Robot che riconoscono gli oggetti: ecco DON, la soluzione intelligente del MIT

10 Settembre 2018 8

I robot sono in grado di svolgere azioni sempre più evolute, ma in un aspetto risultano ancora piuttosto carenti: riconoscere uno specifico oggetto fra tanti o un suo singolo dettaglio. Su questo aspetto si è concentrato un team di ricercatori del Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory (CSAIL) del MIT, che presenterà i sorprendenti risultati a ottobre durante la Conference on Robot Learning di Zurigo.

Nel tempo, i robot hanno imparato a interagire con diversi oggetti grazie alla computer vision, ovvero la visione artificiale: si tratta di una tecnologia tramite la quale il robot ricostruisce il mondo reale (in questo caso l’oggetto) in tre dimensioni, interpretandone la forma e, dunque, riconoscendolo. Nonostante ciò, ad oggi anche le soluzioni più avanzate non sono in grado di distinguere un oggetto da un altro, specie quando il prodotto da rilevare è “nascosto” in mezzo ad altri oggetti o quando la sua posizione nello spazio non è sempre la stessa.


Il sistema implementato dal MIT si chiama DON, acronimo che sta per Dense Object Nets: con esso il robot analizza e mappa l’oggetto che ha davanti ricostruendolo tramite un insieme di coordinate, consentendogli di identificarlo anche quando è affiancato da prodotti simili e di sollevarlo. Tale tecnologia è di notevole importanza anche per il riconoscimento di parti specifiche di un determinato oggetto, come ad esempio la linguetta di una scarpa, o nel caso in cui il prodotto da riconoscere non sia sempre nella stessa posizione:

“Gli algoritmi esistenti non sarebbero in grado di afferrare una tazza con il suo manico, specialmente se la tazza può essere posizionata in modo diverso, come verticalmente od orizzontalmente”, spiega Lucas Manuelli.

La visione artificiale integrata nel robot permetterà di applicare tale soluzione in diversi ambiti, incluse… le pulizie di casa: basterà fornire al robot l’immagine di una stanza da pulire o dei piatti da lavare, e lui le utilizzerà elaborandole per svolgere il compito richiesto senza la supervisione dell’uomo (decisamente più utile rispetto al progetto - fallito - di Kuri).

La tecnologia implementata dal MIT va oltre i limiti presenti negli approcci dell’apprendimento tramite task specifiche (difficile da replicare in compiti diversi) e dell’algoritmo generalizzato (non abbastanza specifico per permettere al robot di affrontare le diverse “sfumature” a cui si può trovare davanti).

Con Dense Object Nets, può essere chiesto al robot di identificare uno specifico punto dell’oggetto: questi lo esamina nella sua interezza mappandolo tridimensionalmente, capendo successivamente cosa e dove afferrare. La soluzione è stata testata con successo su un gioco, riconoscendone correttamente la forma. Non solo: è stato anche in grado di soddisfare richieste particolari come ad esempio la presa di un oggetto simmetrico dal lato sinistro o destro.

Chissà che DON non possa risultare utile anche all'interno della ISS, dove il prossimo agosto arriverà FEDOR, robot umanoide chiamato a svolgere attività pericolose o troppo faticose per l'equipaggio "in carne ed ossa".

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Commenti

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Galeon Galeoni

che bei colori questo robot

Gupi

Diciamo che comau avrebbe bisogno di una bella svecchiata

Gupi

Si, ad ogni modo rispetto ad altre aziende che si occupano di automazione, loro sembrano ok

Kol

Speriamo non tocchino Comau.

Code_is_Law

Midea quasi compete con Boston dynamics . Devono ancora presentare i risultati però sono promettenti come gruppo

asd555

I cinesi tra un po' si comprano anche tua mamma e mia sorella.

Top Cat

Non Kuka più.

CAIO MARIOZ

Oggi a malincuore ho scoperto che Kuka Robotics è stata acquistata dai cinesi nel 2016 (Midea Group)

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