Il club dei 1000€: perché gli smartphone costano così tanto? #prospettive

29 Novembre 2018 1092

Fino a qualche anno fa, prezzi superiori ai mille euro per uno smartphone erano prerogativa soltanto di alcuni modelli di lusso. Personalizzazioni da ricconi tempestate di pietre preziose, dispositivi venduti con esclusivi servizi concierge, oppure versioni speciali create in collaborazione con qualche designer automobilistico.

Anche se la collaborazione con marchi affermati rimane una strategia ancora gettonata (come dimostra il recente annuncio di OnePlus e McLaren) la soglia psicologica dei mille euro è stata ormai superata anche “in solitaria” da un numero crescente di produttori e non ci sono segnali che puntino ad un futuro calo dei prezzi degli smartphone top di gamma. È una tendenza legata a vari fattori: innanzitutto il valore percepito dei dispositivi da parte dei consumatori, ma anche la necessità (in particolare per Apple, che ha segnato ancora il passo) di tutelare i profitti con un aumento dei margini a fronte dell’inevitabile calo delle vendite. È una risposta, comprensibile e in parte inevitabile, alla saturazione di un mercato che ci aveva abituato a livelli di crescita ormai insostenibili.

Crescita dei prezzi in Italia

Per avere un quadro più preciso sugli effettivi aumenti dei prezzi, partiamo con i dati relativi al cambiamento dei listini degli smartphone sul mercato italiano. Abbiamo messo a confronto i principali modelli del 2016 con quelli del 2018, scegliendo gli entry level della rispettiva gamma in modo da mantenere equo il confronto. Nel caso di Huawei, abbiamo scelto Mate 20 anziché Mate 20 Pro perché Mate 9 non era disponibile in una versione top di gamma equivalente in Italia al momento del lancio.


È uno spaccato volutamente ridotto che prende in considerazione solo alcuni brand principali. In media i prezzi sono cresciuti del 20,44%. Se la passano meglio i consumatori americani (dove si registra un aumento medio del 17%) mentre va molto peggio in UK (+27%). I prezzi dei dispositivi Apple, già alti, sono cresciuti più della media solo nel caso dell’iPhone XS Max rispetto ad 7 Plus, che abbiamo messo a confronto (nonostante il differente piazzamento) perché rappresentano la rispettiva offerta premium del 2016 e del 2018. L’impennata più sostanziale l’hanno subita i prezzi di OnePlus. Il rapporto qualità prezzo è ancora dalla parte del marchio cinese, ma l’idea che gli smartphone dell’azienda siano dispositivi potenti ma “a buon mercato” regge solo grazie al superamento della soglia dei 1000€ da parte della concorrenza.

Valore percepito

La più semplice spiegazione razionale per questo sensibile aumento dei prezzi è che il valore percepito da parte dei consumatori è aumentato anno dopo anno, parallelamente alla diffusione dell’oggetto smartphone. Lo riassume bene Carolina Milanesi, capo analista per Creative Strategies, in un commento pubblicato da CNET: “In questi telefoni oggi c’è più tecnologia di quanta ce ne sia mai stata, ma credo anche che i produttori applichino un margine più alto ai loro flagship perché sono degli status symbol. Fintanto che questi telefoni rimarranno il nostro dispositivo principale per l’uso quotidiano i consumatori continueranno a spendere di più”.

Con lo smartphone ormai facciamo tutto: è un dispositivo più irrinunciabile di un computer o di qualsiasi congegno elettronico. Usando il vostro smartphone probabilmente non vi sentite davvero produttivi nel senso professionale del termine. Ma pensate a quante cose risolve, a quanti servizi vi dà accesso, a quante e quali funzioni - impensabili dieci anni fa - vi siete ormai abituati, dandole quasi per scontate. I produttori lo sanno bene e hanno provato a tirare sempre di più la corda del prezzo, riuscendo nell’impresa.

Sono bastati due anni

Dopo la presentazione dei nuovi iPhone XS, iPhone XS Max e iPhone XR, a settembre, le usuali parodie della settimana successiva al lancio si sono concentrare sull’improbabile nomenclatura della nuova gamma. In pochi, salvo qualche simpatica eccezione dalla brevissima vita mediatica, hanno contestato o ridicolizzato i prezzi da capogiro dei nuovi smartphone di Cupertino.

In Italia, in particolare, il modello di punta, l’iPhone XS Max da 512GB, arriva a costare 1689€. Se ci si accontenta della versione XS, il prezzo massimo scende a 1589€ (che, tanto per fare un confronto, sono 9€ in più rispetto al salario italiano medio — dati: JobPricing Salary Outlook 2018). Lo stesso è accaduto con il Galaxy Note 9, che quest’anno parte da 1029€, o con Huawei Mate 20 (799€) e Mate 20 Pro (1099€).

La strategia sdoganata da Apple e poi adottata dagli altri produttori ha funzionato. I consumatori erano effettivamente pronti per l’avvento degli iper-flagship e per una crescita dei prezzi su tutta la linea dei top di gamma. Sono bastati due anni per rendere accettabili cifre esorbitanti che nel 2015 avrebbero fatto infuriare anche i fan più affezionati dei grandi marchi della telefonia.

Risposta alla saturazione

La percezione del valore dell’oggetto smartphone non è l’unico motivo per cui i produttori hanno scelto di aumentare i prezzi dei top di gamma. Un altro fattore determinante è la necessità di mantenere stabili (o far crescere) i profitti a fronte della saturazione del mercato.

Ma cosa intendiamo quando diciamo che il mercato smartphone è saturo? Per rispondere a questa domanda è utile partire dalla definizione stessa del termine.
Per Investopedia si definisce market saturation quella “situazione che si verifica quando il volume di un prodotto o un servizio in uno specifico marketplace è stato massimizzato”. La definizione prosegue con un’indicazione di ciò che solitamente avviene in questo caso: “al punto di saturazione un’azienda può raggiungere ulteriore crescita solo attraverso il miglioramento del prodotto, sottraendo quote di mercato alla concorrenza oppure attraverso una crescita della domanda dei consumatori”.

Per il settore smartphone la terza strategia si concretizza nell’aumento degli investimenti sui mercati emergenti da parte di quasi tutti i maggiori produttori.
Ciò nonostante a livello globale la domanda rimane in flessione. Secondo le ultime analisi di Counterpoint Research, le unità movimentate nel corso del terzo trimestre 2018 sono diminuite del 5%, scendendo a 380 milioni. Il punto però rimane un altro: quanto è sostenibile la strategia dell’aumento dei prezzi, se la domanda continuerà a diminuire? Ma soprattutto quanti e quali brand se la possono permettere?

Il caso Apple

Nel caso di Apple l’aumento del prezzo ha funzionato. Sempre secondo Counterpoint, sebbene il numero di iPhone venduti nel Q3 2018 non sia cresciuto, l’azienda di Cupertino ha registrato un fatturato più alto del 29% con “un prezzo medio di vendita da record, pari a 793$”.

Per Apple - unica tra i produttori di smartphone e la prima a segnare la strada nella tendenza al rialzo dei listini prezzi - l’aumento del valore era l’unica strada possibile: l’allargamento alla fascia bassa sarebbe una scelta suicida per il marchio. La strategia di quest’anno rafforza un percorso iniziato con l’iPhone X.

Il punto, qui, è semplice: Apple è l’unico produttore che si può permettere di alzare il costo dei suoi dispositivi sfruttando il solo valore del marchio. Questo non significa che gli ultimi iPhone non valgano davvero ciò che costano, al contrario: il solo chip A12 Bionic è un’innovazione generalmente sottovalutata che Apple fa giustamente pagare a caro prezzo. La strategia la riassume bene l’analista Ben Thompson in un articolo pubblicato in occasione della presentazione degli ultimi iPhone, a settembre:

“Nel 2017 l’azienda, per la prima volta in dieci anni, ha iniziato a mettere davvero alla prova l’elasticità della domanda per l’iPhone. Partendo dall’impegno ad essere sempre i migliori, quanto in alto si poteva prezzare un iPhone X?
Quest’anno ecco che arriva l’iPhone “forza della natura”: un telefono ancora più costoso, che non convince l’acquirente tanto in virtù delle caratteristiche quanto per il fatto che si tratta dell’ultimo, nuovo e migliore iPhone di sempre. Subito sotto, un iPhone XR quasi altrettanto buono, ma segmentato ad hoc per non essere il migliore e abbastanza valido per rimanere una forza sul mercato negli anni a venire”.

Thompson la definisce una Mission Impossible, che riuscirà solo perché l’iPhone è ormai paragonabile a una saga cinematografica: costoso da produrre e portare sul mercato, ma destinato inevitabilmente a un successo planetario.
C’è un altro aspetto, però, che Thompson non cita e che invece è di fondamentale importanza: la crescita della divisione servizi e l’importanza del “lock-in” all’interno dell’ecosistema iOS, importante come e più delle caratteristiche del nuovo dispositivo.

La crescita dei servizi e dell’importanza del software va di pari passo con un cambiamento delle abitudini di acquisto e aggiornamento degli iPhone. Checché ne pensi l’Antitrust italiana, gli iPhone sono tra gli smartphone in assoluto più longevi sul mercato. La strategia di Apple è strutturata attorno a questo pilastro: creare dispositivi di maggior valore, che durino più a lungo e che cementino la user base ancora di più grazie alle funzionalità software e ai servizi. Basta fornire tutto questo e l’utente accetterà di buon grado di spendere tanto per il dispositivo al centro della sua vita digitale. Incidentalmente questo è anche il motivo, a mio parere, per cui Apple ha annunciato che dalla prossima trimestrale non rivelerà più il dettaglio delle vendite di iPhone: il successo dell’azienda non si può misurare in cicli così brevi e non è unicamente espressione della quantità netta di iPhone venduti, che tuttavia rimane la metrica “facile” su cui si basano le miopi analisi a breve termine di Wall Street.

Strategie differenti

Qualche tempo fa ho chiesto ad un importante dirigente di un noto marchio del settore (di cui non farò il nome) per quale motivo l’azienda avesse scelto di presentare uno smartphone con il notch. La risposta, fin troppo schietta, è stata che Apple lo aveva già sdoganato, e quindi, per sintetizzare, “liberi tutti”.

Nel caso dei prezzi alcuni produttori concorrenti di Apple devono aver pensato la stessa cosa. Se lo ha fatto Apple, perché non possiamo farlo anche noi? Il problema è che nel caso di una semplice feature come il notch il meccanismo emulativo è semplice: si propone una versione leggermente revisionata della stessa caratteristica, sicuri che ormai il mercato sia pronto ad accoglierla.

Il prezzo è un elemento determinante per la decisione di acquisto, ma non è una feature. Non basta fare una sommatoria dei costi, diretti o indiretti, e stampigliare una cifra sulla confezione: serve una strategia precisa.
Ovviamente i produttori concorrenti sono consapevoli di non poter sfruttare il peso del marchio “iPhone”, né di poter basare un aumento del prezzo in gran parte sulla percezione del proprio, in quasi tutti i casi troppo giovane e non abbastanza potente.

La soluzione è dunque quella di alzare l’asticella della dotazione tecnologica. È la strategia che ha seguito Huawei, ad esempio, con il suo Mate 20 Pro, il primo flagship che l’azienda di Shenzhen ha “osato” prezzare oltre i 1000€.
Mate 20 Pro implementa soluzioni tecnologiche impressionanti, in alcuni casi mai viste prima su uno smartphone. È quello che potremmo definire “obbligo di giustifica”: se non hai dalla tua la possibilità di far pesare il marchio, allora ecco che serve una giustificazione più tangibile dell’aumento del prezzo.

Per l’azienda cinese, però, sono diversi anche gli obiettivi: alla divisione guidata da Richard Yu non interessa alzare i margini su un prodotto come Mate 20 Pro, ma mostrare i muscoli, far vedere ciò che Huawei può fare, allo scopo dichiarato di conquistare il primo posto della classifica dei produttori di smartphone in Europa e nel mondo entro i prossimi due anni. Diverse ambizioni, stesso risultato, cioè lo sdoganamento di prezzi sempre più alti per gli smartphone di fascia alta del mercato.
Allo stesso tempo Huawei ha il vantaggio di aver creato un brand come Honor, con cui può rimanere presente sulla fascia bassa del mercato senza diluire il marchio principale.

Samsung si prepara a qualcosa di analogo con i suoi schermi pieghevoli. Non è ancora chiaro a cosa serviranno e in che modo si potranno sposare con l’usabilità di uno smartphone, ma intanto sono una caratteristica premium che non ha nessun altro e che verrà prezzata adeguatamente quando il primo dispositivo con OLED flessibile arriverà sul mercato. Con Galaxy S9 e Note 9 i coreani hanno provato a seguire una strategia più simile a quella di Apple, finendo per accorgersi - ahiloro - di essere ancora soggetti, su moltissimi mercati, all’obbligo di giustifica di cui sopra.

Prospettive positive

Se è vero che il costo medio degli smartphone si sta inevitabilmente alzando, è pure vero che alcuni produttori che non possono seguire la stessa strada stanno puntando invece al ribasso per conquistare quote di mercato (v. Xiaomi). È come se una forza invisibile stesse strizzando l’involtino del mercato degli smartphone esattamente al centro: è inevitabile che la maggior parte del ripieno esca dalla parte inferiore.

Questa tendenza, legata all’accelerazione dei cicli di aggiornamento degli smartphone (ormai meno che semestrali), va a tutto vantaggio dell’utente. Oggi, sotto i trecento euro, si possono acquistare smartphone di tutto rispetto, sui cui debuttano in maniera sempre più rapida le innovazioni arrivate poco tempo prima sugli iper-flagship. Il risultato controintuitivo è dunque che l’innalzamento dei prezzi della fascia alta finisce per accelerare la democratizzazione delle innovazioni per tutto il settore smartphone.

In conclusione viene poi da chiedersi quanto l’utente finale percepisca il costo di un telefono da più di mille euro. Quanti sono davvero coloro che acquistano un dispositivo pagando il prezzo intero? Quanti invece lo comprano in abbonamento, con una rata mensile che, tutt’al più, si alza di pochi impercettibili euro?
Un aumento continuo dei prezzi non è ovviamente sostenibile, e probabilmente quasi nessun produttore proverà a tirare ancora di più una corda già abbastanza tesa. Allo stesso tempo non aspettiamoci di veder scendere i prezzi dei modelli di punta dei maggiori produttori, perché non accadrà. E soprattutto perché, anche se per qualcuno non sarà OK, il prezzo è comunque giusto.

Andrea Nepori è un giornalista freelance esperto di tecnologia e culture digitali.
Scrive per La Stampa e vive a Berlino.
È suddito, suo malgrado, di quasi tutti gli “imperi per l’alterazione del comportamento”, altresì detti social network, ma preferisce questi due:

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Instagram: @andreanepori


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Commenti

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Umberto Ratti

Dipende dall'acquirente, non tutti comprano uno smartphone con l'intenzione di venderlo prima della scadenza della garanzia.

Quindi che mantenga valore nel tempo diventa irrilevante.

Fabio Cialdella

Articolo scritto bene e ben documentato ma pieno di considerazioni, dirette e indirette, piuttosto banali e risapute. Si nota subito una forte accondiscendenza e giustificazione nei confronti del mercato usando nella frase espressioni come "razionale" e "valore percepito" che esprimono concetti completamente opposti. Senza parlare delle citazioni dei cosidetti "analisti" o peggio ancora "guru del mercato" che affermano, che geni, che gli ultimi smartphone contengono piú tecnologia di quanto non ne abbiano mai avuta... Poi smettiamola di auto assolverci giustificato prezzi folli dicendo che con un solo oggetto ci facciamo tutto quando il 90% degli utenti sfrutta solo il 10% delle funzionalità di un dispositivo che per quanto potente non riuscirà mai a farti arrivare in prima a lavoro.

supermariolino87

In conclusione sempre più rifiuti elettronici da smaltire!

Max

Resta il fatto che viene supportato hardware non recente.

ale

iOS9 è stato rilasciato nel 2015, allora lo confronti con Android 6. Quasi tutte le applicazioni Android invece supportano versioni molto vecchie, la maggior parte 4.4 in su, ma altre versioni perfino più vecchie, come per esempio Android 4.2 o addirittura precedenti.

Lughi

Domanda e offerta. Finché le vendite sono in crescita, loro ritoccano verso l'alto il prezzo del modello successivo. Visto gli "insuccessi" di quest'anno, sono sicuro che Apple rivedrà al ribasso il modello del 2019 (magari 49$ di meno, chi lo sa).

Fatto divertente, ricordo quando ci fu una massiva operazione anticorruzione in Cina. L'anno successivo il listino Rolex non crebbe come di consueto, e i concessionari di vendita ricevettero il via libera ad applicare ingenti sconti discrezionali sulle singole vendite. :D

Davide10

Ok per la svalutazione. Ma il prezzo di partenza così alto non riesco a capire da cosa sia giustificato.

Lughi

Si svalutano tanto perché hanno un ciclo vitale volutamente corto (esce un modello nuovo ogni 12 mesi). Fosse ogni 2/3 anni, dubito che dopo 3 mesi li troveresti a metà del prezzo.

Ice Queen

Altri alla comatrix,commentano senza conoscere l'argomento.
La maggior parte delle app su android,richiede come minimo 5.0(Lollipop)!

Ice Queen

E poi ti accorgi che Antonio Guacci é l'alterego di comatrix "el cunta bale" del blog,torna a fare i disegnini col tuo Ipad Pro+Pencil e impara a scrivere in italiano decentemente,prima di postare le tue filosofie del piffero!

Max

Direi che tu l'app Store l'hai visto in cartolina... iOS 9 (se non addirittura 7) o 10 sono il requisito minimo che va per le maggiore su moltissime app.

Antonio Guacci

Eppoi decidi di andare in vacanza con gli amici, e ti accorgi che era meglio la Duster.

MaTTarellAaa

Un bellissimo articolo! poi arrivi alla fine e capisci il perchè: l'ha scritto un vero giornalista...

ale

90% del software aggiornato? Non credo proprio, gran parte delle app supporta solo l'ultima versione dell'OS, o l'ultima e la penultima. Per il resto di becchi versioni vecchie e non più mantenute delle app, ossia l'ultima versione che supportava quell'OS.

E anche poi le Apple Apps le hai aggiornate? Quelle no, nemmeno con la penultima versione dell'OS, puoi avere un Safari aggiornato ultima versione si l'iPhone 5? Assolutamente no. Puoi avere Chrome aggiornato su Android 4.4, sicuramente si, nessun problema. Stessa cosa per tutte le altre Google Apps.

Helo18

Infatti le vendite di iPhone stanno calando e le prospettive non sono affatto positive, difatti cominciano pian piano a svalutarsi anche loro, non come gli android, ma se venderanno sempre di meno, si svaluteranno sempre di più. Anche oneplus riesce a mantenere un buon prezzo dell'usato.

Illusione? Con Apple l'usato vale di più e perciò ci perdi di meno. Punto. È un dato di fatto, niente illusione o comblotto.

Anche io prendo ciò che in quel momento mi piace, non ho nessun brand preferito, però negli Android c'è chi fa più al caso mio (Sony Htc Oneplus Pixel) e chi meno (Samsung e Wiko)

1.300.000 lire del 1995 equivalgono a 1.010,11 € attuali.
esistono apposite tabelle per il calcolo, se cerchi su google le trovi.

Capitanharlock

Io non compro mai uno smarfon al famoso dei uan.
Il beta tester lo lascio ai volenterosi che si accampano fuori dagli eppol stor.
E' del tutto normale che un oggetto tecnologico, man mano che diviene obsoleto e sta per essere sostituto, riduca il suo prezzo di vendita.
Solo eppol è riuscita nel miracolo, oltretutto convincendo i clienti che è per il loro bene, perchè così rivendono i prodotti nell'illusione di perderci meno.
Per inciso, compro ciò che al momento mi aggrada, che sia samsung, eppol, oppo, huawei o qualunque altra marca del pianeta.
I fanboi mi fanno schienare dal ridere.

miroslav_kowalski

io non supero le 400€ ma tendenzialmente preferisco stare sotto le 300€

Andrea Nepori

Purtroppo "i miei conoscenti" sono un campione pessimo per valutare gli andamenti del mercato e trarre delle conclusioni.
La svalutazione del prezzo degli smartphone è in ogni caso un tema da non sottovalutare. Di fatto Apple è l'unica capace di mantenere alti i prezzi nel tempo grazie a un controllo migliore della filiera e della distribuzione.

Davide

Purtroppo quando si parla di questi temi la comunicazione è tutto. Si chiama beneficio del beneficio: difficilmente le multinazionali farebbero beneficenza se non avessero sgravi fiscali, così come nessuno comprava auto elettriche fintanto che erano brutte. Se ti chiami firephone e vendi telefoni equosolidali vendendo come caratteristica principale proprio l'essere equosilidali fallisci in partenza, perche non ti chiami apple o samsung.
Se quel telefono avesse avuto una mela dietro, staremmo parlando di una storia di successo che ha salvato il mondo dallo sfruttamento e dall'inquinamento.
ovviamente qui il discorso deve partire dai fornitori che hanno a cuore il tema perchè il produttore ad oggi non ha alcun motivo di introdurre una filiera alternativa

Huafy Hu

XD mica sono come te parra le ca22ate non guardi mai news XD

Morenetor

tolto il lato gaming, comunque apprezzabilissimo su smartphone economici, ormai e' sempre più' cosi': gli smartphone da 200 euro si staccano sempre meno dai top.

Danitkd

Beh diciamo che solitamente con un grandangolo la differenza tra con e senza è pochissima. Con una lente "standard da smartphone" le differenze ci sono ma sono superabili con un minimo di accortezza quando si preme il pulsante

Teomondo Scrofalo

Lo so ma con uno stupido come te non mi viene da applicarmi di più, mi spiace.

Sono punti di vista.
Io preferisco che gli altri provino le cose prima di me ;) Altrimenti avrei fatto il recensore di tecnologia, lavoro che comunque non mi sarebbe dispiaciuto XD

Unit-01

Sono un venditore anche io e un telefono usato non lo metto a 20€ meno del nuovo altrimenti non lo venderei mai ,a meno che non vado a beccare qualcuno ignorante in materia ,ma in quel caso sarei io a metterglielo in qual posto... I prezzi devoni essere onesti per entrambi.

McHorseman

Voi acquirenti manco potete pretendere di spuntare un prezzo da fame : ti compri un bel Wiko o un Umidigi se devi tirare ingiustificatamente sul prezzo. Non siete un fattore scarso che obbliga chi vende a rimetterci eh, tanto perché lo sappiate… l'affare o lo facciamo entrambi o sennò stai cercando di mettermelo in quel posto.

eric

azz....vero!! ..... è che lo tiro fuori dal cassetto poche volte e mi è sfuggito!

Ice Queen
Ice Queen
ricky aty

Già perché costano così tanto questi smartphone o sono profitti che sono molti bho

Ahahahah! Non meriti altro tipo di risposta. Anzi te la ripeto
AHAHAHAH!

FraFra91

Perché forse l'offerta non sei riuscito ad accaparrartela?? E si pretrende di pagare un s9plus dual sim nuovo di una settimana meno di 500euro. Detto ciò la clientela Android sono dei morti di fame non c'e dubbio

Dark!tetto

Per favore smettetela con sta cosa di disattivare le animazione che non si può sentire. Se ne sai di telefoni allora saprai che su un prodotto di quella fascia è assurdo dover disabilitare le notifiche. Un pò come quelli che suggeriscono di tenere la modalità risparmio energetico sul S9. Anch'io ho avuto S7 edge, il miglior prodotto samsung degli ultimi anni senza dubbio, ma certamente non è ne libero da lag ( che poi più che lag sembra perdita di frame causati dalla UI) ne più completo di altri sotto il profilo funzioni, ci sono UI più complete e più "fluide" di quella di samsung senza la necessità di disattivare nulla. Personalmente non lo trovo accettabile per un terminale oltre una certa cifra, capisco pure chi sorvola a fronte di un display e una fotocamera al top. Non capisco chi deve difendere a tutti i costi invece negando l'evidenza.

Simone Dalmonte

Cioè... Veramente il livello delle tue provocazioncine è questo? Devi fare molto di più! In questo blog ci sono veri professionisti in materia... Tu stai al livello prima elementare! Mamma mia che p3na... Devi applicarti di più!!! Poverone!!!

Simone Dalmonte

Cioè... Veramente il livello delle tue provocazioncine è questo? Devi fare molto di più! In questo blog ci sono veri professionisti in materia... Tu stai al livello prima elementare! Devi applicarti di più!!! Poverone!!!

Teomondo Scrofalo

Hai occhi solo per i 15enni? Complimenti!!!!!

Huafy Hu

ahahXD tuo alleato

Nel senso che chi era interessato a comprarlo, l'ha fatto in quel momento! Perché comprarlo usato adesso? Seppur per poco tempo

Perchè devo disattivare le animazioni scusa?
A me piace vedere le animazioni di una interfaccia, e su un TOP gamma dovrebbero andare bene, è il minimo.
Solo chi ha Samsung continua a azzerare le animazioni, sappiatelo.
Che poi non è che se disattivi le animaazioni i lag non ci siano è....l'interfaccia avrà sempre dei rallentamenti e qualche lag evidente, oltre a non dare QUEL SENSO di FLUIDITA' in quanto mancano proprio le animazioni.

Come fai a non vede neanche un microlag, cioè avete proprio la faccia come il (ul0, non riuscite ad ammettere niente oh

Hai mai usato un altro TOP gamma di altri BRAND? Come fai a non notare la fluidità di quella interfaccia in confronto all SCATTOSITA' DI SAMSUNG?
Io spero che ci fate, perchè se ci siete la cosa è grave

Direi nessuno amore :*

LowRangeMan

No, i classisti sono gli altri, quelli che giudica male perché c’è chi guadagna più di lui...

Mai quanto un Samsung dai, lì non fai a tempo a tornare a casa con il tuo nuovo telefono che ha già perso 100€,
lo metti in carica, altri 100€,
lo accendi e lo provi qualche giorno, altri 100€.
Allora decidi di venderlo perchè non ti ci trovi bene e ualà...ha già perso 300€ sul nuovo, quindi per venderlo usato lo piazzi a 400/450€ in meno e rimpiangi i soldi xDxD

ps: ho esagerato ma è per far capire

Adriano

Io ti prenderei a calci in bocca ad ogni lamento. Pare che lo sport nazionale sia lamentarsi dei problemi che uno si crea da solo... Una delle cose che me le fa girare di più al mondo

The frame

La mobilità sociale in Italia è veramente bassa. Forse dovresti informarti. Saluti

Ma chi ha detto il contrario, sono il primo a congratularmi verso Samsung dove eccelle, qui si parlava SOLO ed ESCLUSIVAMENTE di fluidità e funzioni dell'interfaccia di Samsung. :)

The frame

Ammazza che classista che sei. Nel 2018 giudichi ancora le persone in base a quanto guadagnano? O hai guadagnato 2 lire e ti senti migliore perché ti compri iPhone X?

Nb. Ho iPhone, iPad MacBook Pro e non mi lamento ne del mio lavoro ne del mio reddito

Allora perchè devi essere ostinato come lo eri sopra?
Siamo d'accordo, a Samsung gli serve più batteria per avere la stessa autonomia degli altri, per via dei battery drain molto evidenti, causati dalla poca ottimizzazione software.
Finalmente un punto di incontro lo abbiamo trovato

Vuoi mettere a comprare il modello appena uscito invece che aspettare 2 mesi? Secondo me è una cosa da non sottovalutare. Con Apple puoi comprarlo ad occhi chiusi (tanto in 2 mesi scende di 20 euro massimo xD)
Con altri brand non puoi parlo, chi più..chi meno

PS: non sono fan Apple e non ho mai comprato 1 iPhone nella mia vita, anche se mi sto accorgendo che le mie priorità stanno cambiando molto

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