Pichai: Project Dragonfly simula la presenza di Google in Cina

16 Ottobre 2018 24

Il CEO di Google Sundar Pichai si è espresso riguardo Project Dargonfly, il misterioso progetto avvistato diversi mesi fa che sino ad ora è parso come la base di un possibile rientro in Cina da parte dei servizi offerti da Big. G, attraverso lo sviluppo di un motore di ricerca in grado di assecondare e sostenere tutti i sistemi di censura adottati nel paese.

Sino a questo momento non c'è mai stata una presa di posizione ufficiale da parte di Google nei confronti di Dragonfly, tuttavia ora ci pensa lo stesso CEO Pichai a chiarire lo scopo di quel progetto, affermando che si tratta in realtà di un qualcosa di molto diverso da quanto ipotizzato da stampa e leaker.

Intervenuto in occasione della conferenza Wired 25, Pichai ha colto l'occasione per spendere le prime parole pubbliche su Dragonfly, dichiarando che lo scopo del progetto è fondamentalmente quello di simulare come sarebbe ora il volto di Google qualora i suoi servizi avessero avuto modo di restare in Cina per gli ultimi 8 anni (ricordiamo che il ban è scattato nel 2010).

Pichai sottolinea che l'obiettivo della sua società resta sempre quello di offrire l'accesso alla libera informazione al maggior numero di persone possibili, motivo per cui il mercato cinese non può essere ignorato, visto che nel paese vive circa il 20% della popolazione mondiale. I test eseguiti su Dragonfly hanno mostrato che, al netto di tutti i criteri di censura applicati, il motore di Google sarebbe in grado di rispondere in maniera più efficiente della concorrenza ad oltre il 99% delle ricerche effettuate.

Insomma, sebbene al momento Dragonfly possa essere ridotto ad un semplice simulatore di governo cinese, è innegabile che la società californiana stia cercando di tornare all'interno del paese con i propri prodotti, nonostante Pichai continui ad affermare che Google non abbia mai lasciato la Cina, vista l'enorme diffusione dei prodotti Android (anche senza Play Store) e la presenza di tanti suoi ingegneri.

Resta da affrontare un punto fondamentale: il ritorno di Google in Cina significherebbe una rinegoziazione dei valori fondanti della società, la quale dovrebbe accantonare il principio di libera informazione per conformarsi a quanto richiesto dalle autorità. Pichai ha ribadito che la casa di Mountain View intende sempre operare nel rispetto delle varie legislazioni locali, lasciando quindi poco spazio a lotte idealistiche per l'affermazione di principi universali, in favore di un approccio più pragmatico ma altamente problematico per l'immagine che Google potrebbe dare di sé al mondo intero.


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Commenti

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Xerorex

Tutto questo e disgusto, mi orridisce. Invece che ribellarsi contro la crnsura più grande che esista in Oriente, quello di Google addirittura sviluppano una versione del motore di ricerca solamente per adattarsi ad essa, e tutto ciò solo per i soldi. Code del genere rappresentano legalmentelet il male del mondo, nonché ci persegue obiettivi solamente per delle banconote

Cloud387

Era inteso come "popolo" autoconservatore, ed in cina il "popolo" decide.

N.b. le virgolette si ricollegano direttamente al tuo commento dandoti piena ragione.

takaya todoroki

"E quindi quale mossa migliore se non farsi bannare dal governo con la scusa della “libertà d’informazione”?"

per pensare seriamente ad una cosa del genere bisogna essere messi davvero male.
Ma male male male, eh...

Zazzy

“Ritirati”...sono scappati con la coda tra le gambe perché erano arrivati in ritardo e non riuscivano a sfondare...
E quindi quale mossa migliore se non farsi bannare dal governo con la scusa della “libertà d’informazione”?
E comunque, Google ha ancora gli uffici a Pechino, dove fanno principalmente marketing, ads, AI...

Zazzy

Google sta ancora in Cina come marketing, ads, AI, etc...
Ha gli uffici a Pechino, fai te...

takaya todoroki

????
non è il popolo ad aver deciso di non usare Google, è il governo che li ha esclusi dal loro internet.

Cloud387

Google non è in cina perchè in cina sono un popolo che privilegia il suo prodotto.

Vogliono il loro "motore di ricerca" il loro "amazon" ecc ecc.

theSwitcher

Chiaramente ci hanno perso molto, ma è inutile che Google si definisca come la paladina della libera informazione se poi va a compromessi in questo modo, è qui che si vede la vera "faccia" della una società

Ratchet
E K

L'avatar del tizio sopra é solo una speranza.

Francesco

hanno rinunciato a quasi 10 anni di introiti, veda un po' lei

takaya todoroki

"Non vedo il senso di queste lamentele Facebook fa la stessa cosa di Google"

Secondo il tuo 'ragionamento', una volta che esiste un precedente bisogna tacere e subire?
Allora se ti tirano una mazzata sul coppino non lamentarti perché sicuramente c'è qualcuno che l'ha già subito prima.

theSwitcher

Bastano i soldi per fargli cambiare idea... molto coerente

Francesco

Infatti si sono ritirati dal mercato cinese dal 2010, mentre apple si è messa a pecora

ghost

Non vedo il senso di queste lamentele Facebook fa la stessa cosa di Google solo che nel primo caso devi perdere il tuo tempo per donare i tuoi dati a fb mentre google lo fa in automatico

Desmond Hume

beh se l'idelogia morta e sepolta è impraticabile allora perchè usarla per giustificare un'oligarchia di fatto e capitalista per quello che gli fa comodo.

ReArciù

Se fossero veri comunisti la gente si lamenterebbe lo stesso

takaya todoroki

Non li farebbero entrare se non garantissero totale accesso ai dossier degli utenti

Desmond Hume

e viste le premesse qualcosa mi dice che saranno costretti a cedere.
Sarebbe una cosa gravissima.

Andhaka

Battuto sul tempo!! Ma dai, battuto da Todoroki sukka Samurai Formula Zero... ci sta. ;)

Cheers

nosafeharbor

molto piccante e con molta cipolla, grazie Sundar!

takaya todoroki

fosse solo la censura il problema di questo progetto... il vero problema è il dossieraggio degli utenti, in particolare di tutti coloro che fanno ricerche con parole chiave vietate: se Google vuole operare in Cina, dovrà fornire l'elenco come contentino...

takaya todoroki

"Pichai sottolinea che l'obiettivo della sua società resta sempre quello di offrire l'accesso alla libera informazione al fare dossieraggio del maggior numero di persone possibili"

Desmond Hume

Ti fa gola Sundar il mercato cinese eh? Fottesega dei principi "universali" sulla libera informazione, viva la censura se ci da da mangiare!

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