Giovani sempre più iperconnessi: le conseguenze sulla vita “reale” | Studio

12 Novembre 2018 141

Essere connessi è un conto, essere iperconnessi un altro. Potremmo riassumere così i risultati di una ricerca condotta dall’Associazione Di.Te. - che si occupa di dipendenze tecnologiche - in collaborazione con il portale per gli studenti skuola.net. Stiamo vivendo nell’era digitale e, così come accade per tutti gli altri aspetti della nostra vita, è necessario usare la testa (leggasi il buonsenso) nel fare le cose trasmettendo alle nuove generazioni - i nostri figli - la consapevolezza su come si dovrebbero utilizzare gli strumenti tecnologici ogni giorno.

23.166 giovani, di cui 14 mila ragazze, di età compresa tra gli 11 e i 26 anni sono stati intervistati dall’Associazione proprio sull’uso degli smartphone e di tutti i dispositivi che ci consentono in qualsiasi momento di essere connessi con il resto del mondo. E il quadro che ne è emerso non è particolarmente confortante.

Ecco allora che torniamo a ripetere il termine “iperconnessi”. Lo sono più della metà dei ragazzi coinvolti nella ricerca:

  • il 32,5% passa online tra le 4 e le 6 ore al giorno
  • il 17% trascorre 7-10 ore connesso
  • il 13% supera le 10 ore

I 26enni risultano i più dipendenti: addirittura più di 3 ragazze su 10 dichiara di trascorrere più di 10 ore online al giorno. E l’altro aspetto preoccupante è il controllo compulsivo dello smartphone, con le ragazze - anche in questo caso - che verificano la presenza di messaggi/post/tag ogni 10 minuti, più di quanto non lo facciano i maschi.

E gli effetti di questa tecno-dipendenza? A lanciare l’allarme è Daniele Grassucci di skuola.net:

la cosa che possiamo fare è utilizzare gli strumenti tecnologici con una consapevolezza diversa cominciando anche a monitorare quelli che sono gli effetti di un uso non regolamentato ed educato di questi mezzi e riportarli in un alveo corretto.

Così, risulta che la soglia di attenzione dei ragazzi è calata dai 20 minuti di qualche anno fa ai 9 minuti secondi, esattamente “come un pesce rosso”, ammette provocando il Presidente di Di.Te. Giuseppe Lavenia.


A preoccupare è anche la comunicazione figli-genitori in merito a come si passa il tempo sul web: 2 minorenni su 10 ammettono di non dirlo a mamma e papà, 3 su 10 lo fanno solo ogni tanto. E la responsabilità ricade anche (soprattutto?) sui genitori, che - da quanto emerge da uno studio precedente che ha coinvolto adulti tra i 28 e i 55 anni - quando vengono interpellati dai figli tendono a rispondere nella maggioranza dei casi con un laconico “un attimo!”. Insomma, i genitori si lamentano spesso del tempo passato allo smartphone dai figli, ma sono essi stessi i primi a non aver tempo di rispondere alle loro domande perché impegnati “occhi e testa” sul display del telefono. Se manca la condivisione, rischia di venir meno la fiducia genitore-figli.

Gli effetti collaterali della iperconnessione risultano così essere la non-connessione al mondo reale e, in casi ancor più gravi, i fenomeni di violenza e cyberbullismo, di cui ammettono di essere stati vittime il 15% degli intervistati.

Dovremmo tornare ai sensi per sensibilizzare”, spiega Lavenia, che consiglia una “disintossicazione” in famiglia, magari durante la cena. Forse basta poco per ricordarsi di essere parte (attiva) del mondo reale, e non solo di quello virtuale.

A proposito di “virtuale”: lo studio sottolinea come la “dimensione digitale” in verità sia sempre più “reale” e non, appunto, “virtuale”.

Questo concetto”, spiega Lavenia, “rimanda a una realtà che non esiste o che è in potenza. Ma, invece, si tratta di una dimensione reale e che ha le sue precise caratteristiche nell’ambiente digitale, ha una sua identità e sue modalità di interazione”.

In altre parole, attenzione ad etichettare la realtà digitale come “secondaria”: al giorno d’oggi si passa talmente così tanto tempo online che la si dovrebbe paragonare alla realtà analogica sensoriale.

Video

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Commenti

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Alla ricerca del tempo perduto

a Napoli ci sono le babygang

Mr. Robot
Bestmark 3.0

Anche a me non piace. Non rispetta neanche per sbaglio la realtà ma rimane sicuramente il migliore per giocare con i propri amici accanto (mentre uno che gioca tira b€stemmi0ni per doppiette subite al 90')

Body123

Io Facebook lo uso per quello e per gli eventi (discoteche, eventi in piazza ecc.)

Zetec

Su HDblog

franky29
franky29
Howard Wolowitz

OK forse questi sarebbero gli unici argomenti utili, ma in quanti lo usano solo per quello? e poi si può sempre usare twitter, e non un scocial divoratore di informazioni personali come facebook, capisco il tuo punto di vista ma per me i social e specialmente facebook fanno male alla salute di tutti.

Body123

Se giravi con roba Fila qualche anno fa passavi per sfi**to totale, ora va di moda.. Mhà! A me continua a non piacere.

Body123

Se voglio discutere di argomenti di politica/attualità con una moltitudine di persone, stando comodamente a casa mia, su che sito devo andare che non sia Facebook?

Howard Wolowitz

Ho letto più di una volta qui commenti con "il problema è un uso sbagliato dei social" svegliatevi gente! il problema sono i social! facebook e instagram sono un cancro, e non mi venite a dire eh ma basta saperli usare, io gli uso solo per i gruppi che mi interessano bla bla bla, dai parliamoci chiaro, non servono a niente, se voglio sapere qualcosa uso google, se voglio sapere dell'ultimo smartphone è ucito vado sul sito di hdblog non vado sulla pagina facebook twitter o instragram, dai su ormai sono tutti rinco, specialmente i genitori che non prendono a cinghiate i figli per sti caz. di social inutili

Poveracci

Bestmark 3.0

Da ragazzo aggiungo anche che la curiosità e la voglia di "smanettare" é totalmente sparita. Al contrario é aumentata a dismisura la vanità e la presunzione in qualche materia quando invece si é totalmente ignoranti (possessori di iPhone in primis)
La maggior parte dei ragazzi sono delle capre senza alcun senso critico facilmente influenzabili dalla pubblicità (vedi marchi che non si c@g@v @ nessuno come Kappa e fila che successo puramente casuale hanno avuto negli ultimi mesi...)

matteventu

Non ne dubito.

matteventu

Quella del forum su internet per dipendenti da internet effettivamente è comica XD

matteventu

E quello cosa c'entra?

Philip

Purtroppo le conseguenze sulla vita reale sono sotto gli occhi di tutti, una massa di ebeti analfabeti smartphone dipendenti

Fabyo

I bambini replicano non solo quello che fanno gli adulti, anche quello che fanno gli altri. Uno dei problemi secondo me è proprio il distacco generazionale tra quegli adulti che non stanno sempre al telefono, conoscono poco e non percepiscono quale rischio può essere per un bambino che quindi viene lasciato libero di far quello che vuole.

E secondo me ormai sbaglieresti a non dare uno smartphone in mano a tuo figlio fino a 14 anni quando magari tutti gli altri lo hanno... a quel punto ha poco senso perché lui la vivrebbe male, non capirebbe il perché, e comunque starebbe tutto il tempo a guardare video su youtube o simili su quello degli altri.
Piuttosto darglielo, ma riuscire a regolarlo, che vuol dire a scuola non lo usi e se la maestra ti becca sono caxxi (magari trovare una scuola che li ritira), vuol dire che a casa te lo tolgo mentre stai studiando, vuol dire che ti iscrivo a qualche attività sportiva durante la quale lo smartphone te lo scordi, e vuol dire anche che magari la sera lo si usa insieme. Poi ci sarà sempre il momento in cui lo userà "male", ma quello è inevitabile! Qualsiasi cosa tu faccia c'è il momento in cui qualcuno farà qualcosa in modo sbagliato, diverso è se questo accade 10 ore al giorno o al mese.

Fabyo

Nel "come" rientra anche il tempo.
E ovviamente il discorso non si riferisce alle situazioni in cui uno lo usa molto ma perché ha tempi morti nel suo tipo di vita. Se poi uno in pausa pranzo preferisce sempre il telefono a della compagnia allora il problema c'è.

"Se un povero cristo ama la cultura e non ha amici" c'è già un problema! Non avere amici non è una cosa tendenzialmente sana. E' facile dire che semplicemente è colpa degli altri per giustificare il proprio isolamento, ma non è detto che sia così e anzi è più facile che non sia quello il motivo.

"Lei le giornate non le ha mai passate con gli amici, ma a leggere, scrivere, studiare e dipingere." perfetto... vedi quante attività diverse? E' diverso da stare sempre connessi. Poi c'è anche differenza tra il non avere amici e il non passare le proprie giornate con gli amici.

"Oggi, molte di queste cose le puoi fare su Internet" Leggere non lo fai in internet, non almeno il leggere di cui parli riguardo a tua madre. Dipingere nemmeno. Scrivere nemmeno. Leggere e scrivere lo puoi fare al pc magari, ma non "connesso", se non si tratta di leggere articoli o scriverli. Puoi disegnare sul pc, non sempre non connesso. Internet non ti serve a granché per tutte ste cose. E tendenzialmente anche farle sempre e solo al pc non è il massimo, soprattutto poi se parliamo di una cosa come dipingere.

E' evidente che quando si parla di "connessione" si intende un utilizzo per cui la connessione è condizione necessaria, non una possibilità e basta.

"Il vero "problema" di internet è l'utilizzo sbagliato dei social" e non pensi che in gran parte l'articolo si riferisca proprio a questo? Che il solo parlare di essere "connessi" si riferisca già di per sé all'uso dei social? Nell'articolo parla di "essere connessi con il resto del mondo.", non connessi a internet. Il resto del mondo sono altre persone, non sono delle pagine enciclopediche.

Alessio Alessio

Tutto vero, però con i petardi ho visto gente farsi male e far male ad altri e animali... meglio averli eliminati ;)

LowRangeMan

"Essere connessi è un conto, essere iperconnessi un altro"

Si, ma lo capisci che non significa niente essere iper connessi? Che cavolo vuol dire?

Con il lavoro che faccio io, ad esempio, tra code, pausa pranzo, serate in albergo e momenti di vuoto potrei tranquillamente essere un tecno-dipendente... Il punto non è QUANTO si utilizza Internet, ma COME.

Qui invece se ne fa sempre una questione di quanto, parlando di ore al giorno, si utilizza.

Se un povero cristo ama la cultura e non ha amici (per chi non sa essere cool oggi come oggi è ben difficile avere amici VERI) e passi 8 ore a leggere su internet, è un tecno-dipendente?

No, è banalmente quello che ieri si chiamava "topo da biblioteca".

Mia madre, pluri-laureata e con diversi meriti professionali nel suo settore, è sempre stata una persona estremamente solitarie. Lei le giornate non le ha mai passate con gli amici, ma a leggere, scrivere, studiare e dipingere.

Eppure nessuno le ha mai dato della "distaccata del mondo reale". Oggi, molte di queste cose le puoi fare su Internet, quindi è naturale che l'utilizzo cresca.

Il vero "problema" di internet è l'utilizzo sbagliato dei social, che da strumento di comunicazione sono diventati servi della società dell'apparire, che da un'idea sbagliata, soprattutto ai giovanissimi, di quello che è l'immagine.

Fabyo

CRT e PES sono state le migliori giocate in compagnia!! Anche Tekken!

Fabyo

"Essere connessi è un conto, essere iperconnessi un altro." "tecno-dipendenza"... a me sembra che l'articolo in nessun punto demonizzi internet e al contrario parli proprio del suo utilizzo.

LowRangeMan

Ricerche che lasciano il tempo che trovano. Sempre e comunque.

Il problema? E' un argomento troppo vasto e strettamente legato alle singolarità di ciascun individuo per essere racchiuso tra i canoni di una ricerca che, per quanto ben svolta, dovrà comunque attenersi a delle linee guida precise le quali, per forza di cose, non potranno mai tenere in conto fino all'ultimo le peculiarità del singolo che vi partecipa.

La questione bambini è sempre la medesima.

Se un giovane accoltella qualcuno la colpa la si da al coltello? No. Si cerca di capire perchè un dato strumento è stato usato per accoltellare qualcuno. Internet invece no. Lui è il male, fine.

Internet, come il coltello dell'esempio, è uno strumento. E' uno strumento che apre le porte sul mondo e ha rivoluzionato il modo di comunicare, divertirsi e informarsi. Se poi viene usato male, per cercare miracolose cure per il cancro o tesi anti-vax, la colpa non può ricadere sullo strumento, quanto sull'ignoranza di chi lo usa.

Altrimenti, per coerenza, dovremmo incolpare le pistole se avvengono gli omicidi. Eppure io non ho mai visto una pistola che spara a qualcuno, c'è sempre una persona che preme il grilleto...

Io conosco Giovani, quelli con la G maiuscola, che su internet hanno migliorato enormemente il loro inglese. Non sta scritto da nessuna parte che internet = assenza di vita sociale.

Che poi, se per vita sociale intendiamo andare al pub a sbronzarsi per fare i rivoluzionari, allora forse è meglio internet, anche usato male.

"Gli effetti collaterali della iperconnessione risultano così essere la non-connessione al mondo reale"

Ora, domanda: ma tutta la gente di 50 o 60 anni che promuove spazzatura no-vax in TV e non capisce cosa sia lo spread, non è forse parte della mandria dei " distaccati dal mondo reale"?

A me sembra che il distacco dalla realtà dipenda dalla mancanza quasi totale di cultura generale e specialistica, che genera una mandria di ignoranti incapaci di rapportarsi con il mondo, dal quale dunque si distaccano, vagando come zombie.

"i fenomeni di violenza e cyberbullismo"

Sempre esistiti fin dall'antichità. Una volta il bullismo lo facevi dal vero, ora lo fai su internet. Quindi? Esisterebbe comunque, sotto altre forme, ma esisterebbe.

E qui torniamo alla cattiva educazione, quella che dovrebbe insegnare, secondo l'antico detto popolare, a "pesare le parole a seconda della bocca che le pronuncia".

Se un ragazzo si deprime per due insulti detti online significa, piuttosto, che l'ambiente in cui è cresciuto non ha saputo formare un minimo di autostima e non ha insegnato a capire quando le parole hanno un peso e quando invece sono semplici idiozie di gente ancora più idiota delle stupidaggini che pronuncia.

Mr. Robot

Probabile...ma belli lunghi però

Mr. Robot
MarcoCau

Connessi 10 ore al giorno?! ma si rendono conto di quante cose potrebbero fare in queste 10 ore, praticamente quasi, sprecate?

Top Cat
Top Cat
polakko

non ti temo

ale

Dipende cosa fai online, io per il lavoro che faccio necessariamente sono 10 ore online, anzi di più, ma appunto per lavorare, essendo un programmatore mi serve costantemente internet per ricercare documentazione, per interagire con clienti, colleghi, ecc, per connettermi in ssh a server, e via discorrendo insomma. Se non va internet è un dramma, non posso lavorare.

Uno che sta 10 ore su Instagram si, è da ricovero sicuro.

ale

Però i bambini tendono a replicare quello che fanno gli adulti. Se un adulto sta sempre davanti al telefono anche il figlio lo farà, e il genitore non gli dirà nulla perché per lui è normale.

Io se avrò un figlio non gli darò uno smartphone fino a 14 anni, prima superiore, un computer si, e gli insegno anche ad usarlo, gli insegno a programmare, gli insegno ad usare internet correttamente e a ricercare informazioni, ma il telefono no.

Ci sono genitori che danno in mano uno smartphone a bambini da meno 10 anni, che fanno ancora le elementari, secondo me è assurdo, a quella età è impossibile che sappiano usarlo in maniera responsabile.

ale

E soprattutto comunque con le console o i primi computer come il Commodore si giocava in compagnia, non ti mettevi davanti da solo tutto il giorno. Oggi i giochi multiplayer non li fanno più, solo online, quando ero piccolo io ci si trovava con gli amici a giocare con la console, su un CRT da 26"che al tempo sembrava enorme diviso in due, e poi si litigava sempre perché c'era chi imbrogliava guardando la metà di schermo dell'altro giocatore.

I ragazzini di oggi i petardi poi non sanno nemmeno cosa sono, quanto mi ci si divertiva da ragazzini con una scatola di mefisto a scoppiarli per il paese, oggi complici leggi assurde sugli animali se scoppi un petardo ti arrestano.

mds

disinstallato tutto, instagram e twitter anche account eliminato. Quando sono a PC per facebook e vari siti in cui tendo a perdere tempo, anche hdblog ad esempio, uso freedom: blocca le pagine a cui puoi accedere ed una volta che parte non si può disabilitare(in realtà sì, basta smanettare, ma tanto basta a disinvogliare) ti imposti gli orari in anticipo di quando le puoi usare. In pratica ti autolimiti.
Ad esempio io, con le mie impostazioni, potrei usare facebook 30 min 3 volte a settimana. Però meno lo usi più cominci a renderti conto di quanto sia futile, nelle due ultime settimane non l'ho neanche aperto per dire...

Mr. Robot
comatrix

............

che genitore modello saresti, e modello non perchè tu sia bello.

comatrix

Io no riesco a consumare 11GB di dati col mio profilo tariffario (al massimo sono arrivato a 6GB un mese: RECORD!!!), ora me ne hanno offerto pure altri 40GB per 1 anno (totale 51GB), non so come usarli, davvero *_*

takeoff

Commenti di HDblog

Davide

questo è il punto. Prima si facevano cose, ora la soddisfazione è condividere i punteggi dei videogiochi sui social. La questione degli psico è indice che qualcosa forse non sta andando per il verso giusto.

MikaHakkinen

Ci scherzi ma il bello è che a loro tempo si autodiagnosticarono il tutto sempre tramite internet, e frequentavano pure un forum (SU INTERNET) per la dipendenza da esso! Con esiti che possiamo immaginare visto che ancora adesso stanno ancora così.. ancora si devono laureare e con la scusa di "studiare a casa" praticamente vivono così e per contattarli devi per forza usare i social...da una vita che non li vedo

Mr. Robot
nic

Pure io sono contro la mania dei social, ma più inf*mi degli anziani non ce ne sono, non facciamo sempre passare per santi.
Sono i primi a pretendere senza un per favore/grazie, saltano la fila fingendo di non capire, sono maleducati come se tutto gli fosse dovuto.
Diciamo che ogni fascia d'età ha i suoi problemi, e restando in tema social pure I 50 enni su facebook hanno problemi seri

MikaHakkinen

Finti o no, sono cose vere.

Mr. Robot

Ma cosa ci fai 8 ore al giorno online?
Cioè neanche se mi impegnarsi troverei come passarle così

Cristal

C'era decisamente più emozione per il semplice fatto che anche solo per sentire l'amico del cuore costava "fatica" e quindi c'era il raggiungimento del traguardo...ora è tutto troppo facile,troppo diretto e non si ha più quella sensazione di "sudarsele le cose"....anche negli affetti!!

comatrix

Rammenta che il SERT ha cambiato nome giustamente in SERD (cui la "D" ora sta per dipendenze, che comprendono non solo più gli stupefacenti, ma anche smartphone, gioco d'azzardo, social, internet e via dicendo).
Ma più preoccupante ancora è l'aumento dei psicofarmaci in maniera esponenziale, abbiamo triplicato il consumo nella popolazione italiana nel giro di 15 anni, io una domandina me la porrei....

Cristal

Ci credo,si sentono quasi ogni giorni cose del genere ed è veramente deprimente!

Dexter

Per fortuna le ho vissute anche io queste cose e ringrazio vivamente di essere nato negli anni 80 piuttosto che ora. Prendevo la bici e andavo a cercare i miei amici a casa loro e viceversa! Ed era tutto divertente, ora invece si interagisce troppo dal telefono con le persone care e si è persa molta di quella "magia".. ma purtroppo è una cosa che ho notato che sta succedendo anche ai miei coetanei

comatrix

Figurati, e concordo ripeto che i genitori hanno la loro parte, ma da lavoro ho anche scoperto che non è sempre così ^_^

P.S. Mi credi che ci son stati adolescenti che hanno chiamato le forze dell'ordine perché i genitori gli impedivano di non so utilizzare cosa desideravano? Console, smarpthone, Tablet ecc... (e poi loro hanno chiamato noi ovviamente).
Non sto scherzando, la legge è troppo permissiva, credimi, basta guardare gli insegnanti per capire:

- prima ti davano bacchettate sule mani e no si poteva dire nulla agli insegnanti (ergo era troppo esagerato verso gli stessi insegnanti)
- ora è il contrario che son gli alunni che si permettono di insultare coloro che cercano di insegnanti la vita e dei mestieri e non possono fare nulla per legge

Questo esula dagli insegnanti competenti e non, si parla di atteggiamenti permessi

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