Recensione Philips A5-PRO e A1-PRO: cuffie da DJ e non solo

11 Febbraio 2015 7

La collaborazione tra Philips e il noto DJ Armin Van Buuren ha portato ad un'intera gamma di cuffie, tre modelli di Woox di cui abbiamo provato la top, Philips A5-PRO da 299€, e l'entry level da 99€. Partiamo da A1-PRO (per le A5-PRO andate a metà pagina) che si trovano online anche cifre leggermente inferiori a quella di listino e, nonostante sia il punto d'ingresso, strizza l'occhio a chi vuole un prodotto per utilizzo professionale.

Già da materiali e assemblaggio ci troviamo di fronte a qualcosa di solido, robusto e ottimizzato per le esigenze per le quali queste cuffie nascono. I due padiglioni possono ruotare e su ognuno è disponibile l'ingresso per il jack da 3.5 millimetri. Il cavo è massiccio e robusto, fatto per essere maltrattato grazie anche al sistema di aggancio dal lato dei padiglioni che evita lo scollegamento accidentale e la lunga spirale che permette di muoversi con la massima libertà.

Lato sorgente, invece, troviamo il classico jack da 3.5 millimetri e l'adattatore da 6.3 incluso nella confezione. Ottima la qualità dei materiali e delle plastiche: il design è semplice ma accattivante e trasmette la solidità di questo modello. Per quanto riguarda il comfort, sebbene una discreta imbottitura dei padiglioni, si paga la rigidità della struttura: le cuffie restano ben salde in testa ma l'utilizzo prolungato risulterà scomodo, costringendoci a qualche pausa ogni paio d'ore.

Lato qualità audio partiamo dalle specifiche: Philips utilizza altoparlanti da 40 millimetri e le cuffie possono contare su una potenza elevata, 2.500 mW, sensibilità di 108 dB, risposta in frequenza da 13 a 23.000 Hz e impedenza di 16 ohm, risultando quindi sfruttabili anche con un semplice smartphone per l'utilizzo "casual".

L'elevata potenza permette di esagerare con il volume senza che si vada incontro a distorsioni, il tutto condito da un'audio bilanciato che restituisce una scena sonora che, a differenza di quanto si possa pensare, non propone bassi troppo aggressivi. Ogni frequenza trova il suo spazio e l'unico appunto può farlo chi cerca bassi marcatamente più duri.

Oltre ad essere una buona cuffia dj, la A1-PRO si comporta egregiamente anche nelle altre situazioni. Le dimensioni compatte e la qualità dell'audio permettono di utilizzarle anche come cuffie da ascolto tramite smartphone o lettore MP3 (ottime per pop, dubstep ed elettronica, buone con la classica e rock, un po' meno per metal) e con il PC diventano uno strumento pratico per potenziare l'audio dei notebook durante la visione dei film (dove la voce non sarà mai prevaricata dalle altre frequenze) oppure da usare durante l'editing a/v.

Infine discreto il risultato nell'isolamento dai rumori esterni: considerando che si tratta di un modello "on-ear", in ambienti rumorosi le cuffie riescono a farci ascoltare la musica senza troppi disturbi. In conclusione Philips è riuscita a proporre una cuffia da dj ad un prezzo accessibile e a renderla versatile a più utilizzi. Consigliata a chi cerca un prodotto che possa spingersi in alto con il volume e ottimo nel rapporto qualità/prezzo.

Philips A5-PRO

Passando alle Philips A5-PRO si tratta dell'altro estremo della gamma. Il costo triplica ma, già a partire dalle caratteristiche costruttive, ci troviamo di fronte ad una cuffia "over-the-ear" che mantiene il doppio jack, utilizza un cavo da 1.3 metri che si estende fino a 4.7 m e padiglioni rotabili con la possibilità di ripiegarli verso l'archetto per ridurre gli ingombri in fase di trasporto.

La struttura resta solida e rigida ma il comfort migliora parecchio dato che le cuffie stringono meno sulla testa e sulle orecchie rispetto alle A1. I padiglioni che coprono l'intero orecchio, inoltre, evitano quella pressione del modello entry-level ma non per questo le cuffie risultano "ballerine": sulla testa la presa è "gentile" ma ferma. Impeccabile la qualità dei materiali grazie all'utilizzo massiccio dell'alluminio che è rivestito dalla pelle nella zona dell'archetto. Non si tratta però della cuffia più comoda da indossare: se il peso elevato si scarica facilmente "a terra" grazie alla struttura, non è altrettanto ottimizzato il confort per l'archetto, per il quale abbiamo visto imbottiture più morbide.

Trattandosi della top di gamma le specifiche tecniche crescono, con driver da 50 millimetri, sensibilità di 105 dB, potenza di 3.500 mW, impedenza di 16 ohm risposta in frequenza dai 10 ai 24.000 Hz.

Simile l'impronta audio di questo modello rispetto alle A1: la scena sonora è ben bilanciata anche se gode di una spazialità nettamente superiore, la distorsione ai volumi più alti è inesistente e, anche in questo caso, i bassi sono potenti (più potenti delle A1) ma mai troppo predominanti e sempre "morbidi", lasciando spazio ad alti cristallini e a medi che "respirano" di più rispetto alle entry level. La resa è molto naturale, mai artefatta della correzione del suono da parte dell'hardware e con una alta fedeltà nel far suonare i vari strumenti dei nostri brani di prova (FLAC e MP3 a 320 Kbps), dalle percussioni agli archi passando per pianoforte e voce.

Per quanto riguarda i padiglioni l'isolamento è ottimo e sarà difficile anche sentirsi parlare. Le over-the-ear coprono bene le orecchie e isolano dal mondo esterno, il tutto con il vantaggio dei padiglioni sostituibili.

Test con amplificatore Fiio E12 Mont Blanc

Dopo le consuete prove in mobilità e con l'ampli casalingo, è arrivato il momento di collegare le cuffie al Fiio E12 Mont Blanc, un interessante piccolo amplificatore/DAC che punta all'ottimizzazione del suono supportando, ad esempio, uno smartphone che non brilla certo per qualità dell'hardware audio. Dopo aver appurato un ottimo comportamento della cuffie abbiamo impostato sul Fiio E12 il guadagno a 16 dB. Collegate le A1-PRO il volume si è avvicinato al limite del sopportabile e i driver hanno iniziato a generare una notevole pressione sonora, il tutto con una distorsione, al massimo volume, appena percettibile (un livello simile alle più costose Jabra Revo). Poi è arrivato il momento delle A5-PRO. Risultato?

Distorsioni? Zero. Timpani persi? Due!

Le cuffie sono letteralmente esplose: la pressione sonora è aumentata a dismisura e l'ascolto è stato possibile solo per pochissimi secondi a causa dell'elevato volume. Un risultato impressionante se si considera che si tratta di ascolto in mobilità. Nonostante fosse ben oltre il tollerabile le cuffie non hanno ceduto di una virgola nel mantenere un suono pulito e cristallino in tutte le frequenze.


Conclusioni

Tirando le somme si tratta di due modelli che ripagano l'impegno profuso durante la fase di test pre-produzione (specie per le A5 provate sul campo da Armin) che ha portato alla realizzazione di due cuffie solide e qualitativamente al top nei materiali, versatili anche per l'utilizzo al di fuori del mondo DJ, dove pagano bassi forse più morbidi della media ma comunque potenti [non che a noi dispiacciano ma c'è chi li preferisce più duri e graffianti ndr].

Le A1-PRO sono consigliate a chi cerca un modello da DJ completo nelle caratteristiche (padiglioni orientabili e doppio jack) ma economico, che suoni bene e che abbia anche una buona versatilità per l'ascolto con il semplice smartphone. Le A5-PRO puntano a chi cerca il top di gamma anche se, considerando il prezzo, forse la risposta in frequenza non elevatissima al valore più alto della scala potrebbe far storcere leggermente il naso. La bassa impedenza permette di riuscire a pilotarle senza problemi anche con un semplice iPod e le cuffie riescono a spingersi molto in alto con il volume senza distorsioni, un aspetto da considerare in relazione all'utilizzo per le quali sono pensate.

Con la gamma A-PRO Woox è riuscita fin da subito a realizzare delle buone cuffie in un mercato sicuramente non facile, specie considerando la pletora di concorrenti, ma aiutato da una serie di altri prodotti dedicati al mondo DJ che rendono completa l'offerta Philips. Al di fuori dell'utilizzo "dj", però, le cuffie riescono a restituire ottimi risultati sia in ambito mobile che in quello dell'ascolto casalingo (dove ovviamente le A5-PRO rendono meglio rispetto alle A1). Qualche difetto c'è ed è legato principalmente al comfort ma entrambi i modelli si fanno ripagare con una robustezza e una solidità tra le migliori.


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Commenti

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Acorn13

Azz..ho visto ora i prezzi, pensavo stessero sui 500€!
Ok cercherò di dimenticarmi delle Quincy Jones ahah
Invece hai avuto modo di provare le AKG K550 per caso?

ironmel

eheh le N90Q sono tutta un'altra fascia di prezzo :)

qui stiamo sul settore delle hd25 per intenderci, magari da confrontare proprio con le aluminium visto che le A5 sono in alluminio anch'esse

Acorn13

bene bene, Philips come al solito in questo ambito non delude :)
Le aggiungo alla lista delle cuffie da sentire, subito dopo le AKG N90Q!

ironmel

ovviamente hanno dei bassi potenti e possono andare molto in alto con il volume senza distorsione cosa che le rende adatte ai DJ ma sul discorso bassi anzi hanno bassi morbidi e realistici, non duri come altri modelli.

uno dei brani di prova usati è un pezzo puramente tecnico in formato FLAC e inoltre tra i migliori per qualità di registrazione stessa che contiene una serie di percussioni di tutti i tipi e timbri che viene resa in maniera estremamente realistica.

ovviamente è un caso estremo ma nelle tracce tradizionali ciò si traduce con un'ottima spazialità che lascia molto respiro per alti e medi a differenza di modelli provati in passato dove i medi venivano strozzati da bassi più aggressivi

Acorn13

ah okok, ma allora sono semplicemente ben curate non da "DJ" :)
Pensavo che fossero molto sbilanciate sui bassi leggendo "da DJ"

ironmel

in realtà no, specialmente le A5 suonano bene e fedelmente ogni genere con una profondità che non ci si aspetterebbe visto il "target". il discorso DJ riguarda le funzionalità come padiglioni orientabili, doppio jack, cavo ma anche la robustezza che comunque si rivela utile specie in mobilità e nell'utilizzo quotidiano

Acorn13

Ma quindi sono solo consigliate per i "DJ" mi sembra di capire..o comunque quei genere di musica

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