Single Player vs Multiplayer: un'eterna discussione | Speciale

22 Novembre 2017 48

E' inutile negarlo: la chiusura improvvisa di Visceral Games ha scosso l'intero mondo videoludico, e le motivazioni di Electronic Arts potrebbero aver evidenziato che il futuro dei giochi single player basati su una forte componente narrativa è sempre più a rischio.

Visceral Games era un team di sviluppo che ha operato per moltissimi anni sotto EA dando vita ad importanti titoli, tra cui i due episodi del Padrino, la serie di Dead Space e il più recente Battlefield Hardline. Ultimamente si era dedicato ad un'avventura ambientata nell'universo di Star Wars. Era un titolo strutturalmente diverso dalla serie Battlefront, incentrato su una forte componente narrativa in grado di offrire un'esperienza di gioco esclusivamente in single player. La trama doveva rappresentare una parte centrale nell'opera di Visceral Games, e tra gli addetti ai lavori spiccava persino la figura di Amy Hennig, ex membro di Naughty Dog e responsabile della serie Uncharted.

Electronic Arts e, a quanto sembra, anche molti giocatori che hanno preso parte ad una serie di test non sono rimasti folgorati dal titolo di Visceral Game reputato troppo lineare e strutturalmente lontano dalla tipologia di giochi che cercano attualmente gli utenti.


Ma quali sono questi titoli che "tutti" i videogiocatori desiderano? La parola chiave per definirli deriva ovviamente dall'inglese: "Games service-based", in pratica dei giochi strutturati come dei servizi, basati sull'online, ambientati in mondi di gioco vasti, in grado di ampliarsi nel corso del tempo tramite espansioni, aggiornamenti gratuiti e capaci di generare profitti continui attraverso microtransazioni e DLC a pagamento.

Non si può affermare che questa tipologia di giochi non abbia effettivamente un comparto narrativo ma, nella maggior parte dei casi, la trama è semplicemente un espediente per portare il giocatore ad intraprendere un'avventura in un mondo condiviso da altri utenti, con innumerevoli attività da svolgere sia in ambito competitivo che cooperativo.

Questo genere di giochi ha grandissime potenzialità e riesce a garantire una longevità praticamente infinita, a patto di essere supportato a dovere dal team di sviluppo, ed è in grado di continuare a rimpolpare le casse della software house.

I titoli improntati sul single player dotati di una struttura più lineare e di una forte componente narrativa risultano più rischiosi di quelli fortemente incentrati sul multiplayer. I costi di produzione, come per tutti gli altri prodotti di Tripla A, raggiungono cifre esorbitanti ma i profitti sono generati esclusivamente dalle vendite effettive del gioco e dall'eventuale Season Pass. Da considerare inoltre che la cerchia di giocatori interessata a questo tipo di esperienza videoludica sta calando inesorabilmente: sempre più persone guardano verso l'online sia competitivo, in termini anche e-Sports, che cooperativo.

I pareri dell'industria videoludica

Sulla questione "Multiplayer vs Single Player" sono intervenuti negli ultimi mesi molti esponenti dell'industria videoludica: alcuni fermamente convinti che l'esperienza di gioco offerta da un titolo story-based non potrà mai eguagliare per coinvolgimento ed emozioni un titolo service based o comunque improntato sull'online, altri invece nel loro futuro vedono solo esperienze multiplayer.

Starbreeze Studios, software house che ha dato vita ad importanti titoli tra cui Brothers: A Tale of Two Sons e PayDay 2, ha infatti dichiarato che per quanto le avventure single player con storie emozionanti e coinvolgenti possano essere osannate da critica e pubblico, non pagano gli stipendi, ed effettivamente il successo di PayDay 2 è sotto gli occhi di tutti.

Phil Spencer di Microsoft ad aprile aveva affermato che il pubblico dei giocatori interessanti ai single player è poco consistente. Parole che comunque non stupiscono considerando che le esclusive di maggior successo per Xbox si chiamano Halo, Forza Motorsport e Gears of War, giochi improntanti fortemente sulla componente online (l'unica eccezione era Fable). Quantum Break, Ryse: Son of Rome, Dead Rising e Recore, dove il single player era predominante, non sono infatti riuscite ad ottenere un successo di vendite degno di nota.

Electronic Arts ha praticamente dichiarato la sua direzione: non solo con la recente chiusura di Visceral Games, ma anche con le ultime produzioni: il neo annunciato Anthem, che dovrebbe rappresentare l'avversario di Destiny, la serie di Battlefield, di Star Wars Battlefront e di FIFA, che con Ultimate Team rimpolpa costantemente le casse della software house. In aggiunta, le critiche giustificate verso Mass Effect Andromeda e la tiepida accoglienza riservata a Mirror's Edge Catalyst, due titoli improntati sul single player, indubbiamente non sono state d'aiuto.

Persino Square Enix si schiera a favore dei titoli "service based" dichiarando che è passato il tempo in cui il comparto single player aveva un ruolo centrale nell'industria videoludica. Secondo il suo pensiero, al momento, sono i titoli basati sul multiplayer ad aver preso il comando ed è fondamentale progettare giochi, strutturati come dei servizi, dotati di un supporto a lungo termine.

Activision e Blizzard non hanno sicuramente bisogno di dichiarare la loro visione considerando che l'offerta verte quasi esclusivamente sul multiplayer: Overwatch, Destiny 2, che a soli 24 giorni dal suo debutto è riuscito a diventare in Nord America il titolo per console più venduto del 2017, l'intramontabile serie di Call of Duty, World of Warcraft ed Hearthstone, solo per citarne alcuni.


Esistono però ancora software house ed aziende che credono nel single player. I team di sviluppo che creano principalmente esclusive per Playstation 4 riescono a dare vita a titoli degni di nota (Horizon Zero Dawn, The Last of Us, God of War) e tutti sono schierati in favore di giochi basati su una forte componente narrativa in grado di suscitare emozioni.

Indubbiamente la risposta di critica e pubblico premia in parte la scelta di Sony: Horizon Zero Dawn, ad esempio, è stato osannato dall'intero mondo videoludico, a marzo ha raggiunto i 2,6 milioni di copie vendute in tutto il mondo e attualmente le unità distribuite si aggirano intorno ai 3,5 milioni. Sicuramente un ottimo traguardo, ma se andiamo a considerare che Playstation 4 ha una base installata di oltre 60 milioni di unità, le parole di Phil Spencer e di Square Enix trovano un vero e proprio riscontro.

Nintendo, dal canto suo, crea esclusive che lasciano davvero senza parole e non hanno bisogno di un comparto multiplayer per vendere. Anche la casa di Kyoto però sta prendendo una direzione leggermente diversa rispetto al passato con l'introduzione dei DLC, con l'implementazione del cross-play per Minecraft e Rocket League e con la decisione di proporre su Switch titoli destinati anche ad un pubblico più adulto con tanto di comparto online.

Betehsda è un'altra software house che porta avanti con orgoglio le esperienze di gioco in single player con acclamate serie tra cui The Elder Scrolls, The Evil Within, Wolfenstein, Dishonored e il celebre Fallout. Non disdegna però neppure l'online come testimoniato da DOOM e da The Elder Scrolls Online.

Ubisoft è invece la software house che riesce a garantire un ottimo equilibrio, offrendo giochi con un focus particolare sul multiplayer (The Division, For Honor, Rainbow Six) e altri destinati agli appassionati di single player (Assassin's Creed, Far Cry, Watch Dogs).

E' giunta la fine del Single Player ?

Sicuramente è innegabile che il comparto multiplayer, sia competitivo che cooperativo, riesce a coinvolgere un numero maggiore di giocatori: basti pensare a Fortnite, il “co-op sandbox survival game” di Epic Game che, dopo soli 10 giorni dall'implementazione della modalità Battle Royale, ha raggiunto il traguardo dei sette milioni di giocatori. Impossibile non citare l'incredibile successo di PlayerUnknown’s Battlegrounds che, disponibile solo in versione Early Access di Steam, ha superato la soglia dei 20 milioni di copie vendute in circa sette mesi. O ancora Rocket League: nel 2016 è stato il gioco più venduto sul Playstation Store Europeo.

I titoli single player, tranne rare eccezioni, non riescono quasi mai a raggiungere numeri da capogiro in breve tempo. Il capolavoro di CD Projekt RED, The Witcher 3: Wild Hunt, ad esempio, nonostante sia stato osannato da critica e pubblico e abbia vinto numerosi premi, ha raggiunto il traguardo dei 10 milioni di copie vendute dopo oltre un anno dal suo debutto. Nier Automata di Square Enix su Playstation 4 non è neppure riuscito a raggiungere il milione di copie vendute fermandosi, secondo i dati riportati da VGChartz, a 928,639 copie.

La longevità dei titoli basati fortemente sull'online è praticamente infinita e termina solo nel momento in cui la software decide di non supportare più il gioco. Creare una produzione di questo tipo è sicuramente meno rischioso in quanto il team di sviluppo può generare profitti in svariati modi, non affidandosi solo agli introiti generati dalle vendite.


Non è tutto oro però quello che luccica, e anche in questo campo i fallimenti comunque esistono, basti semplicemente pensare ad Evolve o a Battleborn, la cui colpa è stata principalmente quella di debuttare in contemporanea con Overwatch.

Decretare che sia arrivata la fine dei single player è sicuramente eccessivo. I titoli story-based continueranno ad esistere, sicuramente le produzioni di Tripla A incentrate esclusivamente sulla componente in singolo saranno minori a causa dei costi di produzione che hanno raggiunto cifre astronomiche e dei cambiamenti che stanno avvenendo all'interno del gaming con una forte crescita anche del settore e-Sport.

Speriamo che le grandi software house riescano a trovare un equilibrio al fine di accontentare tutti, proprio come stanno facendo Ubisoft e Bethesda che hanno, tra le loro IP di maggior successo, importanti titoli incentrati esclusivamente sul single player e altri strutturati come dei service based.

Non bisogna inoltre dimenticare che esistono videogiochi sviluppati da team di sviluppo indipendenti che possono tranquillamente competere con avventure story-based di Tripla A. A conti fatti questi titoli sono realizzati con budget nettamente inferiori ma non hanno nulla da invidiare alle produzioni più blasonate: pensiamo solo al capolavoro che porta il nome di Ori.

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Commenti

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TheAlabek

Mai giocato

Liuk

Esattamente come in Animal Crossing.
Intendevo esattamente quello.

TheAlabek

Ma va esiste da secoli...orario della console e quando accendi vengono calcolati gli eventi successi

TheAlabek

Il 99 dei multi hanno classificate e no...

TheAlabek

Certo perché i MP non hanno ventordici mila DLC con 3 mappe e 2 armi + season pass + skin + in app

SalvaJu29ro

No infatti, ma come hai detto tu anche il Cinema ultimamente fa uscire molti reboot o cose simili al passato
Secondo te perchè? Mancano le idee
Con i videogiocatori è diverso, per la maggior parte basta un gioco fatto bene in multiplayer e vendi

DIXON

Condivido appieno il tuo pensiero.

KaIser

Mah nsomma...
Male che va il cinema attinge dal passato...

I videogiochi con le remastered non sono mica la stessa cosa...

Legend94

In che senso punti a sfruttare le persone?

Chirurgo Plastico

Io non spenderei Mai altri soldi in microtransazioni oltre al prezzo del gioco..
Poi per carità chi vuole spendere spenda..

AndreDNA

Purtroppo penso sia una tendenza difficile da invertire.
Bisogna accontentarsi delle poche perle che saltano fuori qui e là (tutte singleplayer, fin'ora, a mio avviso).

TheOne

Io da quando ho scoperto il multiplayer ho quasi abbandonato il single. Giochi che offrono centinaia se non migliaia di ore di gioco, emozioni positive e negative a non finire, chat vocale e spesso prezzi irrisori...i giochi Single player ormai vengono annunciati assieme a miriadi di DLC, 20 ore esagerate di gameplay(tranne gli rpg) il tutto a 70euro più season pass. Ora i giochi nati SP si ritrovano ad avere modalità multiplayer online forzate, non supportate che spesso chiudono dopo pochissimo tempo.

Simone Dalmonte

solo APPLAUSI... Disamina impeccabile!

Simone Dalmonte

Probabilmente il futuro, sarà sempre più online per far cassa e dare ai 14enni con gli ormoni impazziti tutta la mattanza, i proiettili ed il sangue che vogliono, il tutto buttato nel calderone senza originalità ed a casaccio, mentre i capolavori fatti per stupire e lasciarti qualcosa che vada al di la del mero sfogo e voglia di mera competizione virtuale, saranno pochi e probabilmente sviluppati dalle S.H. a mo' di pubblicità: per vincere concorsi e premi critica. I videogiocatori dal palato fine dovranno farselo bastare e concentrare di più il tempo libero su altro...pazienza!

Raiden

Single player tutta la vita perchè amo anche immergermi nella trama. Per il multiplayer, l'ho anche provato svariate volte ma sinceramente mi diverte solo quando competo con amici affianco, in cui ci si diverte assieme. Infatti non ho mai riprovato online l'emozione che provavo con le partite multiplayer di Goldeneye 64.

SalvaJu29ro

Mancano idee
E' un problema anche del cinema

franky29

Ah PS Cuphead a tutti

franky29

Gli RPG hanno una meccanica che ti fa giocare anche da solo tranquillamente

franky29

Dovrebbero prendere semplicemente esempio da GTA 5 il migliore gioco uscito negli ultimi anni , poi chiaramente ci sono gioco che è devono essere per forza multiplayer e altri come Zelda che in singolo riescono a dare longevità

Vix G

dove sta scritto che i single player per essere degli ottimi giochi devono avere costi così alti da non produrre un attivo?
Mi viene in mente ad esempio SOMA: bellissima trama e ambientazioni (gameplay un po' meno) i cui costi di produzione non sono stati così alti.

M_90®

sto su pc io

FCava

Io preferisco il single player perchè gioco quando ho voglia e tempo. Però noto che scrivere e sviluppare una bella storia ormai è difficile. Per tanti "nuovi" giocatori e programmatori, basta bella grafica e scannetevi tra di voi.... Probabilmente non sono capaci di scrivere e sviluppare storie....

Midnight

Idem, ad inizio anno ero tentato di investire su di una scheda video per entrare un po' nel mondo del videogioco, ma dopo aver giocato per un po' ad un gioco o due grazie ad amici ho perso quasi ogni speranza nel trovare un gioco tranquillo senza gente del genere...

pisqua187

a me basterebbe che il multiplayer si potesse anche giocare in locale e invece a me sembra che questa opzione se la siano proprio scordata.. io guardo spesso il retro delle copertine deigiochi e ultimamente sono davvero pochi quelli che hanno 2 joystick disegnati...sono tutti online

Bruce Wayne

in questi giorni sto metidando a tornare a giocare "seriamente" (diaciamo con continuità) e quindi devo aggiornare il pc o prendere una console. Gli argomenti che tu hai esposto sono i motivi che mi frenano

Midnight

Se c'è una cosa che detesto con tutto il cuore è il multiplayer competitivo, PERSONALMENTE non riesco a concepire un gioco come un mero mezzo per aumentare statistiche o crescere nel ranking di qualche classifica, poi chiaro che non sto dicendo che non deve esserci competitività, ma che questa componente del gioco è spesso anteposta al puro divertimento...

Bruce Wayne

dipende dai giochi. Nei giochi sportivi funziona anche perchè il modello di gioco resta lo stesso. Negli fps in linea teorica funzione e personalmente considero i bad company la massima realizzazione con una campagna ispirata e un multi che ti riportava la stessa sensazione. Poi ci sono anche altri esempi come Gear Of War che con le orde ha una delle più belle modalità coop mai fatte. Borderlands se fatto il singolo in coop con amici sono ore di risate. Oppure Halo che ha un singolo e un milti eccezionale ( anche se personalmente non sono mai riuscito a giocarci perchè odiavo il fatto che non si potesse mirare, ma solo un stupido direbbe che è brutto). Purtroppo di esempi più moderni non ne conosco sia perchè gioco poco omrmai( sono giochi di guida perchè le auto sono la mia passione) e perchè ormai punto a sfruttare le persone.

Umberto Festa

appunto intendevo che devi fare un The Witcher per FORSE quadrare in tempi abbastanza lunghi. Quindi è una scelta che in pochi fanno e faranno e si buttano anche sulla componente online

Liuk

Le scelte sono due.

Si vuole fare un gioco con il mondo di gioco persistente? Vai di Online.

Si vuole fare un gioco con il mondo di gioco atemporale? vai di Single Player.

Odd10, ci sono le eccezioni, tipo Animal Crossing che ho apprezzato a suo tempo.

Quindi potrebbe nascere una terza via il Single Player con mondo di gioco persistente.

(Ok, ho complicato la vita di parecchie persone)

Marcomanni

"o fai un buon gioco online o ne fai uno ultra-stratosferico originale e costosissimo single player da almeno una decina di A"
Che sarebbe un titolo come the witcher secondo il tuo esempio.
Ma secondo gli stessi creatori di the witcher si batteranno nel prossimo titolo sul multiplayer.
Quindi, anche se "

RBMK_1000

Il problema è che guadagnare dal multiplayer significa far leva su quel numero di giocatori frustrati, che necessitano di vincere tanto quanto un ludopatico necessita di tirare la leva della slot machine.

Una persona sana di mente sulle microtransazioni ci lascia 10 euro, una persona malata ce ne lascia anche 1000, 5000 o 10.000. Ed è proprio questo il punto: si sviluppa un single player breve, fatto di colpi di scena e abbastanza semplice, poi si catapulta il giocatore, tutto gasato dalla sua bravura in single player, a giocare online. Iniziando a perdere iniziano le spese.

Questa del pay to win, oltre ad essere una schifezza alla base, perchè io voglio avere le stesse possibilità di chi ha speso soldi, avendo comprato il gioco, è anche una forma di iniziazione verso la ludopatia. Che differenza c'è tra spendere 2 euro di gratta e vinci o 2 euro di casse? Nessuna.

Il paragone con le figurine non regge assolutamente: le figurine le compro, le colleziono, le scambio, le vendo... Questi no. Questi sono oggetti fini a se stessi he resteranno li fino alla chiusura del titolo, poi bye bye soldi spesi. Senza contare il lato psicologico... Andare alle slot per un ragazzo significa "mischiarsi con gente di cui mi hanno sempre parlato male", aprire una cassa significa "devo trovare quel coltello da 300 euro assolutamente". E giù di due euro di chiavi al giorno.

Bruce Wayne

Sono due cose bellissime, ma distinte e separate. Pur troppo i mali moderni del multiplayer sono il PtW e le varie microtransazioni , mentre per il singolo i dlc a pagamento che completano la trama originale.
Se scegliere l'una o l'altra? Oltre a cosa ti piace giocare dipende dal periodo della tua vita. Quando ero al liceo avevo tempo per entrambe le cose, ma adesso non più. Inoltre multiplayer competitivo richiede del tempo altrimenti prendi solo bastonate spece negli fps o moba.Quindi al momento gioco per lo più single player.
Ho passato ore nei vari giochi multiplayer e mi ha dato momenti di soddisfazioni altissimi, ma i momenti più belli ci sono stati nei giochi single player con le trame e le ambientazioni migliori.

KingROG97

PC-PS4 funziona, testato personalmente :|

Umberto Festa

veramente ho detto la stessa cosa tua, forse mi sono espresso male

EMARCEUS

Gioco principalmente in multiplayer, ma non potrei essere più d'accordo sulla "competitività oltre il gusto".

Marcomanni

Oltretutto l'esempio che hai tirato in ballo e totalmente toppato, o almeno conferma che il solo single player appartiene quasi al passato, considerando che anche il prossimo lavoro dei Cd conterrà il multiplayer r che loro stessi hanno affermato quanto oramai sia necessario.

Massi91

Il problema della fine del single player è che se giochi come me una volta a settimana ti trovi contro gente che passa 2-3 ore al giorno a giocare e ci fai poco o nulla, il gioco serve anche per staccare mentre ora lo portano ad un esigenza giornaliera con i vari obiettivi da sbloccare ognigiorno..Poi altra cosa fastidiosa è che molti quando perdono abbandonano e ti trovi da solo nel "momento del bisogno"

LoWRiDeR82

nop no crossplay

Umberto Festa

sviluppare giochi è un lavoro ed i numeri parlano chiaro:
per incassare o fai un buon gioco online o ne fai uno ultra-stratosferico originale e costosissimo single player da almeno una decina di A. Non tutti hanno la possibilità e la fortuna di realizzarne uno, ma anche facendocela (prendi The Witcher) magari non possono aspettare così tanto tempo che i conti tornino.

boosook

Suvvia, il problema non e' il multiplayer in se', e' come viene sfruttato dai produttori per inserire obsolescenza programmata (ti chiudo i server quando esce la versione successiva) e microtransazioni o in futuro games as a service (giochi finche' paghi).

Gaio Giulio Cesare

Ma c'è il crossplay? Perchè io sono PS4 e tu sarai sicuramente Xbox

Fra86

Il single player deve restare, perché visto come si sta orientando il multiplayer (società che rilasciano giochi buggati e pieni di micro-transazioni) fanno schifo.
Non c'è nessuna discussione: c'è chi vuole il singolo e chi il multiplayer.
Le società devono solo fare BENE l'uno, l'altro o se vogliono entrambi.

Ah, guarda caso un gioco che ancora oggi riscuote un notevole successo è Skyrim, che non è un multiplayer.

M_90®

ma un bel team su fortnite quando lo facciamo?

Nuanda

il single è l'essenza di un videogioco...il multy per me esiste solo offline, tutto il resto è un semplice surrogato.....

Legend94

Io preferisco i single, e preferirei che le software house facessero giochi o solo multiplayer o solo single player, senza mettere l'online a rovinare tutto

AndreDNA

Io detesto la gente, gioco proprio per stare da solo in santa pace (o con pochi amici fidati), e questa concezione dei videogames come servizi la trovo pessima.

In teoria, sarebbe anche un gran valore aggiunto, ma in pratica ti ritrovi sempre invischiato in quelle tristissime dinamiche da social network: competitività oltre il gusto, paytowin, scarsa serietà, gente che non sa perdere o usa "trucchi" ammazzadivertimento, gente ansiosa e rancorosa per ogni cosa. No grazie.

Hockey

Se vogliono farci giocare solo in multiplayer anche le software/gaming house devono impegnarsi a farci uscire dal medioevo delle connessioni a internet... a PES non riesco mai a giocare online per quel c4zz0 di filtro e valutazione delle connessioni... come se fosse colpa mia se ho una connessione che fa k4k4r3 solo perché non abito a milano

Florekx

A me personalmente piacciono di più i giochi multiplayer,per una questione di longevità e partite sempre diverse

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