Trony: chiusi 43 negozi. Fallisce Dps

19 Marzo 2018 621

Scossone nel gruppo Trony: Dps, la società che detiene il controllo del maggior numero di aziende a marchio Trony ovvero 43, ha dichiarato fallimento il 15 marzo scorso. Lo ha riportato Il Sole 24 Ore, citando informazioni confermate dai sindacati. Lavoratori a rischio: circa 30 dipendenti a Bari, 120 in tutta la Puglia - regione in cui si trovano 13 negozi controllati da Dps - e 500 in Italia. Le organizzazioni sindacali sono impegnate per chiedere un incontro con il Ministero dello Sviluppo economico e con il curatore fallimentare per evitare il licenziamento dei dipendenti.

I negozi a marchio Trony chiusi si trovano in Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli e, come detto, Puglia. In Lombardia i punti vendita interessati sono 9, ed impiegano circa 140 dipendenti che ora rischiano il posto di lavoro; in Puglia, a Bari, i lavoratori si sono mobilitati con un sit-in presso uno dei tre negozi del capoluogo. I dipendenti pugliesi avevano già ricevuto segnali premonitori della crisi: a dicembre con una corposa decurtazione della busta paga, e a febbraio restando senza stipendio. L'unico punto vendita a marchio Trony che resterà operativo in Puglia è quello di Taranto, ma sol perché a gestirlo è Vertex e non Dps.

Dps ha provato ad evitare il fallimento chiedendo un concordato preventivo, ma il giudice fallimentare ha reputato tale strada impraticabile. Una delle ipotesi prospettati dai sindacati per evitare i licenziamenti è trovare una società interessata a rilevare i punti vendita. Lo suggerisce Alessio di Labio, responsabile nazionale Filcams:

Ora resta da gestire questa fase. L'obiettivo è quello di individuare uno o più soggetti interessati a rilevare i 43 punti vendita. E poi chiedere un incontro sia al Mise e sia al ministero del Lavoro perché ci sarà da gestire la cassa integrazione dei lavoratori.

Il marchio Trony è detenuto dal 1997 dal Gruppo GRE (Grossisti riuniti elettrodomestici) con il quale Dps era associato. I negozi a marchio Trony attivi in Italia sono oltre 200 e danno complessivamente lavoro ad oltre 3000 dipendenti. Resta inteso che le chiusure di cui si discute interessano esclusivamente i negozi controllati da Dps.


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Commenti

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Dwarven Defender

chi ha un negozio fisico ha il vantaggio di poter vendere immediatamente il prodotto, di farlo provare e di poter consigliare l'acquisto di prodotti accessori.
ma da imprenditore con 16 dipendenti mi viene in mente anche che chi ha un negozio fisico con dei dipendenti dentro ha oneri relativi al lavoro dipendente, ha imposte (l'IRAP) punitive verso chi ha una struttura con dipendenti, ha oneri per quanto riguarda la formazione di sicurezza, primo soccorso e antincendio, ha oneri sulle variazioni positive sulle rimanenze di magazzino che vanno a costituire utile di impresa, ha oneri maggiori per ogni metro quadro della struttura per le imposte sugli immobili, finito questo ci sono le imposte sul reddito di impresa e sul reddito personale che sono in assoluto le più alte al mondo ecc... e mentre le imprese straniere che operano sul nostro territorio si possono permettere di rimescolare i redditi nei vari mercati come meglio ritengono nei vari paesi in cui operano, le imprese italiane vengono bastonate e mentre le imprese straniere possono anche permettersi di operare in perdita in qualche paese (ottimo per mantenere le economie di scala e abbattere l'imponibile) le piccole e medie imprese italiane invece devono fare i conti con gli studi di settore e non possono rinunciare alla redditività e devono pagare le imposte due anni alla volta... sempre più imprese in italia falliscono e sempre più imprese decidono di trasferirsi in altri paesi UE... un motivo c'è...

ilmondobrucia

Il commesso è un lavoro?

ilmondobrucia

E noi ci crediamo....

ReArciù

quello che influisce è anche il supporto postvendita

Sofia Pettinella

Infatti sarò sfortunata io ma gli articoli di marca, con garanzia italiana, su Amazon o altri siti li ho sempre trovati praticamente allo stesso prezzo dei negozi fisici

zzzz

L'addetto in gamba,se le trovo

Sofia Pettinella

Guarda che Amazon sta mietendo vittime anche al di fuori dell'Italia..... non a caso il suo titolare l'uomo è diventato l'uomo più ricco del mondo nei giorni del Black Friday 2017.... quel tipo incassa centesimo per centesimo tutto quello che le altre aziende e relativi lavoratori perdono. Tutta questa povertà solo perché piace la strafamosa garanzia Amazon.... è semplicemente aberrante. Personalmente credo che non rinnoverò più Prime e non comprerò più Amazon.

Sofia Pettinella

La prima cosa che mi viene da rispondere che ha molte, ma proprio molte, meno spese di chi negozi fisici....

Marco Paternuosto

E che servizio pagheresti rispetto ad amazon?

Sheldon Cooper

Tu non sai l’italiano, ma pretendi che gli altri conoscano l’abc..?

Sheldon Cooper

Un altro senza apostrofo.

noncicredo

Incredibile, davvero. Hai tutta la mia comprensione.

zzzz

io lo faccio, pago anche il servizio. sarò una specie in via di estinzione (o un p1rla, come qualcuno starà già pensando :-))

fire_RS

forse perchè ti devono vendere il prodotto su cui il negozio margina di più e non quello migliore?

(esperienza lavorativa personale)

zzzz

perchè l'acquisto on line è fuori "dai canali tradizionali" e il tempo di recesso è concesso. In negozio fisico no (fermo restando che un prodotto difettoso o non nuovo andrebbe cambiato subito).

zzzz

per dirti a venezia ai tempi dell'università faceva affari d'oro una catena GDO (non ricordo il nome) che aveva elettrodomestici costosi, ma ti davano trasporto gratis ovunque tu fossi in laguna: per anni han fatto man bassa. Li veniva premiato il servizio, nessun sbattimento di farsi portare grandi tv, frigo, forni, congelatori, andavi in negozio e ti arrivava a casa. Avevano il monopolio per i grossi elettrodomestici.

zzzz

al trony di vicenza (Schiavotto) molti, forse gli unici veramente competenti nel reparto informatico

csharpino

Non ricordo di aver sostenuto che fossi in fissa con le statistiche... Ho solo tagliato corto sul fatto che è inutile numeri e situazione reale alla mano sostenere la tesi iniziale e cioè che solo 8% degli italiani compra online.

DunKel

Ellamadonna.. E come mai?

Nuanda

anche se ci sono son costretti a far finta di essere ignoranti se no li licenziano...

Nuanda

ma non hai tasse occulte...tipo che ieri la benzina della macchina la scaricavo al 50% e domani me la fai scaricare al 20%, pos obbligatori, continue cartelle esattoriali dove per 10 cent di sbaglio te ne chiedono 200 euro.......chi ha la fortuna di avere un contratto se lo deve tenere stretto al giorno d'oggi fidati...

Dwarven Defender

certamente, la dichiarazione spetta al tribunale ;D

Fetta

Anche in caso di istanza di fallimento in proprio non è corretto.. Ma vabbé, consoliamoci sapendo che sbaglia anche il Sole 24 Ore...

Dwarven Defender

hai perfettamente ragione... ma magari hanno usato questa forma per sottintendere che è stata la società stessa a richiederlo

Dwarven Defender

e secondo te come fa amazon ad avere i prezzi più concorrenziali ?

Dwarven Defender

non concordo affatto !

Fetta

Non è la società che dichiara il fallimento, è il Tribunale che dichiara il fallimento.
Questo scempio l'ho letto pure sul Sole, almeno voi correggetelo vi prego

Marco Paternuosto

Ma con le spese logistiche non staranno mai dentro...devono trasformarsi in magazzini anche loro

Marco Paternuosto

Ma perché salvarle ? Aprissero solo magazzini italiani con il personale che hanno e facessero come amazon

Max

Perchè sono i commessi il problema? Ci sono commessi online ?

DKDIB

Mettendo le cose su questo piano, non posso che darti ragione.
Ancora ieri, in un altro post, facevo notare come il fallimento di DPS fosse (presumibilmente) dovuto all'andamento degli acquisti nei negozi offline (in costante calo).
Che poi gli acquisti online, in Italia ed in questo momento, siano più o meno rilevanti, è un altro discorso.

Scrivo questo perché ho lavorato sia per GRE che per Euronics.
In GRE ho conosciuto persone molto valide, ma le associate avevano tutti i difetti delle aziende di piccole dimensioni...

In chiusura, permettimi un appunto semi-polemico.
Finché ho scritto in modo qualitativo, sostenevi che dimostrassi le cose "con il mio ego" (e ci sta: in tutta franchezza, volevo lasciare le cose su un livello "discussione da bar").
Quando però ho snocciolato dei numeri (forniti da te), hai sostenuto che fossi in fissa con le statistiche e distaccato dalla realtà.
Ti decidi?

Danilo

Io sono convinto che il consumatore medio italiano ragiona molto ma molto male. Faccio un esempio sciocco, io compro molto su amazon, ma il mio smartphone l'ho preso da mediaworld. Perché ? per pazzia ? no ma semplicemente perché online non erano garanzia italia, e quelli con la garanzia italiana avevano lo stesso prezzo del prodotto in offerta da MW. Quindi perché comprarlo online e dover aspettare l'arrivo del pacco, quando posso andare in negozio ed averlo subito?

Questo vale per ogni prodotto, conosco una marea di gente che si vanta di prendere la roba a prezzi stracciati, e i risultati sono stati che il giorno che hanno avuto bisogno della garanzia si sono ritrovati a dover combattere con tanta burocrazia.

csharpino

Nessuno ha mai detto che gli acquisti online oggi sono maggiori di quelli offline o che l'italia eccella in questo. Il discorso è partito da un commento dove veniva detto che 8% della popolazione italiana comprava online e questo è un dato non vero. In più in settori come l'informatica o l'elettronica gli acquisti non sono certo giornalieri quindi anche una bassa frequenza vuol dire aver effettuato la maggioranza se non tutti gli acquisti (almeno di quel settore) online. Se questo non ti basta puoi chiedere a qualunque commesso di posti come Trony o Mediaword quanta gente va a chiedere informazioni e visionare i prodotti nei loro negozi e quanti poi alla fine effettuano l'acquisto.. Anche un bambino capisce che usano i negozi come showroom per poi comprare online lo stesso prodotto a prezzo più basso. E la palese dimostrazioni di questo è il fatto che tutte queste catene hanno aperto il proprio e-commerce online per fare concorrenza ai vari amazon, ebay, monclick ecc ecc
Se poi vuoi continuare a parlare di numeri e ha girare intorno a statistiche fai pure ma ne mondo reale la cosa è oggettiva: i piccoli hanno praticamente chiuso tutti, i grossi stanno migrando verso l'online e tutto questo sicuro non succede per un 8%.

red wolf

come darti torto? hai ragione, il prezzo inferiore alletta più del commesso\a preparato, ma se fossero pari prezzo o con una differenza minima preferirei andare in negozio. Queste catene devono adeguarsi alla concorrenza di amazon e company, altrimenti la gente guarda\tocca\prova i prodotti in negozio e poi li ordina online.

DunKel

Mai preso nulla da Amazon.. Lo evito per principio dato che molti negozi chiudono per colpa sua..

Aerith

Invece su amazon?
Se ti basi solo sulle recensioni rischi di rimanere
fregato qualche volta.

ilmondobrucia

Si lo so.

nosafeharbor

Robe vergognose.

DKDIB

Hai metodo: di questo devo darti atto.
Devi però lavorare sulla comprensione (dell'argomento della discussione e/o dei dati che leggi).

Infatti, ciò che stiamo cercando di farti capire, è che si sta parlando di quanto i negozi online erodano le vendite di quelli offlline (come la defunta DPS, appunto).
A tal proposito, i volumi sono l'unico dato parlante.

Nel sito che hai linkato, viene mostrato come, nel 2017, il 32% degli italiani abbia fatto almeno 1 acquisto negli ultimi 12 mesi.
Questo dato non entra nel merito di quanto gli italiani acquistino online, piuttosto che offline.

Restando però sullo strumento che hai fornito tu, si può vedere come:
* il 37% del campione non si è mai filato i negozi online;
* il 44% del campione ha fatto l'ultimo acquisto online oltre un anno fa;
* il 32% del campione ha fatto 1 o più acquisti online (su quanti?) nell'ultimo anno.
Sono comunque dei dati poco rilevanti, ma il quadro che viene dipinto è di un uso marginale dei negozi online (e, sicuramente, di un uso non abituale).

Volendo andare un po' più in profondità, ci sono rilevazioni sulla frequenza degli acquisto online e sul volume di tali acquisti.
Fra picchi del 10% e bassa affidabilità dei dati, il quadro è sempre più sconfortante.

Ultimo, ma non ultimo: il raffronto col resto d'Europa è persino più deprimente.

Gaio Giulio Cesare

Amazon ha ucciso quasi tutti. Toys'R Us è un altro esempio di come una grande azienda non riesca a reggere la competizione dell'online.

csharpino

Io invece non ti vedo proprio.. Di irrilevante nella discussione ci sono solo i tuoi commenti non supportati da nulla se non dal tuo ego...
Nei 2 post sopra dove rispondo al tuo compagno di merende che non capisce l'italiano c'è la prova riportata tra l'altro proprio da lui che 8% tanto citato è la crescita non la percentuale assoluta che è ben più alta.. Ho riportato anche un link direttamente dalla fonte eurostat dove sempre che uno sa e vuole leggere si fa riferimento ai dati sulla base della POPOLAZIONE, puoi anche cambiare i filtri e vedere i dati sulla base di fasce di età o altro ma sempre per POPOLAZIONE non VOLUME del VENDUTO.. e parliamo sempre di dati oltre al 8% tanto citato...

Sofia Pettinella

Il cliente medio in Italia non sa la differenza tra sistema operativo e tastiera di un pc, tra tablet e pc e men che meno tra telefono e pc (a parte che uno telefona e l'altro no, uno è più piccolo dell'altro)... gli addetti alla vendita dovrebbero fare corsi costosi di perfezionamento che studiare più di un ingegnere elettronico perchè una volta ogni 15 giorni capita in negozio uno smanettone che legge i forum su internet affollati di gente (me compresa) fanatica di cellulari e menate del genere, che passa la vita a contare i pixel di un display e a discutere se Cortana è meglio o è peggio di Siri o come si chiama lei?

csharpino

Allora capisco che l'italiano non è una lingua facile... ma nel tuo link che tra l'altro si riferisce al 2016 c'è scritto: "Le cose stanno cambiando ma con percentuali di CRESCITA molto basse (spesso sotto il 10%)." questo vuol dire che il 10% è una percentuali di crescita una percentuale assoluta... poi facendo la fatica di leggere ancora 2 righe arriviamo a: "Secondo il rapporto di Casaleggio Associati 2017 in Italia la diffusione degli acquisti online ha raggiunto l’88,7% della POPOLAZIONE tra gli 11 e i 74".. il 29% io non l'ho interpretato è solamente la percentuale di chi gli acquisti li fa regolarmente e non sporadicamente come invece viene riportato da questa statistica che comunque conferma quello che sostengo e cioè che la gente che compra Online è sempre maggiore e che alcuni generi di negozi sono destinati alla chiusura.

SerPiolo

comunque si dice discussioni... con la c

Sofia Pettinella

Leggere di persone che si rattristano che chiude Trony, le stesse persone che comprano solo on line e anche su siti stranieri, ricorrendo ai peggiori strategemmi per non pagare la dogana, è alquanto stomachevole.

Sofia Pettinella

Ma quale tassazione, il killer di queste catene di elettronica (anche Mediaword ha aperto procedura di crisi) si chiama Amazon. E della concorrenza ammazza-negozi di Amazon e di come poterla arginare che si parla nelle riunioni sia dei vertici aziendali, che dei lavoratori con sindacati, ai tavoli avviati per le trattative finalizzate a cercare si salvare queste catene.

NewBeta1

Al di là della discutibile competenza del personale presente in questi negozi che lascia in effetti molto a desiderare, occorre citare l'e-commerce (Amazon e c.o.) che con scontistiche vantagiosissime e comodità di fruizione ha preso sempre più piede sia tra chi già acquistava online da tempo sia tra chi era abituato a recarsi nel negozio fisico.

massimo mondelli

Perfettamente d'accordo

massimo mondelli

I sindacati non sono affatto fossilizzati, si sono modernizzati eccome!
Da anni ormai non si occupano più della tutela dei lavoratori.
Il loro nuovo obiettivo sono i pensionati ei cassaintegrati su cui possono fare bei guadagni.

massimo mondelli

Guarda che in realtà se hai la busta paga sei tassato alla fonte

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