NERO: Recensione Xbox One da HDBlog

26 Maggio 2015 2

Da alcuni giorni sulla console di Microsoft, Xbox One, è debuttato Nero, un titolo indie creato dal team di sviluppo tutto italiano, Storm in a Teacup.

Nero è senza ombra di dubbio un gioco particolare, uno di quei titoli che si possono definire di "nicchia", adatti solo ad un determinato pubblico.

La vera quinta essenza del titolo di Storm in a Teacup è la storia, caratterizzata da toni drammatici e assolutamente coinvolgente, il tutto però non è esente da alcuni difetti che non si possono in nessun tralasciare. Ma procediamo con ordine e analizziamo questa graphic novel caratterizzata da una visuale in prima persona.

TRAMA

Il protagonista della vicenda è un personaggio incappucciato, di bassa statura, caratterizzato da una lunga veste nera che, approda su un'isola o meglio su un piccolo villaggio di pescatori immerso nell'oscurità e illuminato solo da piante, animali e cristalli fluorescenti.

La storia ci viene raccontata in modo abbastanza particolare. Le varie location sono tutte caratterizzate ,infatti, da scritte fluttuanti che ci narrano di un gruppo di briganti che, ha abitato l'oscuro villaggio, di un bellissimo bambino e di una famiglia che affronta drammatiche situazioni. La narrazione viene inoltre affidata ad una voce che di tanto in tanto ci svela qualche particolare aggiuntivo.

La trama è di fatto divisa in due storie parallele che, inizialmente, sembrano raccontare fatti totalmente diversi tra loro, solo successivamente, proseguendo nel gioco, le due storie troveranno alcuni punti di contatto fino a sfociare in un finale abbastanza inaspettato ed emozionante.

GAMEPLAY


Nero è una graphic novel caratterizzata da una visuale in prima persona e il gioco si divide in quattro capitoli che ci portano a visitare suggestive location e a risolvere alcuni semplici enigmi ambientali, alcuni dei quali richiederanno la presenza del secondo protagonista.

Ad un certo punto della storia, infatti, faremo la conoscenza di un secondo personaggio incappucciato che, ci seguirà e sarà indispensabile per risolvere alcuni puzzle.

Senza ombra di dubbio parlare di gameplay in un titolo come Nero non è proprio il termine più adatto, in quanto per quasi tutta la durata del gioco il nostro compito principale è solo quello di esplorare le quattro location e leggere le scritte fluttuanti al fine di capire come i fatti raccontati si colleghino tra loro.

Le meccaniche di gioco si racchiudono solo nella risoluzione degli enigmi, alcuni dei quali totalmente facoltativi e che, a differenza di altri titoli simili risultano comunque di facile soluzione.

Durante la nostra passeggiata attraverso le quattro location, il nostro misterioso personaggio incappucciato si troverà infatti di fronte a dei meccanismi che dovrà attivare, premendo un pulsate, posizionandosi sopra a determinate piattaforme oppure lanciando sfere di luce blu verso particolari colonne e statue. Tali azione saranno, ovviamente, indispensabili per sbloccare porte o aprire passaggi.

In alcuni casi, come anticipato prima, sarà inoltre necessario l'intervento del secondo personaggio al quale, tramite la semplice pressione del tasto proposto, gli indicheremo il luogo in cui andare e di conseguenza l'azione da compiere.

Le varie zone che visiteremo nascondono inoltre alcuni frammenti di foto e raccogliendoli tutti sbloccheremo i ritratti completi.

Purtroppo Nero non è esente da difetti e in primo luogo l'elemento che ci ha lasciato abbastanza perplessi è la lingua di gioco. Il titolo, come è noto a tutti, è sviluppato dal team italiano Storm in a Teacup, di conseguenza ci aspettavamo che il titolo fosse almeno sottotitolato nella nostra lingua e invece Nero è totalmente in inglese.

La scelta è scontato dire che risulta abbastanza azzardata, considerando sopratutto la natura del gioco. La storia narrata rappresenta infatti il fulcro dell'intera esperienza e coloro che non hanno una buona padronanza dell'Inglese di certo non riusciranno a capire fino in fondo la vera essenza di Nero.

Altro lato negativo è la lentezza. Quando non teniamo premuto il tasto adibito alla "corsa", se cosi si può definire in quanto l'andatura sarà comunque lenta, il nostro personaggio cammina con una lentezza estenuante che mette alla prova anche il giocatore più paziente di questo mondo.


TECNICA

Il comparto Tecnico di Nero è un altro punto dolente del titolo di Storm in a Teacup e non fa certo gridare al miracolo.

Le location sono senza ombra di dubbio suggestive e coinvolgenti, purtroppo però un frame rate totalmente instabile, texture di bassa qualità, alcuni bug e un mondo di gioco un pò troppo spigoloso, rovinano parte dell'esperienza di Nero.

Nulla da segnalare invece per quanto riguarda il comparto audio, buone le musiche che ci accompagnano durante l'esplorazione e ottima la voce narrante che riesce a coinvolgere totalmente il giocatore.

CONCLUSIONE

Nero non è sicuramente un titolo per tutti, è un'esperienza particolare e sopratutto originale che purtroppo presenta forse un pò troppi difetti.

La storia raccontata è sicuramente impegnativa e dai toni drammatici, coloro che giocheranno a Nero difficilmente la dimenticheranno, tuttavia il fatto che un gioco del genere sia totalmente in Inglese è un difetto che non può essere trascurato.

L'ambientazione di gioco è suggestiva e coinvolge purtroppo, anche in questo caso il tutto viene rovinato da un comparto tecnico al di sotto delle aspettative.

  • GAMEPLAY 6,5
  • TECNICA 5,5
  • LONGEVITA' 6
  • GLOBALE 6
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Commenti

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diodema

Confermo team italiano e gioco solo in inglese

Max Severest

Se il Team è italiano è inaccettabile che sia solo in inglese e che caxx....

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