche dirigente di Aziende cloud oriented ha ammesso, lontano dai riflettori, che l'importante è che l'utente finale sappia vagamente che c'è, senza scendere troppo in dettagli tecnici.

La sfortuna del 5G sta innanzitutto nel nome. In termini semplici e per un vasto pubblico il 5G non è solo più velocità - ed il punto è centrale per comprendere l'impatto del 5G sulle emissioni elettromagnetiche - ma piuttosto sono le infrastrutture di rete differenti da quelle di precedente generazione. 

Classici luoghi comuni:

  • Il 5G è solo maggiore velocità (gli storyteller hanno fallito, già)
  • Per farlo funzionare servirà un esercito di antenne che ci friggerà il cervello (beh, più o meno il senso è questo)
La Gazzetta di Basilicata - Domenica 23 dicembre 2018. Matera è una delle prime città italiane in cui è stata attivata la sperimentazione delle reti 5G.

La sintesi diventa quindi: perché devo farmi friggere ancor di più il cervello quando quello che guadagno è solo un aumento di velocità? Già oggi il 4G va ben oltre le mie esigenze. Messo così il discorso, ci sarebbe poco da obiettare; certi titoli giornalistici riescono poi a cristallizzare ed enfatizzare efficacemente il timore di parte dell'utenza. Tra i tanti - ma detto in maniera sicuramente più elegante di come abbiam fatto noi - Il 5G, web più veloce ma rischi per la salute. E' un articolo della Gazzetta di Basilicata e va contestualizzato. Si parla di Matera, una delle prime città italiane in cui è in corso la sperimentazione delle reti 5G - le prime antenne sono state attivate lo scorso anno -  e sono comprensibili le paure della popolazione - definita nel pezzo come inconsapevolmente oggetto di sperimentazione ideata a fini commerciali - verso qualcosa di nuovo, le onde millimetriche mai utilizzate finora su larga scala e una proliferazione di antenne senza precedenti.

Ma il 5G fa davvero male? Gli appelli di ricercatori chiedono una moratoria sulla sperimentazione delle reti 5G sino a quando non saranno effettuati test più approfonditi per valutare l'impatto sulla salute e si menzionano i più recenti studi sui rapporti tra l'esposizione alle radiofrequenze e l'insorgere di tumori - due tra i più citati di recente sono quelli dell'ente governativo americano National Toxicology Program (NTP) e dell'Istituto Ramazzini di Bologna.

Non manca chi, altrove, per porre un argine chiama in causa il Codice di Norimberga, fonte di ispirazione per diverse normative nazionali e internazionali introdotte per evitare gli abusi della sperimentazione umana. Un flusso di informazioni che, messo così, dipinge un quadro poco rassicurante.

Scavando tra le fonti istituzionali, si conclude che molti dei passaggi sopra descritti contengono significativi frammenti di verità. Tanto per dirne una, la proliferazione di antenne senza precedenti non è una definizione esagerata. Non lo sostiene solo un quotidiano, ma la stessa Comunità Europea nel 5G Action Plan e lo fa con una più elevata ricchezza di particolari utili per prevedere lo scenario futuro:

Le previste reti 5G dovrebbero servire fino a un milione di dispositivi connessi per chilometro quadrato, circa mille volte più di quanto avviene oggi. Questo radicale incremento del numero di dispositivi aumenterà anche il traffico per punto di accesso alla rete, che avrà bisogno di celle sempre più piccole per offrire le prestazioni di connettività previste e un aumento della densità di antenne installate.

 

 

Schema semplificato di una rete 5G con small cell. FONTE Fastweb: La tecnologia delle small cell ... rispetto a quella standard oggi in uso, è caratterizzata da apparati ricetrasmittenti più piccoli, con un minor consumo energetico e una portata che varia, a seconda delle condizioni ambientali, da poche decine di metri sino ad arrivare a coprire un'area dal raggio di 2 chilometri circa. Per coprire una superficie ampia, dunque, è necessario utilizzare più antenne rispetto alla tecnologia oggi impiegata, basata su ponti radio e antenne grandi dimensioni e con una portata di diversi chilometri

Nuove antenne, small cell per indirizzare e ricevere i segnali 5G in maniera estremamente precisa sono, semplificando esageratamente, alcuni degli strumenti impiegati per "domare" le onde radio della banda millimetrica che farà la differenza con il 5G. Non bisogna essere ingegneri delle telecomunicazioni per percepire che il 5G, sia a livello infrastrutturale, sia dal punto di vista dei dispositivi riceventi (smartphone, ma anche una pletora di prodotti IoT) identifichi una tecnologia differente rispetto a quella impiegata nelle reti 2G, 3G e 4G, e che una nuova tecnologia richieda nuove regole, nuovi controlli, nuovi studi anche per tornare ad affrontare la vecchia paura del "cellulare che fa venire il cancro".

LIMITI E NORMATIVE DA RIVEDERE

Il 5G è  una tecnologia sfigata perché, per spiegare in cosa si differenzia rispetto alle precedenti infrastrutture di rete all'utente finale, è necessario addentrarsi in faccende tecniche che sono tutto fuorché semplici da raccontare. C'è per esempio l'equivoco di fondo che le frequenze utilizzate dalle reti 5G ricadano tutte, e subito, nello spettro delle onde millimetriche e che tutte le frequenze del 5G siano sfruttate per fornire sempre (ovvero costantemente) servizi mobile all'utenza consumer. Due false convinzioni che, messe insieme, alimentano la paura che quell'esercito di nuove antenne ci bombarderà con onde millimetriche mai utilizzate sino ad ora, facendo aumentare a livelli spropositati le emissioni elettromagnetiche.

Eppure, le frequenze inizialmente assegnate agli operatori telefonici italiani per le reti 5G ricadono nelle bande 700 MHz, 3700 MHz e 26 GHz (solo queste ultime sono definibili onde millimetriche). Tanto per dire, anche la sperimentazione che si è svolta nell'ambito del progetto Bari-Matera 5G è avvenuta nel range di frequenze 3,7-3,8GHz e, sempre per avere un parametro di riferimento, il 3G funziona con le bande da 900 e 2100 MHz, il 4G/LTE dagli 800 MHz ai 2600 MHz. Tutte rientrano nel range 0-300 GHz, lo stesso citato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità quando è stata chiamata ad esprimersi sulla dannosità delle emissioni elettromagnetiche: le esposizioni nei limiti raccomandati dagli orientamenti dell'ICNIRP, diceva, non producono effetti nocivi per la salute, pur esistendo delle lacune nella conoscenza che devono essere ancora colmate per valutare meglio i rischi alla salute. 

Gli attuali limiti alle emissioni elettromagnetiche ora vigenti in Italia sono mediamente più severi rispetto a quelli adottati da altri Paesi europei e da più parti si chiede una revisione al rialzo di quelli esistenti. Nel nostro Paese la normativa fissata dal DPCM 8/07/2003 individua i limiti di esposizione (valori che non possono essere mai superati), i valori di attenzione (da non superare per assicurare la protezione da possibili effetti a lungo termine connessi all'esposizione ai campi elettromagnetici all'interno degli edifici adibiti a permanenza non inferiore a quattro ore al giorno) e gli obiettivi di qualità (i valori di immissione dei campi elettromagnetici da non superare, calcolati o misurati all'aperto nelle aree intensamente frequentate). 

DPCM 8/07/2003: Allegato B. Limiti di esposizione a impianti che generano campi elettrici magnetici ed elettromagnetici con frequenza compresa tra 100 kHz e 300 GHZ

Il valore applicato nella maggior parte dei casi in Italia coincide con i 6 V/m ed è proprio questo valore oggetto di proposte di revisione. Per riprendere uno stralcio della Sintesi della consultazione pubblica tenuta dall'AGCOM in vista dell'assegnazione delle frequenze 5G (maggio 2018). 

È stato osservato che i limiti di campo elettromagnetico vigenti in Italia, in particolare con riferimento alla soglia di 6 V/m, applicata nella maggioranza dei casi, risultano molto più stringenti di quelli vigenti nella maggior parte degli altri Paesi. Pertanto, è stato espresso l’auspicio di vedere quanto prima aggiornati i valori di cui al DPCM 8/07/2003.

e prima ancora, nell'indagine conoscitiva dell'AGCOM (marzo 2018), si ipotizzava un nuovo quadro normativo per l'installazione delle small cell comprendente anche l'eventuale revisione delle metodologie di misura delle emissioni. 

applicazione di framework normativo che permetta di installare small cell in regime di autorizzazione generale, che eventualmente includa anche una revisione degli attuali limiti di emissioni elettromagnetiche (ritenuti da vari soggetti troppo stringenti) e/o dei relativi metodi di stima e misura, appare secondo alcuni la migliore strada percorribile

Ma la voce degli operatori e delle istituzioni italiane non è isolata: a livello europeo l'aspetto della mancata armonizzazione delle normative dei vari stati membri in materia di emissioni di campo elettromagnetico era nota da tempo - se ne trova traccia nel 5G Action Plan - e identificata come uno degli ostacoli all'installazione delle small cell:  

altri aspetti amministrativi creano talvolta oneri superflui per l'installazione di piccole celle, ad esempio le procedure di pianificazione locale, gli elevati costi di locazione dei siti, la varietà dei limiti specifici relativi alle emissioni di campo elettromagnetico e dei metodi necessari per aggregarli

Con i limiti odierni, dovremmo aumentare in modo significativo le antenne e questo avrebbe un impatto sulle comunità. Sono le dichiarazioni rilasciate a dicembre scorso da Benoit HanssenCTO di WindTre, e uno dei modi per sintetizzare gli effetti negativi derivanti dal mantenimento delle attuali normative, abbracciando la visione degli operatori.

MA SIAMO TUTTI IMPAZZITI? AUMENTARE I LIMITI PER LE EMISSIONI ELETTROMAGNETICHE???

La domanda è legittima - soprattutto se chi la pone lo fa con un approccio che punta al colpo allo stomaco del destinatario, e senza fornire agganci utili per approfondire la complessa vicenda - la risposta sintetica è NO, quella più articolata passa anche per i ragionevoli dubbi sull'adeguatezza dei metodi di stima e di misura delle emissioni elettromagnetiche sino ad ora usati, quando i medesimi devono essere applicati a infrastrutture e dispositivi di rete 5G, concettualmente e concretamente differenti rispetto a quelli di precedente generazione.

Rimettiamo ancora una volta in guardia, la questione è molto tecnica ma invitiamo chi volesse approfondirla a leggere un interessante articolo pubblicato ad ottobre 2018 su Agenda Digitale (link nelle FONTI)  dal quale, in questa sede, ci limiteremo ad estrarre alcuni passaggi. A firmarlo è Samuela Persia, Ricercatrice della Fondazione Ugo Bordoni, Laurea in Ingegneria Elettronica, Dottorato di Ricerca in Microelettronica e Telecomunicazioni (QUI il suo curriculum), mentre  la pubblicazione è avvenuta in un sito che può vantare un comitato scientifico di tutto rispetto  -  dire chi è che dice cosa non guasta.

Al netto dei passaggi strettamente tecnici, l'articolo sottolinea due aspetti fondamentali: l'architettura delle reti 5G sarà molto diversa da quella di precedente generazione, sono in fase di definizione nuove metodologie di valutazione dei campi elettromagnetici per le reti 5G, che potrebbero essere già adottati a breve a livello europeo. Nuova rete, nuovi metodi, nuovi limiti, il ragionamento fila. Ok, ma per le emissioni elettromagnetiche come la mettiamo? Più antenne per veicolare le ''indomabili'' frequenze del 5G, quindi più elettrosmog? La conclusione non è scontata, a detta della ricercatrice, al contrario

L’architettura della nuova rete 5G si prospetta quindi come caratterizzata da una densificazione di impianti a diverse frequenze per rispondere alle varie esigenze di connettività e capacità dettate da singoli servizi. Va precisato che questo scenario, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non comporterà un aumento di emissioni elettromagnetiche, anzi al contrario, una proliferazione di impianti vorrà dire un’emissione più bassa da parte di ciascuna antenna per coprire la medesima area, portando ad una distribuzione dell’energia più uniforme e senza picchi di emissione nelle zone in prossimità delle antenne tipico delle archittetture macrocellulari tradizionali.
 
In aggiunta, va poi considerato che, la nuova tecnologia 5G sarà basata su antenne adattative Active Antenna System, ossia basate su concetti innovativi quali beamforming e massive MIMO. Questo nuovo approccio sarà caratterizzato non più da una emissione costante di potenza in tutte le direzioni, ma da una emissione “adattativa” in base al numero di utenze da servire, dalla loro posizione e dal tipo di servizio

Mettiamo da parte la questione tecnica, ipotizziamo per assurdo che quanto sopra sia tutto falso e torniamo ai limiti attuali alle emissioni elettromagnetiche vigenti in Italia: sono tuttora più alti di quelli mediamente adottati a livello europeo - e già questo dovrebbe rassicurare - non sono stati ancora modificati e, se lo saranno, si suppone che il legislatore lo farà dopo aver seriamente valutato le ricadute sulla salute dei cittadini e/o dopo aver rivisto le metodologie per calcolarle. Tutte le reti 5G dovranno comunque rispettare i limiti in vigore, attuali e futuri, e nessuna norma di legge potrà porre le basi per dare il via ad una tecnologia manifestamente nociva per la salute umana - sarebbe incostituzionale (art.32 Cost: la Repubblica tutela la salute come diritto dell'individuo e interesse della collettività ...).

Il 5G non è comunque il solo a preoccupare. Un esempio è il prossimo WiFi 6, frutto della non comune capacità della WiFi Alliance di incasinare con lo scopo di semplificare. Anticipato a ottobre, rilanciato all'ultima edizione del CES, il WiFi 6 è semplicemente la denominazione commerciale usata per identificare i dispositivi compatibili con la tecnologia wireless 802.11ax, di cui si parla da un anno abbondante. Semplificando ai minimi termini, è una tecnologia che si pone tra i principali scopi quello di aumentare l'efficienza nella gestione simultanea dei dispositivi da parte degli access point, in un mercato proiettato verso la massiccia espansione dei dispositivi connessi, si pensi all'IoT.

Fonte: WiFi-Org

Tra le fonti riportiamo un esaustivo documento elaborato da Aruba Networks che spiega in termini semplici i vantaggi e le caratteristiche tecniche del nuovo standard, ma quello che preme qui sottolineare è che anche il WiFi 6 continuerà ad usare le bande di frequenza da 2,4 GHz o 5 GHz - benché meglio sfruttate - ovvero quelle già usate dalle precedenti generazioni di interfacce Wi-Fi (si veda la tabella sopra riportata). Se conviviamo e abbiamo convissuto con le precedenti tecnologie WiFi, probabilmente lo faremo anche con il WiFi 6: qui, per ora, di onde radio mai utilizzate prima non c'è traccia, ed anche i dispositivi WiFi 6 non sfuggiranno ai controlli necessari ad immettere un dispositivo wireless sul mercato nel rispetto delle normative sulle emissioni elettromagnetiche in vigore (quelle definite sulla base delle attuali conoscenze scientifiche, si intende).

IL MERCATO NON HA DUBBI: SI VA AVANTI MA CI SONO BENEFICI

Il mercato comunque non si pone dubbi reali su "fanno male o no le emissioni" e semplicemente si va avanti e ad un ritmo che supera quello del legislatore. Tutto si muove ad un ritmo che non sembra destinato a rallentare come dimostrano la stima sul business delle infrastrutture 5G a tripla crescita nel 2022 (fonte IDC) e la previsione che oltre il 40% della popolazione mondiale sarà connessa alle nuove reti entro il 2024 (fonte Studio Ericcson). E, precisiamo, mercato è un concetto che comprende anche gli organismi sovranazionali che avallano ed incentivano lo sviluppo di un nuovo segmento - l'Action for 5G della Commissione Europea si concludeva con una chiamata alle armi di tutte le parti interessate - istituzioni UE, Stati Membri, industria e mondo finanziario e della ricerca - per il lancio dei servizi 5G a carattere esclusivamente commerciale entro il 2020 (sottotesto: anche per non perdere terreno nei confronti dei mercati, come USA e Asia, che partono avvantaggiati).

Huawei è tra le aziende in prima linea per cavalcare l'onda del 5G. Dopo l'annuncio del modem Balong 5000, si prepara a presentare il suo primo smartphone 5G al Mobile World Congress 2019. Foto: Fonte HDblog

Accettazione di un rischio a fronte di maggiore velocità per scaricare più velocemente un'app di qualche MB sull smartphone?

Sarebbe paradossale, folle, illogico. 225 miliardi di euro di entrate originate dal 5G a livello mondiale nel 2025 e  benefici pari a 114 miliardi di euro all'anno nei quattro settori fondamentali di salute, energia, trasporti e industria automobilistica (fonte Action for 5G UE), il 5G come tassello fondamentale per la digitalizzazione dell'industria europea e per offrire nuove opportunità di mercato non solo nel settore delle telecomunicazioni, ma anche, più in generale, in quello dell'economia e della società sono argomenti più in grado di giustificare l'accettazione del rischio.

5G avrà un impatto ad ampio raggio sull'economia e sulla società, alla luce di scenari di impiego che vanno ben oltre l'utilizzo dello smartphone. Immagine Fonte: Commissione Europea

Detto questo, non arriviamo anche ad un altro ragionevole dubbio, ovvero che il 5G potrà permettere di fare meglio ciò che facciamo già oggi e di fare cose che oggi non è possibile fare, portando direttamente ma anche indirettamente benefici all'utente finale in aspetti essenziali della sua vita? Siamo arrivati molto oltre l'esperienza di utilizzo di uno smartphone quando prospettiamo scenari di applicazione che spaziano dalla sanità, ai trasporti e alla sicurezza pubblica, passando per le smart city, il monitoraggio ambientale e i settori produttivi come l'industria e l'agricoltura. Insomma, ci sono le premesse per un nuovo cambiamento della civiltà per riprendere il sempre attuale pensiero di Stewart Brand 

Molte persone provano a cambiare la natura degli umani, ma è davvero una perdita di tempo. Non puoi cambiare la natura degli umani, quello che puoi fare è cambiare gli strumenti che usano, cambiare le tecniche. Allora cambierai la civiltà

Sino a quando il grande pubblico considererà il 5G solo come un'innovazione nel settore telecomunicazioni la sua natura non emergerà e la bilancia rischi-benefici continuerà a pendere dalla parte di chi vuol liquidare tutta la faccenda con il sopraccitato, sbrigativo giudizio non mi serve più velocità se devo friggermi il cervello. Senza un'adeguata informazione dell'utenza finale, uno degli scenari verosimili è che il 5G finirà per essere percepito come viene oggi percepito il cloud dall'utenza consumer: cloud come semplice sinonimo di Dropbox, ma non come infrastruttura che porta benefici più ampi in ambito economico, aziendale, istituzionale, oltre a cambiare le stesse abitudini degli utenti finali. E' il (triste) destino delle rivoluzioni infrastrutturali in ambito tecnologico, probabilmente.

FONTI CONSULTATE PER LA STESURA DELL'ARTICOLO

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VIDEO

Andrea Venturelli inizia la sua carriera di regista durante il conseguimento della laurea all’Accademia di Bella Arti di Brera a Milano. Oggi Andrea è un regista specializzato nella produzione di contenuti web e documentari con una forte capacità imprenditoriale e gestionale. Per Andrea, il suo lavoro è un privilegio e la migliore opportunità per esplorare costantemente le interazioni tra tecnologia, cinema e musica, arricchendo ogni giorno il suo background culturale.

 

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Commenti

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sopaug

Cioè tutto sto pippone per scoprire che alla fine chi scrive è uno youtuber laureato all’Accademia di Bella Arti di Brera? Al limite fatelo scrivere di fotografia...

sopaug

perchè altrimenti i cinesi gli levano lo sponsor prima di subito.

Diabolik82

Ah aggiungiamo: la banda 5g 700mhz è la stessa delle TV, ovviamente con potenze in gioco molto minori... Che imbècilli che ci sono in giro...

Diabolik82

Vabbè figurati, quanti liberi professionisti sono degli incapaci! Tu ovviamente appartieni a quale categoria, diccelo tu ;) io un'idea me la sono fatta ma non la dico :) persone stupide a questo mondo ne esistono, anche nelle aziende...

Diabolik82

Che personaggio leggendario! Eppure esisti? Cause recenti contro antenne irregolari di radio Maria, Rai e Mediaset, giusto per restare nel nazional popolare? Ma non ti vergogni nemmeno un po'? Insopportabile l'imbecillità... La tua chiaramente

Stefano

Ah.. per lo stipendio... son libero professionista... le aziende mi pagano per avere il mio parere... pensa che stupide! ;)

Stefano

Qui si perde tempo.. non serve essere esperti... hai idea della lunghezza d'onda di un'onda FM? Arrivano fino ad 1 km.. come diavolo possono interagire col corpo umano? Chiedi a me ricerche scientifiche?!?! La castroneria l'hai spacciata tu! Hai mai trovato evidenze in letteratura di un'onda radio che nuoce in qualche modo alla salute umana? Hai sparato una castroneria e insisti pure a difenderla. Boh, io non posto più, vai pure avanti a sbrodolare da solo. Assurdo..

Diabolik82

E mi sa che ti rubi lo stipendio come molti dipendenti nel pubblico che ti devi dire. Facile spacciarsi per competente sperando che nessuno contrattacchi. Posta una ed una sola ricerca scientifica che ti dia minimamente ragione (sforzo vano, perché la conoscerei con il lavoro che faccio), e poi ne riparliamo esperto di igiene :)

Stefano

Vabè... informarsi no? Faccio l'igienista del lavoro... sono anni che studio i campi elettromagnetici... Lascia stare.
Comodo sparare ca ate su un forum sperando che tanto nessuno ci capisca nulla..

www.uiblog.it

o un citofono ahahahah

Gianni Comoretto

In sintesi, no. Non fa assolutamente nulla

franky29

Spiega cosa devono spiegare senza dilungarti nella spiegazione

Kimo Timonen

Bhe per prendere radio Maria basta un calorifero vecchio stile :D

Guarda che l'ho scritto.

italba

Lo sospettavo, per fare un cervello in grado rispondere (in modo assolutamente scadente, oltretutto) vi ci siete dovuti mettere in quattro. E siete così id###i da pensare che segnalando senza giustificazione qualcuno lo si possa far bannare, ma complimenti... Come VI ho già detto, piccolo branco di bimbetti sfortunati, io mi sto solo divertendo, ed immaginare quattro come voi che non trovano di meglio da fare non vi rendete conto di quanto faccia ridere. Vabbè, è stato bello, ora potete trovarvi un altro passatempo, per esempio scrivere le "paloracce" sul muro dei cessi dell'asilo, fare le boccacce a quelli che passano sull'autibus, suonare i citofoni e scappare...

HipsterMasters
franky29

Appunto altre potenze

franky29
franky29

Però devi spiegare cosa devono spiegare

Babi
italba

Gli IMPRESARI???? Grazie, una bella risata ogni tanto mi ci vuole... Ma poverino! Buttala pure sul ridere, se ti fa piacere, ma quello che ti ho detto è tutto vero fino all'ultima virgola, del resto se mi vantassi di quello che non sono con una me##ina insignificante come te che posso far sparire con un semplice click su "blocca utente" starei davvero messo male. Non sono ricco, se ti può consolare, ma vivo onestamente del mio lavoro e tanto mi basta. Ci credi, non ci credi? Affari tuoi!

P.s. Il mio nickname non è per niente inventato, ha un significato e lo adopero da moltissimi anni. Tu, invece, chi stai scimmiottando?

italba

Bamboccetto caro, forse nell'asilo per "bambini molto speciali" dove ti hanno ricoverato hipstermaster avrà un qualche significato,ma ti assicuro che a me non dice proprio niente, e tanto poco me ne frega che non perdo neanche tempo a cercarlo su Google. Io non ho nessun bisogno d'aiuto (da uno come te, poi...) ogni tanto mi viene la voglia di trollare qualche trollino, ed eccoti qua. Quanto alla religione la ritengo solo una favola per menti deboli, e quindi le lascio tutte a te. Buon pellegrinaggio!

uncletoma

Veramente si, c'è scritto *_*

Nembolo
HipsterMasters

Ah quindi sei un vecchietto con l’impresa (ma ovvio che era così, i ricchi impresari scrivono sempre sui commenti dei blog che parlano di tablet con un nome inventato e senza foto...certo)

Si comunque, mandami il curriculum. Ti do la mia mail privata (aziendale ovviamente, perché io sono un manager della Ericsson con esperienza trentacinquennale in informatica nucleare). Segnatela e inviamelo:

franz.piffer.supermanager.imprenditore.ricco@hotmail.us

Grazie

Sparda

Ma niente è un ignorantone che crede di saperne più di tanti(casualmente é di Napolibe dintorni, la presunzione é una cosa comune)

HipsterMasters

Non sono nessun troll ma non mi stupisce che non lo capisci. Stai nuovamente pappagallescamente copiando quello che dico. Hai deciso quindi cosa fare con il numero di quello bravo? Devo cercartelo?
Ma scusami non c’è nessuno che voglia ascoltarti, possa capirti, comprenderti, aiutarti... insomma hai davvero bisogno di “HipsterMasters” per sfogarti? Il tuo sfogo è una chiara, forte è pura richiesta disperata di aiuto, ma più di così non riesco a fare nulla.

Posso consigliarti (nel caso già non ci fossi già dentro) di darti a una religione (sana possibilmente). Chissà che non troverai un po’ di felicità sognando il paradiso ..

italba

So benissimo che sei un trollino dilettante, povero bamboccetto, è appunto questo il divertimento: Vedere un poveraccio come te che cerca di prendere in giro gli altri e non si accorge nemmeno di essere lui la vittima... Non ha prezzo!

Repox Ray

Ma con umiltà

HipsterMasters

A me non mi sembra che ti stai divertendo, anzi.
Continuo perché voglio vedere fino a che punto può scendere in basso la gente su internet. Cioè ma l’hai vista la mia immagine e il mio nome su internet ? Ma non ci arrivi davvero che siamo alle comiche ? Ahahaha
Dai continua fanne un altra ti prego

Cosa dirai ancora a “HipsterMasters”? Sono proprio curioso. Tu non sei un programmatore, sarai al massimo in seconda/terza superiore

italba

Io sarei il represso che ha dei problemi? Pensa a te, che sei talmente messo male da andarti a cercare i miei post precedenti per "vendicarti" di essere stato contraddetto! Cercane uno per te, ma di veramente bravo e competente, scommetto che finirai presto nella letteratura clinica.

P.s. È inutile che continui a scrivermi disperatamente, io con te mi sto solo divertendo. E non posso darti nessun aiuto, poverino...

HipsterMasters

Ahaha non sei capace nemmeno di farmi arrabbiare.
Pensa quanto sei utile. A giudicare da quello che scrivi e dalla repressione che ti esce da ogni orifizio, o hai una vita talmente brutta e insignificante da avere bisogno di insiltare degli sconosciuti su internet o sei venuto su che ti picchiavano. In ogni caso, ci sono specialisti che possono aiutarti. Se vuoi ti cerco il numero di uno bravo. Peró il primo passo della cura è ammettere di avere un problema.
Dimmi, vuoi che ti aiuti?

italba

Quale spasso, povero bimbetto sfortunato? Chi afferma qualcosa deve provarla, non chi la sente deve provare che è falso! Ci vuole tanto a capirlo? Fatti aiutare dalla tua insegnante di sostegno, semmai...

HipsterMasters

Ahaha ahahaha sei un vero spasso! Ciao grande , fatti installare le antenne del 5G nel tetto

italba

Questo non lo possiamo sapere. Se ne sei tanto sicuro investi sul calo delle azioni Tre, puoi fare un bel po' di soldi. O forse no...

Lupo1

Wind e 3 sono sempre rimasti dietro da anni rispetto agli altri 2 quindi non sarà una novità che rimangano indietro anche con il 5g anzi la cosa è scontata!

Lupo1

Don't feed the troll...

Matador

Allora bevine di più!

Matador
italba

Rispondi a cosa? Lo capisci quello che leggi, bimbetto? Tu prima dimostrami di NON essere un serial killer, e poi ne riparliamo!

Nus

MA RADIOMARIA che mi prende in cantina? lei può fare il porco che le piace

Eros Nardi

Quanti tanti giri di parole per concetti semplicissimi..

"Più antenne per veicolare le ''indomabili'' frequenze del 5G, quindi più elettrosmog?": ok questo mi preoccupa, vediamo cosa dicono "contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non comporterà un aumento di emissioni elettromagnetiche".. ecco ora va meglio direi che la domanda era sciocca.."Mettiamo da parte la questione tecnica, ipotizziamo per assurdo che quanto sopra sia tutto falso" ma come?

Non è una questione tecnica o complessa, facciamo un esempio comprensibile: ho una grande stanza e devo scaldarla.
a) accendo un grande falò in un angolo in modo che un po' di calore arrivi anche nell'angolo opposto
b) accendo tante piccole lanterne

Quale fiamma è più pericolosa?

uncletoma

Mossa intelligente, chapeau perr il "don't feed the troll" :)
Domanda, se vuoi rispondere bene altrimenti amen: pentagrullo o fasciolegaiolo?

Non c'è scritto che era favorevole e di certo nessuno è favorevole o contrario a qualcosa a prescindere.

uncletoma

Secondo te uno favorevole all'antiscientifico metodo Stamina è un medico di qualità?

Lupo1

Ahahah si credici, il 5g è solo fumo negli occhi, come lo e il gigabyte a casa, accessibile a pochissimi, lo piazzeranno solo in qualche grosso centro per affermare che wind e 3 sono 5g reeeeeeady!
Però i polli come te ci crederanno, ma prima di avere un 5g decente da wind ci vorranno almeno altri 10 anni, basta vedere con il 4g com'è andata, e come sta andando, ma continua pure a tenere le fette di salame sugli occhi!

HipsterMasters

Pagliacciate. Rispondi o faresti meglio a sparire.

Alfredo Di Paolantonio

il giornalista puo'aveve sue opinioni ci mancherebbe,pero'devono essere supportate da dati concreti,poi sta al lettore decidere dove sta la verita'.

italba

Che tu non disponga di nessuna logica lo avevo intuito... Se qualcuno, tu e quell'altra scombinata in questo caso, viene a dirmi che gli asini volano allora è LUI che mi deve portare le prove, non IO che devo dimostrare che gli asini NON volano! Ci arrivi a capirlo o no?

italba

Si investe il minimo indispensabile sulla tecnologia corrente e si DEVE investire tutto quello che si può sulla tecnologia futura, soprattutto in questo settore dove è un attimo rimanere indietro

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