The Witcher 3: Wild Hunt, recensione di HDBlog

27 Maggio 2015 32

L'universo del genere Action RPG è senza dubbio in costante espansione. Avventure come Demon's Souls e Dark Souls hanno sicuramente toccato la vera quintessenza del genere, ma diversi brand più incentrati sulla componente di gioco di ruolo, alla stregua di software come Dragon Age, The Witcher e molti altri sono riusciti comunque a toccare i cuori dei videogiocatori.

Gli sviluppatori di casa CD Projekt RED hanno quindi rilasciato The Witcher 3: Wild Hunt, terzo capitolo della serie dalle premesse davvero interessanti. Abbiamo visionato un numero incredibile di video e letto una valangata di informazioni al riguardo, ma finalmente la nostra redazione è riuscita a mettere le mani sulla nuova epopea dello Strigo e analizzarla in maniera approfondinta.

TRAMA

Il comparto narrativo messo a punto dagli sceneggiatori non si basa su una trama di rara fattura, ma il tutto funziona perfettamente da collante tra la Main Quest e i diversi compiti aggiuntivi proposti. Il giocatore vestirà ancora una volta i panni di Geralt di Rivia, eroe impegnato nella ricerca della sua giovane figlia adottiva Ciri, ragazza in verità addestrata come uno strigo ma che non ha mai subito alcuna mutazione. I suoi poteri derivano comunque dal suo sangue, caratteristica che si trasformerà fin da subito in una calamita in grado di attirare diversi e pericolosi nemici.

La lunga ricerca verrà quindi impreziosita da combattimenti all'ultimo sangue, fasi esplorative e tutte le varie sfaccettature classiche del genere, il tutto scandito da un sistema di gestione delle missioni molto particolare. A parte le quest legate alla eliminazione di determinati obiettivi in cambio di soldi, ogni contratto viene comunque legato a fatti inerenti alla quest principale e soprattutto alla sopravvivenza o meno di diversi NPC.

Purtroppo però, CD Projekt Red sembra non essersi curata in maniera approfondita delle sub quest. Le missioni aggiuntive tendono ad assomigliarsi un pò tutte, di conseguenza ci si ritroverà a parlare con i personaggi, raggiungere un determinato luogo e combattere/parlare per avere in cambio un oggetto. Inoltre, spesso e volentieri ci si ritroverà ad abusare dei "sensi di Witcher", una sorta di concentrazione del personaggio in grado di mettere in risalto gli oggetti importanti, e interattivi, presenti nello scenario.

Ottimi senza dubbio i dialoghi e l'approfondimento dei vari NPC. Capiterà infatti di dover conversare con i cittadini in modo da avere accesso a determinate informazioni. Geralt può effettivamente sfruttare i suoi poteri da Witcher, e quindi utilizzare il segno Axii, in modo da persuadare gli NPC meno propensi ad aiutare. Purtroppo in questo caso non è possibile contare su alcun tipo di statistica legata alla parlantina dello Strigo, di conseguenza ci ritroveremo davvero in pochissimi momenti in cui sarà necessario sfruttare al massimo l'appena citato potere.

Inutile sottolineare che la longevità di gioco è in grado di convincere pienamente. La Main quest è completabile circa in 30 ore, mentre le sub-quest sono in grado di impegnare il giocatore per un lasso di tempo di almeno 100 ore, se non molto di più.


GAMEPLAY

I fan di Demon's Souls, Dark Souls e Bloodborne si mettano subito l'anima in pace. Il sistema di controllo di The Witcher 3: Wild Hunt non riesce a raggiungere la profondità di quello ideato dai ragazzi di From Software, ma siamo comunque al cospetto di un sistema funzionale e soprattutto incentrato sulla velocità d'azione.

Geralt può effettivamente contare sia su attacchi fisici che sull'utilizzo di poteri magici. Il sistema di crescita creato per l'occasione rende possibile la via dello sviluppo del proprio alter ego virtuale. I giocatori potranno quindi innalzare le abilità passive e attive in modo da rendere l'eroe un esperto dei combattimenti corpo a corpo, un maestro dei segni oppure un profondo conoscitore alchemico.

I diversi rami presi in esame non andranno però a inficiare il risultato degli scontri. Ci siamo trovati al cospetto spesso e volentieri di una IA arrendevole e prevedibile, di conseguenza difficilmente ci troveremo di fronte a scontri impossibili. Anche fissando la difficoltà a livello hard, dove è possibile notare l'effettivo aumento dell'aggressività dei cattivi e del danno subito, ci ritroviamo comunque in mezzo a sfide in cui i cattivi sfoderano un pattern prevedibile e soprattutto non in grado di leggere i movimenti del giocatore stesso. Se deciderete quindi di puntare su colpi veloci e movimenti rapidi avrete davvero vita facile.

Abbiamo inoltre notato una sorta di sbilanciamento legato ad alcune armi. Alcuni equipaggiamenti richiedono livelli davvero troppo alti rispetto alla reale efficacia, di conseguenza vi consigliamo di studiarvi bene le armi da craftare. Sono comunque presenti armi e armature ottenibili tramite sub-quest davvero efficaci, di conseguenza siamo certi che avrete di che divertirvi.

Molto interessanti comunque i vari poteri assegnati ai segni e la possibilità di modificare i tipi di attacco, il tutto però viene scandito dallo sblocco di abilità di alto livello, quindi previa spesa di un numero cospicuo di punti abilità e combinazione con mutageni di colori particolari, in modo da trasformare il tutto in attacchi devastanti. La soluzione resta comunque di contorno, quindi non indispensabile per avere la meglio sui nemici presenti tra le varie location. Abbiamo storto il naso durante le fasi nei panni di Ciri. La sensazione è quella di avere tra le mani una sorta di fase basata completamente sui quick time event in stile Beyond 2 Anime. Ci saremmo aspettati davvero di meglio.

Il vero punto di forza di The Witcher 3: Wild Hunt è senza dubbio la presenza di una serie di location mozzafiato, il tutto scandito dalla possibilità di contare su aree incredibilmente vaste da esplorare. Ogni zona possiede colori, flora e fauna particolare, di conseguenza difficilmente sarà possibile annoiarsi di fronte a cotanta beltà. Sono infatti presenti zone innevate, città, mari, paludi e tutto ciò che potrebbe venirvi in mente. Il mezzo di locomozione preferito di Geralt è il suo video cavallo, ma sarà comunque possibile contare anche su imbarcazioni o farvela direttamente a piedi.


TECNICA

Come facilmente prevedibile, un numero di contenuti così elevato deve pur essere pagato. Il comparto tecnico non è purtroppo perfetto anzi, la presenza di numerosi bug non ci ha fatto assolutamente piacere, come del resto il popup dei nemici e i cali di frame rate in alcune zone particolari. Il tutto dovrebbe essere stato risolto grazie alla patch del day one. Scaricando le nuove stringhe di codice si viene messi di fronte a un netto miglioramento.

Siamo però rimasti completamente soddisfatti dal numero di poligoni utilizzato per ricreare gli ambienti esterni. Come sopra riportato, ogni panorama o scenario è talmente epico da togliere il fiato al giocatore, tanto da distrarlo completamente dalla main quest e quasi calamitarlo verso fasi esplorative in ogni angolo della mappa. Ottima anche l'interfaccia grafica pensata per l'occasione, semplice e immediata.

Ottimo ovviamente il comparto audio, grazie a sinfonie incredibilmente evocative, e un doppiaggio inglese curato sotto ogni punto di vista.


COMMENTO FINALE

Ammettiamo di essere leggermente delusi da The Witcher 3: Wild Hunt. Non fraintendeteci, l'opera di CD Projekt Red è senza dubbio mastodontinca, ma un gameplay sporcato da una IA non efficace e sub quest non sempre ispirate ci hanno fatto storcere più volte il naso. Resta comunque il fatto che la terza avventura dello Strigo è caratterizzata da una trama comunque interessante e ambientazioni evocative. Anche a livello tecnico ci aspettavamo uno sforzo aggiuntivo, anche se in verità la patch dei day one è riuscita comunque a risolvere la maggior parte dei problemi visivi.

The Witcher 3: Wild Hunt rimane comunque un ottimo gioco, piacevole da affrontare (e la Collector's Edition assolutamente da acquistare, n.d.SketchT).

  • GAMEPLAY: 8
  • TECNICA: 8,5
  • LONGEVITA': 9
  • MULTIPLAYER: -
  • GLOBALE: 8,5

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Commenti

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Miciastro985

Personalmente ho appena finito il gioco per la terzia volta e ho affrontato Heart of Stone per la seconda: trovo che sia uno dei migliori giochi che abbia mai affrontato.

Concordo con voi che l’ambientazione sia clamorosamente affascinante (alcune viste di Kaer Moren sono senza fiato), d’altra parte non concordo sulla trama e sul sistema di combattimento: la prima secondo me è ben articolata, certo sulla quest principale ci sono pochi colpi di scena, ma d’altra parte più che un thriller si tratta di un’avventura. Inoltre, per quanto vari, tutti i giochi hanno un pattern di base quindi è difficile creare uno gioco con sub-quest tutte diverse tra loro.

Riguardo al sistema di combattimento, invece, non lo trovo tanto elementare: il bestiario è molto utile e i decotti/unguenti fanno sentire la loro differenza in combattimento. Inoltre anche lo sviluppo del personaggio hai i suoi pro/contro quindi non bisogna sottovalutarlo.

Preferisco astenermi dai confronti con altri RPG attualmente in circolazione perché non penso sia basato sulla stessa filosofia (meno ansia e più avventura), d’altra parte ho adorato i potenziamenti delle armature, dei decotti, la possibilità di libera esplorazione e il rischio derivante da quest’ultima.

Se posso abbozzare un consiglio forse sarebbero meglio due rubriche (così come per gli smartphone): un primo “hands on” per valutare il gioco e una “full review” dopo averci dedicato qualche ora (io dopo 3 volte non sceso sotto le 50 ore per main quest e sub quest), specie se escono tante patch e contenuti aggiuntivi che migliorano e/o esaltano l’esperienza di gioco.

Ps – io ho ADORATO questo gioco

Michele Moretti

sulle sub quest sono completamente in disaccordo. Innanzitutto la varietà delle stesse è sempre limitata dalle quantità di azioni che può compiere un personaggio quindi puoi essere bravo quanto puoi ma alcune subquest devono per forza assomigliarsi.
Detto ciò trovo ingeneroso accusare questo gioco di poca varietà, anche per i contratti puoi sempre scegliere almeno due differenti modi di concluderli e molte subquest considerano tutte le possibilità (acchiappi un tizio, difendi il tizio, ispezioni il cadavere del tizio) e forse molti dei difetti riscontrati nel gioco dipendono proprio da questa varietà

rodrigo

Che differenza c'è tra questo e GTA V? Come giustificate la differenza di votazione finale tra i due?

SketchT

Non esiste la perfezione. Bloodborne è quantomeno uno dei quei titoli che si avvicina notevolmente a una concezione di soddisfazione, con feedback, una volta inferto il colpo. ;)

momentarybliss

beh, i fendenti inferti con le armi da taglio in bloodborne non è che diano grande soddisfazione, anche quando si usa la la mega ascia a due mani sembra sempre che i nemici vengano colpiti da una forchettata, e il sistema di collisioni non è sempre preciso

franky29

bene grazie menomale che almeno ha un talent tree perchè di roba da strapparsi i capelli c'è ne stata :)

SketchT

In sostanza sono quattro rami, ognuno x ogni "caratteristica" che poi a inserire in uno dei 12 slot disponibili (e sbloccabili man mano che avanzi nella main quest). L'exp viene guadagnata non battendo i nemici ma portando a termine le quest. Ah ovviamente ci sono i mutageni che vanno a dare a Geralt dei bonus passivi davvero fighi XD

franky29

domanda ma i talenti come sono? perchè ho visto un sacco di rpg senza i talenti!! cioè senza i talenti non so ce ci rendiamo conto ò.ò

SketchT

Mmm no cerchiamo solamente di essere più precisi possibile sottolineando cosa non ci ha convinto. Ma poi ovviamente i gusti sono gusti e, come ho scritto nel commento, The Witcher 3 va assolutamente comprato. E' uno dei pochi giochi meritevoli di essere affrontato ;)

SketchT

Ma infatti non ho scritto che la trama fa schifo. La trama è orchestrata ottimamente. L'unica critica che abbiamo mosso verso questo titolo è la presenza di sub-quest non proprio diversificate dato che i compiti assegnato tendono comunque ad assomigliarsi. Che piacciano o meno questo non lo discuto. Il combat system è notevole ma, come spiegato sotto, non da quella sensazione di colpire davvero il nemico e non senti la pesantezza dell'arma, fattore che incide invece notevolmente in titoli come DS e Bloodborne.
Come ho scritto anche nel commento The Witcher 3: Wild Hunt è un gioco da avere, e ti garantisco che mi è talmente piaciuto che ho acquistato la Collector's Edition, ma non è comunque esente da difetti.

alessandro bono

Recensione superifciale e davvero non veritiera..

Una recensione non è "a me non piace questo o quello" ma "il gioco presenta questo o quello"
Le queste secondarie sono le migliori per trama, profondità,varietà,di ogni gioco uscito in questi anni, sono lunghe, con colpi di scena,e si intreccianintrecciano.
Non abbiamo Il "mi servono10 erbe x" o se ne trovi una su 100 anche questa ti permette di conoscere un personaggio con una storia e problemi personali.
Certo,si deve anche uccidere qualcosa,ma il gioco è incentrato sul Witcher, che appunto uccide i mostri e i nemici, che missioni vorresti scusa? Vai a Velen e costruisci un muro alto10 metri con intarsi in ottone? Non so, ogni quest è interessante,e mai uguale.
Poi le tue scelte cambiano la storia e le missioni in sé...piu di così!
Il combat, meno male che non è Ds.

Questo è un rpg dove il protagonista è comunque FORTE E fare un combat dove ogni passo muori non avrebbe senso, deve essere molto piu dinamico e Tw3 è davvero divertente e impegnativo.
Giocate a difficile e vedrete che spettacolo, segni,pozioni,parate,unguenti,tutto va usato con intelligenza o si muore.
A livello "impedito" allora si è noioso.

Non mettiamo DI per favore che a confronto di Tw3 fa ridere come struttura delle quest e combat...

Recensione semplicistica e a tratti sembra buttata giù tanto per riempire Le pagine...

SketchT

Come detto sopra, le subquest sono sicuramente narrate in maniera ottima e in grado di coinvolgere il giocatore. Discuto però sulla varietà di compiti da portare a termine a causa di contratti che si riducono spesso e volentieri alle stesse azioni.

SketchT

Il combat system non ti da quella sensazione di colpire il nemico come lo fanno i Souls o Bloodborne. Non senti il peso dell'arma che stai utilizzando. E' ottimo come sistema ma non così preciso.

SketchT

Non discuto di come vengano narrate e intrecciate le subquest. Ci troviamo però a compiti simili tra loro, quindi poco vari. Poi, come detto sotto, che piacciano o meno è solamente soggettivo.

jackilnero

si ma non capisco ... a parole dite una cosa, poi coi voti date di quei numeri che se me li avessero dati i miei professori a scuola mia nonna ci restava secca.
Tra l'altro condivido quanto detto sotto in altri commenti: non avere lo stesso combat system dei Souls non è per forza una pecca, altrimenti per il futuro non ne uscirete più; siamo di fronte a due cose diverse: provateci voi a girare un mondo enorme e rischiare di crepare e rifare tutto ogni due per tre.. è ovvio che se gli obiettivi sono diversi, anche gli strumenti per raggiungerli saranno diversi.

Ratchet

Voto alto su tutto, è il gioco perfetto allora..

VaDetto

ma se si trova una sedia davanti, è in grado di scansarla, o rimaniamo li impietriti?

Idem per una montagnetta, riusciamo a saltarla o senza scala rimaniamo la impassibili?

SketchT

Guarda ho scritto una marea di recensioni, molte comunque di giochi "belli". Ma ti posso dire che mi hanno appassionato anche fuori dal contesto lavorativo solamente Bloodborne, The Witcher 3: Wild Hunt e poco altro.

SketchT

L'ago della bilancia pende ovviamente verso la fase esplorativa. I combattimenti sono sicuramente buoni ma non al livello dei vari DS e Bloodborne. Le sub-quest vengono proposte in maniera varia MA si riducono comunque sempre alle stesse azioni. Che poi siano divertenti niente da dire, quello è soggettivo ;)

SketchT

Questo è il grosso problema di scrivere recensioni prima del day one o poco dopo. ;)

Filippo Fontana

Bè posso dirti che questo metodo di combattimento quasi mi annoia, ed è una cosa sicuramente soggettiva. Non lo ritengo sicuramente un punto di forza di the witcher.

Manuel Marini

Secondo me è decisamente migliore The Witcher III e lo apprezzi soprattutto se hai tempo per esplorarlo con comodo al punto da immedesimarti nella bellissima storia e nel personaggio.
Ps: io D.A. l'ho giocato per una trentina di ore poi mi sono stufato e non l'ho neppure finito. The Witcher 3 lo sto giocando da una ventina di ore (alla sera) e sono appena all'inizio, mi prende sempre di più, adesso ad esempio non vedo l'ora di riprendere una quest secondaria che avevo iniziato ieri sera (con una lampada magica per cercare fantasmi in una torre su un'isoletta sperduta a sud).

Dust

E' un bel gioco, avvincente, il mondo esplorabile è enorme ed è bello girarci per trovare una cittadina, un paesaggio mozzafiato, un bosco infestato dai mostri...il sistema di combattimento è ben fatto, alla action rpg, forse non possiamo pretendere di più.
Caratteri minuscoli, perdi un paio di gradi a leggere tutto ma spero che risolvino con una patch.
C'è "tanto" e in abbondanza, però gli manca quel qualcosa di epico, magico che aveva Skyrim, pur con tutti gli innumerevoli difetti che si portava appresso.
Ripeto è un ottimo gioco, che offre parecchie ore di divertimento, un acquisto che merita, uno dei pochi di quest'anno (forse l'unico insieme a Bloodborne?).
Ma non ha quel qualcosa che lo rende un classico senza tempo.
Sia chiaro, ad averne di più di giochi così, comunque.

Tuco Benedicto

Io sono un fan di Dark Souls come chiunque altro, eh (diavolo, in un certo posso affermare di essere quello che l'ha fatto portare su PC), però miseria boia non è che potete rompere continuamente le palle con stat storia che ormai notare che "non è Dark Souls" equivalga implicitamente a un difetto, anche perché in realtà il combattimento di TW3 è *dannatamente* solido e godibile, forse tra i migliori in assoluto nel sottogenere degli action RPG; è passato dall'essere un punto debole nettissimo della saga nei due precedenti (specie il primo) ad essere una delle componenti più riuscite.

Ah, e al recensore posso solo dire che se la qualità delle quest secondarie sarebbe mediocre in TW3, allora non ho davvero idea di quale gioco si possa considerare buono in tal senso.

Filippo Fontana

Il gioco mi sta piacendo molto, mondo immenso, tutto da esplorare e moltissime quest secondarie da affrontare. Unica pecca per me per ora è il sistema di combattimento, proprio non mi convince (probabilmente perchè abituato ai vari Dark Souls e Bloodborne..).

Manuel Marini

edit: riguardo alla sezione Tecnica è uscita pochi minuti fa la patch 1.03 per PS4 e quella per Xbox è in direttura di arrivo :)

Manuel Marini

Secondo me questo è un gioco che si apprezza (e moltissimo) giocandolo con calma, un po alla volta, quotidianamente, esplorandolo il mondo "vivo" che ricrea fino a "capirlo" ed "immedesimarsi" sempre di più.
Il gioco è molto lungo, capisco come un recensore debba giocarci tutto di un botto e senza tempo per le meravigliose quest secondarie e le stupende situazioni derivanti proprio dall'esplorazione.
Da cui non condivido molto in alcuni aspetti questa recensione di un gioco che ha saputo ricreare un mondo come NESSUN gioco ha mai fatto fino ad ora.
Anche i mostri hanno loro vulnerabilità e punti di forza, derivanti dall'ambiente in cui si trovano, dal giorno oppure dalla notte (alcuni compaiono solo di notte) ed addirittura dal tempo atmosferico oppure dalla vicinanza di terreni "adatti".
Insomma proprio l'immensità di questo titolo lo PENALIZZA in alcune recensioni giustamente capisco che un recensore che ha delle scadenze e deve uscire con un articolo NON HA TEMPO (vi vorrebbero settimane) per VIVERE il gioco come andrebbe vissuto.

Leon

secondo me il commento finale fa confondere il lettore che è in cerca di un voto onesto

Giovanni Burla

Le quest secondarie sono molto più profonde di quanto sia dato ad intendere nella recensione. Non saranno lunghe come le quest principali ma a livello di realizzazione sono quasi alla pari. Anche nella più semplice e veloce (come rimettere in piedi tre altari profanati) c'è un approfondimento estremamente interessante sul "lore" del gioco. Benché non sia esente da difetti (ma ditemi un gioco del genere che non lo è, vogliamo ricordare i titoli Bethesda?) ritengo che qualunque voto sotto al 9 sia immeritato.

kPAINk

Concordo in tutto, tranne per la questione delle quest secondarie, contratti e sub quest. Per me sono realizzate in modo a dir poco sopraffino. Sono allo stesso livello della storia principale come doppiaggio, complessità della trama (non sempre però) e varietà.
Poi ci sono le gare per i cavalli e le varie missioni di caccia al tesoro. Per non parlare del fatto che spesso le missioni secondarie cambiano il modo in cui la gente interagisce con voi e le varie situazioni del mondo di gioco: tutto sempre credibile e mai banale. Quindi non sono assolutamente d'accordo con voi su questo.

Imperium

ps: siete stati severi (giustamente immagino, sono ancora alle prese con il primo capitolo... per mettere mano a questo penso passerà un annetto), ma i voti sono stati comunque alti.

Imperium

<3

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