Pc-Smartphone o Smartphone-PC? Il Sacro Graal della convergenza #prospettive

09 Luglio 2018 314

Un paio di settimane fa, in occasione dell’edizione di Shanghai del Mobile World Congress, Huawei ha presentato Cloud PC. È un’applicazione che trasforma P20 Pro e Mate 10 Pro in un PC Windows grazie ad una soluzione in streaming. Il sistema operativo, in altre parole, non gira direttamente sul dispositivo, ma su un server remoto.

Gli schermi degli smartphone sono troppo piccoli per poter utilizzare a dovere il sistema operativo di Microsoft, ma basta collegare il dispositivo ad un monitor con un adattatore HDMI, accoppiare un mouse e una tastiera bluetooth, ed ecco pronto un PC a tutti gli effetti. Ci sono tuttavia limiti prestazionali legati alla velocità della connessione di rete e alla vicinanza fisica con i datacenter che ospitano le virtualizzazioni del sistema operativo. Cloud PC funzionerà probabilmente in abbonamento e inizialmente sarà disponibile soltanto in Cina.

Quella di Huawei è una delle tante declinazioni di un concetto che i produttori esplorano già da qualche anno: la convergenza fra gli smartphone e i Personal Computer. Eppure, nonostante la potenza dei dispositivi mobili di fascia alta sia già sufficiente - almeno sulla carta - per far girare sistemi operativi desktop, la diffusione commerciale di soluzioni smartphone-PC capaci di fare concorrenza ai laptop rimane una chimera.

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Android a tutto schermo

Se ci si accontenta di trasformare lo smartphone in un computer Android le soluzioni commerciali già ci sono. Il prodotto più noto, in questo segmento, è il Samsung DeX, un dock che trasforma i dispositivi di punta del produttore coreano in mini-computer capaci di controllare uno schermo di grandi dimensioni. L’ultima versione del dock, il DeXPad, trasforma lo smartphone in un touchpad con cui controllare il cursore sullo display (con buona pace dell’ergonomia del polso).

La stessa Huawei offre qualcosa di simile sui suoi flagship di ultima generazione. La EMUI di Mate 10 Pro e degli ultimi P20 include infatti un PC Mode (conosciuto da qualcuno, usato quasi da nessuno), che funziona in maniera simile al DeX di Samsung con un semplice adattatore da HDMI a USB tipo C.

Soluzioni interessanti, che affascinano i nerd e i giornalisti tecnologici (categorie che spesso coincidono), ma che faticano ad affermarsi sul mercato. Del resto per guardare foto e video sullo schermo grande di un televisore ci sono metodi più convenienti che non richiedono la connessione via cavo, mentre chi vuole aumentare la propria produttività difficilmente rinuncerà all’uso di un laptop su cui gira un’edizione completa di Windows 10 Pro e su cui sono installate versioni complete delle applicazioni da ufficio, non un loro surrogato per dispositivi mobili.

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UX e UI sono importanti

L’altro grande problema irrisolto è quello della UX, l’esperienza utente. Android è un sistema operativo ottimizzato per dispositivi mobili, con display touch dalle dimensioni ridotte. Se lo si porta su uno schermo grande e si prova a controllarlo con mouse e tastiera i limiti di questo approccio alla convergenza diventano evidenti.

Applicazioni pensate per le proporzioni di uno smartphone appaiono completamente fuori scala (salvo rari casi di app ottimizzate per le varie modalità PC) e le modalità di interazione tramite mouse e tastiera appaiono inadatte all’uso produttivo del software. Certo, si può navigare, leggere articoli, accedere a YouTube o guardare Netflix. Tutte funzioni che attengono però alla fruizione dei contenuti, più che alla loro creazione.

Il DeX di Samsung e il PC Mode della EMUI di Huawei, in altre parole, rimangono soluzioni in cerca di un problema che forse non c’è. Di sicuro, quel che manca è la domanda. Il professionista o l’appassionato non comprano uno smartphone per risolvere in un colpo solo tutte le proprie necessità informatiche. Allo stesso tempo, l’utente medio a cui basta uno smartphone per le piccole operazioni importanti (controllare il conto in banca, firmare un PDF, accedere a internet, leggere e inviare email e messaggi) ha tutto quel che gli serve nel palmo della mano, senza bisogno di collegare il proprio dispositivo ad uno schermo esterno.

Il Sacro Graal della convergenza continua ad attirare le risorse dei produttori nonostante un cammino costellato di fallimenti e idee bocciate dal mercato. Un paio di anni fa ci aveva provato anche Canonical, l’azienda sudafricana che sviluppa Ubuntu Linux, con il progetto Unity8 per la creazione di uno smartphone PC basato su una versione ibrida del noto sistema operativo open source. Nonostante l’entusiasmo del CEO Mark Shuttleworth, grande promotore del concetto di convergenza fra dispositivi, l’idea non riscontrò il favore del pubblico e l’iniziativa fu abbandonata dopo circa un anno e mezzo dall’annuncio.

“Nella mia visione, considerando la convergenza come il futuro (del computing), se fossimo riusciti a proporla al pubblico nell’ambito del free software allora tale proposta sarebbe stata apprezza dalla community degli sviluppatori e dall’industria tecnologica, dove c’è frustrazione per le attuali soluzioni chiuse disponibili per i produttori”, scriveva Shuttleworth nell’annunciare la chiusura del progetto. “Mi sbagliavo su tutta la linea”.

Il successo dell'iPad Pro

Ad oggi l’unico dispositivo che è riuscito a unire con qualche grado di successo le due anime del computing desktop e mobile è l’iPad Pro. Qualcuno dirà subito: “ma non è un PC!”. È vero, ed è esattamente questo il punto. Non bastano un adattatore, un monitor e qualche ritocco al software per tradurre un modello di interazione in un altro. Apple non vende l’iPad come un PC, né installerà mai macOS su suoi tablet.

L’iPad Pro può al massimo sfruttare alcune funzionalità specifiche di iOS per massimizzare l’usabilità, mentre per la produttività esistono applicazioni dedicate, sviluppate appositamente per il dispositivo. Apple, a differenza dei produttori concorrenti, può controllare hardware e software, nonché l’accesso alla piattaforma e dunque spingere per una filosofia di sviluppo unificata secondo linee guida di usabilità stabilite a priori. Non a tutti piace l’approccio Pro dell’iPad (e si può discutere sulla possibilità effettiva di lavorare solo su un’iPad—io ad esempio credo di no) ma è innegabile che la risposta del mercato sia positiva: c’è una parte di utenza che riesce a usare con successo il proprio tablet Apple di fascia alta "to get things done", come direbbero gli americani. È un dato di fatto.

Forte di questo vantaggio, l’azienda di Cupertino sta lavorando ad un progetto speciale, nome in codice Marzipan, che permetterà agli sviluppatori di integrare in un unico pacchetto le versioni per iOS e macOS di un’applicazione. È una scelta di convenienza per gli sviluppatori, ma anche l’indizio di possibili novità hardware all’orizzonte.

Cosa impedisce infatti ad Apple di sfruttare un’esperienza decennale nella produzione di processori mobile per creare un vero ibrido, un computer con un processore della serie “A” con architettura ARM, compatibile allo stesso tempo con macOS e iOS? La risposta è “la cautela”, per adesso, visto che una transizione di questo livello è complessa e piena di insidie. Un simile dispositivo avrebbe dalla sua il vantaggio architetturale di un processore pensato per l’efficienza energetica, ma dovrebbe risolvere comunque numerose problematiche legate alla UI e alla UX.

La risposta di Microsoft

Mentre Cupertino sperimenta in gran segreto, Microsoft propone idee simili per il futuro dei laptop, ma alla luce del sole. L’iniziativa si chiama ACPC, Always Connected PC, ed è una visione integrata per computer portatili sempre connessi alla rete mobile e dotati di batterie capaci di durare ore. L’alleato più forte di Redmond in questa impresa è nientemeno che Qualcomm, produttore di chip che deve la sua fortuna alla rivoluzione degli smartphone.

I primi tentativi di portare Windows su architettura ARM (e dunque su processori della serie Snapdragon) risalgono a qualche anno fa e oggi ci sono già i primi dispositivi. Per ora sono tre e li producono HP, Asus e Lenovo. Proprio qualche giorno fa, a Londra, Qualcomm ci ha fatto provare uno di questi “laptop”, l’HP Envy X2. È un convertibile 2-in-1 con tastiera ad aggancio magnetico, già noto in una versione con processore Intel. Un buon laptop-tablet, con Windows 10S (di serie, aggiornabile a Windows 10 Pro), che ha dalla sua due caratteristiche fondamentali: la connessione LTE integrata e una batteria che, in condizioni ottimali, dura più di 20 ore. Al suo interno c’è uno Snapdragon 835, lo stesso SoC degli smartphone di fascia alta del 2017.


Una macchina interessante, ma con un problema fondamentale: le prestazioni. Anche in questo caso il dispositivo si può usare a scopo di fruizione di contenuti, e poco più. Si può editare qualche foglio di calcolo su Excel, un documento su Word, navigare su Internet in mobilità con il browser Edge.

Se Windows gira in formato nativo sul processore, infatti, quasi tutte le altre applicazioni sono riprodotte in emulazione. Una soluzione sufficiente per le app meno avide di risorse, ma che rende pressoché impossibile l’uso del computer per il fotoritocco, il montaggio video o altre funzioni che, ad oggi, un normale PC portatile Intel di fascia media riuscirebbe a garantire senza problemi. Ciò nonostante, è chiaro che questi dispositivi rappresentano un primo interessante passo verso un futuro in cui anche il nostro laptop potrà raggiungere l’autonomia dello smartphone che portiamo in tasca.

Quanto ai compromessi prestazionali, Qualcomm ha già pronto lo Snapdragon 850, un SoC progettato esclusivamente per prodotti Windows che integra un SDK per lo sviluppo di applicazioni native. I primi dispositivi, a detta dell’azienda, saranno disponibili entro la fine dell’anno o per il primo trimestre del 2019. Nonostante la maturità sia ancora lontana, la promessa e la “value proposition” di questi computer sono allettanti. Saranno dispositivi nuovi, che per quanto tecnicamente ibridi non sovvertiranno l’approccio alla UX del prodotto, non avranno bisogno di aggeggi e accessori per trasformarsi in un finto desktop e, soprattutto, daranno finalmente un senso alla parola convergenza.

Andrea Nepori è un giornalista freelance esperto di tecnologia e culture digitali.
Scrive per La Stampa e Rivista Studio. Vive a Berlino.
È suddito, suo malgrado, di quasi tutti gli “imperi per l’alterazione del comportamento”, altresì detti social network, ma preferisce questi due:

Twitter: @andreanepori
Instagram: @andreanepori

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Commenti

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LionheartV80 © - Gamer

Basta prendere da esempio il Purism Librem 5.

IlJallu

Gark pienamente d'accordo... non trovo il senso di avere uno smartphone da usare come pc se per farlo devo avere una postazione fissa, mi trovo meglio ad avere un portatile che ha già tutto il necessario e lo posso usare ovunque.
Gli ultimi portatili sono comodissimi (per lavoro ho un thinkpad da 13), leggeri e con una buona durata della batteria il vero step, la vera ricerca, sta nello sviluppo di batterie con nuove tecnologie con maggiore potenza a parità di peso e volume.

mauro morichetta

Non in tutti i device che io sappia ma potrei sbagliarmi.

Luca C.

Sì ma il cuore del sistema operativo che la fa funzionare è il medesimo

Max

Naturalmente se entri in pieno nel ecosistema Apple sfrutti tutte le peculiarità di condivisione presenti, ed aumenta la comodità. Ma questo non impedisce di usare un iPad e un telefono Android (in questo momento ti sto scrivendo da un Honor 9).
Non è questione di meglio o peggio ma solo di qualche scomodità in più in fase di condivisione file. Se usi servizi cross platform (esempio goggle drive, onedrive o Dropbox) la cosa funziona lo stesso.

Max

Il mio iPad Pro costa come un Surface quindi il tuo discorso fa ridere. Solo che il mio iPad Pro fa il tablet in modo eccellente e non vuole fare il notebook.
La tua ciofeca Microsoft vuole fare il Tablet (ed è mediocre) e vuole fare il notebook (mediocre pure lì).

Luca C.

Eh? Non credi che l'Xbox sia comunque uno sprone per l'arrivo di app multimediali ecc?

Mauro79sisonoio

Office è molto meglio su ipad che su tablet Android ma meno completo che su Windows. Diciamo implementato perfettamente per il touch. L'unica cosa che manca a non avere iphon è sincronizzare tutti i programmi e i loro backup su icloud

Mauro79sisonoio

Prima di ipad pro ho sempre avuto windows e il surface 4 l'ho tenuto tre settimane. L'unico programma usabile per scrivere è one note che è sia completo ma anche limitato allo stesso tempo. Su ipad molta più scelta di programmi per Pencil

alfazefirus

Come hai fatto a interpretare "monitor e una dock station" con l'utilizzo dello "schermino" dello smartphone? No davvero, sono curioso.

Francesco

quoto, tablet con penna >> laptop

Francesco

il mobile sarà sempre limitato nel traffico e soggetto a congestione

Francesco

certo la navigazione su uno schermino è uguale uguale a un bel PC fisso con doppio monitor da 32 pollici, mouse e tastiera con tasti funzione su una bella scrivania grande

Francesco

puoi tranquillamente collegare mouse e tastiera usb a un android, forse anche bluetooth

l'uscita video c'è già

M3r71n0

Ma quale concorrenza. Al massimo posso indirizzarlo verso le risorse migliori senza dover star li a girare e valutare. XD XD XD
(Ovvio, si fa per catseggiare)

Vash

viene a dire a te (la concorrenza) quello che fa sul picci'.. ma mi faccia il piacere... ^.^ (sto trolleggiando sia chiaro)

M3r71n0

E dove starebbe il problema a dirmelo, scusa.

se fosse utile a molti sarebbe più apprezzato e ciò porterebbe ad una maggiore diffusione

mauro morichetta

La potenza degli smartphone pareggia quasi la potenza dei portatili medio gamma, per questo basterebbe l'uscita video mouse e tastiera, la maggior parte degli utenti avrà solo benefici quando faranno una operazione del genere come ha fatto Samsung sull'idea di Canonical. Il mio caro Pinguino è sempre avanti hahahahaha

pietro

Ma di cosa stiamo parlando di grazia?

Vash

e certo perkè mo' ti viene a dire che lo usa per i pornazzi in mobilità o per i traffici illeciti sul deep web, mica scemo il figlio scusa....

Luca C.

Ah, questo senza contare l'ecosistema Xbox che è un'ulteriore spinta alla crescita

Luca C.

Non si tratta di dimenticare il recente passato. Ora le basi sembrano esserci ed il discorso è diverso. Windows 10 Mobile è cresciuto in un periodo di transizione e cambiamento per Microsoft. In questo momento è nell'ultimo anno lo Store, grazie alla forza che ha Windows nel desktop, sta crescendo e popolandosi di applicazioni che sono utilizzate soprattutto su mobile; altre ne arriveranno, come si vocifera la UWA di WhatsApp, PWA ecc. Una volta messa a punto un'interazione touch friendly di Windows 10 non pensi che ci sarebbero un bel po' di persone, anche solo per il discorso integrazione con il PC, quantomeno interessate ad un nuovo fantomatico dispositivo mobile? Dico appunto che Microsoft è avvantaggiata perché può permettersi di far crescere lo Store di app che si usano prevalentemente su smartphone facendo leva esclusivamente sulla sua forza nel desktop.

Luca C.

Non è questione di dimenticare il recente passato. Le condizioni ora ci sono anche. Già pare che Microsoft stia lavorando a stretto contatto con WhatsApp per fare una UWP. Le app principali ci sono, le PWA arriveranno, una base solida si sta creando. Non credi che se presentassero veramente un dispositivo con un Windows 10 touch friendly ci sarebbero un bel po' di persone quantomeno incuriosite anche solo per il discorso integrazione con il PC (che al momento solo Apple riesce ad offrire)? Stanno sfruttando la loro forza nel desktop per creare un nucleo di applicazioni fatte bene e che funzioneranno anche su un dispositivo mobile per via della loro architettura. Per questo dico che è la più avvantaggiata, perché può permettersi di far crescere lo Store anche senza avere al momento presenza nel mobile.

pietro

Dimentichi il recente passato a quanto pare

000

Va beh mi pare che l'arrabbiatura non ti fa neanche capire cosa stavo dicendo

Luca C.

Sì ma credo sia più abbordabile l'entrata nel mobile di Microsoft che quella di Apple e Google nel desktop sinceramente (soprattutto se si considera il settore business)

IlRompiscatole

Ecco perchè quando mi chiedono consiglio per un Laptop gli dico sempre "quello che costa meno", tanto alla fine il massimo sarà andare su Facebook e qualche Mail, esattamente quello fanno la maggioranza delle persone che acquistano uno Smartphone di fascia alta.

Ibrido vuol dire connubio di due cose diverse, quindi va bene lo stesso visto che la frase l'hai capita

Jova

si lamentano del surface pro solo chi non può permetterselo (per il prezzo alto) e in fan apple

Luigi

il 5g pare prometta latenze miracolose

Yuto Arrapato

Ecosistema Apple Vs iPad più andorid
che differenze ci sono cosa meglio cosa peggio e in cosa

pietro

Ma hanno i sistemi mobili più diffusi al mondo, a differenza di ms.

È una specie di ruba bandiera

Luca C.

Google potrebbe farcela, ma non so quanto possa rendere adattabile Android

Luca C.

Sì ma giusto un piccolo dettaglio: non hanno il sistema desktop più diffuso al mondo sia in ambito consumer che business

Dwarven Defender

Decisamente iPad con Apple Pencil, per la scrittura è decisamente migliore ed il supporto sarà molto più duraturo su ipad. Se poi hai un dispositivo samsung hai una migliore integrazione tra i due dispositivi ma scegliere il Tab S3 potrebbe essere utile unicamente per questo motivo

Ezio

Per me invece il concetto stesso di "2in1" è ricoperto maggiormente dal Surface book

Zeta

lui spara cacate e io rispondo, l'italiano è un optional dalle tue parti

Zeta

sai leggere? mi sa' di no, sei il solito tuttologo da blog apple, ma vai vai e fatti una vita

Zeta

ma cosa ne sai tu tuttologo, è lui che parla male di un prodotto che non ha mai visto io il tuo amato brand non l'ho nemmeno nominato, fatti una vita pagliaccio

codec

perche parli mali di surface che probabilmente nemmeno hai provato, elogia il tuo giocattolo ma astieniti dal resto

codec

non capisci nemmeno l'italiano ?

codec

impara a leggere

qandrav

:(

Adriano

Di più!

ZioGrimmy

A parte i giocatori, i fotografi, i montatori video, la stragrandissima maggioranza di persone il pc lo usa per: mail, ricerche, navigazione, facebook, scrivere articoli/recensioni, giochini ridicoli, micro-fotomontaggi, fine. Tutte cose che uno smartphone di oggi fa benissimo. Tra un paio d'anni uno smartphone tra i 200 e 300 euro avrà la potenza che oggi ha un s9, di conseguenza perchè spendere 400-600 euro per un notebook che fa le stesse cose di uno smartphone ma che consuma di più e ha molta meno autonomia quando bastano un monitor e una dock station per fare le stesse cose?
Vedremo quanto mi sbaglierò, ma credo molto poco.

Gark121

Che sarà comunque basata su quel concetto, e quindi continuerà ad avere un Tablet che non è un Tablet e a non essere un notebook normale.
Se lo scopo è un 2in1 da usare anche come tablet, sempre facendo finta che ciò sia realmente possibile, cosa che non è, è comunque meglio un prodotto della famiglia "pro" piuttosto che della famiglia "book"

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