Space Pen: la biro degli astronauti non soffre l’assenza di gravità

05 Febbraio 2019 18

Vi siate mai chiesti come facciano gli astronauti a scrivere quando sono nello spazio? Credo di no… o, perlomeno, io non ci avevo mai pensato. Certo, al giorno d’oggi i computer hanno ormai sostituito del tutto carta e penna, ma anche quando si è in orbita può essere utile prendere appunti velocemente a mano, senza dunque dover necessariamente affidarsi a una tastiera. E questo era ancor più importante negli anni ’60, quando la scrittura era necessariamente “manuale”.

Ma siamo sicuri che la biro comune funzioni nello spazio? La risposta è no: in assenza di gravità l’inchiostro all’interno della penna non fuoriesce correttamente, rendendo impossibile la scrittura. L’Unione Sovietica aveva risolto il problema alla radice: perché usare una biro quando si può tranquillamente scrivere con una matita? Non ha inchiostro, dunque funziona. Vero, ma nei tempi della Guerra Fredda gli USA non potevano permettersi di affidarsi alle stesse “soluzioni” dell’acerrimo nemico, preferendo sviluppare una penna “a prova di assenza di gravità” (che, oggi, usano anche Russia e Cina, per inciso).

La Space Pen del 50° anniversario

Ecco allora che nacque Space Pen Anti-Gravity 7 (#AG7), biro che fu portata nello spazio per la prima volta a bordo di Apollo 7 nel 1968. Il produttore - Fisher Pen Company - ha celebrato l’anniversario dei 50 anni proprio lo scorso anno, e recentemente ha lanciato un nuovo modello denominato Tahitian Blue Bullet Space Pen. I modelli disponibili oggi - come quelli di allora - hanno sempre una caratteristica unica: possono essere utilizzati (anche) in assenza di gravità. Poco utile per noi “umani comuni”, ma vuoi mettere avere in mano la stessa penna degli astronauti? In più, la si può trovare anche al Museum of Modern Art di New York come esempio di design industriale.

#AG7

A parte le battute, grazie alle sue caratteristiche Space Pen scrive in qualsiasi posizione: dal basso verso l’alto, dall’alto verso il basso, in orizzontale, nell’acqua, su tutti i tipi di superficie e a qualsiasi temperatura (tra i -34° C e i 121° C). Tutto si basa sulla presenza di una cartuccia per l’inchiostro sigillata e pressurizzata - la stessa del 1968. Fisher Pen definisce tale inchiostro tixotropico, che una volta agitato passa dallo stato solido a quello liquido distribuendosi uniformemente sul foglio o su qualsiasi altra superficie tramite la sfera posizionata sopra la sottile punta.

Walt Cunningham con la sua Space Pen

Nel tempo sono stati prodotti tanti tipi diversi di Space Pen, dalle più costose a quelle più "commerciali". Basta affidarsi alle parole del pilota Walt Cunningham:

Ho volato con la prima Space Pen sull’Apollo 7. Ho fatto affidamento allora, ed è ancora l’unica penna su cui faccio affidamento qui sulla Terra.

Chissà se anche il nostro Luca Parmitano userà la Space Pen quando sarà capitano della ISS durante la missione Beyond?


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Commenti

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ermo87

Ho comprato una macchinetta del caffè, pochi giorni dopo la domanda: "perché la mia non funziona?" ... Sono rimasto interdetto per 3 ore davanti al pc

Morenetor

È quello che fecero i russi mentre gli americani spendevano un sacco di soldi per fare sta cosa, interessante come aneddoto

Bastian Contrario

Comunque per chi volesse comprare, sono i refill ad essere pressurizzati, non la penna. Perciò potete comprare i refill Fisher er usarli nella vostra, nel caso preferiate un altro design.

Gark121

Non solo semplici particelle: una matita può rompersi la punta e va temperata, e anche i portamine hanno comunque le mine che possono rompersi, anche solo le sollecitazioni del lancio possono facilmente far rompere qualche pezzetto di grafite. E la grafite ha la pessima caratteristica di essere un eccellente conduttore elettrico, potenzialmente può cortocircuitare qualcosa.
Ecco il perché della space pen.

piero

con una matita?

MartinTech

a proposito della penna, leggo nella pagina di az:

Domanda: Ma sulla clip c'e' l'incisione fisher ag7 ?
Risposta: Mi dispiace, non posso dirtelo! Era un regalo per il mio ex-ragazzo, quindi non ho modo di fartelo sapere. Posso solo dirti che lui se ne intendeva moltissimo, e che il regalo gli era piaciuto davvero tanto.
Da Daria in data 16 agosto 2015

ah le mitiche domande/risposte di amazon. Qui parliamo di tecnologie spaziali, penne che scrivono in qualunque condizioni e sulla terra invece c'è ancora un grosso branco di disagiati che non sanno nemmeno come funziona il discorso delle d/r di amazon. :P

L'estraneo

finziona a -34 gradi.... interessante, potremo prendere appunti anche quando l'inverno sarà arrivato a Westeros

L'estraneo

perche non era ancora stata inventata la cancellina spaziale!!! salloh!!1!!11unoundici

pucklord

In una scena del film "Apollo 13", si vedono chiaramente gli astronauti che, per fare i calcoli, usano matite (continuamente cancellano e riscrivono i dati...)

Naturalmente.

lordsheva

esattamente!

Mongomeri

https://history.nasa.gov/spacepen.html

Mongomeri

Se ben ricordo, quella descritta è una favoletta che viene raccontata da anni: in realtà anche la NASA aveva sempre usato le matite (in realtà delle portamine e simili) anche se vi erano effettivamente dei rischi legati alla grafite (pare che i sovietici usassero delle matite a cera per evitare questo inconveniente). Quando alla NASA scoprirono che, in autonomia, la Paul Fisher Pen aveva sviluppato questa particolare penna, semplicemente la adottarono (pagandole ben 6 dollari l'una, non proprio una cifra milionaria).

Il fatto simpatico è che sembra che comunque le normali biro riescano a scrivere nello spazio.

Pip

Perché usare una tecnologia antica e semplice come quella della matita quando puoi spendere milioni per creare una penna?

Prima che qualcuno mi prenda sul serio: c'è un motivo per il quale volevano evitare le matite.
Le agenzie spaziali sono estremamente paraqulo e si spaventano (giustamente) per qualsiasi cosa, in questo caso volevano evitare particelle di grafite che volavano per la cabina, non si sa mai

camo

Sta cosa delle matite dell'unione sovietica è una bufala storica, sapevatelo!

lordsheva

Come si stupirono gli americani alla fine della guerra fredda scoprendo che i russi usavano delle matite!

SteveMcQueer

ce l'avevo anch'io per non avere paura che agli esami non scrivesse :D è davvero ottima!!

lordsheva

C'è un simpatica storia, anche se è finta fa nulla, a proposito dell'approccio americano e quello russo. La penna spaziale costò molti soldi di sviluppo. Quando la guerra fredda finì gli americani scoprirono che i russi nello spazio usavano banali matite.

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