Rifiuti elettronici: 67000 tonnellate trattate da Remedia nel 2016

22 Giugno 2017 6

Il mercato della tecnologia di consumo ha tanti aspetti positivi ed altrettanti negativi, tra cui la capacità di produrre grandi quantità di ''spazzatura hi-tech", complice anche un ritmo di produzione forsennato, che spinge l'utente finale a sostituzioni di prodotto anche quando il medesimo potrebbe svolgere onoratamente il proprio servizio per altri anni a venire.

Per trasformare in virtuoso quello che è un circolo vizioso (produzione e dismissione del prodotto) sono attivate a più livelli dinamiche che cercano di attuare il modello dell'economia circolare: i prodotti che giungono al termine del ciclo di vita vengono riciclati e reimmessi nella filiera produttiva. Si comprende come il ruolo di chi svolge tale attività sia determinante per la buona riuscita del modello.

Nel nostro Paese il Consorzio Remedia si occupa di tale attività: è il principale Sistema Collettivo italiano senza scopo di lucro che gestisce i cosiddetti RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche e Elettroniche) secondo criteri eco-sostenibili. Remedia ha da poco presentato il Green Economy Report che permette di fare il punto sui risultati ottenuti nel 2016. Un anno che si apre con numeri indubbiamente importanti, come ricorda Walter Rebosio, Presidente del Consorzio Remedia.

Il 2016 è stato per noi un anno estremamente positivo: abbiamo registrato una grande crescita, con oltre 400 nuovi Produttori che hanno scelto di aderire a Remedia e il 68% in più di rifiuti tecnologici gestiti, quest’anno di oltre 67mila tonnellate

Infografica Fonte Remdia - clicca per ingrandire

Il rapporto scende poi più nel dettaglio snocciolando ulteriori dati:

  • Delle oltre 67 mila tonnellate di rifiuti raccolti e trattati, oltre 58 mila tonnellate sono costituite da RAEE domestici, oltre 5.500 tonnellate RAEE professionali, più di 3400 tonnellate pile e accumulatori, e 1900 tonnellate di altri rifiuti e imballaggi
  • 43,376 tonnellate di rifiuti pericolosi gestiti, numeri che a detta di Remedia consentono di porsi come il primo consorzio del settore
  • Puntualità del servizio del 99% sui RAEE domestici raccolgi in 2.280 centri di raccolta comunali
  • 311 mila tonnellate di CO2eq evitate e risparmiati 1 milione di metri cubi d'acqua, 107 mila tonnellate di risorse e 626 ettari di terreno
  • 24 milioni di euro di importazioni in meno recuperando le materie prime (85,1% di metallo, 14,8% di plastica, 0,1% di vetro)
  • Valore economico distribuito oltre 15 milioni di euro

Anche chi non segue assiduamente le tematiche in oggetto può percepire i benefici ambientali ed economici derivanti dall'attività di recupero di quanto è stato già immesso sul mercato. Per percepirne la portata, può essere utile riflettere su alcune informazioni ulteriori presenti nel rapporto, nello specifico qual è il destino delle tonnellate di rifiuti trattati da Remedia:

  • L''87,6% è stato avviato al recupero di materia
  • Il 4,4% trasformato in energia solare
  • il 7,6% destinato allo smaltimento in discarica
  • Lo 0,4% destinato alla termodistruzione

In altri termini, solo una minima parte dei rifiuti non è stata reimmessa in circolo.

Altro dato su cui riflettere è l'indotto che questo circolo virtuoso crea anche dal punto di vista occupazionale: Danilo Bonato Direttore Generale di Remedia ricorda a riguardo:

La Circular Economy offre opportunità importanti di crescita di qualità per l’intero Paese, pari al almeno 50 miliardi di euro e 100.000 posti di lavoro nell’arco dei prossimi 5 anni

E in tutto questo i produttori di tecnologia avranno un ruolo sempre più rilevante in futuro, come si legge nel rapporto che si sofferma anche sulla cosiddetta EPR (Responsabilità Estesa del Produttore). In sostanza, i costi di smaltimento dei rifiuti vengono trasferiti dalla collettività ai produttori che devono ripartirli in base alla quota di peso dei prodotti immessi in commercio. Il riferimento alla maggiore rilevanza del ruolo dei produttori si giustifica alla luce della discussione in seno alla UE sul pacchetto di norme della Circular Economy che dà ampia rilevanza proprio al ruolo dei produttori.


6

Commenti

Regolamento Commentando dichiaro di aver letto il regolamento e di essere a conoscenza delle informazioni e norme che regolano le discussioni sul sito. Clicca per info.
Caricamento in corso. Per commentare attendere...
piervittorio

Tutti i consorzi RAEE, RPA e quelli della filiera degli imballaggi (CONAI, COREPLA, COREVE ecc.) sono senza scopo di lucro, per legge.
Ovvero non distribuiscono utili, ma ovviamente pagano tanto i dipendenti che tutti coloro che ne consentono il funzionamento, dai trasportatori aglu impianti di smaltime

ale

Esattamente, è quello che molti non capiscono. Chi ci lavora può essere anche pagato tanto, perfino più di altre aziende a scopo di profitto, nessuno lavora gratis

Porco Zio

per me il lucro è ben altro.....anche se letteralmente hai ragione tu

Michele

Mister chuck revenge ha gettato la spazzatura

dario

senza scopo di lucro significa semplicemente che i bilanci devono essere pari a zero, ovvero tanto incassi tanto spendi, e se hai degli utili li reinvesti interamente nelle attività dell'azienda... questo non vuol dire che chi ci lavora lo fa gratis! :)

Porco Zio

senza scopo di lucro ahahahahhahahahahhaha

Windows

Recensione MSI Creator 17 con display MINI-LED da 1000 nit!

Windows

Recensione LG Gram 17 2020, rinnovato ma sempre unico nel suo genere!

Portatili

Migliori Notebook, Portatili e Ultrabook | Top 5 tra 600 e 1200 euro | Agosto 2020

Tecnologia

Curiosità Hi-Tech: come funziona un razzo aerospaziale