Non chiamateci maniaci, siamo atleti e piloti | Editoriale

09 Settembre 2018 522

C'è un discreto caldo a Misano e la pista non aiuta certo a mitigare le alte temperature. Vuoi perché siamo lontani da un'ambientazione in stile Nurburgring, con gli alberi a circondare il nastro d'asfalto del circuito e i paddock, l'equivalente di un enorme parcheggio popolato da hospitality e motorhome. Vuoi perché siamo sulla riviera, e l'estate lotta con tutte le sue forze per non cedere il passo all'autunno in questo inizio di settembre che svuota le strade di Rimini e Riccione dai turisti.

Il venerdì di Misano 2018, però, è leggermente più fresco del solito: la precipitazione del giovedì sera ha messo in crisi la tenuta di alcune tensostrutture e nell'aria si respira un po' di preoccupazione. I team della MotoGP studiano le previsioni per preparare le strategie, lo staff che si occupa della grande tensostruttura le teme a causa di quanto risposa sotto a quel tetto: schermi in alta definizione, piccole autostrade di cavi e una Legione di computer.

È proprio qui che mi sto avviando: entro nel circuito e mi vengono in mente i tempi del kart in cui in pista ci passavo le giornate con la tuta ignifuga calata all'altezza della vita per combattere il caldo. Oggi però non sono qui per guidare: attraverso i paddock, animati da una timida folla che nulla avrà a che fare con il fiume di persone previste per sabato e domenica, il solito "scusa, posso farti una foto" rivolto all'ombrellina così da portare a casa una foto da caricare su Instagram ed arrivo finalmente alla meta dove mi aspettano cinque ragazzi italiani con cui parlare.

A scanso di equivoci, il titolo non è un virgolettato da dichiarazioni durante le interviste ma una provocazione in risposta ad un mondo ancora troppo pieno di pregiudizi...


Si fanno chiamare Andrewzh, Trastevere_73, Luigi48GP, Ivan_Avella e IOTIFOROSSI: le identità digitali di Andrea Saveri, Lorenzo Daretti, Luigi Attruia, Ivan Avella e Davide La Morgia. Sono i cinque italiani che, insieme ai colleghi di altre nazionalità provenienti da Spagna e Germania, si sono qualificati per la semifinale 1, una competizione di dodici atleti che si scontreranno in pista per guadagnare l'accesso alla finale di Valencia.

Misano selezionerà i primi sei finalisti e Madrid, con la semifinale 2, selezionerà la seconda mezza dozzina. Il premio in palio? Una BMW M240i, un'auto che, nella configurazione di partenza, parte da più di 50.000€.

I maniaci del videogioco vanno curati in clinica

Costanza Cavalli è un nome che resterà nella mia memoria per un po'. Si sono visti spesso attacchi al mondo dei videogiochi, tutti - se ci fate caso - nati in seguito a qualche fatto di cronaca o scaturiti dalla dichiarazione dell'ente, comitato o professorone di turno. Ormai ci abbiamo fatto il callo e tendiamo tutti ad applicare il metodo Virgilio: "non ragioniam di lor, ma guarda e passa".

Sono però due (o tre) i motivi per cui Costanza resterà più a lungo nella mia mente: il primo è a causa di alcune risposte quasi sconsolate dei cinque ragazzi intervistati alla vigilia della semifinale. Il secondo è che la Cavalli è riuscita ad attaccare in un solo articolo videogiochi e LARP, temi a me cari rispettivamente per la vita lavorativa e per il tempo libero in quanto volontario come staff in un'associazione senza scopo di lucro che gravita intorno al mondo del gioco di ruolo dal vivo e che mi ha prestato il cavaliere per la recensione di Mazda MX-5. E poi c'è il terzo motivo: se il mio lavoro di "stalking online" non mi ha portato al profilo sbagliato, Costanza è anche una bella ragazza.

Per capire il discorso bisogna però procedere con ordine: nel pezzo su Libero, Costanza - o chi per lei - titolava "i maniaci del videogioco vanno curati in clinica".

"Passano la vita davanti alla consolle [l'errore nel catenaccio è di Libero, non mio n.d.r.]: secondo gli esperti, sviluppano una dipendenza come quella da cocaina": purtroppo vero in alcuni casi ma generalizzare con titoloni e definire una "stranezza" la dichiarazione del Comitato Olimpico Internazionale riguardo gli eSports è un chiaro segno di giudizio, da parte per giunta di chi dimostra di saperne poco scambiando Nintendo Switch per uno smartphone!

Ancora una volta, un fatto di cronaca nera in occasione di un torneo del noto "gioco di calcio Madden" [vi giuro che continua e non essere colpa mia, l'errore è citato pari pari dal testo della Cavalli], si è trasformato in un attacco da parte di chi pratica lo sport preferito degli italiani: aprire la bocca su argomenti sconosciuti: siamo tutti allenatori, politici, santi e navigatori.

Cosa vorresti cambiasse nel mondo degli eSports in Italia?

L'articolo su Libero del 28 agosto, forte di un posto d'onore nel taglio basso della prima pagina, mi è tornato alla mente come un fulmine a ciel sereno mentre intervistavo - uno ad uno e in separata sede - i cinque giocatori. Conoscendo il mondo dei videogiochi e degli eSports mi immaginavo risposte molto più veniali alla domanda "cosa vorresti cambiasse nel mondo degli eSports in Italia": più soldi dagli sponsor, più team organizzati, più strutture dedicate e arene.

E invece:

Il problema è che in Italia i videogiochi vengono ancora visti come intrattenimento di basso livello [...] dovrebbe cambiare la mentalità degli italiani, non l'eSport. [Luigi Attruia]

[...] far capire alle persone chi è un videogiocatore. C'è ancora quello stereotipo della persona che gioca venti ore al giorno al PC. [I videogiocatori] sono semplicemente persone che hanno talento nel fare qualcosa e vanno apprezzate e sostenute [...] siamo persone normalissime, siamo esattamente come loro. [Ivan Avella]

In america ci sono posti immensi con una visibilità incredibile. In Italia il settore si deve espandere ma [le persone] non riescono ad accettarlo come sport: è sottovalutato e non viene capito. Ci deve essere un cambiamento di mentalità [...] ci si deve credere in questi sport. [Lorenzo Daretti]

Vorrei che [gli eSports] fossero un po' più conosciuti, vorrei che il pubblico che segue gli sport reali come la MotoGP seguisse anche questo, perché sono sicuro che la passione alla base è la stessa. [Andrea Saveri]


Escludendo la risposta di Davide, avvicinatosi di "recente" al mondo degli eSports, è chiaro un sentimento comune da parte degli intervistati, tutti alla ricerca di approvazione più che di notorietà e soldi. Sarebbe sbagliato mettere l'accettazione dei videogiochi allo stesso livello di traguardi della storia umana come il suffragio universale o l'abolizione della schiavitù, non fraintendetemi.

Altresì vero, però, è che riducendo ai minimi termini tutte queste storie, si tratta di gruppi che cercano di combattere una società che li ignora od ostracizza.

Qui gli ignorati sono una serie di atleti. Sì, atleti, perché il greco "âthlos" significa competizione ed è da qui che deriva il termine che oggi la società associa comunemente alla perfezione fisica dello "sportivo" in senso tradizionale.

Oggi il perbenismo viziato della società insegna ad accettare il proprio corpo: così nascono figure social - spesso femminili - che giustamente urlano con forza di non discriminare le rotondità ma che, in alcuni casi, esaltano l'obesità spacciandola come accettazione e glissando convenientemente sui problemi di natura medica che questa porta. Insomma, società e aziende accettano la fashion blogger oversize ma continuano ad applicare al videogiocatore lo stereotipo dello "sfigato", spesso il "ciccione brufoloso" che non vede mai la luce del sole. E per inciso: questi sono sei dei migliori videogiocatori al mondo di MotoGP:


e non mi sembra proprio rispecchino lo stereotipo. Sempre in tema di stereotipi, ricollegandoci al discorso sulla dipendenza, ho chiesto ai cinque italiani quanto si allenano per essere i migliori al mondo a MotoGP.

Il quadro che emerge è molto diverso da quello che la Cavalli stessa dipinge. Se è vero che ci sono gli eccessi, come in qualsiasi cosa, la maggior parte dei videogiocatori sono persone in grado di fare un uso consapevole del mezzo. Luigi si allena 4/5 ore al giorno nei soli periodi precedenti alle challenge per qualificarsi, così come uno sportivo intensifica l'allenamento nel periodo precedente alla competizioni. Di norma sono un paio le ore dedicate ai videogiochi, suddivise fra i vari titoli seguiti dal gamer.

Ivan, ad esempio, parla di giornate piene tra scuola, studio, palestra e corsi, dedicando un'ora la sera per il videogioco a livelli competitivi e rinunciando a passarla sfogliando i social come fanno molti coetanei ad esempio.

Davide ha iniziato a lavorare quest'anno e riesce ad allenarsi un'ora al giorno intensificando gli sforzi nei periodi precedenti le qualifiche, stessa strategia di Lorenzo che ammette di aver trascorso anche 7 ore al giorno ma solo in fase di qualifica quando c'è un particolare avversario che tiene botta sui tempi. E Andrea non è da meno: fatta eccezione per le challenge, dove il livello è alto e bisogna impegnarsi per essere il migliore, da giugno (data di uscita del gioco) sono state due le ore di allenamento quotidiano, ridotte a zero durante le vacanze.

Come nella vita reale: l'imprevisto è dietro l'angolo

Torniamo però sui binari, riprendendo il discorso proprio dal termine "atleta" e "sport". Perché ci lasciamo coinvolgere così tanto durante una gara di MotoGP, una partita di calcio o persino dal curling?

Tra i mille motivi c'è la curiosità di vedere uno scontro tra i migliori, l'aspirazione a raggiungere gli stessi traguardi o a migliorarsi nel tentativo, il cameratismo che crea uno scontro tra nazioni.

Alla semifinale 1 di MotoGP eSport si sono affrontati diversi videogiocatori da Italia, Spagna e Germania. I migliori al mondo, classificatisi con il tempo sul giro in una delle quattro sessioni ("challenge") rispettivamente su Xbox, PlayStation e PC, le piattaforme per le quali è disponibile il gioco di Milestone.

Dopo la sessione di qualifiche per decidere la griglia di partenza, i dodici piloti virtuali si sono schierati in griglia mentre il pubblico presente tratteneva il fiato con loro: con MotoGP 18 la fisica ha fatto importanti passi in avanti rispetto alla versione del 2017 e una preoccupazione comune a tutti i piloti riguardava le collisioni, gestite forse in maniera troppo realistica per un videogioco che, a causa della necessità di usare una periferica poco comunicativa come il pad, dovrebbe lasciare un margine più ampio. I

In sella la moto la "senti" ma oggi - purtroppo - le periferiche non sono ancora in grado di restituire lo stesso grado di sensibilità e questo rende l'impresa ancora più difficile.

Sapevamo tutti che con il nuovo motore di gioco, l'Unreal 4, i piloti avrebbero dovuto gestire la moto e l'anteriore come accade in MotoGP, dove la differenza tra un "mostro" e un professionista sta in quella sottile linea rossa dipendente dalla tenuta dell'anteriore. A questo aggiungeteci che la pista è esattamente la stessa della controparte reale, con tanto di imperfezioni e avvallamenti dell'asfalto.

Pesante era il fardello di Trastevere 73, campione mondiale dell'edizione 2017 che partiva dalla prima fila con tutti i riflettori puntati addosso. Nelle competizioni il "drama" è sempre in agguato e la semifinale non è stata da meno: Trastevere 73 cade alla seconda curva coinvolto suo malgrado in un incidente tipico delle gare di MotoGP più emozionanti.

Dopo la prima curva emerge quindi lo spagnolo Cristianmm17, terzo in griglia e pronto a lanciarsi nella volata solitaria. Ingabbiato a metà classifica dopo il primo giro, l'italiano AndrewZh inizia una rimonta degna di un campione, macinando tempi sul giro con costanza e offrendoci qualche sorpasso al cardiopalma fino a posizionarsi dietro Cristianmm17.

Trattandosi di una semifinale, bastava posizionarsi tra i primi sei classificati per passare ma AndrewZh è riuscito in un'impresa degna dei veri professionisti: dimostrare di essere veloce e ad un passo dalla vittoria ma allo stesso tempo evitare mosse azzardate una volta giunto in seconda posizione. E questo richiede lucità e freddezza che difficilmente si riscontrano in giovane età.

Nel frattempo anche Luigi48GP dimostra di saper gestire la gara, forte della seconda piazza mantenuta nei primi quattro giri e in grado di difendere il terzo posto dopo il sorpasso da parte del collega italiano.

Penalizzato dalle cadute, Trastevere 73 ha comunque regalato emozioni fino all'ultimo giro, dimostrando sul campo di essere il più veloce in gara (1:25.531) anche se, tra la bagarre e la perdita di tempo iniziale, non è riuscito a colmare il gap pur esibendosi in diversi giri in cui recuperava almeno due decimi a settore nei confronti degli avversari.

Tra gli highlights, va citata anche la battaglia tra EleGhost T555 e Luigi48GP, con il primo impegnato in una serie di tentativi di sorpasso molto audaci e richiosi nonostante si trovasse al quarto posto negli ultimi due giri e nonostante avesse la finale già in tasca.

Come spesso accade anche nel mondo reale, però, ad avvicinarsi al sole si rischia di cadere e il tentativo di sorpasso dello spagnolo ai danni dell'italiano lo ha portato all'errore. Fortunatamente, e qui troviamo la grande differenza rispetto al mondo reale, il margine accumulato dallo spagnolo era superiore al tempo di "respawn", consentendo al pilota di tornare in pista al sesto posto e terminare così la gara con il biglietto per Valencia in tasca.

il video integrale della Semi Final 1 di Misano

Un vero Race Director per un semplice videogioco

Gestito direttamente dalla Dorna, il torneo di MotoGP eSport non è affatto uno scherzo. Le regole sono talmente strette che si applica la stessa organizzazione della MotoGP reale, come il divieto di riprese [che mi ha impedito di realizzare il video che avevo in mente] ad eccezione degli operatori autorizzati. D'altronde si tratta di un evento con tanto di diritti per streaming e TV.

Non stupisce quindi che a supervisionare la competizione ci fosse direttamente la Dorna, con Mike La Fuente nel ruolo di Race Director a tenere in stallo la classifica finale, poi comunque confermata, in attesa di valutare le penalità.

La semifinale si è quindi conclusa con la consegna del premio di tappa, un'esperienza di guida al Nurburgring consegnata da Vladimir Bistrivoda di BMW M, Head of Cooperation MotoGP. Due gli italiani in finale: Andrea e Luigi. Per gli altri ci sarà una seconda possibilità di riprovarci alla seminifinale 2.

Il prossimo appuntamento è a Madrid in ottobre, in attesa di scoprire i 12 semifinalisti che, dimostrando di essere i migliori nelle challenge online, potranno guadagnarsi la trasferta spesata da Dorna per la semifinale 2, formando così il roster dei 12 finalisti che si contenderanno la BMW M240i a Valencia, primo premio affiancato dalla KTM RC390 per il secondo classificato.

Per seguire le prossime tappe del campionato MotoGP eSport:

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Commenti

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Cla#5

Penso che tra vedere gente che gioca a motogp con la visuale dall alto oltretutto a guardare le gare a livello mondiale con simulatori seri (iracing ad esempio) e attrezzatura seria.. beh ci sia un bel po` di differenza...
Nel secondo caso ci si avvicina veramente tanto allo stress psicologico che ha un pilota vero, l unica vera differenza è ovviamente che non ci si gioca la vita se si sbaglia ma quella resterà una cosa a vantaggio degli esport nel futuro.
Senza contare il fatto che giovani promettenti che non possono permettersi di cominciare a correre nei kart da piccoli potranno essere notati nei campionati esport e trovare squadre che li facciano correre nella realtà. Alcuni esperimenti ci sono gi

Cla#5

ragazzo.... fai due ricerche... se pensi di poter essere uno dei più bravi al mondo vuoi convincerci del fatto che non lo faresti seriamente per queste scuse del menga?
Anni fa correvo online con simulatori di guida seri (iracing ecc) ed ero mica male.. In italia mi battevano in pochi e confronto ai migliori al mondo non prendevo certo un abisso... Ma da essere a questo livello e pensare di poterla far diventare una professione ce ne passa ahah... Altrimenti l avrei fatto ovviamente

Tizio

Si, è questo il problema! Di dizionari ed enciclopedie ce ne sono molte, ma non dovrebbero dare significati diversi alla stessa parole. Io dicevo solo che, per il sentire comune e anche per alcuni illustri esperti nonchè per alcuni dizionari lo sport è un qualcosa dove l'attività fisica ha la prevalenza sul resto. Non sto dicendo che questa concezione sia corretta: c'è chi sostiene un'idea e chi un altra. Sto dicendo che la discussione è in corso ed è viva. Ripeto, forse è il momento di rivedere la definizione di sport, magari confermandone la concezzione passata o magari adeguandola, io questo non lo.
Una mia personalissima opione è che queste attività andrebbero categorizzate a se, definendole per bene, creando per esempio sport ed e-sport.
Però converrai con me che, per atleta, oggi la questione è ancora più delicata. Se per la parola "sport" il dibattito è accesso, per la parola "atleta" lo è decisamente meno..

Stech1987

sarebbe un interessante confronto!

Stech1987

E ti dico che sbagli: è esattamente quel che fa invece. Perché percepire un tricheco di 300kg come "normale" o "un po' grosso" non fa bene a lui, e non fa bene agli altri, che man mano entreranno nell'ottica che "non c'è niente di male".

E se fosse solo una cosa estetica sarebbe vero: questione di gusti! Del resto la Venere di Willendorf non era un fuscello, e non rispondeva affatto ai nostri canoni di bellezza, quindi inutile parlare di bellezza "oggettiva".

Il problema è che non è così: i danni per la salute sono variegati e diffusi.

Le "modelle curvy" sono un pessimo esempio tanto quanto le modelle anoressiche, e in alcuni casi anche peggio, visto che statisticamente ci son più obesi che anoressici, e quindi più gente che subisce questa distorsione della realtà e la abbraccia.

Negare che la terra sia tonda non la rende piatta. Negare che un ciccione sia un ciccione non lo rende un atleta.

Ovvio non sto dicendo che sia meglio l'atteggiamento denigratorio, ma da lì al giustificare o addirittura promuovere qualsiasi cosa ne passa.

ProseccoDoc

Piloti e neanche sanno mettere in folle una moto! Ma dai! Che siete degli opportunisti e che avete fiutato L affare è vero

LoneWolf®

Eh non avevo capito il tono, pardon!

Fabio

"Non è che si incentivi l'obesità..."

Alucard

Guarda che sono d'accordo con te, era solo una battuta..tutto qua

L0RE15

è riconosciuto come sport dal CIO ma non è inserito nei Giochi Olimpici. Forse, e ripeto, forse, lo sarà ma non prima del 2028. Quindi, attualmente, non è uno "sport olimpico".

Leon

Non ho mai detto di essere più bravo di qualcun'altro
Se mi parli di motogp penso di non essere scarso per quanto giocavo fino a qualche anno fa e sui forum ci si scambiava i tempi.. e mi risulta fossi uno dei più rapidi, presi anche i temponi di un tipo molto veloce che metteva i propri video su youtube.. e settando la moto son riuscito ad essere più rapido.. non con poche difficoltà.
E comunque non saprei nemmeno da dove cominciare per iscrivermi e tutto..
In secondo luogo ad oggi mi manca l'hw necessario

met

Io non sono sceso nell'ambito del fatto se sia sport o meno, se uno che lo pratica sia un atleta o meno...dico solo che da spettatore, pur amando i videogiochi, vedere qualcun'altro videogiocare non abbia alcun senso ne interesse.. Ma è un parere personale, le migliaia di persone che seguono le dirette su Twitch dimostrano che mi sbaglio :D

LoneWolf®

Ma che discorsi fai? Purtroppo gli imbecilli esistono dappertutto. O ti sei già dimenticato cosa è successo recentemente al torneo di Madden in Florida?

capawht

Chi la pensa così, continuerà a farlo anche se ti classificano come sportivo. Non è la definizione che cambia quello che sei o quello che altri pensano.
Se qualcuno è così stupido da pensare che gamer = sfigato sono problemi suoi.

Lele Prozac

certo,dimostralo sul campo allora,se ti consideri più bravo di loro presentati,vedrai come ti pagano anche a te

Lele Prozac

il tiro con l'arco è uno sport?la carabina invece?

Ungarus

Qyesta mi ha fatto sorridere!

Stech1987

Sì ma nessuno si è mai sognato di proporre che le stesse vengano svolte nel contesto dei giochi olimpici. Si chiamano così unicamente perché è una competizione su scala nazionale, e han deciso un nome altisonante. Non c'entrano nulla con le olimpiadi vere e proprie, né hanno l'arroganza di c'entrarci qualcosa, contrariamente agli e-diots

Ansem The Seeker Of Darkness

Onestamente la forza necessaria per sparare con un'arma la ha chiunque. Che serva tecnica é ovvio, ma se non hai la forza per tenere su una pistola vuol dire che non hai nemmeno mezzo muscolo

Leon

Caxxarola!
Io però son pure super saiyan!
Chi la spunterà? xD

Andreino

Anche io se mi faccio una sega sono un pornoattore dai.

Alucard

tutto giusto e poi dove lo trovi in un videogioco un Fenati che ti tira la leva del freno ai 220 km/H???

Andreino

Anche io se mi faccio una sega sono un pornoattore dai

Alucard

Tanto di cappello al tuo commento, ti quoto al 100%

Alucard

Videogiocatori professionisti si, senza dubbio.

Sportivi non mi sembra un termine adeguato.
Poi sul fatto di seguire le gare o gli incontri, per me stendo un velo pietoso....già è una rottura guardare un altro che gioca, poi nel caso di moto gp 2018 devo dire da appassionato di moto che è inguardabile.

Stech1987

Perché gamer sa di sfigato, con la dicitura "sportivo" puntano a un po' di figa

Stech1987

sfigato: io son pure jedi!

Stech1987

Sugli scacchi posso darti ragione, ma il tiro al piattello e in generare sparare con un'arma da fuoco non è così banale come si potrebbe pensare.. Anche solo il peso dell'arma ed il rinculo implicano una certa dose di forza e/o di tecnica perché la cosa sia gestibile

Leon

lo sport è una cosa, videogiocare anche se a livello competitivo un'altra

Chirurgo Plastico

Se ci pensi non è un'ipotesi remota, ovvio che se gioco tutto il giorno invece di lavorare divento bravo, forse anche un top player ;)

tommaso

in effetti ho visto un sacco di fisici atletici... ma per favore!

LordRed

Scusate ma il titolo fa ridere.
Personalmente mi fa ottenere l'effetto contrario

Francy2040

D'accordo, sono richiesti allenamento , serietà e concentrazione ; ma guidare una moto realmente è ben diverso da "guidarla" in un videogioco

Ungarus

So benissimo che sono persone che si ALLENANO 12ore al giorno. Non sono stupido e/o ignorante come credi.

Anche un pianista suona 12h al giorno per esser tale ma nessuno lo ha mai chiamato altela, anche un pianista può competere e puo chiamare a se un pubblico che veda la competizione.

Parliamoci chiaro, qui qualcuno sta accontentando i capricci di gente che ha buttato la vita davanti al pc. Un senso patetico di rivalsa personale nel sentirsi chiamati atleti.
La loro unica fortuna e che qualcuno ha casualmente scoperto anni fa che quest'attività interesseva un publico gigantesco. Poi qualcun'altro ha fiutato l'affare e si é inventato gli esport.

Fabios112

Pensala come vuoi.

Fabios112

Ahahaha

Fabios112

Guarda che essere un pro player di esport non vuol dire giocare 12h al giorno, si vede che dimostri la tua ignoranza ad ogni commento. Informati meglio e basta, sono molto più seguiti di un atleta (che tu definisci "normale") e fanno molta più attività fisica di quanto pensi.

Ungarus

Facciamo che non ce nulla di cui parlare apparte il tuo patetico tentativo di convincere il mondo intero che passare 12h davanti alla tv debba essere una disciplina olimpionica.

Ungarus

Che tuo fratello compete negli esports?

Ungarus

Ohhh aspetta che mi tiro subito un seg4

Ungarus

É un business, ancor prima di essere uno sport!!

Ungarus

Qualunque attivitá puo essere fatta dalla mattina alla sera, in modo ossessivo, per questo siamo tutti atleti?
Ma piantatela la veritá é che nel mondo dei videogame ci sono tanti mocciosi disposti a spendere i soldi del papi per seguire un altro mezzo ritardat0 giocare a minercraft.
Questo qualcuno l'ha capito da tempo e ci ha tirato su un business.

Adesso tenere il pad in mano significa essere un atleta, vi meritata tutta la merd4 che questa società sta producendo negl'ultimi 60 anni.

Ungarus

La tua concezione di sport sarebbe qualunque attivitá con un pubblico sufficientemente alto?
Andiamo bene! In barba a tutti i veri atleti!

brighton123

Sì sì chiaro. Infatti io sarei d'accordo con la creazione di delle eOlimpiadi che allora nascerebbero con un inquadramento e un intento diverso rispetto a quelle classiche

Fabios112

Meglio che non esistono gare organizzate da enti superiori, si risparmia in soldi e corruzione. Tanto di guadagnato.

Fabios112

Vabbè parlare con babb3i retrogradi è inutile e deleterio.

capawht

No ma figurati, ho pure posto il dubbio che magari in Italia la definizione sia come dici tu. Sui siti non c'è traccia, ma ripeto può essere.
Sugli atleti ok, non provinciale. Ma io che faccio sport a livello agonistico e arrivo sul podio alle nazionali, quindi sono eligibile per la convocazione olimpica (esattamente come gli sport citati che sono esigibili per le olimpiadi). Secondo me finché non vengo convocato e partecipo alle olimpiadi non sono un atleta olimpico. Tutto qui.

Tony

ahahahah quante str0nzate

Tony

definizione di sicuro non la tua da bimb0minkia

Tony

campionati è un parolone, è solo una gara organizzata dalla casa madre di quella str0nzata di videogioco

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