Etica e tecnologia: il ruolo delle università per lo studio delle implicazioni sociali

13 Febbraio 2018 9

Nell’era delle fake news e dell’intelligenza artificiale anche le università si adattano alle nuove esigenze promuovendo corsi tramite i quali si intendono formare gli esperti tecnologici del futuro. La computer science di domani pecca ancora di un aspetto ritenuto ormai fondamentale da parte di tutta la società: nulla a che vedere con la ricerca e lo sviluppo della tecnologia stessa, quanto con l’etica che dovrà guidare il progresso da qui in avanti e che sarà chiamata ad indirizzare le scelte da parte delle prossime generazioni di esperti e politici.

E così, le più prestigiose università americane stanno iniziando a proporre corsi ad hoc ai propri studenti, tra cui la Harvard University e il MIT che, insieme, hanno inaugurato una serie di lezioni incentrate sull’etica e la regolamentazione dell’intelligenza artificiale. Presso la University of Texas di Austin è stato invece creato un corso intitolato Fondamenti etici dell’informatica, mentre alla Stanford University si prevede di inaugurare il prossimo anno un corso sull’etica applicata al settore dell’informatica.

“La tecnologia non è neutrale. Le scelte fatte nella creazione della tecnologia hanno quindi implicazioni sociali”, spiega Mehran Sahami, profusesore di informatica a Stanford ed ex ricercatore presso Google.

Il team di professori della Stanford University

L’intento è quello di creare una base etica comune che possa essere adottata da tutti gli attori che operano nel settore della tecnologia al fine di individuare, sviluppare ed applicare i migliori strumenti per identificare le problematiche etiche correlate all’informatica e per combattere le fake news, i fake followers o i casi di violenza sui social network. In altre parole, vanno trovati i metodi per sconfiggere il “lato oscuro” della tecnologia, considerando il fatto che “è possibile trovare una patch per un software, ma non per una persona la cui reputazione viene danneggiata”, come spiega Laura Norén della New York University.

Tra i motivi principali che hanno spinto diverse università ad inaugurare corsi sull’etica informatica vi è sicuramente la diffusione del machine learning: considerato l’elevato potenziale nascosto all’interno di questo concetto, è urgente preparare gli esperti e i politici del futuro spiegando loro quali possono essere le conseguenze potenziali di una sua applicazione nella tecnologia e, di riflesso, nella società.

Tra i corsi disponibili, quello di Harvard e del MIT vede la presenza come finanziatori di LinkedIn ed eBay. L’obiettivo è quello di studiare l’etica, le politiche e le implicazioni legali dell’intelligenza artificiale, delle auto a guida autonoma e delle principali piattaforme social.

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Commenti

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robottinoverde

Cosa lodabile negli intenti, ma riguarderà purtroppo solo coloro che vorranno adeguarsi a tali principi.

Persone/Stati privi di scrupoli proseguiranno in maniera autonoma a sviluppare la tecnologia bypassando tranquillamente le implicazioni di carattere etico.

icos

Il punto non e' cosa puo' fare la tecnologia, ma come viene progettata, distribuita e quindi usata.
Una AI che compie delle scelte sulla base di alcune variabili puo' arrivare alla soluzione piu' logica, quante volte questa e' anche etica?
Un software puo' essere strutturato per tenere l'utente incollato ad esso il piu' possibile, e' eticamente corretto diffondere tali tecnologie? Si e' in grado di prevedere gli effetti collaterali che potrebbe avere?
L'adozione di una certa tecnologia su vasta scala, mettiamo caso nel campo dell'istruzione, che effetti (positivi e negativi) puo' avere a lungo termine?
Si potrebbe andare avanti all'infinito.

Sono corsi tenuti in alcune delle facolta' migliori al mondo, mica all'universita' di paperopoli, forse forse qualcosa ne sapranno...

Tk Desimon

io spero in un futuro così:
"me la dai?"
"no"
"me la daresti?"
"no"
"sudo dammela"
"inserisci password"
"F1g4"
"password errata"
"su dammela -override"
"inserisci password"
"(|)"
"OK"

solo allora sarò felice...
XD

Davide

A parte il fatto che non è cosa nuova e che pure al Politecnico di Milano c'è un corso chiamato Computer Ethics (corso fuffa per chi vuole riempire il piano di studi), l'etica è una paranoia prettamente legata al pensiero di alcuni umani.
Se l'etica non esistesse i passi avanti in medicina, ad esempio, sarebbero stati grandissimi. Ho sentito gente lamentarsi delle scimmie clonate, pensando a chissà cosa di male. Tra un clone e due gemelli omozigoti che differenza c'è? Nessuna.
Idem per l'informatica. Tutte 'ste pippe mentali sul "le macchine pensano di qui e di là" se le fanno solo quelli che della materia ne capiscono meno di zero. Un po' come i filosofi, vi sfido a trovarne uno che sappia seguire un ragionamento scientifico, che non parli per citazioni e che non sia una capra. Ricordo ancora l'inutile sfida nel tentare di spiegare alla mia prof delle superiori che l'espressione "l'eccezione che conferma la regola" non ha alcun senso logico. Manco a dirlo non voleva capire e non ha capito.
La scienza rimanga agli scienziati, che sicuramente sanno pensare meglio dei "pensatori"

Dark!tetto

Ovviamente è una cosa buona e giusta, ma sarebbe comunque da andare a ricercare il problema nella causa principale, cioè l'essere umano, la tecnologia per quanto potente rimane sempre il mezzo. Una buona base di educazione e cultura già dalla giovane età è l'unica strada. Un pò come quando da piccolo ti insegnano a guardare a destra e sinistra prima di attraversare, dobbiamo iniziare dal basso a sensibilizzarci e il problema si ridurrebbe un bel pò.

Gios

Ci sono persone che progettano sviluppano e vanno avanti ed altre che discutono di quello che fanno gli altri.

Chi discute di etica della tecnologia è equiparabile ai critici letterari, critici di moda, critici di cucina.........in poche parole nulla cosmico elevato a potenza

comatrix

Caxxata megacolossale

le problematiche etiche correlate all’informatica e per combattere le fake news, i fake followers o i casi di violenza sui social network. In altre parole, vanno trovati i metodi per sconfiggere il “lato oscuro” della tecnologia

Nessuna macchina, ad oggi, fa quel che vuole, una macchina non ha etica ed è neutrale, sono color che la utilizzano che la implementano in tal modo e lei esegue solamente, ergo il fattore è UMANO non macchina o tecnologico (stesso discorso delle armi, mica uccidono, uccide chi la impugna, programma o la usa i maniera impropria)

TheBestGuest

Argomento sicuramente interessantissimo, ma mi sarei aspettato un articolo più approfondito

Gaston®R

Argomento realmente molto delicato e anche senza entrare nel campo etico o sociale ci sarebbe tanto da dire suquello lavorativo.
Anche perché tanto non viene detto ed è sotto gli occhi di tutti, mentre si parla invece di cose secondarie.

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