Sotto accusa i giocattoli spioni. Imprevisti dell'IoT

06 Dicembre 2016 7

Il settore dell'Internet delle cose è una fondamentale valvola di sfogo per l'industria hi-tech, che si trova a fronteggiare la crisi dei mercati maturi in cui prodotti come i tradizionali PC e smartphone non vendono più come un tempo. Le potenzialità dei dispositivi smart interconnessi tramite il cloud sono decisamente elevate, ma la diffusione di tali device, parallelamente, fa sorgere nuove problematiche, come quelle che coinvolgono la privacy. Esemplare è il caso dei giocattoli connessi alla rete, recentemente presi di mira dalle associazioni a tutela della privacy, sia in USA, sia in Europa.

Nello specifico, i giocattoli smart sotto accusa sono quelli prodotti Genesis Toys in collaborazione con Nuance. Due i modelli, i-Que e My Friend Cayla, acquisiscono la voce dei minori (e non) senza segnalarlo e senza acquisire uno specifico permesso in tal senso. Poco chiare anche le operazioni successive all'acquisizione, che prevedono l'invio della traccia vocale a Nuance. Le organizzazioni a tutela della privacy evidenziano la possibilità che tali informazioni possano essere successivamente cedute ad agenzie di intelligence o alle forze di polizia, trasformando di fatto il giocattolo in uno di sorveglianza non autorizzato.

Genesis Toys è criticata, inoltre, per le poche tutele adottate per evitare connessioni non autorizzate ai due giocattoli, sfruttando l'interfaccia Bluetooth. In linea teorica un hacker potrebbe collegarsi al device ed acquisire i dati memorizzati o continuare ad ascoltare le tracce vocali acquisite. Naturalmente, il rischio è relativamente ridotto tenuto conto della relativamente corta portata dell'interfaccia Bluetooth, ma maggiori accortezze quando si tratta di gestire dati personali sono comunque richieste.


Per una corretta informazione, si ricorda che l'acquisizione della voce da parte dei giocattoli citati, non è fine a se stessa, ma viene impiegata da Genesis Toys per rendere possibile la conversazione bi-direzionale tra i due gadget tecnologici e il bambino. L'elaborazione dell'input vocale sfrutta gli algoritmi sviluppati da Nuance, azienda che vanta una notevole esperienza nel campo del riconoscimento vocale. Ulteriori informazioni sui due prodotti possono sono reperibili presso il sito ufficiale dell'azienda (QUI e QUI)

Dopo le accuse, la parola passa ora alla Federal Trade Commission statunitense e alla Commissione dell'Unione Europea, chiamate in causa dalle organizzazioni che si battono per la tutela della privacy. Non è ancora dato sapere se le indagini si concluderanno con una sanzione o con un invito ad apportare le modifiche richieste per evitare l'acquisizione e la diffusione di dati non autorizzata. Tenuto conto che lo specifico target di riferimento dei prodotti in questione coincide con una fascia di utenti particolarmente deboli, prevedere norme specifiche per i giocattoli 'smart' sempre più diffusi risponde a principi di buon senso.

Genesis Toys, in ogni caso, non deve essere demonizzata. Casi come quello appena descritto iniziano ad evidenziare problematiche nuove legate all'espansione del mercato dell'Internet delle Cose. Circostanze fisiologiche, come spesso avviene con la diffusione di una nuova categoria di prodotti. Nuovi casi simili a quello dei giocattoli smart di Genesis Toys, verosimilmente, si riproporranno con maggior frequenza, visto che, secondo autorevoli stime, i dispositivi IoT raggiungeranno i 50 miliardi di unità entro il 2020.


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Commenti

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Passante

Praticamente la Genesys produce degli Spassolo.

DKDIB

Il riconoscimento vocale remoto è lo standard ormai da anni, dato che quello in locale era ad un punto morto (servono algoritmi adattivi ed enormi banche dati di campioni).

Per prodotti sensibili, come quelli dedicati ai minori, IMHO sarebbe buona norma renderli sicuri, ovvero rimuovere ogni tipo di connessione, quando non strettamente necessaria (penso, per esempio, ai prodotti nati proprio per la sorveglianza da parte dei tutori).

La funzione descritta è quella tipica degli assistenti vocali, pertanto è fra quelle che non possono prescindere dalla connessione ad Internet.
Il compromesso potrebbe essere applicare il riconoscimento vocale in locale (come una volta), inviando poi al servizio remoto il solo testo della frase.

Anto.b93

Non vedo differenze.... https://uploads.disquscdn.com/...

qandrav

beh imprevisti mica tanto, è da anni che si ripete questa storia ma continuano a produrre prodotti spazzatura (dal punto di vista della sicurezza)

deepdark

È sempre più chiaro dove e a cosa puntano tutti: lo spionaggio indiscriminato delle persone.

TheFluxter

L'unico vibratore a cui potevi cambiare anche la suoneria!

Fra86

Questa mania dello spiare non era nata con il vibratore controllato dallo smartphone? ;)

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