Memorie Videoludiche: l'angolo del retrogame da HDBlog

24 Dicembre 2013 7

In questi ultimi anni il genere degli sparatutto è riuscito a scavarsi una via molto particolare, il più delle volte incentrata sul tentativo di donare al gioco un realismo davvero estremo. Sia in prima che terza persona, i videogiocatori si trovano il più delle volte impegnati in produzioni dalla tecnica sopraffina, il tutto impreziosito da trame particolarmente studiate. Max Payne, Far Cry, Call of Duty e Battlefield sono solamente alcuni degli esempi, ovviamente pescando a piene mani sia dagli FPS che TPS.

Ma vent'anni fa la situazione com'era effettivamente? Se volgiamo uno sguardo al passato possiamo trovare sicuramente una miriade di esponenti, tra cui Doom, Hired Guns, Duke Nukem 3D e molti altri ancora.

Nel lontano 1993 spiccava però una produzione di un team famoso per i titoli a sfondo calcistico. Sensible Software e Codemaster si lanciarono in un progetto in grado di approcciare l'ideologia della guerra virtuale in maniera tutt'altro che seria, trascinandosi di fatto una serie di polemiche non indifferenti. Stiamo parlando di Cannon Fodder.

Ricordiamo come se fosse ieri quella sensazione di smarrimento iniziale. L'utilizzo del mouse in un titolo in uno sparatutto in terza persona era una cosa rara, ma perfettamente adatto per l'occasione. In verità ci si accorgeva velocemente che Cannon Fodder possedeva una forte componente strategica.

Impossibile però non citare l'introduzione del gioco, un vera e propria raccolta di fotografie degli sviluppatori in abiti militari, sulle note della canzone "War has never been so much fun", scritta e cantata da Jon Hare, capo del gioco, e arrangiata da Richard Joseph.

La visuale dall'alto in stile Sensible Soccer aveva una verve incredibile. Quell'insieme di pixel verdi poteva essere gestito in diverse sottosquadre, per un massimo di otto elementi ciascuna. Il giocatore veniva quindi messo di fronte a una serie di livelli dove lo scopo del gioco era semplicemente eliminare le forze nemiche, il tutto scandito da un altissimo numero di stage e da una IA di livello crescente.

I mitra dei propri commilitoni possedeva proiettili infiniti, ma gli stessi soldati potevano contare su un determinato numero di razzi e granate, di conseguenza lo studio della situazione era una fase ovviamente necessaria.

Cannon Fodder non era infatti il classico sparatutto dove prima si sparava e poi si utilizzava la materia grigia. Il più delle volte infatti, l'utilizzo del cervello era l'unico modo per pianificare le azioni da eseguire, stando inoltre attenti a nemici nascosti, trappole mortali e ostacoli ambientali. La possibilità di dividere in sotto team fungeva effettivamente da vero punto nevralgico di ogni strategia. Posizionare una squadra infatti in un determinato punto della mappa, in modo da lasciar controllare la zona desiderata dalla IA, significa aver libertà d'azione con un numero ridotto di soldati, particolarmente utile nelle fasi dove andare a colpire il nemico alle spalle.  I compiti delle missioni venivano suddivisi in  "Uccidi il nemico", "Distruggi le installazioni nemiche" e "Salva gli ostaggi".

Il proprio esercito era formato da una serie di reclute, le quali potevano essere accumulate avanzando nei vari livelli. Ogni location era infatti preceduta da uno speciale menu, in cui si vedevano i futuri soldati in fila indiana, il tutto impreziosito da una collinetta inizialmente spoglia. Ogni commilitone ucciso veniva celebrato con una lapide, diversificata dal grado raggiunto durante le missioni precedenti. Di conseguenza riuscire a far sopravvivere il più possibile i propri soldati era il vero leit motiv del gioco.

Navigando per il web abbiamo trovato i nomi delle prime quaranta reclute. Jools, Jops, Stoo venivano poi affiancati da Rj, Ubik, Cj, Chris, Pete, Tadger, Hector, Elroy, Softy, Mac, Bomber, Stan, Tosh, Brains, Norm, Buster, Spike, Browny, Murphy, Killer, Abdul, Spotty, Goofy, Donald, Windy, Nifta, Denzil, Cedric, Alf, Marty, Cecil, Wally, Pervy, Jason, Roy, Peewee e Arnie. Quante volte abbiamo ricaricato i livelli cercando di salvare Jools, Jops e Stoo? Sicuramente innumerevoli.

Cannon Fodder subì però un duro processo in territorio tedesco. In Germania infatti venne bollato come "vietato ai minori di 18 anni", etichettato come titolo violento e in grado di glorificare la guerra. Altri tempi davvero.

Se avete modo di affrontare questa pietra miliare della Storia del Videogioco fatelo assolutamente, vi accorgerete che il gameplay non è assolutamente invecchiato anzi, i vent'anni passati non si fanno assolutamente sentire.


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Commenti

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Gio

siamo vecchi...poco da fare.

LeChuck

Che bello se qualcuno ne facesse un bel remake mantenendo intatto lo spirito goliardico del titolo. E magari l'intro, una delle più azzeccate di tutti i tempi!

peyotefree

ti facevi gli auto-cross ahhaha

SketchT

ehehehe in quel gioco non avevi la palla attacca al piede..era davvero impegnativo:D

Tiziano

alla fine la collina era sempre piena di croci.... XD ma poi in sensible soccer era normale che i giocatore fossero incapaci di tenere la palla fra i piedi, o ero io che non capivo come giocare?

Alex Gombi

Quante ore passate a Duke nukem ;)

TheZeion

che bei tempi... era anche uscito un valido clone, "Theatre of death", ma come l'originale non ce ne sono stati più

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