SAR ed emissioni elettromagnetiche di cellulari e smartphone #report #guida

06 Novembre 2017 142

Manuali utente e schede tecniche di cellulari e smartphone contengono i dati relativi al SAR, di cui si parla ciclicamente sia tra gli addetti ai lavori, sia tra gli utenti finali. E' un valore strettamente legato al tema delle emissioni elettromagnetiche e non può superare determinati limiti, se si vuole avere una ragionevole certezza che l'uso dei dispositivi che le producono avvenga senza arrecare danni alla salute umana. Riportiamo, quindi, le informazioni più rilevanti che è consigliato conoscere per dare il giusto peso a tale parametro.

Suggerimenti per la consultazione:

Per una rapida sintesi dell'argomento, invitiamo a passare direttamente alla sezione FAQ; diversamente, è possibile approfondire i singoli aspetti nelle varie sezioni raggiungibili tramite il seguente elenco:

COSA E' E PERCHE' SE NE PARLA

SAR è l'acronimo di Specific Absorption Rate (Tasso di Assorbimento Specifico) ed indica la quantità di energia elettromagnetica assorbita dal corpo umano per unità di massa. Il Consiglio Europeo lo definisce così' nella raccomandazione 1999/519/EC:

Si tratta del valore mediato su tutto il corpo o su alcune parti di esso, del tasso di assorbimento di energia per unità di massa del tessuto corporeo ed è espresso in watt per chilogrammo (W/kg)

La Comunità Europea ed altri organismi internazionali si preoccupano da anni definire e disciplinare tale parametro, partendo dalla considerazione di come si è evoluto il mercato delle telecomunicazioni. Il numero dei dispositivi che generano un campo elettromagnetico e che sono tenuti nelle immediate vicinanze del corpo è cresciuto in maniera esponenziale. Parallelamente, si sono moltiplicati gli studi per valutare gli effetti dell'esposizione umana ai campi elettromagnetici.

Tutelare la salute umana è un'esigenza condivisa che si cerca di soddisfare con normative armonizzate volte a limitare i livelli di massimi di esposizione. Le normative fissano standard che le aziende produttrici di dispositivi elettronici devono rispettare per immetterli in commercio. Misurare e contenere i livelli di SAR di qualsiasi dispositivo che produce energia elettromagnetica (es. computer portatili, router WiFi, etc.) è necessario, ma se ne parla spesso in relazione a cellulari e smartphone, perché sono progettati per essere usati a stretto contatto con il corpo.

Nel caso di cellulari e smartphone si prendono in considerazione campi elettromagnetici ad alta frequenza che, nel breve periodo, producono energia assorbita dai tessuti e dissipata sotto forma di calore. Se si resta entro i limiti fissati dalle normative del settore, comunque, il fenomeno non determina un "danno alla salute", ma un semplice "effetto biologico". Secondo l'OMS si parla di effetto biologico quando l'esposizione provoca una variazione fisiologica notevole o rilevabile in un sistema vivente, mentre di "danno biologico" quando l'effetto è al di fuori del range in cui il corpo può compensarlo e si determina un effettivo danno per la salute.


Al di sotto dei limiti, l'utilizzo del cellulare o dello smartphone può essere considerato ragionevolmente sicuro, come sottolinea l'Organizzazione Mondiale della Sanità:

Tutti gli studi condotti finora hanno indicato che esposizioni al di sotto dei limiti raccomandati negli orientamenti dell’ICNIRP in materia di EMF (1998), che riguardano l’intera gamma di frequenze da 0 Hz a 300 GHz, non producono effetti nocivi conosciuti sulla salute. Tuttavia esistono ancora lacune nella conoscenza che devono essere ancora colmate prima di poter valutare meglio i rischi per la salute.

Tra le ''lacune nella conoscenza" a cui fa riferimento l'OMS vanno inserite quelle sugli effetti dell'esposizione nel lungo periodo (15-20 anni).

Una posizione analoga è espressa dalla Commissione Europea tramite lo SCENIHR (Comitato scientifico sui rischi sanitari emergenti e recentemente identificati). Nel 2015 il comitato scientifico ha aggiornato il suo parere - si tratta di quello più recente basato su oltre 700 studi svolti dopo il 2009 - sugli effetti dell'esposizione ai campi elettromagnetici, affermando:

I risultati dell'attuale ricerca scientifica mostrano che non esistono evidenti effetti negativi per la salute se l'esposizione resta sotto i livelli raccomandati dalla legislazione dell'Unione Europea. Nel complesso, gli studi epidemiologici sull'esposizione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza non mostrano un aumento del rischio di tumori cerebrali. Inoltre non indicano un aumento del rischio per altri tumori della regione della testa e del collo. Studi precedenti hanno anche suggerito legame dei campi elettromagnetici con un aumentato rischio del morbo di Alzheimer. Nuovi studi sull'argomento non hanno confermato tale collegamento.

La Commissione Europea, ad oggi, ritiene che:

I risultati di questi pareri scientifici non giustificano un riesame dei limiti di esposizione (limiti e i livelli di riferimento di base) previsti dalla raccomandazione 1999/519/CE del Consiglio. Tuttavia, gli esperti riconoscono che i dati di base utilizzati per valutare alcuni rischi sono ancora insufficienti, soprattutto per quanto riguarda l'esposizione prolungata e a basse dosi, e che pertanto occorre approfondire la ricerca.

La Commissione Europea riprende quindi la posizione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità in relazione agli effetti dell'esposizione a campi elettromagnetici nel breve e lungo periodo. Questi ultimi dovranno essere ulteriormente approfonditi in futuro, ma le attuali risultanze non giustificano una modifica ai limiti SAR stabiliti a livello comunitario.


I LIMITI E COME SI MISURANO

L'ICNIRP (International Commitee for Non-Ionising Radiation Protection), a cui fa riferimento l'OMS, è l'organizzazione indipendente che ha fissato le linee guida fondamentali fatte proprie da normative internazionali e armonizzate in materia di limiti alle emissioni elettromagnetiche. Per dispositivi come smartphone e cellulari, questi limiti sono pari a:

  • In Europa: 2,0 W/Kg - mediato su 10 grammi di tessuto contiguo (ovvero con proprietà elettriche quasi omogenee) in un periodo di 6 minuti
  • In USA: 1,6 W/Kg - mediato su 1 grammo di tessuto contiguo

Si suole spesso sottolineare che in USA valgono limiti più stringenti rispetto a quanto accade nel mercato europeo: in realtà bisogna tener conto che i due valori SAR sono espressi prendendo in considerazione aree di tessuto di estensione differente: i W/Kg si irradiano su 10 grammi di tessuto secondo il metodo di calcolo in vigore in Europa, mentre in 1 grammo di tessuto secondo il metodo di calcolo statunitense.

Il limite SAR dei 2,0 W/Kg è stato formalizzato nella Raccomandazione del Consiglio Europeo 1999/519/EC - si veda il prospetto allegato con specifico riferimento ai valori del SAR localizzato nel capo e nel tronco.


Capitolo a parte per le norme previste per la protezione dei lavoratori esposti a campi elettromagnetici nell'esercizio dell'attività professionale. Tale categoria di utenti non è contemplata dalla Raccomandazione 1999/519/EC (punto (3) dei considerando iniziali: sono state proposte norme minime per la protezione dei lavoratori dagli agenti fisici, che comprendono misure relative alle radiazioni non ionizzanti; la presente raccomandazione non contempla, pertanto, la protezione dei lavoratori nell'esposizione professionale a campi elettromagnetici)

Direttiva 2013/35/UE: limiti SAR per i lavoratori esposti a campi elettromagnetici nell'esercizio dell'attività professionale.

Per tale categoria di utenti i limiti, come si può notare dal prospetto, sono più elevati, ma l'argomento non si presta a semplici schematizzazioni perché afferisce all'articolata normativa sulle disposizioni minime di sicurezza dei lavoratori che comportano specifici obblighi a carico del datore di lavoro e prendono in considerazione ogni tipo di emissione elettromagnetica presente sul posto di lavoro o a cui il lavoratore si espone nell'esercizio dell'attività lavorativa, dalle basse frequenze (0Hz-10MHz) alle alte frequenze (100 kHz-300 GHz). Un punto di partenza per chi intende approfondire l'argomento è rappresentato dalla Direttiva 2013/35/UE.

Il braccio robotico con la sonda di campo, circondato dalle vasche contenenti il liquido che simula il tessuto umano.

In concreto, il calcolo del livello massimo di emissioni elettromagnetiche di un dispositivo elettronico viene effettuata con metodologie differenti a seconda della tipologia (telefoni cellulari, portatili, dispositivi a parte o a pavimento come router WiFi ed elettrodomestici), ed agli standard seguiti nei vari mercati da produttori e laboratori indipendenti.

Semplificando la metodologia nel caso del test di cellulari e smartphone, l'attrezzatura impiegata per effettuare il rilevamento comprende un braccio robotico, una sonda di campo magnetico e speciali vasche con una forma che riproduce quella della testa e del corpo. Nelle vasche viene versato un liquido speciale che simula le caratteristiche del tessuto umano.

Il cellulare o lo smartphone è posizionato sotto le vasche, e vengono effettuate più misurazioni che simulano il comune utilizzo del dispositivo in fase di chiamata e durante il trasporto. Un software elabora i dati rilevati dalla sonda e confronta i parametri con i limiti massimi consentiti dalla normativa. Come sarà ancor più chiaro in seguito, tali test vengono effettuati direttamente dai produttori o da laboratori specializzati ai quali i produttori di rivolgono.

LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI IVREA: NESSO DI CAUSALITA' TRA CELLULARE E TUMORE

I principali organismi internazionali, a partire dall'OMS, sono concordi nel ritenere che, al momento, non è possibile stabilire un nesso di causalità certo e diretto tra l'utilizzo del cellulare e l'insorgere di tumori. Un tribunale italiano, tuttavia, ha ribaltato questo assunto con la sentenza 96/2017 pubblicata il 21 aprile 2017. A pronunciarla in primo grado è stato il Tribunale di Ivrea, definita storica perché, per la prima volta, è stata affermata la consequenzialità tra uso prolungato del cellulare e insorgere del tumore. E' al tempo stesso una sentenza molto citata, ma molto meno linkata nel web, quindi chi vuole maturare autonomamente un proprio giudizio dovrebbe in primo luogo esaminare senza ulteriori filtri - può essere consultata QUI o tramite il link in fonte.

Ci limiteremo a mettere in evidenza (per i più pigri) i alcuni passaggi della pronuncia (tutte le parti virgolettate sono stralci della sentenza):

Per quanto il fatto e il contesto in cui si è verificato, si tratta di

malattia professionale per esposizione lavorativa a radiofrequenze da telefonia mobile in costanza di prestazione lavorativa

Nel caso specifico, il dipendente di Telecom Italia, Romeo Roberto, ha citato in causa l'INAIL chiedendo che gli fosse riconosciuto il danno biologico e i connessi benefici di legge. La sentenza prosegue nel merito aggiungendo:

l’istruttoria espletata ha senz’altro permesso di appurare che il sig. Romeo, a causa della sua attività lavorativa svolta come referente/coordinatore di altri dipendenti Telecom, abbia utilizzato in maniera abnorme telefoni cellulari nel periodo
1995/2010.

La sentenza quantifica anche tale uso abnorme utilizzando le prove testimoniali:

si può concludere che il ricorrente, coordinando una quindicina di colleghi, nell’ipotesi per così dire più prudente, utilizzasse con loro il telefono per almeno due ore e mezza al giorno (2 telefonate x 5 minuti x 15 colleghi); nell’ipotesi maggiore, le ore al telefono diventano oltre sette (3 telefonate x 10 minuti x 15 colleghi). Se si tiene conto, poi, che il ricorrente trascorreva altro tempo al telefono per riferire con i propri superiori e per “coordinarsi con il direttore lavori degli enti e le imprese esterne che coadiuvavano nei lavori” (vds. deposizione Musso), nonché nei fine settimana (vds. deposizione teste Romeo), è del tutto evidente che l’attore per 15 anni abbia fatto un uso abnorme del telefono cellulare per esigenze lavorative.

Mentre oggi le normative più recenti prescrivono che il datore di lavoro debba offrire appositi strumenti di tutela dei lavoratori per limitare gli effetti nocivi delle emissioni elettromagnetiche - si ricorda la Direttiva 2013/35/UE - nel caso specifico:

Nessuno strumento, poi, all’epoca era stato fornito al lavoratore per attenuare la sua esposizione alle radiofrequenze (tipo “cuffiette”)

Gli effetti nocivi dell'uso prolungato sono stati poi aggravati da altri fattori, come l'uso dei primi cellulari ETACS e l'utilizzo all'interno della vettura:

il tutto era aggravato dall’uso frequente di questi primi telefoni cellulari (per circa 5 anni, dal 1995 al 2000, con tecnologia Etacs) all’interno dell’abitacolo di una autovettura (vds. deposizioni testi Musso, Nani e Bilucaglia, che valutava il tempo trascorso alla guida dell’attore per motivi professionali pari ad almeno due ore giornaliere)

Per quanto riguarda il tipo di tumore (appartenente alla famiglia dei glioma), la sentenza prima mette il luce il tasso di incidenza e poi lo mette in connessione con il contesto che ha prodotto le condizioni per l'insorgere del medesimo. "Raro" è il termine che collega causa ed effetto e che viene usata per stabilire il nesso causale.

vi è la associazione tra un tumore raro (colpisce 0,7-1 persona su 100.000, vds. pag. 2 CTU) ed una esposizione altrettanto rara come l’utilizzo dal 1995 di telefonia cellulare ad elevate emissioni: se ne può, quindi, inferire che la rarità della doppia circostanza depone per una associazione causale

In sintesi: uso abnorme di tecnologia cellulare che per cinque anni ha coinciso con quella ETACS, usata in contrasto con quelle che sono ora le norme di sicurezza in ambito lavorativo e non (come l'utilizzo del cellulare in auto, o l'uso prolungato senza accessori esterni). Si tratta di condizioni che oggi non coincidono con il modello di utilizzo ''comune" del cellulare o dello smartphone, anche grazie all'opera di sensibilizzazione sul tema che all'epoca dei fatti non era ancora così marcata.

La sentenza ha parzialmente accolto la richiesta del ricorrente - il danno biologico riconosciuto è stato pari al 23 per cento a fronte della richiesta non inferiore al 37 per cento, e il Tribunale, a sostegno dell'esistenza del nesso di causalità, ha richiamato una valutazione dell'IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) risalente al 2011 che ha valutato l'esposizione ai campi elettromagnetici ad alta frequenza definendoli "cancerogeni possibili per l'uomo" (categoria 2B).

Anche questa definizione viene spesso ripresa, ma meno spesso sufficientemente descritta usando fonti ufficiali. Lasciamo parlare l'OMS che nel Promemoria pubblicato sempre nel 2011 (lo potete consultare QUI) scriveva:

la IARC ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come possibilmente cancerogeni per l’uomo (Gruppo 2B), una categoria utilizzata quando un’associazione causale viene considerata credibile, ma non si può escludere con ragionevole sicurezza che l’osservazione sia dovuta al caso, a distorsioni o ad effetti di confondimento.

Come detto in precedenza, negli anni successivi al 2011 l'OMS non ha cambiato la sua posizione sull'argomento, tuttora chiaramente espressa nella sezione Ricerca sui campi elettromagnetici pubblicata nel sito ufficiale dell'organizzazione.

SAR CERTIFICATI PIU' BASSI EQUIVALGONO A MAGGIORE SICUREZZA?

La risposta sintetica potrebbe essere "si". La realtà delle cose però è un po' più complessa delle schematizzazione. Partendo dal presupposto che tutti i cellulari e gli smartphone in commercio, per poterlo essere, devono aver preliminarmente soddisfatto le normative del settore, i valori massimi misurati, come ricorda chiaramente la FCC, non sono in grado di rappresentare l'assorbimento di energia elettromagnetica tipica, ovvero quello che si riscontra usando lo smartphone al di fuori dello scenario di test.

Per questa ragione, una semplice classifica degli smartphone basata sul valore massimo di SAR certificato appare abbastanza fuorviante, benché sia un contenuto molto gettonato in rete. Facciamo un passo indietro alle modalità di test, prendendo spunto da quello che dichiara esplicitamente la FCC:

Per determinare la conformità, ogni telefono cellulare viene testato funzionando al massimo livello di potenza in tutte le bande di frequenza in cui opera, e in varie posizioni della testa e del corpo simulati [...]

Il valore certificato, quindi, è quello massimo riscontrato nelle condizioni di prova peggiore (ovvero alla massima potenza), ma tale valore:

non indica la quantità dell'esposizione RF nell'esperienza consumer durante il normale utilizzo del device

Le variabili in gioco nel cosiddetto ''normale utilizzo del device" sono molteplici e si notano riflettendo sulle metodologie di test: uno smartphone può registrare il valore più alto di SAR solo in una banda di frequenza, mentre l'efficienza dello smartphone può rendere non necessario raggiungere la massima potenza, o richiederla solo per brevi periodi - gli smartphone variano dinamicamente la potenza richiesta.

Alcuni esempi renderanno ancor più chiaro quanto esposto. Partendo dalla premessa che nei tre casi sotto elencati lo smartphone A ha un valore di SAR massimo certificato superiore a quello dello smartphone B:

  1. In una singola misura (es. banda)/condizione di uso) lo smartphone A ha un valore massimo di SAR maggiore rispetto a quello rilevato in tutte le misure/condizioni d'uso dello smartphone B, ma lo smartphone B ha valori più elevati nelle restanti misurazioni. In condizioni di utilizzo normali, lo smartphone B produrrà più energia elettromagnetica dello smartphone A, anche se quest'ultimo fa segnare il valore SAR più elevato in assoluto.
  2. Lo smartphone A riesce a gestire il modulo radio in maniera più efficiente rispetto allo smartphone B, quindi richiede meno potenza per operare. Pur registrando il valore massimo più elevato alla massima potenza, di fatto chi usa lo smartphone B è esposto ad una maggior quantitativo di onde elettromagnetiche.
  3. Il valore più elevato dello smartphone A è stato registrato simulando una posizione che l'utente utilizza raramente o non utilizza per niente. Mentre il più elevato dello smartphone B in una posizione che viene spesso usata dall'utente.

Se non è possibile stabilire a priori la quantità di energia elettromagnetica assorbita nell'utilizzo normale dall'utente qual è allora la soluzione per chi vuole ulteriormente ridurre tale rischio? La risposta è ricorrere al buon senso, usando lo smartphone con moderazione, poco a contatto con testa e corpo, e ricorrendo al vivavoce o ad auricolari esterni.

Posson sembrar consigli banali, ma, conclude la FCC - ed è opinione largamente condivisa - che:

queste misure, in generale, hanno molto più impatto sull'assorbimento dell'energia elettromagnetica rispetto alle piccole differenze nel SAR tra singoli smartphone, che, in ogni caso, per i consumatori rappresentano un confronto inaffidabile dell'esposizione RF, date le variabili dell'uso individuale.

OBBLIGHI E CONTROLLI

Lecito chiedersi qual è il ruolo dei produttori di smartphone e cellulari nella disciplina delle emissioni elettromagnetiche. In Europa, così come avviene negli Stati Uniti, la disciplina attribuisce la responsabilità ai produttori, ma anche gli importatori e i distributori sono chiamati in causa. Il tema è strettamente legato alla disciplina della marcatura CE, per ottenere la quale i produttori devono rispettare anche (ma non solo) i limiti in termini di emissioni elettromagnetiche.

Per schematizzare l'impianto normativo comunitario si può evidenziare che la

Direttiva >> richiama Norme Armonizzate (standard condivisi a livello europeo e attuate dalle normative nazionali) >> che i produttori devono rispettare >> il rispetto delle norme armonizzate crea un presunzione di conformità >> se le norme armonizzate non sono rispettate, i test vengono svolti con la collaborazione dei cosiddetti organismi notificati (es. laboratori specializzati) il cui elenco è tenuto della singole autorità di notifica nazionali - in Italia è il Ministero dello Sviluppo Economico.

La legge italiana indica chiaramente quali requisiti un'apparecchiatura radio (cellulari, smartphone, ma anche modem WiFi, telefoni DECT, etc.) deve rispettare per essere venduta, come sottolinea il Ministero dello Sviluppo economico:

Per poter essere immessi sul mercato e circolare nell'Unione europea, le apparecchiature radio devono rispondere ad una serie di requisiti, stabiliti a livello comunitario dalla Direttiva 2014/53/UE, recepita dall’ordinamento italiano con il decreto legislativo 22 giugno 2016 n. 128 .

La Direttiva 2014/53/UE fa riferimento a norme armonizzate (sinonimo di standard armonizzato nella comunità europea). Tali standard vengono stabilite dal CENELC, nel caso dei dispositivi elettrici ed elettronici. I produttori non sono obbligati a rispettarli, ma devono sempre dimostrare che il prodotto sia rispondente a tutte le direttive applicabili al prodotto. Se il produttore non segue le norme armonizzate, deve rivolgersi ad un Organismo Notificato - ad esempio, per certificare prodotti che non si prestano ad essere valutati applicando interamente tali norme

La responsabilità è posta a carico del fabbricante o dell'importatore (se il prodotto proviene da Paesi extraeuropei): tali soggetti dovranno provvedere ad immettere sul mercato solo prodotti conformi alle normative sopra indicate. La marcatura CE e la dichiarazione CE di conformità redatta dal fabbricante/importatore sono gli unici strumenti per dimostrare la rispondenza del prodotto ai requisiti di legge.

Tali requisiti comprendono, tra gli altri, quelli sulla protezione della salute e sicurezza delle persone, su un adeguato livello di compatibilità elettromagnetica* e sull'efficace utilizzo dello spettro radio. Il produttore deve predisporre inoltre un Fascicolo Tecnico in un vengono descritte le caratteristiche tecniche del prodotto e i test a cui è stato sottoposto.

*l’idoneità di un apparecchio elettrico e/o elettronico, di un’apparecchiatura e di un impianto contenenti componenti elettrici e/o elettronici, a funzionare nel proprio ambiente elettromagnetico, senza provocare disturbi elettromagnetici intollerabili in altre apparecchiature presenti nello stesso ambiente

IN CONCRETO:

Per dare concretezza a quanto riportato, si invita ad esaminare una dichiarazione di conformità di un produttore di un dispositivo che emette energia elettromagnetica e che è posto a diretto contatto con il corpo (nel caso specifico - ved documento a seguire - uno smartwatch per bambini).


Sotto la voce "Standard applicati", per quanto riguarda le prescrizioni dell'art 3.1.a della Direttiva 2014/53/UE "RED" (protezione della salute e della sicurezza di persone e animali), si individuano una serie di sigle che corrispondono ad altrettanti standard. Ad esempio, l'EN 62209-2 descrive la metodologia per misurare i valori di SAR di dispositivi radio che vengono utilizzati a stretto contatto con il corpo umano; come si può notare, tali standard entrano direttamente a far parte dei requisiti senza soddisfare i quali non è possibile ottenere la marcatura CE e la dichiarazione di conformità e, quindi, immettere sul mercato il dispositivo.

Altro aspetto rilevante è il riferimento alla formula:

dichiara sotto la propria esclusiva responsabilità che il prodotto sopra indicato è conforme ai requisiti essenziali della direttiva 2014/53/UE e che tutte le verifiche radio essenziali sono state eseguite.

Si ha quindi una responsabilità esclusiva dell'azienda produttrice/distributrice e la presunzione di conformità perché i requisiti essenziali della normativa (le norme armonizzate) sono stati rispettati.

Il Ministero dello sviluppo Economico si occupa anche di autorizzare e notificare gli organismi di valutazione di conformità, ovvero organismi terzi indipendenti dal fabbricante, che, in base alla normativa 2014/53, possono coadiuvare il fabbricante nell'attività necessaria ad ottenere la marcatura CE. L'elenco degli organismi notificati ai sensi della direttiva RED può essere consultato collegandosi qui.

C'è poi un'articolata rete di controlli a livello nazionale: nel nostro Paese il vertice è rappresentato dal Ministero, che opera in collaborazione con la Polizia postale e delle comunicazioni, e la periferia si estende sino agli Ispettorati territoriali e ai laboratori privati accreditati che possono coadiuvare il Ministero nell'attività di vigilanza. Soggetti destinatari dei controlli sono produttori, importatori e anche i distributori. Poteri e modalità di svolgimento dei controlli sono disciplinate dal Decreto Ministeriale 7 aprile 2017.

LE INFORMAZIONI FORNITE DAI PRODUTTORI ALL'UTENTE FINALE

La responsabilità dei produttori nei confronti della legge è stata sufficientemente chiarita, ma come si comportano le aziende produttrici di cellulari e smartphone nei confronti degli utenti finali? I valori di SAR e le problematiche relative alle emissioni di onde elettromagnetiche sono comunicati in maniera semplice ed efficace? Sono riportate nella scheda tecnica del prodotto? Il produttore aggiunge ulteriori considerazioni sull'uso corretto dello smartphone? Abbiamo provato ad immedesimarci nell'utente finale che, prima dell'acquisto, si collega nel sito del produttore per consultare i dati relativi a SAR e ad emissioni elettromagnetiche. Il nostro campione di analisi coincide con le principali aziende impegnate nel settore smartphone. La ricerca più banale si risolve nell'accostare il nome del produttore al tag SAR su Google.

Per una più rapida consultazione, si può passare direttamente al paragrafo del singolo produttore:

Apple

La pagina RF Exposure si raggiunge facilmente e consente di individuare tutte le informazioni sulle emissioni elettromagnetiche, tramite sotto-sezioni che raggruppano i prodotti della casa di Cupertino. In ciascuna sezione è possibile selezionare il prodotto e la variante dello specifico modello, es. iPhone > iPhone 8 Plus > A1863 con descrizioni chiare che confermano la rispondenza del dispositivo alle normative di legge. Sono chiariti i valori SAR dei singoli dispositivi e rapportati ai valori massimi in maniera dettagliata. Non mancano consigli su come ridurre le emissioni mediante l'utilizzo di vivavoce e auricolari. Il valore SAR non viene riportato direttamente nella scheda prodotto, ma tutte le informazioni sono localizzate in lingua italiana.


Asus

Nel caso di Asus la ricerca appare un po' meno immediata. Il produttore non dedicata ai valori SAR una pagina nel sito ufficiale, e la ricerca tramite Google con la chiave "Asus SAR" punta a siti non ufficiali; le informazioni sono comunque reperibili nel manuale utente del prodotto, che può essere liberamente scaricato a prescindere dall'acquisto. Nella stessa sezione è possibile scaricare la dichiarazione di conformità CE. Informazioni non sempre localizzate in lingua italiana, ma complessivamente complete, a patto di sapere dove andare a cercarle.



Huawei

La pagina ufficiale Safey, Regulatory And Legal Information, contiene un paragrafo relativo alla conformità alla normativa europea, comprendente il riferimento ai limiti massimi validi nel nostro mercato. Tramite la sezione supporto, inoltre, è possibile individuare altre indicazioni sulle misurazioni SAR che rimandano alle informazioni contenute nei manuali prodotto. Purtroppo la pagina sulle norme di sicurezza e i materiali di supporto non sono localizzati in lingua italiana (e risultano assenti nel sito italiano del produttore). Il manuale utente è comunque in grado di fornire le informazioni desiderate - si suggerisce di scaricare la guida rapida se i dati non sono presenti nella guida completa. Il download di materiale e guida rapida possono essere effettuati tramite la pagina di supporto.

HUAWEI P10 LITE GUIDA DI AVVIO RAPIDO

LG

Ottimo, così come nel caso di Apple, il servizio informativo fornito da LG. Il risultato della ricerca "LG SAR" porta subito alla pagina ufficiale Informazioni SAR localizzata anche in lingua italiana, contenente le informazioni di base che è giusto conoscere (cosa indica il SAR ed altre informazioni importanti per l'utente) insieme al riferimento alla dichiarazione di conformità e ai campi di testo che permettono di verificare immediatamente il valore SAR di tablet e smartphone del produttore. Si dovrà solo avere l'accortezza di utilizzare non il nome commerciale, ma il model number: es, nel caso di LG G6, bisognerà usare il tag "LG-H870"


Motorola

Anche Motorola ha predisposto un'apposita pagina nel sito ufficiale (facilmente individuabile utilizzando la chiave di ricerca "Motorola SAR") che contiene alcune informazioni preliminari e invita a selezionare la nazione di appartenenza per informazioni più specifiche sui singoli modelli. L'Italia manca, al pari della localizzazione nella nostra lingua, ma è sufficiente selezionare un'altra nazione europea per accedere direttamente alle informazioni sui limiti SAR dei singoli modelli suddivisi nelle varie famiglie: Moto Z, X, G, E, C e Others.


HMD/Nokia

Sostanzialmente immediata la ricerca della pagina di supporto ufficiale nel caso di HMD/Nokia (si raggiunge facilmente sia con la chiave "Nokia SAR" sia con "HMD SAR"). La pagina ufficiale è localizzata in lingua italiana e comprende un sottomenù che permette di selezionare sia l'area geografica, sia il modello di cui si vogliono conoscere i valori SAR. La consultazione è semplice e immediata e non costringe a scaricare ed a consultare il manuale utente.


Samsung

Il produttore coreano fornisce un'indicazione chiarissima sin dal risultato della ricerca effettuata con la chiave "Samsung SAR", che restituisce al primo posto un'indirizzo localizzato in lingua italiana: "Controlla il valore SAR". Tale sezione del sito ufficiale permette di selezionare area geografica, lingua, e inserire il model number del dispositivo desiderato per procedere alla verifica del valore SAR. Non manca una breve descrizione di cos'è il SAR, un video informativo e un'utile selezione di link a siti di organizzazione ed enti che sono coinvolte nella disciplina delle emissioni elettromagnetiche.


Sony

Nel sito ufficiale del produttore nipponico è possibile individuare la sezione Health and Safety (non localizzata in lingua italiana) contenente alcune informazioni generiche sul SAR, rimandi a siti istituzionali connessi all'argomento (tra cui l'ICNIRP) e un generico rimando alla sezione di supporto per individuare informazioni più specifiche su un singolo modello. Le informazioni sul SAR sono facilmente consultabili scaricando il documento tramite la sezione di supporto. Si tratta di materiale messo in bella vista nella scheda del prodotto che non richiede la consultazione dell'intero manuale utente. Il documento è multilingua e localizzato anche in italiano.


Xiaomi

Xiaomi è uno dei principali produttori cinesi e non è ancora fortemente radicato nel mercato occidentale con una propria struttura di vendita. I terminali cinesi sono stati spesso considerati con una certa diffidenza per quanto riguarda le emissioni elettromagnetiche, ma ricordiamo che qualsiasi prodotto commercializzato nel mercato europeo deve rispettare le direttive comunitarie e che gli obblighi valgono anche nei confronti degli importatori e dei distributori e non solo a carico dei produttori.

Ciò detto, si può rilevare che Xiaomi, alla stessa stregua degli altri big del mercato smartphone, ha predisposto una pagina ufficiale che permette di verificare in maniera molto rapida quali sono i valori SAR dei suoi smartphone. La pagina richiama la raccomandazione del Consiglio (1999/519/EC) che ha fatto proprio il valore limite dei 2W/kg. Tramite il menu posto sulla sinistra è possibile selezionare rapidamente tutti gli smartphone della linea Mi e Redmi e verificare il valore SAR massimo.


ZTE

ZTE è un altro produttore cinese che non si esime dall'esibire tutta la documentazione relativa alla dichiarazione di conformità e ai valori SAR dei suoi smartphone. Le informazioni sono contenute nella pagina certification.ztedevice.com che si raggiunge dopo qualche ricerca in internet. Si tratta dell'elenco dei dispositivi prodotti dell'azienda accanto al nome dei quali si trovano i link per il documento SAR e al documento relativo alla dichiarazione di conformità.


In sostanza, tutti i produttori esaminati rendono pubbliche le informazioni sui valori SAR, chi in maniera più immediata, chi chiamando il potenziale acquirente ad effettuare qualche ulteriore ricerca. Partendo dal presupposto che i prodotti in commercio in Europa provenienti dai marchi più conosciuti esibiscono tutti valori sotto il limite massimo, a questo punto dovreste essere in grado di seguire lo stesso metodo di ricerca anche per i terminali dei brand non riportati in elenco - sempre fatte salve le considerazioni effettuate nel paragrafo Sar certificati più bassi equivalgono a maggiore sicurezza? Si invita, quindi, a diffidare di fonti non ufficiali che possono riportare valori non corretti.

FAQ

  1. Cosa significa SAR? Specific Absorption Rate, indica la quantità di energia elettromagnetica assorbita dal corpo umano per unità di massa
  2. Perché è importante conoscere il valore SAR? Molteplici studi ritengono che, per evitare danni alla salute, la quantità di energia elettromagnetica assorbita dal corpo umano non debba superare determinati limiti
  3. Qual è il limite SAR valido nel mercato Europeo? 2,0 W/Kg mediato su 10 grammi di tessuto contiguo in un periodo di 6 minuti. Tale valore nel mercato statunitense è pari a 1,6 W/Kg su 1 grammo di tessuto contiguo.
  4. Perché si parla spesso di SAR rapportato a cellulari e smartphone? Perché si tratta di dispositivi che generano campi elettromagnetici e che vengono utilizzati a stretto contatto con il corpo.
  5. Cosa esprimono i valori SAR dichiarati dai produttori di cellulari e smartphone? Ii valore SAR più elevato registrato alla massima potenza in tutte le bande supportate.
  6. Valori SAR più bassi equivalgono a maggior sicurezza? In teoria si, in pratica i cellulari e gli smartphone sono progettati per limitare il funzionamento alla massima potenza, e variano continuamente la potenza effettiva. Pertanto un terminale che usa in maniera più efficiente il modulo radio, pur avendo un valore SAR massimo più elevato, potrebbe produrre meno emissioni elettromagnetiche rispetto ad uno che la utilizza in maniera meno efficiente. Il SAR massimo non può essere considerato l'unico valore rilevante nell'effettiva esperienza d'uso.
  7. Dove si può controllare il valore SAR di cellulari e smartphone? Dipende dai singoli produttori: l'informazione è riportata in pagine ufficiali presenti nei siti istituzionali, nelle schede tecniche o nei manuali utenti (scaricabili in rete anche prima dell'acquisto). Una ricerca in rete, nella maggior parte dei casi, è sufficiente per individuare le informazioni desiderate (tag "Nome del produttore + SAR"). Evitare fonti non ufficiali e pseudo-classifiche dei modelli con il SAR massimo più contenuto.
  8. Per ridurre l'assorbimento di onde elettromagnetiche è più utile scegliere un cellulare o uno smartphone con livelli di SAR più contenuti o ricorrere ad accessori come cuffie cablate e vivavoce? Tra le due opzioni risulta molto più efficace la seconda. Allontanare di 30-40 cm il dispositivo dalla testa o dal busto è molto più efficace che sostituirlo con un dispositivo che emette meno onde elettromagnetiche.
  9. Acquistare un cellulare o uno smartphone accompagnato da marcatura CE garantisce l'acquirente sui livelli di SAR? Si. La Comunità Europea ha adottato una normativa armonizzata che fa proprio il limite SAR dei 2,0 W/Kg. Il produttore, sotto la sua responsabilità, dichiara che il prodotto è conforme alla normativa comunitaria. Senza tale dichiarazione non è possibile ottenere la marcatura CE. Un dispositivo con marcatura CE garantisce il rispetto delle norme comunitarie in materia di emissioni elettromagnetiche.
  10. E gli smartphone cinesi? Se si resta sui top brand cinesi non fa differenza: anche in questi casi vengono indicati in maniera chiara i livelli SAR massimi e la conformità agli standard europei. Se si tratta di modelli immessi in commercio nel mercato europeo gli stessi obblighi di garantire la conformità agli standard europei ricadono sugli importatori e i distributori. Diffidare dei brand poco noti che non dichiarano il valore di SAR e/o sono sprovvisti di marcatura CE
  11. Esiste un nesso di causalità certo e dimostrato tra l'uso del cellulare e l'insorgere di tumori? No, sono di tale avviso organismi autorevoli, come l'Organizzazione Mondiale della Sanità e l'Unione Europea. Al tempo stesso, tali organismi sottolineano la necessità di continuare ad effettuare altri studi sugli effetti a lungo termine dell'esposizione alle onde elettromagnetiche.
  12. Nel 2017, però, un tribunale italiano ha affermato il nesso di causalità tra l'insorgere di un tumore raro e l'uso del cellulare. E' vero, ma nel caso specifico lo stesso tribunale ha definito "abnorme" l'uso del cellulare fatto nell'esercizio dell'attività lavorativa, in un periodo, la metà degli anni 90, in cui la tecnologia cellulare, la disciplina normativa e la sensibilizzazione sul tema delle emissioni elettromagnetiche avevano ancora molto passi avanti da compiere.
  13. Non sono ancora convinto che non sia nocivo usare cellulare e smartphone, cosa posso fare per contenere ulteriormente i rischi? Non farne un uso abnorme, usare quando possibile vivavoce e cuffie cablate, effettuare chiamate telefoniche preferibilmente in zone con un segnale elevato, che non costringe lo smartphone ad utilizzare la massima potenza (e quindi a produrre il livello di emissioni elettromagnetiche più elevato).
FONTI:

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Commenti

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Marco Procaccino

Da quanto ho capito le misurazioni che i produttori fanno sono due:

- SAR body: misurazione sar fatta ad una distanza variabile tra 5 e 15mm dal fantoccio

- SAR head: misurazione fatta a distanza 0mm dal fantoccio.

Difatti, come si evince dall'articolo, il limite di 2 W/kg è posto per l'assorbimento "localizzato a capo e collo".

Per cui, i SAR forniti di tipo "head" dovrebbero essere tutti perfettamente comparabili.

dicolamiasisi

è obsoleto

Dante

Sono molto più dannosi i commenti dei ritardati tipo ryu alias frank west, sparda e jack1234 alias shonanonibalìku nella sezione Giochi, o quelli della cricca di dementi di IGN Italia!!! LOL

@curlymoka

Scusate ma a questo punto se non c'è una distanza ufficiale con cui effettuare i test questi valori hanno poco senso: Per esempio un iPhone 7 A1778 ha come valori Limite SAR 2,0 W/kg (oltre 10 g) Testa: 1,38 Corpo: 1,34 misurati ad una distanza di 5mm (come dice il sito ufficiale Apple) mentre un samsung galaxy s8 Limite SAR 2,0 W/kg (oltre 10 g) SAR testa : 0.315 W/Kg
SAR corpo : 1.27 W/Kg però, sempre sul sito ufficiale samsung, c'è scritto che il testo è stato effettuato a 0,5cm e quindi a 50mm, quindi è ovvio che i valori di Apple siano più alti.

Alexornot

piccolo OT: ma qualcuno sa perché il sito di hdblog con un ipad 3 e Ios 9.3.5 non funziona più? In Safari e anche altri browser non apre più le immagini....

SirMau

A livello locale, cioè la parte che è vicina allo smartphone, bene non gli fa. Ma essendo una zona limitata il corpo riesce a reagire e a eliminare possibili problemi.
Devi tenere presente che dipende da quante radiazioni ricevi globalmente ogni giorno e quindi sommarle tutte. Non è assolutamente facile capire il limite biologico perché cambia da persona a persona.
Io, fossi in te, nel dubbio lo terrei il più lontano possibile. Potresti comprarti un borsellino e metterlo lì dentro visto che lo tieni tutto il giorno tutti i giorni sempre con te.

francesco

metti il portafoglio nella tasca davanti fra telefono e gamba in questo modo il grosso del calore e radiazioni non dovrebbero andare sul corpo :) (non è scientifico eh ma credo che funzioni...)

artick82

in teoria no perche il bluetooth ha radiazione molto inferiore

Luca Tognoni

Daii

CapitanoFindus

Se non vuoi avere figli no, non è un problema

Grezzo

non nominare il nome di d10 invano

Luca Tognoni

Grazie ;)

Luca P.

Il picco delle radiazioni lo ricevi in fase di chiamata. Quando il telefono è in standby emette meno radiazioni, però devi tener conto della copertura del tuo operatore: se sei in una zona dove c'è poco segnale, il telefono, per rimanere agganciato alla cella di zona emette più radiazioni del solito, non come in fase di chiamata, ma più di una zona da "4 tacche" ;-)

Luca P.

Ni: quando sei fuori casa per connetterti con WhatsApp ed usarlo per chiamare, devi sfruttare la connessione 3G (o 4G) che in fase di utilizzo emette radiazioni quanto una telefonata perché sempre di connessione ad una cella telefonica stiamo parlando...
Quando sei a casa e sfrutti il WiFi, allora il discorso cambia, dato che la potenza delle radiazioni del WiFi sono più basse e la parte telefonica è solo in standby.

Forse non ti é chiaro il campo magnetico cosa comporta e come si crea...
Il BT arriva a 5m, l'emissione é nulla praticamente.
Il cellulare deve trasmettere attraverso i muri e inviare il segnale a 5km di distanza. Questo é il problema! Per riuscirci deve creare un campo magnetico enorme e trasmettere con tanta potenza. Il fatto é che prima dell'antenna e prima dei muri ci sei tu... Le onde passano attraverso la tua testa con tantissima potenza.

Anche il WiFi é alto, ma molto meno rispetto al GSM. Il BT é davvero trascurabile.

Fa male? In USA avevano un'antenna da 20GHz per poter comunicare con i soldati in Africa. Tutti i soldati che lavoravano vicino a questa antenna sono morti di cancro entro 15 anni. Il cellulare é solo 2,4GHz e trasmette solo fino a 5-20km, non 200-2000km. Ma non si può negare che non sia nocivo.

perché tu inserisci una scheda SIM nell'Apple watch?

Luca Tognoni

Una domanda: non ho letto tutto l'articolo, ci sono problemi a tenere lo smartphone tutto il giorno nella tasca dei pantaloni? O il problema è solo quando lo si utilizza per chiamare?

d_

Non nego problemi di stupidità, se uno usa le cuffie a tutto volume h24.

densou

per l'itaGlia questo è un problema al momento trascurabile, i danni da esposizione ad amianto (disastrosi anni '80 e '90, quando tanti centri urbani venivano pure investiti dalle polveri spinte dal vento da complessi industriali) stan già facendo spendere a SSN 5 MLD all'anno e è la priorità più urgente: da qui ad altri 20 anni, vedrete senza bonifiche massicce e screening adeguati, quanti nuovi casi ci saranno :(

Zeronegativo

Aspetto i soliti "eh ma xiaomi barahh!!11! Appel non ti fa venire il cancro e le sue radiazioni ti rendono migliore"
Bell'articolo,by the way

Marco Seregni

Bell'articolo. tra l'altro pure scritto bene in italiano e senza errori nonostante la lunghezza (mentre altri articoli hanno 3-4 errori in 20 righe). Si denigrano sempre i "giornalisti" di HDblog, finalmente uno che sa fare il suo lavoro :)

.wizard.

Complimenti per l'articolo completo ed esaustivo. Fare chiarezza su argomenti del genere è molto importante per rendere noi consumatori piu "informati sui fatti" :D

Antonio Guacci

Spero che adesso sia chiaro perché io non veda di buon occhio gli smartwatch con funzioni telefoniche, e preferisca usare il più possibile lo smartphone poggiato su un piano e non in mano (evviva lo sblocco anteriore!), col vivavoce ove possibile, altrimenti il più delle volte con auricolare Bluetooth abbinato.

look47

Neghi che ci siano problemi di sordità dovuti all'eccitazione eccessiva dell'udito?

d_

No, se sono con il cavo.

Kircher Papa

Ottimo articolo con alcune piccole inesattezze. Spero che adesso i bimbiminkia del SAR capiscano che un conto è il SAR e un conto è l'energia assorbita.

stiga holmen

Non ammetterli è sinonimo di imbecillità infatti.
Saluti.

Everything in its right place.

Articolo troppo complesso. Un bel tabellone con i valori, un titolo "X FA VENIRE IL CANCRRO" e il flame era servito.

Tra l'altro ovviamente c'è gente che si lamenta nei commenti.

look47

Perché le tenere le cuffiette invece non dà alcun problema, vero?

look47

Complimenti per l'articolo completo ed esaustivo.

KenZen

...bravo. Ammettere i propri limiti è sinonimo di intelligenza.
Saluti

stiga holmen

Ok dottore dietologo illustrissimo.

KenZen

Fossi in te eviterei di replicare scrivendo cose che non sai.
Saluti

stiga holmen

Vai sentiamo cosa proponi....

stiga holmen

Le diete servono eccome anche senza fare sport. Vallo a dire ai milioni di super obesi che perdono decine di kg stando a letto.

Non è dieta, non mangiano nulla e consumano tutto l'eccesso che hanno.
La dieta per stare bene non centra nulla con la dieta per dimagrire....

Il cantiere lo vedo dall'ufficio, comodamente seduto.

Yuto Arrapato

Secondo me possono aiutare molto gli smart watch specie ora col bt 5.0
Pad esempio in casa o in ufficio puoi tenerlo lontano dal corpo e comandare il tutto da orologio

KenZen

Mi limito a replicare a chi rompe con stupidità immani e gli viene permesso di continuare.
Tu che problemi hai a parte quello di sentirti in dovere di dire la tua nonostante non abbia seguito la vicenda?
Saluti

alexhdkn

Gli LG nella guida?

saccottino

Ma una mi band o un qualsiasi apple watch/android wear che hanno il bluetooth sempre attivo? Si hanno notizie dell'impatto sulla salute?

Matteo Ronchi

Tu guardi solo le figure vero?

Alessio Ferri

Esattamente che problemi hai?
E da quando si sbandiera in giro la propria ricchezza? Di solito non si fa, lo fanno solo i pezzenti arricchiti che devono far vedere che ce l'hanno fatta.

Alessio Ferri

Non sono le onde, ma il calore generato a breve distanza

Alessio Ferri

Si parla di energia dissipata dal corpo umano, non di campi elettromagnetici fini a se stessi, il wi fi è troppo lontano.

Marco Perrone

Praticamente la maggior parte degli ultimi smartphone cinesi non hanno il livello sar ..tipo doogee , leagoo s8 , blackview ...Ecc perche ' mi chiedo .. è controproducente x loro .. Vorrei comprare uno di quei telefoni ma non riuscendo a vedere il sar .. non voglio rischiare sulla Mia pelle..

M3r71n0

SaIvatore Carrozzlni

SAR CERTIFICATI PIU' BASSI EQUIVALGONO A MAGGIORE SICUREZZA?

un grafico d'esempio può valere più di mille parole... https://uploads.disquscdn.c... e un Note può fare la dfferenza in termini di velocità :-P

ghost

Fa male nel senso che la accusiamo come qualsiasi onda ma la potenza del segnale è molto inferiore rispetto a una telefonata

ghost

Penso sia uguale o peggiore a una chiamata visto che in entrambi i casi il telefono si scalda.
Whatsapp = usi tanto il 4g
chiamata = usi la telefonata

lordsheva

Dillo ad Apple!

Superdio

Telefonare con WhatsApp piuttosto che con la linea tradizionale è più "salutare" in termini di onde elettromagnetiche?

Razor

ottimo argomento!

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