OSIRIS-REx, tracce di una passata presenza di acqua sull'asteroide Bennu

11 Dicembre 2018 15

Pochi giorni fa la notizia dell'arrivo di OSIRIS-REx nelle vicinanze dell'asteroide Bennu, nelle scorse ore è emerso un annuncio di grande interesse scientifico, condiviso dai membri del team NASA: l'asteroide Bennu mostra chiari segni di possibile e passata presenza di acqua.

Facciamo un po' il punto della situazione, la sonda è arrivata a destinazione lo scorso 3 dicembre, ma la vera missione dovrà attendere ancora un bel po' di tempo, infatti, tutto il 2019 sarà utilizzato per roteare attorno al piccolo asteroide alla ricerca di un punto perfetto per l'atterraggio, l'obbiettivo primario è quello di portare a casa dei campioni di roccia di Bennu.

Tuttavia, la sonda OSIRIS-REx è già operativa e gli spettrometri di bordo sono in grado di misurare le segnature chimiche di vari minerali in base alle lunghezze d'onda della luce che emettono e assorbono. L'annuncio è arrivato solamente ieri, ma la NASA è stata in grado di rilevare già un mese fa la presenza dei tipici segni dei minerali idratati, i quali sono in grado di formarsi solamente in presenza di acqua liquida. Con l'approssimarsi all'asteroide, questi segnali non hanno fatto altro che aumentare confermando quanto scoperto in netto anticipo sull'arrivo della sonda. Non sappiamo con certezza se tracce di acqua siano ancora presenti sotto lo strato superficiale, sappiamo però che Bennu presentò una qualche forma di sistema idrotermale nel suo passato.

Le superficie di Bennu presenta più crateri e massi di grandi dimensioni di quanto ci si aspettasse: un ambiente definito aspro, con voragini larghe fino a 50 metri e pietre con diametri ipotetici fino a 10 metri. Questo genere di conformazione ed i tanti crateri osservati, fanno pensare che nonostante sia sopravvissuto ai tanti impatti, sia più simile ad un immenso cumulo di macerie tenute inseme dalla gravità stessa, che ad un asteroide compatto.

Secondo Dante Lauretta dell'Università dell'Arizona, anche la densità media di Bennu va un po' a corroborare l'ipotesi dell'ammasso di macerie: i minerali idratati, infatti, presentano una densità di 1.200 kg per metro cubo rispetto ai 3000 kg medi delle rocce classiche, pertanto si pensa che fino al 40 % dell'asteroide possa essere formato da caverne e vuoti. A livello superficiale poi, risultano visibili una serie di fratture sulle rocce che creano una sorta di aspetto a ragnatela.

Non si conosce ancora il motivo esatto di questo fenomeno, ma le piccole fenditure potrebbero essere dovute ai drastici cambiamenti di temperature a cui le rocce sono sottoposte durante la roteazione dell'asteroide. Successive analisi potranno o meno confermare queste ipotesi.


La ricerca di un sito adatto a toccare brevemente la superficie di Bennu appare meno semplice ora che la sua conformazione si fa più chiara. Crateri come quello visibile nella foto superiore, realizzata lo scorso 2 dicembre, offrono una possibilità per la sonda di avvicinarsi all'asteroide. La depressione visibile è larga 20 metri e potrebbe essere uno dei luoghi più adatti al contatto con Bennu, tuttavia sono ancora molti i dubbi in proposito e si lavorerà nei prossimi mesi per trovare location migliori.

La missione di atterraggio sembra quindi più complessa del previsto, secondo il team della NASA, ogni roccia con un diametro superiore a 20 centimetri potrebbe rappresentare un potenziale pericolo per il braccio di campionamento montato sulla sonda. E' presto per trarre conclusioni, come anticipato poco sopra infatti, tutto il 2019 sarà sfruttato per realizzare una mappatura precisa della superficie ed individuare i luoghi migliori per avvicinarsi a Bennu e recuperare i campioni, il ritorno a casa è previsto per il 2023.


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Commenti

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Manuel Perri

Be dai infinito non penso. Che sia maledettament3 immenso si,ma una sorta di fine c'è.

danieleg1

Gli ottusi però devono anche dimostrato, non solo scriverlo nei commenti su un blog. E comunque tra dire c'è acqua e trovare tracce di vita (che poi non abbiamp neanche una definizione precisa di cosa sia esattamente la vita) ce ne passa parecchio. Anche l'unico posto in cui siamo certi che c'è vita è stato disabitato per la maggior parte della sua storia.

Top Cat
dario

Grazie, mi sembrava strano!

saetta

infatti, non è cosi...

StriderWhite

Basta che non siano i Porg!

StriderWhite

Più che altro anche se non siamo soli è molto probabile che non incontreremo molto presto le forme di vita sparse nell'universo...

dario

Ot astronomico: ma mi è impazzito sky map o stanotte sono praticamente allineati tutti i pianeti + sole e luna in un unico asse? Mai visto niente del genere!

Maurizio Mugelli

non che abbia dubbi sulle probabilita' che ci sia vita fuori dalla terra ma le due cose non sono particolarmente relate

Top Cat

Sono i Borg.

Top Cat
No Maria, io esco!

Gli ottusi prima o poi capitano che non siamo nè siamo mai stati soli in questo universo infinito.
Si inizia ora a trovare indizi che provino la presenza passata di acqua allo stato liquido su vari corpi celesti, aprite gli occhi.

Nico Ds

l'acqua è monossido di diidrogeno, l'ossigeno è il terzo elemento più abbondante nell'universo, l'idrogeno addirittura il primo.
L'aqua è ovviamente una molecola abbondantissima nell'universo, sarebbe strano (direi praticamente impossibile) non trovarne traccia da qualche parte

OutOfUser

"chiari segni di possibile presenza"
Così chiaro che è nero

Aster

Chissà la provenienza di questo asteroide

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