Hayabusa-2, raccolta campioni dell'asteroide rimandata al 2019

15 Ottobre 2018 4

La missione Hayabusa-2 procede a gonfie vele, abbiamo documentato in precedenti notizie come in seguito alla scelta di un sito d'atterraggio sull'asteroide Ryugu, i primi 3 mini-rover siano riusciti a toccare la superficie, seguiti a distanza di qualche giorno dal modulo principale Mascot.

Una missione della durata di 17 ore, una in più di quanto si prevedeva potesse offrirne la batteria di Mascot: il modulo principale ricordiamo, è dotato di svariati strumenti scientifici per l'analisi di terrno e parametri principali, oltre ad una fotocamera in grado di immortalare la superficie dell'asteroide da vicino. Abbiamo avuto modo di vedere qualche fotografia e breve ricostruzione video dei principali eventi, ora che le analisi di Ryugu sono state completate possiamo arrivare a qualche sostanziale conclusione.

Prima foto scattata da Mascot sulla superficie di Ryugu

Cerchiamo quindi di ricostruire quanto successo in queste 17 ore, Mascot ha cominciato la sua discesa verso l'asteroide lo scorso 3 ottobre alle 3:57, rilasciato dalla sonda madre da un'altezza di 51 metri dal suolo. La minor gravità di Ryugu, quasi 67.000 volte inferiore a quella terrestre, ha portato Mascot a impiegare 6 minuti per effettuare il contatto con il suolo, al quale si sono susseguiti 8 rimbalzi superficiali minori prima che il modulo si fermi del tutto.

Trattandosi di un ambiente completamente diverso e governato da una gravità incredibilmente inferiore, non ci si è potuto affidare ai classici rover. che in simili condizioni si sarebbero dimostrati difficilmente governabili. Sia i mini-rover Minerva che Mascot, si sono mossi a piccoli balzelli, e nel caso di quest'ultimo, con dei rotolamenti controllati. In effetti, l'atterraggio di Mascot è avvenuto sul lato sbagliato, è stato così attivato il braccio in tungsteno equipaggiato, per girare il modulo e procedere di qualche passo.


Tra le difficoltà da superare che spesso non vengono considerate da noi che leggiamo, dobbiamo sicuramente ricordare il tempo impiegato dai segnali ad arrivare sulla Terra e ritornare al Rover, ogni tragitto impiega infatti 18 minuti, pertanto da un comando fino alla conferma della risposta, il tempo minimo impiegato risulta di 36 minuti.

Così, appena alle 10.30, circa 6 ore e mezza dopo l'atterraggio, arrivò la conferma che Mascot aveva raggiunto la sua posizione ed avviato la sequenza automatica di esperimenti. Come scritto nei precedenti articoli, le 17 ore e 7 minuti di attività hanno visto il sole sparire all'orizzonte per ben tre volte, la durata del giorno su Ryugu infatti, è di circa 7 ore e mezza. I test automatici sono stati portati a termine nelle prime 7 ore, e ripetuti in diverse aree nelle restanti 10 ore di attività.


I campioni dovranno essere riportati sulla Terra, questo è l'obbiettivo finale della missione Hayabusa-2, ma intanto qualche informazione è stata raccolta e condivisa. Emerge un quadro abbastanza in linea con quanto ipotizzato fino ad oggi, Ryugu presenta una superficie inospitale ed impervia composta solamente da roccia, dove la polvere risulta praticamente inesistente.

La mancanza di una superficie piana di almeno 50 mt e adatta alla parte finale della missione, ha spinto gli scienziati dell'agenzia spaziale JAXA a ripiegare per un'area descritta con la nomenclatura "L08-B", più piccola ma adatta allo scopo. Tuttavia, saranno necessari alcuni test prima di avviare la procedura automatica di avvicinamento alla superficie della sonda Hayabusa-2. A rallentare le operazioni è sicuramente l'incertezza che tutto fili correttamente, pena il fallimento della missione ad un passo dalla completa riuscita. Un primo problema si è verificato con l'altimetro laser, che a causa forse della bassa riflettanza di Ryugu, non ha funzionato a dovere nel primo test dell'11 settembre, ritornando risultati sbagliati e costringendo la sonda a fermarsi ad un'altezza di 600 mt dalla superfiscie di Ryugu.

Il prossimo test dovrebbe avvenire in queste ore entro la giornata, mentre l'ultimo nelle giornate del 24-25 ottobre, successivamente Ryugu si sposterà dietro il Sole e pertanto, nei mesi di novembre e dicembre le comunicazioni con la Terra risulteranno interrotte. Si arriverà inevitabilmente al 2019, dove salvo problemi intercorsi in questi mesi, si potrà procedere al touchdown ed infine alla raccolta dei campioni da riportare sulla Terra.


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Commenti

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AlphAtomix

Lamentiamoci noi del lag sopra i 100 ms...

dipende dal contesto. in informatica è abbastanza usato per il semplice fatto che è la traduzione dall'inglese di return. nel parlato fuori da questo contesto effettivamente è molto simile a quanto dici

LaVeraVerità

Certo che "restituendo" sarebbe stato meglio ma ci si può accontentare.

Luca Bonora

Articolo interessante.

Ma, "ritornando risultati sbagliati"
è corretto? mi da di "scendo il cane che lo piscio..." :D

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