Persona 5: la nostra recensione

11 Aprile 2017 40

Il genere JRPG è da sempre una tipologia di nicchia, a causa della presenza di diverse sfaccettature molto particolari. In questi ultimi anni l'approccio degli sviluppatori sta cambiando, il tutto per andare incontro alle esigenza degli utenti, proponendo quindi vasti open world, combattimenti action e molto altro. Se da un lato Fantasy XV, Tales of Berseria e altri hanno aperto una breccia nel genere e costituito una concezione completamente nuova, dall'altro Atlus ha deciso di rimanere ancorato alla formula classica che da sempre contraddistingue il brand Persona.

Gli sviluppatori hanno dato luce ad una serie di avventure molto particolari condite dalla presenza di tonnellate di dialoghi da leggere, sequenze non interattive da osservare e stereotipi della cultura nipponica, il tutto condito da dungeon da esplorare e un sistema di personalizzazione dei poteri in possesso mai visto prima. Famoso grazie a Persona 3, disponibile su Playstation 2, il brand ha toccato l'epicità grazie a Persona 4 e si trova ora non solamente a confermare la grandiosità del progetto, grazie a Persona 5, ma anche a delineare nuovi standard per la tipologia stessa.

Andiamo quindi ad analizzare i molti aspetti che contraddistinguono Persona 5.

TRAMA

Persona 5 inizia subito catapultando il giocatore in diverse fasi di combattimento, per poi rallentare in maniera incredibile e dare largo spazio a dialoghi e tutorial. L'introduzione vede Joker, nome in codice del "ladro", che impersonerà il videogiocatore, impegnato in una missione, durante la quale verrà catturato dalla polizia. Durante l'interrogatorio ha inizio la vera e propria avventura, flashback che porterà il giocatore a vivere la nascita dei Phantom Thieves e soprattutto la scoperta dei poteri dell'eroe.

Cosa ha portato Joker in quella situazione? Senza fare spoiler possiamo anticipare che il nostro alter ego virtuale è finito nei guai per un crimine che non ha commesso. Un giorno, tornando a casa da scuola, nota una ragazza che sta subendo delle violenze e decide quindi di intervenire. Mettersi contro un uomo potente significa però rischiare di passare dei guai. La fedina penale del protagonista viene quindi sporcata, trasformando il ragazzo in una sorta di reietto. La famiglia decide quindi di trasferirlo in una piccola scuola di provincia, luogo comunque non esente dalle insistenti voci che girano attorno al nostro alter ego virtuale. Il marchio di teppista corre velocemente alle orecchie dei vari compagni di classe e insegnanti, quindi capiterà spesso e volentieri di assistere a dialoghi non proprio amichevoli.

Ben presto Joker si accorgerà di possedere un potere particolare. Tramite una misteriosa applicazione sul proprio smartphone, l'eroe ha la possibilità di accedere al Metaverse, una dimensione parallela in cui è possibile osservare come le persone pericolose, i criminali latenti e altri ancora vedono, in maniera completamente distorta, il mondo circostante. L'unico modo per far rinsavire queste persone malate è esplorare il "Palazzo" e rubare una sorta di tesoro custodito nei meandri più profondi della location, il tutto allo scopo di innescare un vero e proprio pentimento da parte del criminale e la conseguente confessione.

Persona 5 mette in campo quindi una trama completamente fuori di testa, ma condita da tematiche profonde. Si va dai maltrattamenti di minori alla prostituzione, passando per corruzione e molti altri problemi che affliggono la società moderna. Quanto narrato dagli sceneggiatori è praticamente quello che leggiamo tutti i giorni nei vari siti di informazione, di conseguenza ogni storia sarà in grado di colpire l'animo del giocatore e tenerlo impegnato fino alla fine della missione.

La longevità di gioco è garantita non soltanto dal numero di ore necessarie per portare a termine l'avventura, ma anche dalla presenza di canovacci coinvolgenti e compiti secondari. Se volete passare un centinaio di ore di fronte allo schermo in compagnia dei Phantom Thieves e di avventure in stile Person of Interest, avete trovato il prodotto giusto, a patto che conosciate l'inglese e vi piacciano i dialoghi.

GAMEPLAY

Persona 5 è un JRPG con un sistema di combattimento completamente a turni. Il giocatore ha il pieno comando sul party e potrà effettuare una sola mossa alla volta. Il menu delle azioni viene suddiviso in attacchi fisici, utilizzo delle abilità delle Persona a disposizione, mettersi in guardia, utilizzare l'arma a lungo raggio e altro. Durante il corso dell'avventura vengono aggiunti diversi comandi, il tutto condito da tutorial di ogni genere. In Persona 5 c'è sempre qualcosa da imparare, di conseguenza non stupitevi se dopo dieci ore di gioco vi capiterà di leggere nuove istruzioni dedicate alla gestione dei Social Link, di come gestire al meglio le fusioni tra Persona e molto altro.

Persona 5 possiede al suo interno un numero elevatissimo di attività da affrontare, sia a livello di crafting che di crescita del personaggio e soprattutto della gestione del rapporti con i personaggi secondari. La maggior parte dei legami viene stretta attraverso le conversazioni, durante le quali sarà necessario dare le risposte che più potrebbero piacere all'interlocutore. Non è effettivamente semplice capire quale sia la risposta migliore, di conseguenza capiteranno momenti effettivamente inaspettati.

I Confidant sono quindi la chiave per sfruttare i diversi bonus presenti nel gioco. Ogni personaggio dispone di dieci livelli all'interno dei quali vengono proposte diverse abilità aggiuntive. Per gestire al meglio il tutto, è necessario tenere conto che i Confidant sono disponibili solamente in determinati giorni e orari, di conseguenza sfruttare al meglio il proprio tempo libero è la chiave per potenziare il proprio alter ego virtuale al meglio. L'eroe dispone di cinque statistiche legate all'ambito social che possono essere migliorate svolgendo le attività presenti nel gioco, tali Knowledge, Guts, Charm, Kidness e Proficiency. Le attività utili alla crescita del personaggio vanno dalla creazione di grimaldelli per forzare scrigni chiusi a chiave, testare su se stessi medicine proposte dalla solitaria dottoressa Tae Takemi, affrontare la sfida del fast food Bing Bang Burger, dare risposte esatte ai professori durante le interrogazioni e molto altro. La componente "social" è perfettamente amalgamata con il gioco stesso, sia a livello di combattimento sia con la trama stessa. Sempre prendendo come riferimento Tae Takemi, aumentando l'affinità è possibile contare su un numero di medicine acquistabili sempre maggiore, elementi importantissimi per le battaglie da affrontare una volta effettuato l'accesso al Metaverse.

A differenza dei capitoli precedenti, le conversazioni e le decisioni prese non vanno a influenzare il finale del gioco, ma gestiscono solamente la velocità di crescita dei rapporti con i personaggi. Il finale, infatti, non subisce alcuna modifica, anche non gestendo al meglio le attività e terminando l'avventura fuori dall'obiettivo del calendario proposto. Capiterà comunque di assistere o meno a diverse cut scene o dialoghi. Entra quindi in gioco la componente rigiocabilità. Se siete curiosi di assistere a tutti i dialoghi , potete ricaricare il salvataggio e affrontare nuovamente l'epopea.

Come citato in apertura, Persona 5 non dispone di un open world. La vicenda è ambientata a Tokyo e il giocatore dovrà spostarsi tra i vari quartieri come Shibuya, Akihabara e altri, che fungono da vere e proprie piccole zone in cui è possibile interagire con i passanti e i vari negozi presenti. Nella maggior parte dei casi, le location stesse propongono immagini statiche in cui è possibile solamente scegliere l'oggetto da comprare. Visitando inoltre le attività commerciali, è possibile sbloccare i viaggi istantanei, in modo da passare velocemente da una location all'altra, senza perdere tempo tra cambi di metropolitana varia e passeggiate. Ovviamente nessuno vi obbliga a mettere in secondo piano la fase esplorativa, ma, una volta sbloccate tutte le location, risulta poco sensato perdere tempo nei momenti di spostamento da una parte all'altra della città. Atlus ha voluto sottolineare che il fulcro del gioco è tutt'altro.


Inizialmente si farà sentire in maniera particolarmente pesante il problema dei pochi fondi a disposizione e dell'equipaggiamento poco performante. Trovarsi un lavoro part-time è senza dubbio consigliato, come lo è spendere del tempo all'interno del Metaverse e affrontare battaglie su battaglie. Ogni scontro porta al giocatore sia denaro che oggetti da rivendere o utilizzare in battaglia. Inoltre, è possibile scovare alcuni scrigni contenenti elementi indossabili e altro.

I Palazzi del Metaverse sono conditi dalla presenza di Safe Room, zone in cui è possibile effettuare il salvataggio e soprattutto effettuare il teletrasporto verso l'entrata. Le strutture sono veri e propri labirinti, all'interno dei quali verranno proposti nemici di diversa entità ed enigmi ambientali ben congegnati. I nemici sono visualizzabili sullo schermo, di conseguenza starà al giocatore decidere se affrontare gli scontri o ripiegare sul più classico tentativo di passare inosservato. Il consiglio è quello di affrontare quante più battaglie possibili, in modo da accumulare esperienza e di catturare i Persona nemici. Stordendo il nemico al primo turno, è possibile metterlo alle strette ed effettuare una sorta di minaccia, la quale, a discrezione del giocatore, può trasformarsi nell'assorbimento del nemico o di un drop di soldi o oggetti, il tutto seguendo il classico schema dei dialoghi.

Approcciare un nemico significa avvicinarsi per poi iniziare lo scontro. E' possibile avvicinarsi di soppiatto e usare la tecnica di Ambush per sorprenderlo e avere la totale priorità di attacco, oppure sfidarlo a viso aperto e lasciare la gestione dei turni direttamente alla IA. Lasciarsi sorprendere significa invece trovarsi circondati e subire tutti gli attacchi del nemico senza poter fare, quasi, nulla. Le battaglie risultano impegnative fin dalle prime battute, di conseguenza bisogna capire fin da subito come sfruttare le debolezze dei cattivi del momento. Ogni antagonista possiede dei punti deboli, che devono essere sfruttati per poter mettere fine velocemente all'incontro. Oltre ai classici elementi fuoco, ghiaccio, fulmine et similia, tornano anche Psy e Nuclear, senza contare inoltre le sopra citate armi a lunga gittata. Utilizzare l'attacco giusto significa stordire il nemico e contare su un turno di attacco aggiuntivo. Da qui è inoltre possibile sfruttare la meccanica Baton Pass, la quale si basa sulla possibilità di potenziare temporaneamente gli stats del personaggio dopo lo stordimento del nemico. La meccanica è assolutamente da tenere in considerazione dato che il livello di sfida si fa velocemente sempre più impegnativo e i nemici stessi cercheranno di sfruttare al massimo le debolezze dei Phantom Thieves. Il consiglio è quello di potenziare quindi i Confidant, in modo da avere a disposizione abilità e potenziamenti aggiuntivi, come attacchi combinati, riprese dal KO immediate e molto altro.

Il fulcro del party è Joker. In caso di morte del protagonista, la schermata del Game Over si presenta seduta stante, senza possibilità di ripresa. Lo stesso eroe è però l'unico personaggio che può disporre di un più Persona contemporaneamente, figure che si presentano come una sorta di fantasma alle spalle del lottatore, pronte a sfoderare abilità di ogni genere, da attacchi elementali a poteri curativi, passando per bonus e malus da applicare ad alleati e nemici e molto altro.

I Persona stessi dispongono di un livello, scalabile classicamente portando a casa vittorie in combattimento. Oltre ad apprendere nuove abilità e contare su un incremento delle statistiche, queste figure simili agli Stand di Jojo possono essere fuse all'interno della Velvet Room, dimensione parallela in cui è possibile trovare il misterioso Igor, il quale permette di gestire l'esercito spirituale a disposizione. I personaggi acquisibili sono tantissimi e si rifanno a personaggi mitologici e letterari di varia natura. Per farvi un esempio, il primo spirito di Joker è Arsene, riferimento che non ha certo bisogno di presentazioni.

Persona 5 propone quattro livelli di difficoltà. Il primo risulta essere effettivamente fin troppo semplice da scalare, ma già dal secondo la vita comincia farsi dura. Il giocatore dovrà capire quando ritirarsi, in modo da rimpinguare le proprie forze e ripartire il giorno dopo. E' necessario però pianificare le proprie azioni dato che ogni Palazzo ha una scadenza, di conseguenza il rischio è quello di non poterci mettere più piede. E' possibile comunque contare sul Mementos, labirinto creato in maniera completamente casuale utile al livellamento dei personaggi e alla raccolta di oggetti utili. I piani del Mementos vengono sbloccati proseguendo nella storia e contiene la maggior parte delle missioni opzioni presenti nel gioco.

TECNICA

Il motore grafico di Persona 5 si basa completamente su un look cartoonesco, il quale purtroppo mette in evidenza alcune texture non proprio rifinite, rivelando di fatto la natura old-gen del titolo. Questo è praticamente l'unico difetto visivo che abbiamo riscontrato, dato che ci siamo imbattuti in una ricostruzione delle vie di Tokyo incredibile. In alcuni casi è possibile notare la presenza di alcuni locali realmente presenti, come del resto alcune vie. Lo stile utilizzato sprizza verve da tutti i pori, sia per quanto riguarda il giocato che i menu proposti. Impossibile, inoltre, non innamorarsi delle sequenze non interattive, caratterizzate in maniera ottima. Lo stesso vale anche per le cut-scene, che utilizzano il motore di gioco stesso.

L'attenzione ai dettagli emerge soprattutto durante la fase di esplorazione dei Palazzi. Ogni struttura è legata alla storia corrente, di conseguenza lo scenario metterà in risalto elementi collegati alla mente del cattivo di turno. La prima missione è dedicata a un professore che crede di essere la persona più importante della scuola, di conseguenza il Palazzo sarà proposto come una sorta di castello. Le diverse tematiche prenderanno forma in maniera completamente distorta e malata nel Metaverse, esaltando ai massimi livelli la pazzia dei soggetti a capo della struttura.

Impossibile non rimanere soddisfatti dal comparto audio. La colonna sonora di Shoji Meguro risulta davvero evocativa e le sinfonie proposte accompagnano in maniera perfetta ogni momento del gioco. Siamo rimasti invece poco convinti dalla ripetitività della traccia presente nel Mementos, davvero poco ispirata. Purtroppo, sia i testi che il parlato sono tutti in inglese, di conseguenza chi non mastica la lingua anglosassone potrebbe avere qualche remora. Le conversazioni non risultano comunque così complicate da non permettere di capire quello che sta succedendo, ma alcune parole possono obbligarvi a prendere in mano il dizionario.

COMMENTO FINALE

Persona 5 è un vero e proprio capolavoro. I videogiocatori hanno a disposizione un'avventura curata sotto ogni punto di vista e in grado di toccare tematiche sociali importanti. La trama accattivante e il gameplay curato sotto ogni punto di vista sono solamente due degli elementi di spicco di questo capitolo della saga. Lo stesso plauso va anche all'impatto visivo, in grado di proporre uno stile cartoon fresco e dinamico, rasentando davvero l'epicità

Il punto debole di Persona 5 è la sua natura di JRPG. Migliaia di dialoghi, chat di gruppo sullo smartphone dei protagonisti, risposte da dare in maniera pensata, cut-scene e molto altro sono la parte preponderante del gioco. Si possono passare decine di minuti senza far niente, solamente leggendo quanto proposto dai protagonisti sullo schermo.

Consigliamo l'acquisto di Persona 5 agli amanti del genere e a chi non si spaventa di fronte alla miriade di righe di testo, in inglese, proposte per l'occasione.

  • GAMEPLAY 9.5
  • TECNICA 9.5
  • LONGEVITA' 9.5
  • MULTIPLAYER -
  • GLOBALE 9.5

TITOLO TESTATO SU PLAYSTATION 4 PRO

Gameplay profondo e curatoStile grafico da urloTrama con tematiche importanti
Tantissimi dialoghi e righe di testo da leggereCompletamente in inglese

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40

Commenti

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RESET!™

Non ricordo bene, ma a memoria direi che il livello più o meno è quello.
Non ha slang particolari, le uniche cose magari più "difficili" sono i vocaboli inerenti alla lore di Persona.

J.H. Bolivar Pacheco

Non la vedo così, soprattutto su cosa tu intenti per la "massa" di cui ti ritieni far parte escludendo a priori gli altri, ma Pace e Bene lo stesso.
Atlus ha già al suo attivo altre serie molto apprezzate, Da Trauma
Center ai vari Etrian Odissey , senza considerare gli innumerevoli Shin
megami Tensei o i diversi Odin Sphere.
Quello dei RPG e dei JRPG non mi sembra così di nicchia e se continuano a farli forse c'è una "massa" anche da questa parte.

Felice dei numeri che sta facendo Persona5 , si vede che nonostante il limite di essere stato presentato su una sola Console, il genere non è così disprezzato.

MisterWU

Quoto, ma ricordi che sta leggendo un sito italiano, nazione dove l'apprendimento della lingua Inglese è assolutamente, e vergognosamente, catastrofico.
Giustificando l'ignoranza nazionale ci si fa un sacco di amici.

SONICCO

se é semplice allora ok.
Di giochi in inglese ne ho giocati eh, l'ultimo fu okami e benomale l'ho potuto finire al 100% con tranquillità.

RESET!™

È un inglese molto semplice, se si mastica un minimo la lingua.
Dagli una chance, merita davvero.

RESET!™

Davvero un capolavoro.

SketchT

Questo è un suggerimento ottimo. Piace anche a me come soluzione ma non mai avuto modo di proporlo. Approfitto di questa occasione e lo giro al capi :) grazie Epi

OsloEpicureo

Un metodo efficace per ottere quanto ti proponi penso sia quello usato da The Verge che estrapola frasi dall'articolo e le posiziona scritte in grande ai margini laterali dello stesso. Spesso mi sono trovato a leggere, parzialmente o in toto, loro articoli solo perchè stuzzicato da quelle frasi decontestualizzate. Si potrebbe anche espanderne il concetto utilizzandoli come dei veri e propri "pro e contro" incorporati al testo. Esempio: "grafica mozzafiato" in verde = pro, mentre "Colonna sonora discutibile" in rosso = contro.

SketchT

Il box riassuntivo ha la funzione di colpire chi non legge "attentamente" tutto il pezzo. Funge da avviso praticamente.
Purtroppo se la massa amasse alla follia il genere avremmo visto numeri diversi per persona 3, persona 3 fes e persona 4. Ora il vento sta cambiando ma non è ancora in voga. Resta purtroppo di nicchia come brand.
Ma sia chiaro. Sono iper contento che diversi di voi vedano quella voce sbagliata.

J.H. Bolivar Pacheco

Be adesso metterti a dire che quello che "TU" pensi sia uguale a quello identico della "massa più pesante di videogiocatori" mi sembra eccessivo e un pò troppo uber-partes .
Diciamo che hai un opinione non condivisa da parecchia gente amante del genere, tutto qui.

SketchT

Il problema è meramente di lettura. Molti non approfondiscono completamente un pezzo e ai fermano ai voti e agli aspetti positivi e negativi. Cerco di andare incontro anche a loro, cercando di stuzzicare la curiosità e convincerli a chiedersi il perchè di quelle voci.

SketchT

Quindi il mio standard. O meglio quello della massa più pesante di videogiocatori.

OsloEpicureo

Giustissimo porre l'attenzione su questi due aspetti, ma basta citarli chiaramente, come hai fatto, nel corpo della recensione. L'informazione è arrivata lo stesso al lettore, sta poi a quest'ultimo interpretarla positivamente o negativamente in modo soggettivo. Ovviamente sono sottigliezze, nulla che infici la qualità della recensione.

AlucarD

tu si che sei un vero appassionato

deepdark

Infatti ho specificato che il mio discorso era valido per chi non frequenta più la scuola, tant'è che tu stesso hai tirato fuori il discorso dei 40enni.

Wrenchies

Specialmente in Italia dove nella classifica generale al primo posto ce un gioco mediocre come ghost recon wildlands e persona non appare proprio

boosook

e il mio discorso era che a 13 anni non pensi al lavoro, quindi una buona motivazione per impararlo puo' essere proprio il computer, la necessita' di fare i giochi in inglese o guardarsi le serie in lingua originale.

SketchT

Va contestualizzato ovviamente. Persona potrebbe essere quasi paragonato a una visual novel, elemento che difficilmente riscontri negli altri RPG. Che poi piaccia o meno è soggettivo ma un elemento così preponderante è senza dubbio fuori standard.

SketchT

I due contro vanno di pari passo. Tieni conto che i vari Persona fanno dei dialoghi la parte preponderante del gioco, aspetto fuori dagli standard classici a cui siamo abituati. Al contempo mettici anche che è tutto in inglese, cosa che potrebbe non essere digerita da molti giocatori. Sono aspetti da segnalare per avvertire i lettori in maniera chiara

J.H. Bolivar Pacheco

Ma che vuol dire pesante? Se gioco a un RPG senz'altro non mi aspetto nulla di meno che leggere , comprendere, capire, approfondire, esaminare, empatizzare con gli elementi che fanno da cornice al gioco.

Se no gioco a un supermario e sto a posto.

SketchT

Rispetto agli standard è molto più pesante e la cosa potrebbe non essere digerita anche da chi ha amato i vari Tales of, Final Fantasy e altri RPG.

J.H. Bolivar Pacheco

"Tantissimi dialoghi e righe di testo da leggere" ....
... per il genere RPG non credevo che questo fosse un limite all'esperienza del gioco.

Quando recensite giochi sportivi cosa metterete ... "troppo tecnico e realistico" ?? E per un genere sparatutto ... "troppo preciso ed equilibrato" ??

Data

boom, altra esclusiva capolavoro su ps4...#machenesannoibimbiscorpio :D

dario

vero per il primo contro, può piacere o non piacere un gioco molto verboso, mentre il secondo è oggettivamente un difetto in caso di distribuzione ufficiale in italia, mentre chiaramente non lo è in senso assoluto se il mercato italiano non è espressamente previsto dagli sviluppatori, ma è comunque bene segnalare tra i contro la cosa in una recensione italiana a un pubblico italiano, anche e soprattutto in relazione alla natura molto verbosa del gioco.

OsloEpicureo

Trovo abbastanza fuori luogo la scelta dei due "contro" in quanto puramente soggettivi. Sono sicuramente due cose da tenere ben presente prima di comprare il gioco ma non sono pecche oggettive. Sapendo l'inglese e amando i giochi "verbosi" i contro spariscono, non sono cose che riguardano tutti i giocatori come potrebbero essere un framerate ballerino o una storia trita e ritrita.

deepdark

Il mio discorso è più ampio, tanti (se non tutti) quarantenni oggi non giocano neppure più, l'inglese lo dovresti sapere per altri motivi, non per i giochini ma per interfacciarti con il mondo, per viaggiare, lavorare, ecc.

RectorSith

Leggere un testo corposo a video in un videogame mi infastidisce ma semplicemente perché cerco altro in un videogioco (leggo circa 40 libri all'anno, inclusi quelli in inglese).

boosook

E perche' no? Io sono ultraquarantenne, l'inglese l'ho sempre saputo bene a livello di grammatica, ma una cosa che mi spinge a lavorare continuamente per migliorare la comprensione e' la voglia di guardarmi le serie in lingua originale.

deepdark

Se oggi l'inglese non lo sai (e parlo di quelli che hanno una certa età, non di certo di chi è ancora a scuola), di certo non lo impari per giocare a persona 5. Anzi, di certo non lo impari per giocare.

SONICCO

per quanto l'inglese lo conosca bene non ho tutta sta gran voglia di sbattermi nel tradurre km e km di testo, appena cominciano a sbucare termini che non si conoscono che dovrei fare? cercarmi un dizionario? diventa più uno stress che un piacere, stavolta sono totalmente d'accordo con i contro.
Per me resta sugli scaffali.

SketchT

Si il mio "pochi" è rispetto a tutto il popolo videoludico.

SireInside

L'importante è che ne siamo rimasti almeno, poi a giudicare dalle vendite non siamo così pochi, no? :)

SketchT

Siamo in pochi a pensarla così :D

SireInside

Appunto, era quello che intendevo nel mio commento, gli standard sono così piatti che leggere testi corposi è diventato un contro

SketchT

Rispetto agli standard purtroppo no.

SireInside

Va bene indicarlo, ma metterlo nei contro non mi sembra corretto, magari a qualcuno invece potrebbe piacere ed essere un valore aggiunto.

Uraharapasto

Dopo la recensione devo provarlo per forza

SketchT

Per chiarezza devo indicare che il volume dei testo da leggere è enorme. Potrebbe non piacere.

SireInside

Mettere tra i contro il fatto di dover leggere e seguire dialoghi che rendono la storia unica e intrigante ti fa capire come non siamo più abituati a leggere né libri né qualunque altra cosa di testo che non sia un post su FB. Fortuna esistono ancora gioconi così

boosook

Amo il genere, questo e' da fare sicuramente!
Per l'Inglese, non illudiamoci... sara' sempre piu' cosi', e ragazzi miei, sarebbe anche l'ora di impararlo. :)
Fra l'altro, quando ero alle medie trovai la mia motivazione per imparare l'inglese proprio nel fatto di dover tradurre le avventure testuali.

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