Bosch e Veniam: uno standard per la comunicazione tra auto e infrastrutture

07 Dicembre 2018 5

Bosch e Veniam uniscono le forze verso l'adozione di uno standard comune per la comunicazione tra veicoli e veicoli (V2V) e veicoli e altro (V2X). Così come gli esseri umani, anche i mezzi di trasporto possono trarre beneficio da un "linguaggio" comune. Al momento, nonostante gli sforzi di aziende e istituzioni, non esiste però una base tecnica standardizzata a livello globale per questo scambio di dati. Mentre la Cina utilizza principalmente la tecnologia Cellular-V2X (C-V2X), che si basa sulle comunicazioni mobili, Europa e Stati Uniti hanno in programma di introdurre ulteriormente gli standard di trasmissione basati su Wi-Fi (DSRC e ITS-G5) a fianco del C-V2X.


La guida autonoma, invece, per poter funzionare correttamente esige la presenza di standard condivisi. In assenza di tali standard, è necessario un approccio multi-standard, cui è possibile "tradurre" le informazioni inviate dai diversi sistemi di comunicazione implementati nelle auto connesse. Questo è l'approccio di Bosch, che ha creato un'unità di controllo per la comunicazione di dati V2X, servendosi di una soluzione software sviluppata dalla startup della Silicon Valley Veniam.

Il software è in grado di mantenere la connettività continua e senza interruzioni tra veicolo e veicolo (indipendentemente dal marchio) e tra veicolo e infrastruttura, assicurando che le auto possano, per esempio, allertarsi reciprocamente in caso di incidenti o altri pericoli. Allo stesso modo, ne beneficerà anche la connettività di bordo, esente da quei "buchi" di rete oggi assai frequenti che ci impediscono, per esempio, di ascoltare musica in streaming di alta qualità in ogni condizione. E ancora: i veicoli saranno in grado di sfruttare l'onda verde dei semafori, risultando in un traffico più scorrevole.


Nel frattempo proseguono i test da parte di Bosch (insieme a Vodafone e Huawei) per quano riguarda la comunicazione V2X con i primi moduli di test 5G. Sull'autostrada A9 in Baviera si testano i sistemi di alert in tempo reale durante le manovre di cambio corsia in autostrada o nel caso in cui i veicoli frenino improvvisamente. Tra i vantaggi del V2X ci sarà anche quello di rendere più confortevoli le funzioni di assistenza alla guida, come il cruise control adattivo (ACC).

Non si fermano comunque nemmeno i test di comunicazione tramite Wi-Fi: nell'estate del 2018, Bosch ha infatti testato una comunicazione diretta e sicura tra veicoli e infrastrutture stradali, telecamere e sensori nella zona di Detroit. La combinazione tra i due "macro-standard" (Wi-Fi e rete mobile) può rappresentare la soluzione ideale per ottenere comunicazioni tempestive e sicure.


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Commenti

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CapitanoFindus

Io spero anche in una comunicazione inversa, cioè dal veicolo alle infrastrutture.
Ad esempio si potrebbe tranquillamente evitare di stare fermo al semaforo a volte anche 1-2 minuti quando dall'altra parte non c'è nessuno....

Simone Facchetti

Ci sono due scuole di pensiero: reti mobili o Wi-Fi. I protocolli V2X sono già di per sé standardizzati, ma il problema (sollevato anche da Bosch) è riuscire a far dialogare le vetture connesse da una parte alle reti mobili (C-V2X) e dall'altra alle reti locali Wi-Fi a corto raggio.

L'Unione Europea, per esempio, spinge sul Wi-Fi (tecnologia che equipaggerà le Volkswagen dal 2019), mentre la Cina sul 5G. Entrambe hanno pregi e difetti.

Leox91

Ah ma non ho capito se ognuno sta sviluppando a fatti suoi o si basano tutti su un unico protocollo.

Simone Facchetti

Qualcomm, Intel, NVIDIA, e poi tutti i vari costruttori automotive e i grandi operatori delle telecomunicazioni. Si fa prima ad elencare chi NON ci sta lavorando xD

Leox91

Ma non c'era già Qualcomm sul pezzo per 'sta cosa?

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