Telegram simbolo della Digital Resistance contro la censura #prospettive

05 Maggio 2018 243


Con questo articolo continuiamo la rubrica #prospettive, un nuovo spazio giornalistico con cui vogliamo offrirvi uno sguardo d’insieme sui grandi temi del mondo digitale e connesso. Un’opinione esterna sulla tecnologia e sul suo impatto sulla società al netto delle specifiche e dei dettagli tecnici. Per unire quei puntini che, se osservati singolarmente e solo da vicino, non rivelano l’immagine nella sua interezza. Niccolò

Domenica 29 aprile dodicimila persone sono scese in strada nel centro di Mosca e alle sette di sera, ora locale, hanno lanciato in aria migliaia di aerei di carta. Lo stesso hanno fatto, in contemporanea, i loro connazionali di altre città russe. Non era un flash mob per appassionati di origami, ma la pacifica dimostrazione indetta da Pavel Durov, il fondatore di Telegram, per protestare contro il tentativo di blocco dell’app di messaggistica in Russia.

Le autorità di Mosca hanno preso di mira il servizio dopo il rifiuto di consegnare le chiavi crittografiche che avrebbero permesso ai censori del Cremlino di controllare messaggi e contenuti, una misura imposta da una legge antiterrorismo approvata nel 2016. La prima mossa contro Telegram, a metà aprile di quest’anno, è stato l’obbligo di rimozione dell’app dal Google Play Store e dell’App Store di Apple. La richiesta non ha limitato l’uso del servizio, però, e le autorità russe hanno proceduto ad un passo ulteriore, con il blocco di milioni di IP collegati al servizio.


Incompetenza di stato

Ed è qui che le cose hanno cominciato a farsi interessanti. Per due motivi: da una parte perché è diventato chiarissimo l’intento censorio nei confronti di Telegram, dall’altra perché le scelte dell’ente russo preposto al controllo delle comunicazioni digitali, il Roskomnadzor, ne hanno messo in luce la grave incompetenza tecnica. Il Roskomnadzor non ha il potere di bloccare direttamente un servizio,” ha spiegato Tanya Lokot, assistente all’università di Dublino ed esperta cremlinologa, in un’intervista a Slate. “Non hanno il controllo delle leve di ciò che viene o non viene bloccato. Il problema è che controllano la blacklist. Decidono cosa finisce in quel registro, ed è in questo modo che poi avvengono i blocchi. Aggiungono un URL o un IP alla lista e tutti i provider Internet russi aggiornano regolarmente i propri filtri in base a ciò che si trova in quel registro”.

Per provare a bloccare fisicamente l’uso di Telegram, nelle scorse settimane l’ente ha iniziato a inserire nella blacklist milioni di IP collegati al servizio, con risultati disastrosi: il 23 aprile nel registro della censura sono finiti anche servizi che condividono (inconsapevolmente) alcuni server con l’app di messaggistica, compresi 118 IP legati a Google. Il motore di ricerca ha smesso di funzionare per una larga parte dell’utenza russa, così come YouTube e altre proprietà web di Mountain View. Anche il servizio ReCaptcha ha avuto seri problemi che si sono propagati sugli e-commerce e sui siti di altre compagnie. L’ente russo che gestisce le assicurazioni per i motoveicoli, ad esempio, ha visto crollare le vendite online di polizze di terze parti, proprio perché la verifica con il captcha di Google aveva smesso improvvisamente di funzionare.

L’apoteosi si è raggiunta venerdì scorso, 27 aprile, quando per un paio d’ore nella blacklist sono finiti gli indirizzi IP di Yandex (un social network russo), Facebook, Twitter, Yahoo e Liveinternet. Il Roskomnadzor li ha poi rapidamente rimossi, confermando l’operazione ma negando goffamente qualsivoglia intento censorio.

Vladislav Zdolnikov, consulente IT presso la Anti-Corruption Foundation, ha spiegato a Meduza che le giustificazioni del Roskomnadzor non stanno in piedi, perché l’aggiunta di un indirizzo in quel registro è senza alcun dubbio il mezzo con cui l’ente procede a richiedere formalmente il blocco di un IP.

“C’è un computer al Roskomnadzor collegato ad un dispositivo su cui gira Telegram e questo computer intercetta tutte le comunicazioni tra l’app e qualsiasi indirizzo, bloccando automaticamente quegli IP”, ha spiegato Zdolnikov. “Sospetto che qualche altro dispositivo sia stato connesso a quel computer e che qualcuno al Roskomnadzor lo abbia usato per accedere ad Internet; il computer ha bloccato qualsiasi IP a cui il dispositivo ha avuto accesso. Credo che questo sia più o meno il livello di competenza dei dipendenti del Roskomnadzor”.

L’altra ipotesi, dice ancora Zdolnikov, è quella di un sabotaggio interno, ad opera di qualche dipendente più preparato della media che ha voluto contribuire a peggiorare la già pessima reputazione dell’ente di censori per cui lavora.

Perché proprio Telegram?

Indipendentemente dall’incompetenza tecnica con cui mette in pratica la propria agenda, è chiaro che il Roskomnadzor ha preso di mira Telegram ed è disposto a passare da zimbello tecnologico pur di riuscire a bloccare l’app di messaggistica sul territorio russo. Eppure Telegram non è l’unico servizio che non rispetta la legge sull’antiterrorismo e non consegna le sue chiavi crittografiche al Cremlino. E allora perché le autorità di Mosca hanno preso di mira proprio il servizio di Durov?

Uno degli elementi che pare motivare questo accanimento è proprio la figura del fondatore. Pavel Durov, 33 anni, ha creato Telegram con l’esplicito intento di sfidare il controllo delle autorità governative - anche quelle Russe, ma non solo - in seguito alla rivelazioni di Edward Snowden. L’imprenditore è diventato ricco grazie alla creazione di VKontakte, il social network russo per antonomasia, clone di Facebook molto più popolare in Russia rispetto all’originale di Menlo Park.

Nel 2014 Durov ha “deciso” di lasciare il paese, quando venuto meno l’allineamento fra i suoi suoi principi (e i suoi interessi) e quelli di Vladimir Putin, è stato licenziato da CEO del suo social network e ne ha venduto le quote (circa il 12%) al CEO dell’operatore Megafon, Ivan Tavrin. Il fondatore se ne è andato con più di 300 milioni di dollari in banca è si è comprato un passaporto di St. Kitts and Nevis con un contributo di 250.000 all’industria dello zucchero della nazione caraibica. Non ha dimora fissa, ma ultimamente è di stanza a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti.

Durov rispecchia, per certi versi, la figura del tipico oligarca russo in esilio, anche se la sua ricchezza è frutto del suo genio informatico e non della fortuna di aver stretto le amicizie giuste fra gli anni ’90 e i primi 2000. È russo, certo, ma a causa del suo passato e di certe dichiarazioni scottanti non gode di particolare popolarità presso le autorità di Mosca.

L’altro aspetto fondamentale per capire l’accanimento di Mosca contro Telegram è la natura della piattaforma. Rispetto a Whatsapp o Signal, Telegram integra funzionalità social molto usate. I canali dell’applicazione, ad esempio, sono perfetti per condividere - senza il rischio di essere scoperti - ogni tipo di contenuto. Compresi quelli pirata o pedopornografici, tanto da convincere anche Apple, qualche tempo fa, a sospendere temporaneamente l’applicazione sugli App Store di mezzo mondo. In Russia i canali di Telegram sono utilizzati anche per condividere notizie e opinioni politiche che le autorità di Mosca vorrebbero controllare e censurare.

“Sono riusciti a creare questo luogo per il dibattito politico. [Su Telegram] vengono condivisi e discussi moltissimi contenuti legati alle notizie”, ha spiegato, sempre a Slate, Tanya Lokot. “Penso insomma che abbia questo ruolo di spazio elitario e politico, che in molti vedono come protetto perché il servizio insiste molto sul fatto che tutte le comunicazioni sono criptate end-to-end. Ci sono molti account popolari che condividono notizie politiche. Alcuni di questi sostengono addirittura di essere insider del Cremlino. Fanno uscire spesso indiscrezioni e forniscono commenti su cose che succedono all’interno del governo”.

C’è infine un terzo elemento, più tecnico, che potrebbe spiegare perché Mosca abbia preso di mira proprio Telegram. Mentre WhatsApp e Signal si basano su un protocollo di criptazione Open Source (il Signal Protocol, appunto, già TextSecure), il servizio di Durov adopera una soluzione proprietaria chiamata MTProto, la cui sicurezza è stata spesso messa in discussione dagli esperti del settore. È solo un’ipotesi, ma è possibile che questa caratteristica possa essere vista da Mosca come una debolezza, sia tecnica che di policy, su cui puntare per spianare la strada verso obiettivi più grandi.

Paladino (suo malgrado)

La foga con cui il Roskomnadzor ha provato e sta provando a bloccare Telegram si sta ritorcendo contro l’ente e il governo di Mosca. Bloccando per sbaglio servizi che nulla hanno a che fare con l’obiettivo strategico, i censori hanno finito per dare la stura a un malcontento generalizzato nella gestione dell’infrastruttura Internet da parte delle autorità russe. Telegram non ha molti utenti nel paese (solo il 7% dell’utenza globale, ha rivelato Durov) e in tanti non si sarebbero neppure accorti del blocco se non fosse stato per il pasticciaccio combinato dai censori incompetenti. Oltre a risvegliare un afflato libertario in migliaia di utenti, il Roskomnadzor si è messo contro tutto il gotha digitale russo.

“Non consideriamo accettabile questa situazione”, ha detto il capo delle pubbliche relazioni di Yandex, Ochir Mandzhikov. “La restrizione dell’accesso a servizi internet russi e globali danneggerà la RuNet (la comunità internet russa, in gergo nda). La carenza di apertura e competitività priva il paese della possibilità di competere sui mercati globali del futuro”.

Il Direttore Operativo di Vkontakte, Andrey Rogozov, ha fatto eco al collega parlando di “mancata comprensione dei principi alla base dell’Internet moderna”, mentre il capo del social network Odnoklassniki, Anton Fedchin, ha reiterato la necessità di soluzioni che non compromettano la stabilità di aziende che sono ormai “Internet-dependent” e necessità di una rete aperta per poter funzionare.

Pavel Durov, nel frattempo, è stato elevato dalla comunità internazionale a paladino della libertà di internet nel suo paese d’origine. Anche se in passato aveva dichiarato al Financial Times di considerarsi un semplice imprenditore e non “un filosofo o un politico”, di recente non ha esitato a vestire suo malgrado i panni del paladino della resistenza digitale.

Sul suo canale Telegram pubblica costanti aggiornamenti e, come nel caso della manifestazione di domenica 29 aprile, ha saputo invocare con successo l’intervento popolare per protestare contro le scelte di Mosca.
Nonostante la sua figura non rispecchi l’iconografia tradizionale del rivoluzionario - neppure di quelli dell’epoca digitale - Durov sembra avere intenzioni sincere, come sembrano confermare le sue donazioni “alla causa”.

“Per supportare la libertà di Internet in Russia e altrove ho iniziato a donare Bitcoin a soggetti e aziende che fanno girare proxy e VPN socks5”, ha scritto in un messaggio del 17 aprile, il giorno dopo i primi blocchi di IP da parte del Roskomnadzor. “Sono felice di donare milioni di dollari a questa causa quest’anno, e spero che altri faranno altrettanto. Io la chiamo Digital Resistance: un movimento decentralizzato che si batte per le libertà digitali e per il progresso a livello globale”.

L'autore

Andrea Nepori è un giornalista freelance esperto di tecnologia e culture digitali.
Scrive per La Stampa, HD Blog e altre testate. Vive a Berlino.
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Telegram: Turing Club
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Commenti

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LastSnake

Si, certo, pero' e' anche vero che ormai era quasi diventata una norma "non scritta" quella di eleggere direttamente il presidente del consiglio, visto che per anni e' andata cosi'. La gente si era abituata cosi' prima del crack del 2011 e la nascita del governo monti, che ha distrutto questa consuetudine ufficiosa.

Maxim Castelli

Eh?

Maxim Castelli

Ancora. Non pretendo una cosa del genere.

alexhdkn

si ok, ma non puoi pretendere che in informatica tutti parlino italiano, non esiste

Maxim Castelli

Il punto non è che "non si può usare". Il punto è che tantissime volte si usano, non sapendo che c'è l'italiano. https://uploads.disquscdn.c...

alexhdkn

Perché non si può usare l'inglese per descrivere termini informatici?

Oliver Cervera

Guarda leggendo il suo nome penso sia un troll, oppure non essendo Italiano e quindi ha votato nel suo paese.

Oliver Cervera

Mi prendi in giro? Sei un troll o fai sul serio?

L'Italia è una democrazia indiretta (o rappresentativa), quindi al massimo si può parlare di "Camere" elette dal popolo. È il parlamento che "elegge" (dà la fiducia) al governo proposto dal partito/coalizione in maggioranza.
È sempre stato così, non sono stati di certo i lobbisti. Se non ti piace, cambia nazione.

Scommetto che hai votato 5Stelle alle ultime elezioni, per combattere i corrotti i collusi e i lobbisti, vero? :D

Oliver Cervera

Questo articolo è di spessore, complimenti

Maxim Castelli

Tantissimi utenti e scrittori di articoli.

alexhdkn

Chi ne sta abusando?

Porco Zio

Esatto , quello che mi ha deluso un po' è stato il fq , da loro non me lo aspettavo è invece mi ha sorpreso lo stesso articoletto in testa alla pagina .

Mattia Invictus Verdini

Non abiti in Italia allora

Georgi Mihaylov

cosa hai fumato? DOVE ABITO IO, ci sono elezioni specifiche per l'elezione del presidente... ci sono elezioni specifiche (del popolo,non del parlamento) dove si elegge il governo.

Mattia Invictus Verdini

Leggiti la costituzione, il popolo elegge il parlamento. Il presidente della repubblica incarica il parlamento di formare un governo. Il parlamento elegge il presidente della repubblica.
Quindi noi non eleggiamo ne il governo ne il presidente della repubblica.
Si chiama REPUBBLICA PARLAMENTARE.

Georgi Mihaylov

''e soprattutto di incompetenza diffusa nei ranghi di governo''

mauahahhaha SE LO DICE LEI !!! deve essere cosi

Georgi Mihaylov

quello che deve studiare,non sono io.
piu tosto, svegliati.

Lorenzo C.

E ALLORA LE FOIBE'?!?!?!"?1'23104ì20'9Q0U3TGH

Lorenzo C.

Ma vai a studiare, pirla

Georgi Mihaylov

mi censura i commenti

Georgi Mihaylov

il modo operandis è proprio quello de la propaganda (stampa)

complimenti ancora comunque sig.Andrea Nepori per avermi censurato il commento, in un articolo che parla di censura.

Georgi Mihaylov

incredibile mi è stato cancellato (censurato) il commento, ma presumo che scrivere che la russia banna telegram e cancellare un (mio) commento sgradito, non siano molto lontano le due cose. paradossale, se si guarda che questo articolo parla di censura!

ora riscrivo cosa ho scritto,

dal 2011 in italia ci sono governi illegali.

il governo monti è stato eletto dal popolo italiano? NO
il governo letta è stato eletto dal popolo italiano? NO
il governo renzi è stato eletto dal popolo italiano? NO
il governo g3nt1lon1 è stato eletto dal popolo italiano? NO
il secondo mandato di napolitano è stato eletto dal popolo italiano? NO
l'attuale presidente italiano è stato eletto dal popolo italiano? NO

tutti sono stati eletti dal parlamento (lobbista) italiano!

mi fa molto piacere che il lio commento sia stato censurato, visto che ha fatto centro, e sopratutto ha dato forse anche fastidio.

Maxim Castelli

Un po'meno normale abusarne.

alexhdkn

L'inglese non è una moda, è la lingua principale dell'informatica, normale usarlo

Dr. Home

10<sup>9

Porco Zio

Si sarà tutto vero , però interessante notare come tutte le testate e a questo punto anche voi mettiate in risalto la cattiva russia

Vive

Durov ha sempre detto che Telegram non venderà mai i dati dei suoi utenti a qualsiasi governo nel mondo nel bene e nel male (si sa da anni che l'ISIS usa Telegram ad esempio).

Non capisco il paragone con Facebook, Telegram non c'entra assolutamente niente con Cambridge Analytica.

M3r71n0

Grazie.
Ne approfitteremo volentieri XD XD XD

Georgi Mihaylov

articolo pessimo, poi qualsiasi cosa scrivi va in moderazione!

Georgi Mihaylov

il sig.Andrea Nepori dovrebbe spiegarci perche in italia dal 2011 vengono eletti governi illegali?!!!

il governo monti è stato eletto dal popolo italiano? NO
il governo letta è stato eletto dal popolo italiano? NO
il governo renzi è stato eletto dal popolo italiano? NO
il secondo mandato di giorgio napolitano è stato eletto dal popolo italiano? NO
l'attuale presidente mattarella è stato eletto dal popolo italiano? NO

TUTTI dal parlamento (lobbista) italiano.

almeno in russia, è il popolo che elegge il proprio governo e presidente, chi è piu democratico?

Georgi Mihaylov

PERCHE NON FA UN ARTICOLO SUL DATAGATE?

SaiMoN

un ignorante nient’altro.

efremis

L'importante è segnalarti. Ciao a te, autore di perle come campinilismo al posto fanboy o super caricatori al posto di Power Bank. La tua ignoranza raggiunge sempre nuove vette

takaya todoroki

peraltro il backup, la sincronizzazione, i metadati, le sezioni che non sono end2end, .... tutta roba che rende WA insicuro a prescindere dal fatto che la sezione end2end funzioni davvero.

takaya todoroki

Può benissimo essere che WA abbia una backdoor, ma una cosa è essere possibilista, un'altra è dire "Ripeto: Whatsapp è pieno di backdoor governative": mostracele queste backdoor se sono così tante e hai questa sicumera nelle tue affermazioni, no?

Bisognerebbe imparare a parlare delle cose per quello che sono FATTI ALLA MANO, non per quello che sono nella nostra testa ;)

Maxim Castelli

Io sono immune.
Ciao.

Maxim Castelli

Nel senso che anche chi non lo conosce ci mette qualche parola per apparire moderno.

Andrea Nepori

P.s. capito, ero stato in effetti un po' più criptico la volta scorsa :)
E se ovviamente avete suggerimenti su qualche tema che vorreste vedere approfondito, sono in ascolto (non come il Roskomnadzor) ;)

uBs

hahah usi la mia stessa risposta

Salvatore Provino

<3

Tech_maniaco_

Luca

Questi temi sono ormai importanti per i vari Governi. Dati, gusti, opinioni di migliaia di utenti. Non si tratta semplicemente nel poter o non poter usare una applicazione.
Mi piacerebbe sapere se Durov ha invece concesso le chiavi a qualche altro Governo. La Russia da qualche anno è la causa di tutti i mali del mondo per il mainstream. Figuriamoci se il democratico occidente permetteva una cosa del genere.

Giardiniere Willy

Idem

Siegfried

comunque la sua è una riflessione interessante. il codice di whatsapp è proprietario e quindi bisognerebbe essere scettici a priori, soprattutto perché nessuno ci può garantire che la loro implementazione di openwhisper sia sicura come quella di signal. inoltre la raccolta di metadati è piuttosto invasiva

takaya todoroki

nel senso che fra 100 anni quando Maxim sarà morto, si useranno altre lingue.
Due piccioni con una fava insomma.

alexhdkn

In che senso l'inglese è una moda?

takaya todoroki

Riassumendo la sezione commenti, qui è pieno di gente che *SA* con certezza granitica tutte le verità dei servizi segreti di mezzo mondo.
Certo, costoro non mostrano nessuna prova né uno straccio di fonte, ma hey, io della gente anonima dell'internet che parla di servizi segreti di livello militare, mi fido ciecamente, mica ho bisogno di fonti o addirittura prove!

AAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA
HAAAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA

takaya todoroki

come se EFF non avesse letto *TUTTO* quello che è stato pubblicato da Snowden e Wikileaks, poi.
ROTFL

takaya todoroki

Quando hai finito di inventare fesserie facci un fischio: Snowden non ha mai detto che Whatsapp, nella sua modalità end2end, ha backdoor.
Quindi piantala di raccontare frottole frutto della tua testa per di più imputandole a terzi, per cortesia.

E ora ti filtro perchè è chiaro che sei un mitomane sparafesserie

Markk

Non possono saperlo, il codice sorgente non lo hanno, Snowden invece lo sa perché ha visto e ci lavorava nell'NSA, e anche tu dovresti ringraziarlo. Io mi fido di Snowden non dell'NSA e della CIA.

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