Gli Stati Uniti contro Huawei per il controllo delle infrastrutture #prospettive

02 Febbraio 2019 369

Lunedì scorso, 28 gennaio, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha ufficializzato le accuse contro Huawei e Meng Wanzhou, la direttrice finanziaria dell’azienda cinese arrestata in Canada a dicembre 2018.
Secondo gli inquirenti statunitensi, Huawei ha ripetutamente violato le sanzioni USA contro l’Iran esportando tecnologie americane verso il paese canaglia. Un’operazione condotta tramite aziende controllate con sedi estere, che Meng avrebbe avallato personalmente e contribuito a dirigere.

La violazione dell’embargo non è l’unica accusa mossa dal governo federale al gigante di Shenzhen: Huawei, a quanto si legge nelle carte parzialmente desecretate, si sarebbe macchiata anche di frode bancaria e di associazione a delinquere finalizzata alla suddetta frode. In un secondo caso, sempre depositato presso la Corte di Washington, gli Stati Uniti accusano il gigante di sottrazione di segreti industriali. Si fa riferimento, in particolar modo, al presunto furto di una tecnologia di T-Mobile per lo sviluppo di un braccio robotico usato a fini di test nello sviluppo degli smartphone.

Washington chiede l’estradizione

Le gravi accuse sono state rese pubbliche a più di un mese dall’arresto di Meng a Vancouver, durante un transfer all'aeroporto. Le autorità canadesi hanno operato su richiesta esplicita del Dipartimento di Giustizia americano, che stava già preparando il caso contro l’azienda cinese. Ora Washington ne chiede l’estradizione, ma la decisione finale spetterà alla Corte Suprema canadese.

Con la rivelazione delle accuse contro Meng e Huawei gli Stati Uniti rendono esplicito un grande gioco strategico che prosegue ormai da qualche anno. L’arresto della direttrice finanziaria e l’esplicitazione delle accuse sono il culmine di una lunga campagna di intelligence con cui gli Stati Uniti stanno cercando in tutti i modi di minare la presenza internazionale di Huawei. Lo scopo di Washington, che già ha bandito i prodotti e le infrastrutture dell’azienda di Shenzhen dal suolo americano, è di convincere anche gli altri alleati occidentali a rescindere i rapporti commerciali con una delle più importanti realtà industriali della Repubblica Popolare.

Dopo la pubblicazione delle accuse contro Huawei e Meng Wanzhou, l’azienda ha risposto negando con veemenza tutte le accuse avanzate dal Dipartimento di Giustizia e chiedendo di discutere i capi di imputazione con gli inquirenti. Una pronta reazione è arrivata anche dal governo cinese, che ha chiesto, come già avvenuto a dicembre, l’immediata scarcerazione di Meng Wanzhou.

Il ruolo del Canada

La palla ora passa in mani canadesi. Sarà infatti la Corte Suprema di Ottawa a decidere se accettare la richiesta di estradizione della manager avanzata dal Dipartimento di Giustizia o se invece accettare le posizioni di Pechino, che la vorrebbe invece libera di tornare in patria. La partita si gioca sul filo della diplomazia internazionale. Le massime autorità giudiziarie canadesi hanno già fatto sapere che si esprimeranno solo ed esclusivamente in merito al caso e in punta di diritto. Non cederanno, dicono, alle pressioni politiche legate al caso, in modo da non sottomettere il ruolo del potere giudiziario a giochi strategici più ampi.
In particolare la Corte Suprema ha dichiarato esplicitamente che non accetterà la richiesta di estradizione di Meng Wanzhou qualora le imputazioni si rivelassero di natura “puramente politica”. Ci dovranno essere insomma prove sufficienti per determinare nel merito dei reati contestati alla manager.

La posizione del Canada però non è così semplice. Il paese nordamericano, che assieme agli Stati Uniti, l’Australia, la Nuova Zelanda e la Gran Bretagna fa parte dell’alleanza per l’intelligenza nota come “i cinque occhi”, non si può permettere di prendere posizioni diplomatiche nette. La scorsa settimana l’ambasciatore canadese a Pechino si era esposto esplicitamente, con un commento in cui denunciava apertamente la persecuzione politica degli Stati Uniti nei confronti di Meng e sosteneva la necessità di un’immediata scarcerazione della manager, come da richiesta cinese. Nel fine settimana, probabilmente su pressione statunitense o in uno spontaneo tentativo di appeasement, il Premier canadese Justin Trudeau lo ha rimosso dal suo incarico.

La Seconda Guerra Fredda

Quella che si sta consumando fra gli Stati Uniti e la Cina è una Seconda Guerra Fredda con cui si determineranno le sorti delle comunicazioni e delle infrastrutture tecnologiche del prossimo futuro. Come nei migliori scenari della prima Guerra Fredda che conosciamo dai libri di storia contemporanea, anche in questo caso lo scontro frontale viene costantemente evitato, con livelli più o meno gravi di escalation del conflitto sopito. La grande differenza, oggi, è il livello di co-dipendenza economica dei due blocchi contrapposti e l’importanza del controllo dei dati, delle informazioni e delle infrastrutture che li veicolano.

Per quanto importante nel quadro geopolitico globale, la corsa alle infrastrutture per il 5G e il caso Huawei rimangono però solo uno dei tanti fronti dell’annosa battaglia commerciale fra Washington e Pechino. Questa settimana gli Stati Uniti e la Cina hanno ripreso le trattative per arrivare ad un accordo sui dazi. Il Presidente Trump e il suo entourage, cui interessa principalmente arrivare ad un accordo commerciale con la Cina molto più favorevole alla parte americana, non hanno fatto mistero della possibilità di utilizzare Meng come pedina di scambio.

Se per ottenere un nuovo trade deal pro-americano fosse necessario rinunciare all’estradizione di una pericolosa criminale internazionale (almeno stando alle accuse), allora al diavolo le preoccupazioni degli inquirenti e delle agenzie di intelligence, lo spionaggio industriale, le ipotesi di collusione - è bene ripeterlo, mai comprovate - fra Huawei e il governo centrale. Se non altro la carica ideologica di questa Seconda Guerra Fredda, nell’era di Trump, è pressoché inesistente. In fondo contano solo i soldi.

La Cina e Huawei hanno le mani legate

Nel frattempo, nonostante le proteste ufficiali, il governo Cinese si è trovato con le mani legate. Gli esperti ritengono che le ritorsioni su cittadini americani per il caso Meng - in particolare manager di aziende statunitensi che operano in Cina - al momento siano improbabili. Seppure Pechino ha arrestato due canadesi per forzare la mano al governo Trudeau, le autorità cinesi devono procedere coi piedi di piombo nei confronti degli americani. Il rischio è di mettere a repentaglio un’agognata tregua sui dazi. Il blocco alle esportazioni imposto da Trump ha avuto un impatto importante sull’economia cinese. Al punto che i massimi vertici del Partito Comunista, la scorsa settimana, hanno discusso ufficialmente possibili misure per gestire la crisi recessiva indotta dalle misure americane e da un fisiologico rallentamento della crescita interna.

È bene segnalare, aprendo una piccola parentesi, che per quanto gli Stati Uniti abbiano il coltello dalla parte del manico in queste trattative, le misure dell’amministrazione Trump hanno già avuto le prime ripercussioni sulle aziende americane che negli anni passati hanno aumentato la propria presenza sul mercato cinese per sostenere i propri livelli di crescita globale. Apple, pochi giorni fa, ha ufficializzato ad esempio i dati della prima trimestrale dell’anno fiscale 2019: il -29% anno su anno del fatturato in Cina, ha detto esplicitamente il CEO Tim Cook, ha contribuito al calo del 15% del fatturato complessivo dell’azienda.

Spionaggio e collusione con il governo di Pechino

Nelle accuse ufficializzate contro Meng lunedì scorso gli inquirenti statunitensi non esplicitano invece un’altra accusa ricorrente, che viene perpetrata mediaticamente al fine di minare la reputazione internazionale di Huawei: l’illazione, cioè, di una collusione profonda fra l’azienda e il governo centrale di Pechino. È giusto definirla illazione perché, per quanto lo si possa ritenere probabile, un collegamento diretto fra Huawei e il Governo non è mai stato provato nei fatti.

Per gli americani, insomma, Huawei sarebbe la testa di ponte tecnologica con cui le spie cinesi puntano a conquistare ruoli strategici chiave nei paesi occidentali grazie al controllo delle infrastrutture di telecomunicazione. Anche questo punto, su cui gli Stati Uniti insistono a più riprese per persuadere gli alleati ad abbandonare Huawei, non è mai stato provato nei fatti.

Le agenzie di intelligence statunitensi mantengono questa posizione ormai da anni, ma il caso è esploso nuovamente di recente perché quest’anno e il prossimo saranno determinanti per stabilire le relazioni di potere nel mercato globale per la costruzione delle reti mobili 5G. Huawei offre soluzioni integrate avanzate - a detta di molti esperti, superiori all’offerta dei concorrenti occidentali - che potrebbero garantire a Huawei il predominio del settore negli anni a venire.

Campagna denigratoria

Anche qualora il caso Meng dovesse risolversi ed esaurire il suo ruolo strategico nel braccio di ferro commerciale fra Stati Uniti e Cina, le pressioni degli Stati Uniti sugli alleati per mettere alla berlina Huawei non si fermeranno. La campagna di delegittimazione di Huawei da parte delle agenzie di intelligence degli Stati Uniti e dei lobbisti di Washington del resto sta già dando i frutti sperati.

Gli alleati di intelligence degli Stati Uniti sono tutti schierati in prima linea a fianco degli americani. In Australia e Nuova Zelanda a Huawei è già stata preclusa la possibilità di partecipare alle gare per il 5G, mentre la Gran Bretagna prenderà a breve una decisione al riguardo. Con una posizione nettamente politica, intanto, l’Università di Oxford ha detto di aver rifiutato i fondi di ricerca stanziati dall’azienda di Shenzhen. Anche in Germania, dove solitamente Huawei gode di buona reputazione, si sono insinuati i primi dubbi, con un’interrogazione parlamentare per vagliare la possibilità di un nuovo regolamento anti-cinese sulla costruzione delle reti 5G. L’ultima tegola, in ordine di tempo, l’ha lasciata cadere Vodafone: nonostante avesse preso pubblicamente le difese dei partner di Huawei in passato, ora la multinazionale britannica ha fatto sapere di aver bloccato le commesse su alcuni componenti delle celle di telecomunicazione che acquista dall’azienda.

È una continua escalation che ha già sortito i suoi effetti. Qualche settimana fa, con un raro intervento pubblico, il co-fondatore e presidente di Huawei Ren Zhengfei (padre di Meng Wanzhou) ha voluto smentire personalmente le accuse di un collegamento fra la sua azienda e il governo di Pechino. Ha anche detto, però, che la situazione politica internazionale pone il gruppo di fronte a difficoltà inattese. Non è escluso, ha aggiunto, che si possa presentare la necessità di dover tagliare il personale e ristrutturare l’azienda per potare i rami secchi e snellire le operazioni.

La battaglia per il controllo dei dati

Ma perché le agenzie di intelligence attaccano Huawei - dopo aver già efficacemente silurato ZTE - con questa veemenza? Si potrebbero addurre ragioni puramente ideologiche, ovviamente: contrastare una delle più importanti aziende di un paese potenzialmente nemico significa fare gli interessi degli Stati Uniti (e poi, secondariamente, degli alleati). Se le rivelazioni del 2013 sullo spionaggio di massa ci hanno insegnato qualcosa, però, è che alla NSA e alle altre agenzie americane interessa soprattutto mantenere il controllo delle comunicazioni globali. Chi controlla tutte le informazioni, in altre parole, controlla lo scacchiere.

I documenti trafugati da Snowden provavano, senza che vi siano mai state reali smentite, che le agenzie di intelligence americane controllavano e probabilmente controllano la tecnologia made in U.S.A. grazie a backdoor e falle software di cui, in molti casi, neppure le aziende sono a conoscenza. Un altro esempio storico è quello del fantomatico Clipper Chip, di cui potete leggere qui la storia. Se le tecnologie occidentali verranno utilizzate per lo sviluppo delle reti mobili del futuro, in altre parole, le agenzie di intelligence alleate avranno molte più possibilità di mantenere il controllo delle comunicazioni. Se invece le reti su cui viaggerà la maggior parte dei dati nel futuro prossimo saranno implementate con soluzioni di un paese strategicamente “nemico”, diminuiranno le possibilità di intercettare, spiare e raccogliere le ingenti moli di dati di cui NSA, CIA, FBI, GCHQ, BND hanno bisogno per mantenere il proprio predominio nell’intelligence globale.

Andrea Nepori è un giornalista freelance esperto di tecnologia e culture digitali. Scrive per La Stampa, Domus, HDblog e altre testate. Vive a Berlino. Con Lorenzo Paletti conduce Ultima Fila, un "folle podcast" sul dietro le quinte della scena italiana del giornalismo tech.

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Commenti

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Dr. Freudstein

Insomma è tutto un complotto ordito da più amministrazioni americane per avere più potere negoziale e per spiare il mondo intero grazie alle tecnologie occidentali come quelle di Nokia ed Ericsson, aziende che secondo l'autore di questo articolo evidentemente sono addomesticate dal governo americano. Non illustra le prove della sottomissione di queste societa al governo USA, però si pretende che i servizi di intelligence USA forniscano alla stampa le prove che Huawei sia sotto il governo cinese.
Governo cinese liberticida, in un paese in cui non esiste né libertà di parola, né di stampa, né politica, né economica, né su internet, con milioni di cittadini schedati e deportati nei logai per essere rieducati.
Solo uno stupido ingenuo permetterebbe a queste aziende di occuparsi delle comunicazioni in occidente.

ice.man

in realtà in questa situazione l'EU gongola
infatti a livello di infrastrutture radio i maggiori player mondiali simasti sul mercato (dopole vari fusioni degli anni scorsi) sono Nokia (che ha acquisito
Alcatel-Lucent) e Ericcsson
entrambe Europee

Teomondo Scrofalo

Peggio fosse per me Arabia Saudita dovrebbe scomparire dalla terra sono il cancro del mondo moderno, come un po tutti i paesi mussulmani più o meno integralisti, io li spazzerei via dalla faccia della terra.

Max

No. Le reti in questione saranno supportate da Nokia ed Ericsson che con il governo USA non hanno nulla a che vedere

HipsterMasters

Grazie ai cinesi vorrai dire

E K

Beh, gli americani ci impongono la loro posizione dominante da circa 70 anni e grazie a loro (in maniera diretta ed indiretta) il pianeta é in fase di surriscaldamento, direi che ovunque ci si giri ci sono str***i in agguato.

R41

Senza Android che fanno?

Darkat

Lo hanno fatto già! Ad esempio hanno minacciato di pesanti sanzioni chiunque collaborasse con ZTE, e dubito che non l'abbiano fatto con Huawei, però non penso sia così facile fare chiudere un'azienda di quelle dimensioni e protetta da un altro governo

Darkat

"consigli?", Mi sembra un eufemismo

Darkat

Io non dicendo nessun governo, giudico la situazione in cui il governo americano, per avere il controllo più facile sulle reti 5g, ha messo in mezzo due società cinesi solo per avere il vantaggio tecnologico che altrimenti avrebbe la Cina, questi sono i fatti, punto.

Dunkirk

Fonti alla mano mentecatto, non tutti i paesi riconoscono il fosforo bianco come arma chimica, stranamente chi li usa non li considera tali ma non è universalmente concordato. Come al solito la tua saccenza e faziosità rasentano l'umana tolleranza. E' risaputo che l'agente arancio è canceroso, per la presenza di diossine nel composto. Studia, ignorante tuttologo da tastiera.

Max

Il fosforo non è un arma chimica.
Saddam aveva un arsenale chimico e l’ha usato per quasi un decennio nella guerra con l’ Iraq.
L’agente arancio era un defogliante, NON un arma chimica, e per quanto tossico NON provoca il cancro.
Come al solito dimostrate ignoranza parlando di cose che non conoscete

Gabriele Di Bari

Infatti, mio caro analfabeta funzionale che scambia perfino i post delle persone.

Ungarus

Idem GALILEO che addirittura ha un tutta una sotto-banda dedicata alle emergenze.

Dunkirk

Le bombe al fosforo bianco le hanno usate gli americani in varie parti del mondo, anche in Iraq

(Fallujah. La strage nascosta

L'indagine documenta le prove dell'uso di ordigni incendiari e armi basate sul fosforo bianco e altre sostanze simili al napalm, come ilMark 77, e l'uso indiscriminato della violenza contro i civili da parte delle forze militari statunitensi nella città di Fallujah durante l'offensiva del novembre 2004. )

Le armi chimiche non c'erano, l'arsenale intercontinentale di Saddam non esisteva e le testate nucleari mai pervenute. E' stata una farsa mondialmente architettata per invadere quel paese.

...per non parlare dell'Agente Arancio che oltre a distruggere le foreste vietnamite ha ammalato di cancro migliaia di civili e soldati americani.

JN-

I russi hanno schiavizzato mezza Europa per 50 anni ti ricordo . Cioè ma fai sul serio??

Herbrecht Von Jeromen

E visto che ci sto, chiaro ha bombardato a tappeto l'intera Europa? Chi ha sganciato 2 bombe atomiche su 2 città inermi?
Sempre due pesi e due misure...

Herbrecht Von Jeromen

Chiedilo a Tony Blair...

Massimo

quanti ne sono morti per liberarci dalla dalla dittatura?
stati uniti 400mila
russia 23 millioni
rigrazia i russi senno parlavi tedesco :)

JN-

Ciao

Marco

Quindi se io faccio vivere bene la mia famiglia, ma poi quando esco sevizio e uccido bambini, allora tutto apposto? Dai su, lascia perdere. Gli Stati Uniti hanno sulla coscienza milioni di morti, come ce li hanno anche Cina e Russia, ma credere che questi ultimi siano il male e gli altri il bene, è un ragionamento da scuole medie.

JN-

Ah beh allora noi che appoggiavamo gheddafi e ora il venezuelano ??? Devi giudicare un paese da come fa vivere i suoi cittadini. Non arrampicarti sugli specchi . Guarda come vivono in Cina e Russia z

JN-

Quanti ne sono morti per liberarci dalla dittatura ? E pensi davvero che i nostri amici siano i cinesi o i russi?? Campa cavallo!

Questo non giustifica che i due piloti siano stati due *****, ma così fai di tutta l’erba un fascio

DefinitelyNotBruceWayne

Curiosità che magari può interessare anche se è abbastanza scontata.
BeiDou permette anche di inviare dei segnali di SOS che i pescherecci cinesi usano per allertare la marina cinese in caso di presenza di navi straniere nel mar cinese o in caso di problemi in acque internazionali.

Ungarus

Si è così, ho tenuto a specificarlo nel commento sopra non qui. Ciò non toglie nulla al succo del discorso che rimane. Grazie per l'intervento.

Max

Nokia non è cinese , genio

DefinitelyNotBruceWayne

GPS è una tecnologia militare statunitense e si prendono il diritto di limitarne l'utilizzo quando e come vogliono.
Per questo la Russia ha GLONASS, l'Europa Galileo e la Cina BeiDou.

Max

Prodotto e testato è diverso da impiegato in guerra

Max

Piloti americani assolti ? Solita mezza informazione da parte tua, da buon comunistello da quattro soldi...
Piloti assolti dall’accusa di omicidio ma condannati per intralcio alla giustizia e condotta riprovevole, per tanto degradati e CONGEDATI CON DISONORE. Il pilota condannato anche a 6 mesi di carcere (ne ha fatti 4 e mezzo).
Ma il fatto cosa avrebbe a che fare con i cinesi ?
Sul Cermis il pilota per me era colpevole ed andava condannato per omicidio colposo. Ma dalla corte marziale USA, non da noi. Ci sono precisi accordi NATO che l’Italia ha sottoscritto in merito. È stato senza dubbio un errore giudiziario americano.
Non il primo e non l’ultimo.

Max

Due cose diverse.
L’arsenale chimico era presente ed usato abbondantemente nei dieci anni successivi. La capacità nucleare era in fase di studio.

Max

Ma quale eroe... e nessuno ti ammazza per un opinione da noi.

Herbrecht Von Jeromen

Sai perché si dimise il primo ministro britannico?

Bastian Contrario

Se sei scomodo ti ammazzano uguale in entrambi i paesi. Vedi l'EROE Snowden che è dovuto scappare.

Bastian Contrario

Te lo dico cosa ci spinge:

il 3 febbraio 1998 due caccia americani tagliarono accidentalmente i cavi di una funivia del Cermis, sulle Dolomiti. 20 morti. Il processo ai due piloti fu tenuto ovviamente in America ed ovviamente fu una ridicola farsa. Interrogati sul perché si trovavano così vicini alla funivia i due piloti risposero che erano lí "per divertimento" e "per catturare il panorama".
Anni dopo un pilota ammise addirittura di aver sabotato le prove.
Ovviamente nessuno andò in galera, tutti assolti da accuse di omicidio involontario e negligenza. I famigliari dei 20 morti mandati a casa con un nulla di fatto.

Ecco cosa ci spinge. Un paese viene qua, fa il ca--o che gli pare e se ne va senza pagare il conto. Questa è l'America, non la Cina. I veri bulli del mondo occidentale.

Bastian Contrario

Hai alzato troppo il livello, mi sa che non risponderà mai.

Bastian Contrario

Presente come l'atomica di Saddam. LOL

Bastian Contrario

Oggi sono 21 anni della strage del Cermis. 20 morti e due piloti americani assolti dalle accuse di negligenza e omicidio involontario.

Almeno oggi stai zitto, bestia.

Anders Ge (f.k.a."usagisan")

In poche parole, o da una parte o dall'altra, chi sta in mezzo (Europa e resto del mondo) lo prendono comunque in quel posto...
Vabbè!

Bastian Contrario

Siamo in Italia, mica su Marte. Una guerra è game over per tutti.

Ginomoscerino

c'è gente che ha i paraocchi come i cavalli, non riesce a capire chi è nel giusto o nel torto.
per loro è USA= buoni
Russia, Cina= cattivi

Ginomoscerino

quindi secondo gli USA non hanno mai prodotto o testato armi chimiche?
vabbè lasciamo perdere...

Marco

Vorrei capire che ne pensi dell'appoggio che gli USA hanno fornito a dittature come quelle di Videla e Pinochet, ad esempio. Non erano dittature assassine innestati dagli Stati Uniti, quelle?

Gabriele Di Bari

Forse ti dovresti informare di piu' prima di sparare minchiate.

Gabriele Di Bari

Se pensi che i cinesi sono meglio, ah, ci sara' da ridere.

JN-

Non parlo con gente del tuo livello

Max

Io ci sono stato decine di volte , a differenza tua

Max

Non ergerti a rappresentante della massa che non lo sei. Patetico hater da quattro soldi

Bastian Contrario

E ti assicuro che stai sul ca--o a tutti, a partire dalla redazione che deve leggere ogni santo giorno i tuoi commenti "uauei vi pakah!".

Ti tolleriamo come si tollera Santosss. Purtroppo sei capitato, che possiamo farci? Sentiamo i tuoi insulti, facciamo finta di nulla ed andiamo avanti.

Bastian Contrario

Vacci tu, sei l'ingegnere giramondo (che passa la vita su disqus).

Max

Sto cul c4zz0 ai c0glion1 come te. Bravo a fare il leone dietro lo schermo.
Ma vacci in Cina e poi mi racconti, c0glion3

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