A cosa serve il 5G? La prova a Milano tra robot umanoidi e bassisti fantasma

01 Novembre 2018 33

Tutti pazzi per il 5G: se verso la fine degli anni novanta impazzivano tutti per Mary, oggi il 5G è l'argomento sulla bocca di tutti, tanto che nel giro di qualche giorno Gabriele è andato a Torino a provare il 5G di Tim, Niccolò ci ha scritto un editoriale e io mi sono ritrovato a festeggiare i 100 anni di Ericsson in una mini-fiera dove l'azienda mostrava le applicazioni pratiche del 5G con il supporto di un'antenna portatile (la rete demo messa in piedi raggiungeva i 6.8 Gbps con latenza di 3 ms) che ha creato una bolla di futuro nella periferia nord di Milano.

Paura al bando, il 5G è al comando (dei robot)

Per differenziare il contenuto dai pezzi di Gabriele e Niccolò, in questo articolo mi concentrerò sugli esempi pratici delle applicazioni del 5G, una tecnologia che è qualcosa di più di un semplice "internet super veloce". Mettete da parte i proclami: personalmente mi interessa poco sapere che "il 5G renderà la fibra obsoleta e tutti navigheranno alla velocità della luce". Il 5G sarà infatti la tecnologia di automazione e Industria 4.0, ma ci arriveremo più tardi.

Partiamo quindi dall'applicazione più affascinante: il 5G e la robotica. Carino e coccoloso per combattere la paura dei robot che letteratura e Hollywood hanno instillato in molti, iCub è un robot umanoide da poco più di un metro con più di 1.200 sensori, un cucciolo di nome ma anche di fatto perché simboleggia come la robotica si trovi, ancora oggi, nello stadio dell'infanzia.

iCub aveva imparato a camminare qualche tempo fa ma, mettendo a confronto una foto di qualche anno fa con le ultime immagini scattate in occasione dell'evento di Ericsson, la differenza è chiara e lampante: sono spariti i cavi.

Eccezion fatta per l'imbragatura di sicurezza, la cui presenza si è dimostrata fondamentale in diretta quando - nel corso della dimostrazione - iCub ha terminato le energie della batteria accasciandosi proprio come un bambino esausto e facendo prendere un colpo ad un paio di ricercatrici presenti e a parte del pubblico, l'arrivo del 5G ha permesso al team di IIT di controllare il cucciolo robotico in tempo reale tramite un visore. L'operatore vedeva infatti attraverso gli occhi di iCub interagendo con i suoi arti per camminare e afferrare un oggetto.

Questione di latenza: ci manca il bassista

La latenza è proprio uno dei punti di forza del 5G: se nel caso del robot comandato tramite visore contribuisce a risolvere i problemi di motion sickness da parte dell'operatore, la possibilità di scendere ad 1 ms con una latenza reale massima di 4 millisecondi (cinque volte inferiore al minimo delle celle LTE attuali) farà la differenza in tutta una serie di applicazioni.

Il 5G, ad esempio, risolverà l'annoso problema della scarsa reperibilità di bassisti nelle band più o meno amatoriali. Videocamera, un buon impianto audio e la connessione veloce consentiranno di rendere possibile una jam session con chitarrista e batterista a Milano e bassista a Palermo ad esempio. Il cantante? Scegliete voi a seconda dei gusti, dal neomelodico di Napoli al brianzolo a la Van De Sfroos passando per il madrelingua inglese nella terra di Albione.


Nel caso della sperimentazione all'evento di Ericsson i componenti della band si trovavano su due piani diversi ma si è trattato di una testimonianza pratica e reale di come sia davvero possibile sincronizzare qualcosa di complesso come la musica attraverso la rete veloce proprio grazie alla scarsa latenza della cella 5G messa in piedi per l'occasione.

Bassisti a parte, è chiaro che le possibilità in ottica di collaborazione sono infinite. Anche una banale videochiamata evolve in una telepresenza in realtà virtuale dove l'avatar viene sostituito dalle immagini in alta definizione e real time, dove il fastidioso lag di una videochiamata di gruppo, che inevitabilmente porta gli interlocutori a sovrapporsi nei discorsi, sarà risolto dalla possibilità di guardarsi negli occhi.

Sono sfumature: è vero che il 4G è più che sufficiente per una videochiamata di gruppo ma non è altrettanto efficace, costringendo aziende e gruppi di qualsiasi tipo a viaggi lunghi e dispendiosi per poter svolgere una riunione importante. Forse il 5G e la possibilità di proiettare davvero i nostri corpi, gestualità e sguardi in alta definizione inclusi, faranno davvero la differenza.

Ready Player One: non solo gaming

Macchina da soldi in cui tutti si stanno buttando, specie oggi che il videogioco è stato sdoganato (è veramente così?) e a livello di società rischia di "acchiappare" di più uno streamer di gameplay rispetto al classico chitarrista in spiaggia, il mercato del gaming non poteva starsene in panchina con il 5G, non oggi che gli smartphone sono diventati talmente potenti da proporsi come alternativa alle console.

I vantaggi sono sempre i soliti: alta velocità e scarsa latenza, con l'aggiunta di una possibile rivincita della realtà virtuale che, grazie a visori portatili e connessi, aprirà nuove frontiere nel settore dei videogiochi e non solo.

Nel 2019 la 1000 Miglia farà largo uso della realtà virtuale con Oculus Go per offrire un'esperienza diversa, più immersiva. Portate avanti le lancette a qualche anno dopo: al posto di fruire in differita contenuti a media risoluzione, lo spettatore potrà entrare in tempo reale nell'abitacolo e vivere questa come altre gare direttamente dal sedile di guida.

E non venitemi a dire che guidare davvero è tutta un'altra cosa, o che essere davvero allo stadio non da le stesse sensazioni di seguire una partita da casa. Ovvio, ma provate a pensare a chi non può per disabilità fisiche, o a chi non può permettersi di partecipare alla1000 Miglia ma vuole avvicinarsi alle sensazioni di guidare in centro Lucca attorniati dalla folla: io stesso ho provato a spiegarvelo ed è stato comunque difficile trasmettere l'esperienza in un video: è la differenza tra il fruire un contenuto con una regia imposta ed essere in grado di scegliere autonomamente il proprio Point of View.

Automazione industriale: la parte noiosa

Mettete tra virgolette il "noiosa" del titolo: c'è tanto fascino nascosto nel mondo di industria e automazione, persino negli aspetti puramente gestionali. Però è chiaro che si tratta di un tema poco affascinante per le masse, sebbene è qui che il 5G farà la vera differenza: nel business ottimizzerà i processi e consentirà di investire con l'ottica di risparmiare.

Il risparmio non va inteso solo in termini economici: Comau ha già avviato le sperimentazioni per la fabbrica 4.0 (tema che avevo scalfito nell'editoriale su Bosch e IoT) e l'evento milanese ha portato l'ennesimo esempio pratico: non qualcosa di futuristico ma un braccio robotico che funzionava usando la vera (mini) antenna 5G presente in loco.


In questo caso l'applicazione del 5G all'Industry 4.0 significa anche cambiare l'aspetto delle fabbriche. Oltre alla possibilità di gestire robot per applicazioni di precisione, tanto che si parla già di utilizzi in campo medico, la latenza ridotta permette di ridurre tutto l'impianto di controllo e cablaggio della macchina. Chilometri di cavi Ethernet spariranno: non pensate in ottica da consumatori alla banale comodità di un "wireless" equivalente al cablato, pensate in ottica industriale al taglio dei costi e della complessità di manutenzione piuttosto.

Tutta l'intelligenza di controllo dei robot si concentrerà in una scatola con enormi differenze pratiche: virtualizzare in una server farm significa far risparmiare all'azienda spazio e hardware necessario per il raffreddamento

Un robot per la riabilitazione e il visore per essere Robocop

Tra gli altri esempi pratici e già esistenti - e perdonatemi l'utilizzo compulsivo della parola "pratici" ma serve per distanziare i temi trattati dal "fanta-tecnologia 5G" di cui spesso si parla- c'è anche il campo medico con la robotica applicata. WristBot è un progetto per diagnosi e riabilitazione legato non solo alla sfera puramente fisica. L'obiettivo è recuperare i cammini neurali interrotti in conseguenza di un trauma fisico.

La collaborazione con Ericsson e il 5G hanno consentito di portare il progetto in avanti sia sul fronte della sicurezza dei dati che di quella fisica. Se in un videogioco la latenza può causare sì danni, ma al massimo quelli di un controller lanciato per frustrazione verso la TV, in campo medico un robot che interagisce con un umano a livello fisico e neurologico può fare danni ben più gravi. Per questo la ridotta latenza serve per poter intervenire in tempo reale garantendo la presenza (virtuale) dello specialista in tutte le cliniche sparse per il mondo che utilizzano WristBot. In più la piattaforma di gestione di Ericsson si occupa anche della sicurezza, consentendo l'accesso ai tecnici alla sola parte dedicata a firmware update e manutenzione e solo il medico avrà invece il controllo dei dati sensibili sulle sessioni di riabilitazione dei pazienti. Il net manager permette poi di favorire anche il progresso in ottica collaborativa, aprendo una serie di dati decontestualizzati dalle informazioni personali dell'utente ai ricercatori.

L'applicazione alla Robocop riguarda invece un dispositivo IoT per l'intercettazione legale. Si tratta di un piccolo visore in realtà aumentata pensato per il riconoscimento, in grado di guidare l'agente verso il target, gestire il video feed in tempo reale. I vantaggi del 5G, in questo caso, consentono di velocizzare il processo di riconoscimento, aumentare la quantità di interazioni di confronto delle immagini reali con il database, ridurre le dimensioni del dispositivo e decentralizzarne in parte le necessità computazionali a vantaggio di ingombri e autonomia.

Il 5G per le colonnine di ricarica auto elettriche...e non solo

Proseguendo il giro delle postazioni demo si arriva alla replica di una colonnina di ricarica per auto elettriche. In realtà il concetto alla base è quello del Dynamic Licensing reso possibile dal 5G e dalla piattaforma Ericsson IoT, un concetto che consente all'utente di variare in tempo reale il tipo di sottoscrizione al servizio.

Nel caso della ricarica, l'app ha dimostrato come in pochi secondi un utente "standard" è riuscito a passare al profilo "priority", cambiando quindi da una colonnina di ricarica lenta a quella rapida abilitata ad una maggior potenza. In questo caso il sistema dimostra le potenzialità pratiche dei dispositivi connessi alla rete, non solo lo smartphone ma anche la vettura e le colonnine, tutto con a monte una blockchain a gestire la transazione.


La storia di Ericsson in Italia

Ericsson è presente in Italia e conta 3.000 professionisti impiegati, 40 anni di attività di Ricerca & Sviluppo nel nostro Paese e tre centri d'eccellenza mondiale a Genova, Pisa e Pagani.

L'arrivo in Italia dell'azienda svedese inizia nel 1918, periodo in cui in Italia c'era un telefono ogni 500 abitanti. Ericsson investe in FATME (Fabbrica Apparecchi Telefonici e Materiale Elettrico) e arrivano i primi clienti nel mondo delle istituzioni: Telefoni di Stato, Officine del Genio Civile e Ferrovie dello Stato. Il 1925 è l'anno in cui l'Italia viene soddivise in 5 zone telefoniche, FATME cabra in 5 anni ilSud Italia con 60.000 chilometri e, nel 1931, arriva il primo telefono da ravolo in bacheline, importato poi in Italia anche per la produzione.

Terminata la Guerra, FATME si converte al mondo dei dispositivi tecnologici militari e viene introdotto il cavo coassiale a 960 canali per le reti a lunga di stanza. Seguiranno poi la telesezione nazionale tra gli anni '50 e '60, eliminando il passaggio da un centralinista, il primo centro R&S del 1978 e la prima centrale digitale del 1982 (a Napoli Capodichino): rispetto a quella elettromeccanica, l'ingombro del digitale è sette volte inferiore e l'efficienza aumenta.

Il 1990 da il via all'era del mobile con la rete TACS che entra in funzione grazie al calcio, dapprima nelle citta che ospitano i mondiali e lungo le autostrade di collegamente, in seguito in tutta Italia. Il 1992 lancia l'era del GSM e nel 1996 TIM è il primo operatore al mondo a lanciare una scheda prepagata, proprio grazie ad Ericsson.

Si arriva così a tempi più recenti: Tre ed Ericsson iniziano a costruire la rete UMTS (3G) e nel 2002 il Ministro delle Comunicazioni fa la prima telefonata al mondo sulla rete di terza generazione. Nel 2013 è stato poi battuto il record di velocità su Internet (un terabit al secondo) in Australia su rete Telstra grazie alla tecnologia italiana di Ericsson, Scuola Superiore Sant'Anni di Pisa e Cnit.

Oggi la frontiera del 5G vede impegnata Ericsson Italia nelle sperimentazioni di Torino, Roma e Genova dopo il test del dicembre 2017 (oltre 20 Gbps).

Gli sviluppi futuri

Insieme allo sviluppo di machine learning e intelligenza artificiale, Ericsson procede con la rete 5G che inizierà a prendere piede a partire dal 2019 per creare un'infrastruttura responsive dove nel footprint di un'antenna di vecchia generazione ci saranno 64/128 antenne a vantaggio di un aumento della capacità (il classico esempio dello stadio) o della sicurezza permettendo di riservare una parte della rete per le applicazioni sensibili.

Il concetto è quello del network slicing, creare servizi personalizzati a seconda dell'appplicativo così da rispondere alle esigenze - legate anche alla sicurezza e alla necessità di avere affidabilità alta e latenze sotto una soglia specifica - di smart cities, automotive, industria 4.0 e via dicendo.


Guardando al medio termine, dai 5 ai 10 anni nel futuro, Ericsson sta sviluppando le tecnologie per fronteggiare l'aumento della banda, in modo da anticipare le esigenze per la trasmissione ad elevata capacità. In questo caso, grafene e fotonica del silicio sono le parole chiave per ridurre i consumi e le dimensioni e aumentare la velocità già oggi per evitare il capacity crunch di domani.

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Commenti

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Quindi mi stai dicendo che a 800 km di distanza la latenza del 5G sarà inferiore a 5ms? Lo dubito fortemente.
Inoltre il 5g non è magia, sono antenne collegate in FIBRA e ci saranno algoritmi di priorità anche su quelle antenne, la banda non è infinita.

ironmel

neanche per me, il titolo era provocatorio perché comunque non "attira" come un robot o dei tizi che fanno una jam a migliaia di km di distanza :)

qandrav

"D0altronde meglio 1 morto in più che 100 euro in meno"

verissimo purtroppo...
intanto comunque ti ringrazio per il documento che mi hai linkato.

Spero gli esperti si sbaglino per le radiazioni derivanti da IOT (che ad oggi a me pare comunque na c4gata, cosa mi serve accendere due luci e na ciabatta da fuori casa?)
Riscaldamento/condizionatore? bah lo faceva mio padre col telefono fisso x la casa in montagna negli anni 90, senza iot e senza manco telefonini.

Fabio Biffo

Non metto in dubbio che fare della ricerca in merito non guasta, quello che peró non condivido e come il 5G possa peggiorare la situazione. Semplicemente i dispositivi utilizzeranno in futuro una tecnologia diversa, appunto il 5G operante a determinate frequenze, anziché il 2/3/4G, e come ho giá detto in precedenza sono delle onde per lo piú molto meno penetranti rispetto alle precedenti tecnologie.

Non capisco quindi come questo possa peggiorare la situazione nel caso si scoprisse che le radiazioni non ionizzanti fossero cancerogene...

fabio

Ah beh se serve per una band amatoriale allora è assolutamente indispensabile alla vita umana. Articolo che tenta di enfatizzare quello che renderà ancora più schiava l'umanità, facendo esempi patetici(tranne forse,forse,quello medico). Tenersi attaccata al sedere un'antenna sarebbe innovazione? Ma per piacere...

Code_is_Law

esempio banale : con ftth ti arriva internet al tuo modem . da li viene trasmesso al tuo dispositivo sfruttando i classici protocolli di trasporto . Il problema è che questi protocolli introducono ritardi . Inoltre hai algoritmi di ottimizzazione della trasmissione dei dati nella trasmissione tramite fibra + algoritmi di trasmissione a livello di router nel tuo edificio . Sommati insieme ,puoi capire da solo che nel caso in cui hai bisogno di minor latenza possibile questa scelta non è accettata . Se usi il 5g invece hai solo algoritmi di trasmissione , smistamento dei pacchetti e traffico su meno layer perche la quantità di protocolli diversi che devi usare si riduce .

Garrett

Gia risposto
cancer[punto]gov/about-cancer/causes-prevention/risk/radiation/cell-phones-fact-sheet#q2

Le radiazioni non ionizzanti sono considerate un possibile cancerogeno dall’OMS. Gli esperti chiedono valutazioni indipendenti prima di commercializzare il nuovo standard 5G.

Gli esperti avvertono che la progressiva diffusione del cosiddetto internet delle cose (IoT) porterà a creare dalle 10 alle 20 miliardi di nuove connessioni, incrementando l’esposizione umana all’elettrosmog in maniera esponenziale. Con essa crescerebbero i rischi di cancro al cervello, morbo di Alzheimer, infertilità o sintomi di elettro-ipersensibilità (forte mal di testa, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, stanchezza e sintomi simili a quelli dell’influenza).

Non se li è filati nessuno.
D0altronde meglio 1 morto in più che 100 euro in meno

qandrav

"Uno studio iniziato 10 anni fa sul 2g e 3g, ha accertato la relazione tra cancro e onde radio dei cellulari"

Ho googlato un po' senza successo, hai per caso un link allo studio? grazie

qandrav

shhhhhhhhh adesso si userà solo cinquegggì

Fabio Biffo

Ancora ste storie...
In teoria il 5G, se si verificasse che le onde non ionizzanti a bassa potenza fossero pericolose per l'organismo, sarebbe il meno pericoloso di tutti.
Date le frequenze operanti a 3.7 e 26 GHz sono molto difficili da assorbire da parte di un corpo.
Quelle 700Mhz arriveranno poi nel 2022, che in teoria sarebbero quelle piú pericolose perché piú penetranti, sono le stesse identiche usate dal digitale terrestre.
Non mi pare che nessuno sia morto per il digitale terrestre, giá operante da numerosi anni.

Le preoccupazioni mi sembrano quindi infondate..

Fabio Biffo

"Automazione industriale: la parte noiosa"

Ma mica tanto noiosa! Almeno per me...

Skynet J4F

l'unico ambito dove lo vedrei indispensabile è quello della guida autonoma, in un cellulare non serrve a nulla la velocità del 5g, tantomeno ad una azienda che se ha fibra FTTH non ha motivo di usare 5g, antenne e tutti i problemi che ne derivano

Paul

Io aspetto il 6G

Ahahahah

Siete i polli da supermercato.

Si parla di 5G, 5G e 5G... almeno metà di queste applicazioni sono possibili con una fibra FTTH. Spiegatemi perché i musicisti o i robot non possono usare la fibra ma devono aspettare il duemilamai per il 5G

Marco Martines

Se volessi usarlo sempre si, avrei potuto dedicargli una delle 5 sim ma lo faccio solo quando serve quindi 3 delle sim che avevo libere le ho già regalate, tanto prima o poi la fibra diventerà vendibile anche qui, è già posata da 9 mesi ed hanno attivato la centrale ad ottobre.

Andrea65485

Nel tuo caso non ti converrebbe utilizzare un modem portatile con presa ethernet e collegargli in cascata un router? Usando l'hotspot del telefono hai un wifi poco performante e alla lunga rovini la batteria del telefono

Marco Martines

Io, in Italia, adesso in provincia di Como, ho 3 Fiber Unlimited, pago 25€ al mese per avere al momento una misera adsl a 12Mb che passerà in fibra appena sarà vendibile quella già posata, questo abbonamento fisso mi da Gb illimitati su 5 sim, quindi ho a tutti gli effetti una flat mobile che spesso uso come hotspot a casa perché con la cella 4g+ vado decisamente più veloce che con la linea fissa.
E dire che giù a Palermo avevo la Gigabit a casa..

roby

In italia non serve sicuramemte a nulla se non tra 5/6anni visto il ritmo con cui ci aggiorniamo..

Garrett

Gli scienziati avevano chiesto una moratoria per verificare gli effetti del 5g sull'organismo.
Uno studio iniziato 10 anni fa sul 2g e 3g, ha accertato la relazione tra cancro e onde radio dei cellulari.
Capisco che la tecnologia non possa attendere i tempi di uno studio clinico però è incredibile come nessuno abbia ascoltato tale richiesta o si sia impegnato per smorzare gli effetti.
Pensare che le regole ci sono e sono già scritte, ma si vanno a vedere solo quando fa comodo.

Riccardo sacchetti

Bye, ovviamente col marketing iniziano a spingere. Io spesso tengo il telefono in 3g, tanto navigo uguale. Vedremo tra qualche anno, quando saremo tutti collegati sulle celle 5g se manterrà gli stessi valori!

Bad Mad Lad™

Non per nulla si parla di Quarta Rivoluzione Industriale.

Andrea65485

In Australia un progetto a riguardo c'è già

Normalmente qui internet costa

70$ al mese per 1000GB o
80/90$ per GB illimitati per i piani di casa

30$ al mese per 10/15/20GB mensili oppure 5GB cumulabili nei mesi

I piani per il 5G al momento sarebbero

Se tizio A ha a casa la connessione 5G da 90$ con GB illimitati, allora la sua sim da 30$ che normalmente avrebbe X GB, se la fa sempre con lo stesso operatore, allora potra avere GB illimitati anche li

il Gorilla con gli Occhiali

Ora stiamo vivendo un misto tra l'epoca che conosciamo tutti e una nuova epoca completamente concentrata sull'IA e tutta altra roba molto futuristica. Un po' come fu con la rivoluzione industriale.

MrNondisponibile

Pensa che ti hanno già convinto dell'utilità di una tecnologia che deve ancora prendere piede mentre ne stai usando una che non è ancora al 100%!! Ti devo elencare le zone dove il 4G deve ancora chiamare?... o peggio ancora dove anche la copertura 3G è ancora scarsa e fai fatica a chiamare?? Perchè non so se lo sai ma a meno che tu non abbia un telefono che utilizzi la tecnologia Volte con il 4G le chiamate vocali tu non le fai..

Ce ne sono un paio a circa 40€

armandopoli

Se le compagnie telefoniche facessero delle vere flat...

Apocalysse

Credici !

Bhe tra 2g e 3g non si puo dire che non sia stata una "rivoluzione". Anche tra 3g e 4g+ la differenza è tanta

ironmel

pericolo Will Robinson :D

ADM90

La cosa più utile è la velocità minima di down e upload. Con il 4G mi capita di navigare anche a 5 in down e 3 in up. Con il 5G avrò la certezza di navigare al min 100 in down e up

Tiziano

Spero sia davvero la volta buona... ricordo i titoloni anni fa per il 3G: doveva cambiare il mondo o quasi... poi è arrivato il 4G e doveva fare uguale - adesso con il 5G speriamo bene.
Più che altro spero che questo 5G riesca ad eliminare del tutto la TV tradizionale

Top Cat

Paura al bando, il 5G è al comando (dei robot).

Citazione da 'Lost in Space' del 1998.

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