Amazon Prime Now anche a Roma: la spesa si fa con l'app

19 Settembre 2018 250

Amazon potenzia i servizi rivolti agli iscritti al servizio Prime residenti nella Capitale. Dopo aver esteso a Roma in estate il servizio di consegna in giornata, arriva anche il servizio Prime Now, che permette di fare comodamente la spesa tramite app, ricevendola al piano in fasce di 2 ore selezionabili dall'utente. Il colosso dello shopping online sta informando in queste ore gli utenti interessati inviando un'apposita comunicazione via mail.

Come specificato, sarà possibile scegliere tra un'ampia gamma di prodotti freschi e di ortofrutta, ma anche surgelati, pasta, caffè e prodotti per l'infanzia e la cura della persona. Il servizio è attivo a partire dalle 8 di mattina, sette giorni su sette e, sino a gennaio 2019 non comporta costi aggiuntivi. CI sono però due condizioni da rispettare per poter usufruire del servizio: l'importo minimo dell'ordine deve essere pari a 25 euro ed è disponibile solo nei seguenti CAP:

00177 - 00171 - 00162 - 00159 - 00158 - 00157 - 00173 - 00169 - 00156 - 00155 - 00139 - 00138 - 00137 - 00133 - 00131 - 00199 - 00198 - 00197 - 00196 - 00195 - 00193 - 00192 - 00191 - 00183 - 00182 - 00181 - 00179 - 00176 - 00175 - 00174 - 00172 - 00161 - 00141 - 00136 - 00187 - 00186 - 00185 - 00184


Si può accedere al servizio tramite app Prime Now o mediante il sito web dedicato. Si ricorda che Prime Now è stato attivato in precedenza anche a Milano.


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Commenti

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Jimbo Kern

Hai già preso il maalox mattutino? Continua pure a difendere la tua categoria, io me ne frego e continuo a comprare su Amazon. P.s. non mi hanno mai fregato con gli acwuisti online perché dai cialtroni io non ho mai comprato.

Name

Bile??? Quello che dovrebbe preoccuparsi di quanto si rende ridicolo ed a cui evidentemente rode sei tu, che ti sei fatto fregare comprando online come un p1rla e non ricevendo nulla ed invece di fare mea culpa si riversa online a lagnarsi e, non contento di questa bellissima figura, insiste additando certi negozi online come evasori fiscali mentre amazon, che è risaputo evadere le tasse come apple e google, sarebbe buona e corretta.
Patetico.

Jimbo Kern
Name

Sei cogl1one di brutto vedo, eh? Non ho nulla a che fare con quel settore, ora devi cercare qualche altra caxxata o vai a nasconderti in qualche buco per non uscirne più?

Jimbo Kern
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Ah no ma sei coerente eh!
Oltre ad essere cogl1one che si lamenta di gente che prende i soldi e la roba non te la spedisce (falsissimo), ora lamenti che i siti online evadono le tasse che però è la medesima cosa che fa amazon! Però comprare da amazon è giusto e bello e lo continui a fare, invece glistockisti sono i cattivi evasori fiscali.
La coerenza devono ancora spedirtela da amazon? Dì di muoversi che ne hai urgentemente bisogno!

Jimbo Kern

Non so se è partita l'altra risposta, non la vedo più grazie all'efficienza di disqus che funziona sempre peggio, comunque il succo è che la rete è piena di bimbiminkia saputelli come te convinti di poter insegnare a tutti come si sta al mondo, ma personalmente me ne strafrego. Compra dai tuoi siti di vat player che spariscono ogni tanto col malloppo e goditela pure. Io compro da Amazon e sono contento.

Frost

Uddio lauree comprate non credo siano in così tanti, almeno spero.

Dwarven Defender

Anche quella di far apparire le aziende piccole locali prima dei player nazionali e internazionali non mi sembra equo perché viene meno il controllo della distribuzione che comunque è prerogativa di tutti i produttori, dai più grandi ai più piccoli. Ti rendi conto che danno sarebbe per una grande impresa vedersi sistematicamente scavalcare dalle aziende locali ? Attualmente le aziende con una dimensione prettamente locale hanno vari canali, uno dei quali molto importante che è l’immissione dei propri prodotti nelle grandi catene per una distribuzione comunque locale. Questo porta ad una contrattazione, privata, tra la piccola impresa ed il punto vendita (o insieme di punti vendita) della grande catenata di turno per i prezzi ed il posizionamento all’interno del supermercato. In termini pratici? Ad esempio il pastificio abruzzese con un mercato al più regionale piazza i prodotti all’interno di Coop Abruzzo e Conad Teramo nei quali contratterà attentamente anche il posizionamento sugli scaffali. Barilla (ad esempio) dal canto suo cercherà di assicurarsi una grande presenza sugli scaffali ed un particolare posizionamento dei singoli articoli. La prossimità, a cui continui a dare la priorità, in generale non la trovo un buon indicatore per favorire un prodotto anziché un’altro perché troppo sintetico e troppo controverso ! Meglio mostrare uno spaghetto prodotto a 300km ma con un magazzino di distribuzione a 5km od un spaghetto prodotto e distribuito a 50km ? Bada bene che non esiste una risposta giusta ne una equa. È più importante la provenienza delle materie prime od il sito di produzione? Meglio un prodotto bio coltivato a 150 km od un prodotto coltivato con i normali concimi e pesticidi ma a 80km o un prodotto di serra a 25km ? E per i prodotti esteri provenienti tutti dallo stesso luogo come decidere ? mostriamo prima le Banane importate dalla costa d’avorio da questa o da quell’impresa ? Non esiste qualcosa che è “solo un espositore” perché attualmente tutti gli scaffali ed espositori, tutte le migliori posizioni di esposizione all’interno di tutti i supermercati sono estremamente contese da tutti i produttori e lo Stato a questa contrattazione non si può sostituire senza creare danni ed iniquità! Senza considerare che ancora non è conosciuta la ragione percui il ruolo che tu prospetti per lo Stato non possa essere ricoperto da aziende private italiane in un libero mercato e con maggiore efficienza.... oltretutto è incostituzionale anche la sola assunzione del ruolo di monopolista nel mercato della logistica considerato che é stato abbandonato nel settore idrico, energetico ed infrastrutturale... è una pura follia...

PassPar2_

Poi hai anche detto che l'impresa dovrebbe avere solo questo enorme interlocutore statale di vendita, ma non credo proprio che sparirebbero i negozi fisici locali dove la piccola impresa può sfogare le vendite.

PassPar2_

Grazie per la spiegazione dettagliata della catastrofe sicuramente possibile. Ma non tieni in conto minimamente che le piccole aziende locali non saranno schiacciate dalla Barilla perché loro appariranno come più forti e visibili nel portale nelle zone di produzione locale. Vediamo come è la situazione attuale. La Barilla può raggiungere tutto il territorio italiano come distribuzione e ha la forza di apparire dopo il tg1. La piccola produzione di (ad esempio) mozzarelle invece per vendere deve tentare di attirare il cliente nei vari smerci locali e supermercati nazionali che l hanno scelta all'ingrosso. La situazione di questa piccola azienda, in un sito di vendita del genere può solo che migliorare. Infatti una pur marginale esposizione rispetto alla fora di prodotti industriali è comunque superiore rispetto allo sforzo che avrebbe nel raggiungere la stessa platea di pubblico. Nella zona di produzione inoltre avrebbe una visibilità maggiore rispetto ad aziende a 300km, oltre che ad una visibilità maggiore nella categoria "prodotti artigianali o DOP ecc". Mi dici che lo stato avrebbe un monopolio ma se il sito è impostato solo come un espositore e polo di spedizione logistica, avrebbe tutt'altro peso nei prezzi che sarebbero decisi dal mercato. Così come oggi compro una mozzarella che costa poco perché so che sarà industriale, così la acquisterò nel sito e so che potrò scegliere una a prezzo superiore quando voglio.

Dwarven Defender

bene, anzitutto, stringendo i termini, la tua idea è assolutamente e incredibilmente incostituzionale, in secondo luogo ti spiego perché una limitazione dell'iniziativa economica privata è incostituzionale: immagina che da domani la tua micro-impresa abbia un solo imprescindibile canale totalizzante di distribuzione dei propri prodotti/servizi e venisse buttata in una mischia al ribasso per "far risparmiare il consumatore" ed in cui, ovviamente, quelli più "grossi" di te possono anche lavorare per qualche anno in perdita nell'attesa che tu e quelli della tua dimensione chiudiate i battenti perché, ricordati, sei solo un icona su un portale statale e chissà, magari il tuo nome sarà sempre li nel mezzo perché non puoi proporre ad un prezzo così basso il tuo prodotto/servizio che essendo meno commerciale magari è anche più curato e di miglior qualità e così puoi decidere se rinunciare subito o continuare riducendo la qualità ed il prezzo ma, così, non ti puoi distinguere per qualità (la qualità costa) e non raggiungerai neanche un così basso prezzo da farti notare a sufficienza perché ci sarà sempre qualcuno più economico di te. Magari chi scrive l'algoritmo del portale è stipendiato dal ministero, e magari il ministero è retto da un politico dello stesso partito di qualche imprenditore che opera nel tuo stesso settore. Chissà quali saranno i parametri più rilevanti nella proposizione della tua azienda e o quella di un concorrente. Sicuramente devi avere fede che il ministero sia equo e attento alle grandi realtà come a quelle più piccole e che siano ignorati i milioni di euro che quell'imprenditore ha portato nelle casse del partito utili ad aver vinto le elezioni. E questo è uno scenario poco piacevole per le milioni di piccole imprese italiane che si vedrebbero costrette a chiudere. E pensa, magari ci sarebbe potuto essere un consorzio di cui avresti potuto essere socio, che sarebbe riuscito a fare meglio del monopolio di stato con strumenti più nuovi ed una presenza migliore sul territorio che ti avrebbe permesso di non chiudere "bottega" ma non potrebbe nascere contra-legem o in un regime di monopolio... Questo ti può sembrare uno scenario complottista, estremo, ma è ciò che accade quotidianamente nell'aggiudicazione degli appalti pubblici che oggi assegnano la riasfaltatura della strada sotto casa tua che si sbriciolerà fra due mesi... ed il tutto nel pieno rispetto delle leggi civili e penali... La gara d'appalto indetto dalla mia università (pubblica) suonava qualcosa del tipo "possono accedere alla gara d'appalto gli istituti di credito con sede locale "nel comune dell'ateneo" ed un capitale sociale minimo di "x"" criteri ininfluenti per fare il tesoriere in un mercato totalmente digitale da decenni ma che escludono a priori gli istituti di credito più piccoli ma che danno accesso alla "banca dominante" (e ben ammanicata) ad almeno 100.000 transazioni in più per le sole quote di iscrizioni ed ai compensi per l'operato...

PassPar2_

Non l'economista. Ho una micro impresa e ho studi umanistici.

Dwarven Defender

Solo per sapere, che lavoro fai ?

PassPar2_

Scusate se non avevo chiaro il concetto di convenienza, dato non ho un vocabolario economico. Certamente la convenienza è impossibile da definire una volta del tutto. Sarà quindi un fattore con meno consistenza di altri nella scelta del posizionamento. Io non la vedo cosi caotica. Se le panetterie sono 10 saranno tutte esposte in prima pagina. Con una spunta si può selezionare se elencarle in base a "distanza", "prezzo più basso" "prezzo più alto" "locale più piccolo - più grande" "valutazione dei clienti". Non ci sarà ingiustizia perchè è il cliente a decidere cosa vedere in cima alla lista. Non si esclude comunque la possibilità di una visualizzazione BASE dove le aziende sono disposte secondo un contributo pubblicitario. L'importante è informare il consumatore di come sono esposte, di quale criterio è usato per esporle (cosa che non fa Amazon). Per la questione truffe, cioè prodotti fatti in romania ma imballati in italia e quindi prodotti in italia, è un problema derivato e non promuovere un progetto perchè potrebbero esserci delle truffe non è un metodo di procedere, è come dire non compro un auto perchè potrei fare un incidente. Sarà poi un organo di controllo a sanzionare e comunque ad informare chiaramente il consumatore di questo (non so, evidenziare la filiera di produzione con un bollino rosso se non interamente prodotta in zona?). In definitiva io non voglio avere ora una soluzione, ma quello che vedo è un pregiudizio che porta a escludere la possibilità che un progetto del genere sia fattibile e con molte qualità: economicità per il consumatore, maggiori vendite per le aziende, maggiore chiarezza nel prodotti e riduzione di inquinamento ambientale, oltre che maggiori entrate per lo stato.

Leox91

Qui in UK può significare anche in una campagna desolata con 1 abitante per km^2 :)

Jimbo Kern

I due anni di garanzia valgono se riesci a farteli applicare DOPO aver ricevuto la merce, che dai venditori italiani, prima dell'arrivo di Amazon, veniva spedita con molto comodo, spesso dietro diverse telefonate ed insistenze, dopo aver addebitato immediatamente la carta di credito.

franky29

Si ma vuol dire assumere piu gente e nessuno qua assume le persone

franky29

Ma te dove abiti?

Name

Dire questo dell'Italia in cui si hanno 2 anni di garanzia quando all'estero è solo uno... Davvero ironico.
Fortuna, poi, che amazon non prende assolutamente in giro alzando il prezzo quando ci sono degli sconti per farti credere che il risparmio sia molto maggiore quando in realtà il prodotto fino al giorno prima costava già meno.
Contenti voi.

Dwarven Defender

“La convenienza migliore come può essere un criterio soggettivo se è un numero (prezzo)” Quindi è più conveniente il pane che fa schifo, fatto con farina scadente a 50 centesimi del pane ottimo fatto con grani locali e biologici ed il lievito madre a 1€ ? Il primo è solo meno costoso ma certo non più conveniente, la convenienza è analizzata molto accuratamente in economia ma prendendo comunque in considerazione fattori soggettivi. E’ più conveniente 1hg di prosciutto a 3€ o 1kg a 10€ ? DIPENDE ! altrimenti compreremmo tutti all’ingrosso !
“Rimanendo sulle panetterie, anche in una città come Roma, non ci sono più di 10 possibili panetterie nelle vicinanze” e chi sarebbe la prima tra queste 10? la migliore per qualità ? come stabilirlo ? la più vicina ? ininfluente perché consegnano a casa ! la più economica ? prezzo è sinonimo di qualità e salubrità? A rotazione ? così si sfavorisce l’imprenditore migliore visto che 9 turni su 10 si trova sottoesposto rispetto agli altri...
Parli di marche importanti, ma così si svalutano e sottoespongono ancora di più le realtà artigianali ! Privilegiare le prodotti locali ? E come farlo ? Se io faccio venire i pomodori da 800km e li confeziono sotto casa tua ti risulterebbero erroneamente più appetibile di quelli coltivati a 3 km (ed è quello che succede quotidianamente con carni, latte, latticini e vegetali). Oltretutto non hai chiarito una cosa, come effettuare la scelta per prodotti perfettamente omogenei per prezzo, provenienza e certificazione: ad un romano quale prosciutto san daniele confezionato in vaschette da 100g verrà proposto per primo? Stesso prezzo, stessa certificazione e provenienza . Facciamo pari o dispari ? In 10 minuti non hai dato un modello razionale hai solo prospettato il caos e l’iniquitá piú totale...

PassPar2_

La convenienza migliore come può essere un criterio soggettivo se è un numero (prezzo). I criteri non sono cosi difficili da trovare: per i prodotti alimentari freschi può essere la distanza. Rimanendo sulle panetterie, anche in una città come Roma, non ci sono più di 10 possibili panetterie nelle vicinanze. Potrebbero essere esposte quelle e a seguire le altre? Per i prodotti come la pasta lo stesso, le marche importanti non sono tante: finiscono tutte in prima pagina. Il consumatore già conosce i prodotti. Poi sarebbe molto strano accettare delle pubblicità come in televisione? Sempre ben bilanciate e chiare, non invasive e a rotazione. Insomma io in 10 minuti ho trovato alcuni criteri limpidi e razionali, non è un impresa impossibile. Basta avere dei punti chiavi come: rispetto dell'ambiente (quindi un acqua in bottiglia che fa 700 km non dico che non appare, ma sarà non in prima posizione), una patata o verdure o latte o uova locali avranno più visibilità. Naturalmente se vuoi comprare un filetto australiano sarà lo stesso acquistabile, ma andrà digitato il nome o sarà in terza pagina. Cosi come Amazon offre molti prodotti, anche un supermercato statale on line del genere non può che fare bene al consumatore che avrà a disposizione una vetrina infinita di prodotti alimentari, e questo non può che fare bene anche alle aziende produttrici, sia come vendita sia come riduzione di sprechi ecc.

Edik

Piu tempo per la famiglia per gli hobby per i figli...

Dwarven Defender

Amazon, in ambito puramente privatistico, stringe accordi solo con chi è disposto a stringere con loro l’accordo... nel tuo modello chi decide chi ha la filiera più rispettosa, le materie prime migliori, la convenienza migliore (che è un criterio totalmente soggettivo) ? Quale sarà il primo panificio mostrato che attirerà quindi la maggior parte dei click ? Chi lo deciderà? E con quale criterio poi...

Steve Lavacchi

seguirò il consiglio, grazie.

Lorenzo

Azzo... E pensare che qui in UK costa 70£ l'anno e zero prime now dove sto io!

Garrett

Si certo, il percorso della tecnologia chi lo decide. Anche YouTube non è stato creato con le finalità che vediamo ora e probabilmente nemmeno Facebook.

L'automatizzazione, i robot e gli algoritmi, posso sgravare l'essere umano dallo svolgere la maggior parte dei lavori.
Ma tutto questo se si traduce in maggiore tempo libero per noi stessi da dedicare alla famiglia, agli hobby, etc... è un discorso, altrimenti non sarà servito a nulla.

PassPar2_

Amazon siccome è un azienda privata stinge accordi commerciali con i vari panifici, ed espone solo quelli da cui ricava o uno sconto al cliente o la migliore percentuale sulla vendita. L'azienda statale, nel mondo sicuramente meno distopico di quello attuale, espone tutti i panifici con altri criteri di visibilità: ad esempio rispetto per la filiera, uso di materie di qualità, convenienza del prodotto. Questo può essere anche un fattore di concorrenza.

TheLegend27

Da Esselunga grazie a prestospesa mai fatta la fila, è una genialata

Dwarven Defender

errore mio, alla frase "stabilisce chi acquista e chi vende" manca un "da" è "stabilisce da chi acquista e chi vende"...
Forse sei tu che non sa come funziona: Amazon non espone tutti i panifici, ma neanche tutti supermercati, espone UN supermercato per zona (sul cap 00177 o 00191 ad esempio è PAM/Panorama), dovrebbe fare così anche l'azienda statale del tuo modello per affrontare il futuro distopico da te prospettato in cui è preclusa l'iniziativa economica privata ?

PassPar2_

Poi la frase "stabilisce chi acquista e chi vende" mi fa capire che non stai seguendo niente di quello che dico. L'azienda pubblica dovrebbe stabilire chi acquista il pane? E da chi viene comprato? L'Amazon statale espone TUTTI i panifici intorno al consumatore. Il prezzo di vendita non lo fa l'azienda pubblica ma il panificio. L'Amazon statale è un DISTRIBUTORE a prezzo minimo e tendente al profitto minimo come può essere le poste.

PassPar2_

Nessuno vuole eliminare il negozio fisico! Ho detto che non va lasciato ai privati il settore della distribuzione dei beni essenziali online a domicilio.

Dwarven Defender

Se non capisci dove sta la pianificazione di mercato nel tuo modello non so proprio che dirti... un unico distributore pubblico che vende i beni essenziali stabilendo prezzi di acquisto e di vendita e quindi anche chi acquista e chi vende, mi pare una condizione palese di mercato...
"Non comprendo come si fa a voler difendere i super ricchi." non lo sto facendo ed il tuo scenario non è neanche ipotetico, la grande distribuzione non ha ancora eliminato i vari piccoli macellai, fruttivendoli, pescivendoli, fornai, pasticcieri ecc... e già di un breve termine in cui la distribuzione sarà interamente automatizzata ed in mano ad un solo attore... mmmmm

PassPar2_

Non capisco dove sta la pianificazione. E' solo un distributore finale di un prodotto che aziende terze producono, sia italiane che estere. In futuro l'automazione diventerà predominante. Gli scenari sono solo due: o un'azienda privata che vende tutto con pochissimi lavoratori e molto guadagno per un gruppo ristretto di persone, o un azienda pubblica che vende una parte essenziale degli stessi prodotti ma con margine di profitto minimo. Non comprendo come si fa a voler difendere i super ricchi.

storenews
storenews

Bravo, stesso mio pensiero, in un futuro non troppo lontano immagino, tutto quello che serve ad una famiglia, cibo ed altre cose spedite a casa senza uscire ad un prezzo supercontenuto, tutto il necessario per vivere, anche se di qualità basica, poi se si vuole le cose super bio o cose extra ci si affida altre aziende

storenews

Solo una perdita di tempo fare la spesa, io credo in un futuro, come c’è adesso il rubinetto dell’acqua ci sarà quello del bagno schiuma, del sapone delle mani, perché no un rubinetto dove esce coca cola, come nel garage ci sarà la corrente per la macchina, quindi le benzine non esiteranno. In uno più lontano il lavoro non esisterà più come la moneta.

TLC 2.0

benvenuto nel club purtroppo..un consiglio da chi c'è già passato, fatti seguire da un bravo fisioterapista che ti faccia fare della palestra per rinforzare gli addominali e anche un pò di piscina..aiuta, fidati

Dwarven Defender

perché in italia non operano nel settore alimentare distributori stranieri ? quali alimenti rientrerebbero nella distribuzione pubblica ? il frigorifero non è un bene primario per la salute delle persone e l'igienicità degli alimenti ?

"quali sarebbero i problemi?" a me l'economia pianificata non piace, storicamente non ci sono buoni esempi...

PassPar2_

L'azienda pubblica è efficiente se ben controllata. Nessuno vuole l'altruismo puro o il comunismo! Voglio però che una persona singola la smetta di guadagnare 2-3 miliardi al mese.

PassPar2_

Per fortuna ho marcato il concetto di bene neutro. Io non ho mai equiparato la vendita di un telefono o di un frigorifero a quella di un alimento o un prodotto di base per la casa. Infatti ho ammesso una distribuzione pubblica solo su prodotti di base. Comunque nessuno vieta di fare un azienda statale che vende cellulari a profitto minimo, quali sarebbero i problemi? Io non comprendo, se tu comprendi spiega pure.

Wolf456

Certo, ma consideri l'inefficienza del settore pubblico? Davvero alla fine all'utente finale arriverà di più? Utopie più volte smentite nel corso della storia. Sarebbe possibile se ci fosse altruismo puro e una consapevolezza non indifferente da chi produce, divide e richiede le risorse. Pensi ci siano tutti questi elementi?

Mana

Un consiglio: lascia stare in molti non si sforzano neanche di capire concetti e idee e preferiscono controbattere come automatismo, è tempo perso.

VaDetto

Per anziani o persone con ipo mobilità è un'ottima cosa!

Dwarven Defender

"azienda di vetrina e spostamento dei prodotti deve essere statale" facciamolo per tutti e per tutte le catene con capitali (anche) esteri ! Perché far fuggire i capitali raccolti da tutte le compagnie con soci non italiani che operano nella distribuzione in Italia ? Nazionalizziamo tutto e distribuiamo tutti gli utili per pubbliche utilità ! Non vorrai mica far fuggire i soldi italiani in Francia permettendo ad Auchan e Mediaworld di operare qui ? Molto meglio permettere ad un'azienda privata italiana operante nelle comunicazioni radio-tv di usare la rete pubblica e pagare un 2% allo Stato per fare concorrenza sul 50% del mercato italiano pubblicitario radio-tv che ha un valore di circa 7 miliardi annui...

Tiwi

molti servizi, ma anche diverse condizioni da rispettare
insomma, già l'abbonamento è passato da 19 e 36euro, poi molti prodotti sono plus (spesa minima 19euro) poi c'è la scatola pantry, che ha un costo in più di 4euro
mah, sicuramente hanno un senso questi servizi, ma io ancora non li utilizzo molto

Steve Lavacchi

caspita, mi dispiace.
io ho fatto il lavapiatti e barista in un ristorante per 2 anni, alzando teglie e pentoloni grandi molto pesanti, spesso mi sforzavo.. e le alzavo anche male perché con la furia non le tiravo su con le ginocchia ma sforzando la schiena, poi avevo problemi a tirare su anche i fusti di birra e della coca cola alla spina .. erano davvero tosti, essendo gracilino anche fisicamente (60 kg), mi prese dolore forte alla schiena e dopo una lastra hanno visto che la causa era la vertebra L5-S2 schiacciata, sto andando avanti a cicli di voltaren e muscoril.

Mew

Me la paga il bibitaro l'università? Non penso

PassPar2_

Benissimo, allora vuol dire che il 2% + gli utili prima delle tasse andrebbero allo stato invece che lo 0% di ora che vanno ad una sola persona. Il prezzo del pane lo stabilisce il mercato, chi altri? Possibile che devo sempre spiegare 10 volte le cose: ho solo detto che l'azienda di vetrina e spostamento dei prodotti deve essere statale, non la produzione delle merci. I settori di applicazione possono essere quelli che decide il consumatore. Generi alimentari, farmaci e casalinghi sono gli ideali. Non capisco cosa hai da ridire, preferisci che un azienda americana entri nel mercato vendita on line dei prodotti come piatti di plastica e pasta barilla? O visto che è un settore "neutro" potrebbe questo svolgerlo un erogatore di servizi statale? Un sito dove ho esposti i prodotti, li acquisto e mi arrivano a casa, come la metti la metti i benefici sono sempre per il consumatore: o si paga meno un prodotto, o se si paga al pari di amazon, i profitti anche se minimi rimangono comunque in italia. Dovrebbe essere ragionevole, e invece!

Dwarven Defender

Nel tuo modello chi e come stabilisce il prezzo ? Se è applicabile ai generi alimentari non sarebbe applicabile ad ogni settore merceologico questo modello ? Per non parlare di tutti i servizi di erogazione energia, sanitari ecc... Prima di rispondermi vorrei assicurarmi che sapessi che Amazon fa utili inferiori al 2% (3mld di utile a fronte di ricavi di quasi 180mld) e non del 20% e che la grande redditività di Amazon non è con la vendita di prodotti ma con la vendita di servizi web (AWS).

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