Recensione Intel Optane Memory 32GB: prove tecniche di rivoluzione

28 Maggio 2017 274

Intel Optane è un progetto in fieri: la casa di Santa Clara lo ha presentato nel 2015 con l'obiettivo di dare una scossa al mercato delle memorie e dello storage e nella primavera scorsa ha tagliato il primo traguardo in ambito consumer con l'arrivo delle Intel Optane Memory. Una tappa di un percorso caratterizzato, inoltre, dalla prima proposta per il mercato enterprise per il quale l'azienda ha previsto l'Intel Optane SSD.

COSA SONO

Qualcosa che non sono 

Non sono RAM, né tantomeno hard disk. Le Intel Optane Memory provano ad unire il meglio dei due mondi: la velocità di accesso ai dati tipico della memoria volatile, sfruttando l'ampia capacità di archiviazione degli hard disk meccanici. E non sono nemmeno le tradizionali memorie NAND flash integrate in una pletora di dispositivi elettronici, a partire dagli  SSD, perché la tecnologia alla base è differente, le rende più veloci e, a detta di Intel, più durature. La garanzia offerta sul prodotto, a scanso di equivoci, è di cinque anni.

Per chiarire ancor meglio: le RAM - SDRAM o DRAM che siano - sono sì molto veloci, ma i dati immagazzinati scompaiono se i moduli non vengono alimentati, e la densità, e quindi la capacità, è limitata (nonché costosa). Di contro le memorie NAND, pur dense e non volatili, sono meno veloci delle memorie RAM. Obiettivo di Intel è cercare di unire le tre caratteristiche - velocità, densità e non volatilità - in un prodotto completo, adatto a molteplici scenari di utilizzo e disponibile in varie declinazioni.

Quella consumer si sostanzia allo stato attuale in due moduli in formato M.2 2280: uno da 32GB (oggetto della nostra prova) e uno da 16GB. Nel nostro mercato vengono commercializzati a street price che si attestano al momento sui 90 euro del modello più capiente e sui 50-60 euro per la versione da 16GB. Il biglietto da visita è rappresentato da valori di lettura e scrittura particolarmente elevati e da latenze estremamente contenute. Le Intel Optane Memory trasferiscono i dati tramite bus PCIe 3.0 x2 NVMe offrendo  prestazioni superiori ai drive SATA.

  Intel Optane Memory 32GB Intel Optane Memory 16GB
Lettura sequenziale fino a 1350 MB/s 900 MB/s
Scrittura sequenziale fino a 290 MB/s 145 MB/s
Lettura Random (8GB span) fino a 240000 IOPS 190000 IOPS
Lettura Random (span 100%)  240000 IOPS 190000 IOPS
Scrittura Random (8GB span) fino a 65000 IOPS 35000 IOPS
Scrittura Random (span 100%) fino a 65000 IOPS 35000 IOPS
Latenza - lettura  9 microsecondi 7 microsecondi
Latenza - scrittura  30 microsecondi  18 microsecondi
Stato alimentazione - attivo  3.5 Watt 3.5 Watt
Stato alimentazione - inattivo 1 Watt 1 Watt

Caratteristiche dichiarate dal produttore

A rendere le Intel Optane Memory così speciali è la tecnologia 3D Xpoint, sviluppata da Intel in collaborazione con Micron. Per il momento non aggiungiamo altra carne al fuoco, basti tenere  a mente che il prodotto di cui discutiamo convide quest'anima tecnologica con altre soluzioni che Intel ha già sviluppato e continua a sviluppare (una è il già citato Optane SSD). 

FYI: Tecnologia 3D Xpoint

La tecnologia 3D Xpoint indica il processo produttivo dei moduli di memoria che consente di creare una struttura base composta da più colonne: ciascuna contiene una cella di memoria ed il relativo selettore. Le colonne sono interconnesse da linee di indirizzamento orientate perpendicolarmente rispetto alle singole celle, una linea in verticale e una in orizzontale - struttura cross point. Più strati possono essere  sovrapposti creando la struttura 3D.

Linea di indirizzamento orientate perpendicolarmente rispetto alle colonne, che sono formate da un selettore e da una cella di memoria. La struttura di base può essere sovrapposta dando vita a quella in 3D

In concreto: la differenza fondamentale rispetto alle memorie DRAM è l'assenza di transistor, sostituiti da diodi (entrambi sono componenti essenziali per attivare il processo di lettura e scrittura delle celle di memoria). Tale circostanza, insieme alla struttura più semplice, consente di ridurre i costi e  stipare più celle nello stesso spazio occupato da un modulo di memoria DRAM.  La tecnologia 3D Xpoint, inoltre, permette alle memorie Optane di segnare un passo in avanti anche rispetto alle memoria NAND flash dal punto di vista della latenza, che si attesta nell'ordine dei nanosecondi (microsecondi per le memorie NAND), e della durata.

A CHE SERVONO

L'impiego tipico delle Intel Optane Memory - ovvero la ragione per cui Intel le propone oggi nel segmento consumer - è l'abbinamento ad un hard disk meccanico o ad un SSD/SSHD SATA (di fascia non troppo alta): operano sostanzialmente come una cache ultraveloce del supporto di memoria, accelerando l'accesso ai file e l'apertura delle applicazioni più usate.  

Per assimilare il risultato finale a qualcosa che è stato già commercializzato, si possono citare i drive ibridi (SSHD) che associano una memoria NAND flash ad un tradizionale hard disk meccanico. Qui, però, la memoria cache non è integrata nel drive, ma installata sulla scheda madre, dialoga con il chipset della medesima e viene gestita dai driver e dal software sviluppato da Intel. Il software destina parte della cache alle applicazioni ed ai file che vengono maggiormente utilizzati, in base al principio logico per cui se determinate applicazioni restano a lungo inerti, non ha senso dirottare risorse per velocizzarle. 

Chiariamo che è possibile accelerare solo il disco meccanico o l'SSD/SSHD di avvio, ovvero quello in cui risiede il sistema operativo, mentre tutte le restanti unità  presenti nel sistema restano escluse. La memoria Optane forma un ''corpo unico'' con l'HDD/SSD/SSHD operando in modalità RAID. Dopo aver configurato la memoria Optane il sistema operativo vedrà il modulo associato all'hard disk o all'SSD come un'unica unità di massa


Da ciò discende  l'impossibilità di abbinare la memoria Optane ad una configurazione RAID preesistente (ad esempio, con più SSD o più HDD in RAID). Al limite,  si potrebbe creare un RAID tra due moduli di memoria Optane ma allo stato attuale è più che altro un esercizio di stile. Alla configurazione ''tipica'' si somma poi la possibilità di usare il modulo di memoria Optane in modalità AHCI come drive secondario (non di avvio) che verrà rilevato dal sistema operativo come una qualsiasi periferica di massa e, a patto di riuscire a comprimere il sistema operativo in 32GB (27GB effettivi), anche come singola periferica di bootEntrambe, a nostro avviso, non hanno molto senso, non al momento quanto meno, visto i limiti legati alla capacità.

COSA SERVE

Per sfruttare la piattaforma Intel Optane per come è stata concepita servono due componenti hardware: il modulo deve essere installata nello slot M.2 di una scheda madre con chipset Intel serie 200 e abbinata ad un qualsiasi processore Intel Core di settima generazione con architettura Kaby Lake - nessun supporto ai processori Intel di sesta generazione e precedenti, né ai chipset serie 100.

E' inoltre opportuno essere certi di aver aggiornato il BIOS della scheda madre ad una release che supporta pienamente la tecnologia Intel Optane. Allo stato attuale, il numero di schede madri compatibili supera le 100 unità - per un elenco ufficiale completo, ma non esaustivo, è sufficiente collegarsi a questo indirizzo. Molto più limitato il supporto software: i driver e l'applicazione di gestione di Optane sono compatibili esclusivamente con il sistema operativo Windows 10 64-bit, niente supporto alle precedenti versioni del sistema operativo, nè a Linux (eccezion fatta per la possibilità di configurare Optane come una periferica di archiviazione).

Riassumendo: 

  • Intel Core di settima generazione Kaby Lake
  • Scheda madre con chipset Intel 200
  • RAID attivo
  • Windows 10 64-bit

Per dirla diversamente, le Intel Optane Memory non possono essere considerate come una bacchetta magica che dà nuova linfa a PC desktop con qualche anno sulle spalle, ma un prodotto che guarda esclusivamente al presente e al futuro


Alla prima accensione - quando Intel Optane non è ancora configurato - Il BIOS rileva il modulo elencandolo tra le periferiche di avvio, ed è necessario verificare che si attiva la tecnologia Intel Rapid Storage (RAID) e non AHCI diversamente, il modulo sarà visto come una memoria NvME accessibile dal sistema operativo come un qualsiasi supporto di massa. 


Installati i driver Intel Rapid Storage Technology e il software  di gestione, l'attivazione del modulo è molto semplice: basta un click su "Attiva", un riavvio del sistema e si è pronti a sfruttare i benefici di Optane Memory. 

Partendo dal presupposto che Optane, nella configurazione tipica, opera come una memoria cache, è corretto tener presente che per cancellare i dati in essa memorizzati bisogna disattivarla e poi riattivarla. La procedura non è molto lunga, ma non si risolve nemmeno nell'intervallo di tempo necessario per selezionare il tasto "disattiva" e prevede un riavvio  - probabilmente è una circostanza che risulta più fastidiosa in uno scenario di test che nell'utilizzo concreto. 

Altro elemento da considerare riguarda l'impossibilità di sostituire l'hard disk/SSD/SSHD associato ad Optane con un altro senza procedere alla preliminare dissociazione delle due periferiche tramite BIOS - bisogna sempre tener presente che sono legate dalla modalità RAID - con tutti i pro e i contro del caso. Da ultimo, il software effettua una periodica ottimizzazione della memoria, pianificando interventi ad intervalli predefiniti - solitamente nelle fasce orarie in cui il PC non viene utilizzato. 

COME VA?

Abbiamo messo alla prova il modulo Intel Optane Memory da 32GB utilizzando questa piattaforma di test

  • Intel Core i7 7700K @4,2 GHz
  • Scheda Madre Asus ROG Strix Z270I
  • GPU Integrata Intel HD 630
  • 16GB di RAM 3600MHz GSkill
  • Alimentatore 850W Seasonic Prime Titanium

Senza apportare alcuna variazione ai restanti componenti, sono stati installati alternativamente le seguenti periferiche di archiviazione

  • HDD 2.5" Hitachi 500GB e 5400 giri - HTS545050B9A300
  • SSD Samsung 850 Pro SATA

Due estremi che ci sono serviti per valutare l'impatto del modulo Optane sia su un tradizionale hard disk meccanico con rotazione dei piatti a 5400 giri - una soluzione tuttora molto diffusa nel segmento dei portatili mainstream - sia su un SSD SATA di fascia alta.

AVVIO WINDOWS 10

La presenza e l'efficacia della memoria Intel Optane si inizia a notare  cronometrando il tempo di avvio del sistema operativo Windows 10: nello specifico, da quando, a PC completamente spento, si preme il tasto di accensione a quando appare la schermata del desktop (per evitare di falsare il risultato, è stato disattivato l'accesso tramite password - i tempi rilevati sono quelli medi calcolati su cinque avvii consecutivi). 


Non registriamo guadagni ''stellari', soprattutto nella configurazione con SSD, ma l'attivazione del modulo permette di rosicchiare qualche secondo. Le differenze tra la configurazione con HDD/Optane e solo HDD crescono ulteriormente in base alla quantità di applicazioni e servizi  caricati all'avvio di Windows, tracciando nel tempo un solco che va a vantaggio della configurazione con Optane attivo e che consente di interagire a tutti gli effetti con il desktop in un intervallo di tempo ancor più ridotto. 

CRYSTALDISKMARK

Differenze ben più nette emergono nel benchmark CrystalDiskMark: Optane porta benefici evidenti nella scrittura sequenziale sia in abbinamento all'SSD, sia in maniera nettamente più evidente accoppiato all'hard disk meccanico, che raggiunge valori impensabili per tale tipologia di prodotto:


Stesso dicasi per il secondo test di lettura casuale di file di piccole dimensioni (4k): SSD/Optane e HDD/Optane svettano staccando SSD e HDD in configurazione singola. Definire enorme il divario tra HDD/Optane e HDD singolo è a dir poco riduttivo.


Gli equilibri cambiano nella scrittura sequenziale: il dato più rilevante riguarda il fatto che l'SSD smette di trarre giovamento dal modulo Optane che di fatto ne limita il transfer rate massimo. Rapporto di forza invariato, al contrario, tra HDD/Optane e HDD singolo: anche in questo scenario di utilizzo il gap tra le due configurazioni è quando mai pronunciato. 


Un andamento simile si riscontra anche nella quarta prova di scrittura casuale (4K), l'SSD singolo garantisce il transfer rate più elevato, mentre l'HDD continua a beneficiare della cache del modulo Intel, raggiungendo livelli di prestazioni anni luce distanti alla configurazione con Optane disattivato. 


Come detto in apertura, Intel Optane Memory può essere configurato anche come una semplice unità NvME sganciata da qualsiasi configurazione RAID. Opzione che abbiamo voluto percorrere per registrare i valori fatti segnare nello stesso benchmark. 

Il modulo di memoria Optane configurato come unità di archiviazione NvME e rilevato dal file manager di Windows 10.

I valori di lettura sequenziale sono allineati ai migliori  rilevati nelle precedenti configurazioni, ma in modalità singola Optane dimostra di avere ancora qualcosa da esprimere alzando  l'asticella del transfer rate in lettura casuale: 849 MB/s 4K Q32T1 e 350,5 MB/s 4K. Migliora, seppur di poco, anche la prestazione in scrittura casuale 4k, che raggiunge il tranfer rate massimo di 177,6 MB/s. I valori fatti segnare dall'SSD (configurazione singola) in scrittura (sia sequenziale, sia casuale) restano superiori. 


A margine di questa prima tornata di test si rileva che i valori di lettura e scrittura sequenziale sono in linea, ed in alcuni casi anche superiori, a quelli dichiarati da Intel (fino a 1350 MB/s in lettura seq e fino a 290 MB/s in scrittura seq)

PC MARK 8 - TEST STORAGE

La suite di benchmark PC Mark 8 ha il vantaggio di mettere alla prova il PC con una serie di applicazioni reali (Office, Photoshop, giochi, etc.). I risultati continuano a delineare quello che risulterà essere quasi una costante delle nostre prove: balzo in avanti da HDD singolo a HDD/Optane nettissimo, mentre i risultati ottenuti dalle restanti configurazioni sono sostanzialmente allineati.

Non lascia indifferenti il risultato dell'hard disk meccanico che, grazie ad Optane viaggia sugli stessi valori dell'SSD, mentre quest'ultimo trae benefici dall'utilizzo di Optane prendendo come riferimento il parametro della bandwidth. 



QUATTRO TEST FAI DA TE

Per arricchire ulteriormente il quadro, abbiamo scelto di effettuare quattro ulteriori prove, mettendo da parte i benchmark e riproducendo alcune operazioni che chi più, chi meno svolge al PC. Ad esempio, trasferire file da periferiche di archiviazione esterne, aprire applicazioni o indicizzare i file all'interno delle medesime. Nel farlo siamo andati anche un po' oltre quello che dovrebbe essere lo scenario d'uso che permette di percepire i benefici di Optane, ma meglio una prova in più che una in meno. 

Nel primo test abbiamo trasferito 39GB di foto da un hard disk esterno USB 3.0 al PC, cronometrando il tempo impiegato a completare l'operazione. Ancora una volta è l'hard disk meccanico a ricevere i maggiori benefici dalla presenza di Optane. Il tempo per concludere l'operazione si riduce di quasi quattro minuti e mezzo, ma non abbastanza per eguagliare le prestazioni dell'SSD. 


Nella seconda prova abbiamo avviato un progetto di Adobe Premiere CC 2017: il tempo registrato è quello intercorso dal doppio click sul file alla visualizzazione delle miniature nella timeline. I risultati si commentano da soli e non sorprendono: tempi dimezzati tra HDD e HDD/Optane, che esibisce performance in linea con SSD e SSD/Optane.


E se provassimo ad aprire contemporaneamente 140 foto in Photoshop? Cambia il test, ma non gli equilibri ... 


L'ultimo test, ovvero la creazione di un catalogo in Lightroom formato da 3079 foto, ricorda che l'apporto del modulo Optane ha comunque dei limiti e che il traguardo di eguagliare le performance di un SSD non sempre si ottiene. Anche in questo caso, i tempi si riducono rispetto alla configurazione solo HDD, ma è impossibile scendere scendere sotto il minuto.  


FINE BENCH - RIFLESSIONI

Gli aspetti su cui riflettere, al di là dei valori assoluti, sono le due tendenze chiaramente emerse nelle molteplici sessione di test. La prima è l'innegabile e notevole guadagno di prestazioni  rispetto alla configurazione con il solo hard disk meccanico, ottenuto abbinando Optane al medesimo. Come visto, i valori si attestano in molti casi su quelli segnati dall'SSD. La seconda è l'assenza di un significativo miglioramento delle performance accoppiando Optane ad un SSD SATA di fascia alta - in alcuni casi, l'accoppiata è anche controproducente. 

Tutto torna, se si parte dalle motivazioni che hanno spinto Intel a proporre le Optane Memory in ambito consumer (e saremo più chiari a breve). Al più sarebbe interessante valutare anche le prestazioni di Optane Memory con SSD di fascia medio-bassa e drive SSHD, scenari in cui è verosimile ipotizzare che ci sia un miglioramento più marcato.

C'è poi un aspetto che i benchmark non sono in grado di riprodurre, ovvero l'effettiva esperienza di utilizzo del PC. Qui per forza di cose  vi dovete fidare, ma garantiamo che, una volta a regime, Optane riesce a velocizzare a tal punto una macchina con hard disk meccanico che tornare ad usarla con il modulo Optane disattivato è a dir poco traumatizzante.

L'impressione è effettivamente quella di usare un PC con SSD e col tempo l'esperienza migliora, visto che il software tiene traccia delle abitudini dell'utente. Lo scenario tipo è quello di un utente che utilizza un set di applicazioni non molto esteso - che è poi l'identikit dell'utente medio - circa 6-7 applicazioni, i cui dati vengono custoditi nella memoria Optane e caricati (ultra)rapidamente quando serve. 

ANCORA UNA COSA ...

Quando lo diceva il suddetto, per i ''cattivi" si metteva male. Nel  test della Optane Memory, sino ad ora cattivi non ce ne sono stati, ma il nostro "One more thing" si è generato lo stesso dopo aver notato che il regime di rotazione delle ventole del case (ventole PWM sincronizzate con la temperatura del processore) tendeva ad aumentare durante alcuni test effettuati con il modulo Optane attivo. Abbiamo quindi deciso di approfondire tale aspetto, riproducendo la situazione con il test CrystalDiskMark.

Prima prova con hard disk meccanico e Optane disattivato: la percentuale di utilizzo degli otto core logici e la frequenza dei quattro core fisici si mantiene su livelli non particolarmente elevati: 

Durante CrystalDiskMark con hard disk meccanico e Optane disattivo (frequenza core a sx - utilizzo core a dx)

Seconda prova, sempre con la stessa piattaforma e a distanza di un solo riavvio (quello necessario per attivare Optane), con hard disk meccanico e Optane in funzione:  la percentuale di utilizzo del processore e le frequenze dei core aumentano in maniera netta. Il processore raggiunge la frequenza massima della modalità turbo (4.5 GHz), uno dei core logici è costantemente occupato quasi al 100%, i restanti mostrano percentuali superiori al test precedente. Per chiarezza: il cali di frequenza non sono determinati da thermal throttling, ma si registrano in corrispondenza delle pausa tra ogni sotto-test di CrystalDiskMark (8 in tutto e sette cali di frequenza). Un dato scandito dal regime di rotazione delle ventole che diminuisce in corrispondenza di ciascuna pausa. 

Durante CrystalDiskMark con hard disk meccanico e Optane attivo (frequenza core a sx - utilizzo core a dx)

Per farla breve: allo stato attuale, ovvero con gli attuali driver e software di gestione, e con la nostra piattaforma di test, l'attivazione di Optane non è del tutto invisibile, non in specifici scenari di utilizzo quanto meno, e può avere un impatto sulle risorse di sistema che è corretto rilevare. Si tratta comunque di situazioni limite, emerse in fase di test, che l'utente comune potrebbe non notare. Vien dà sé che maggior utilizzo e frequenza più elevata dalla CPU si traduce  in maggior calore prodotto e maggior consumo  - sarà un caso che, per ora, l'ambito di impiego ideale delle Intel Optane Memory è  l'integrazione in PC Desktop e non nei portatii?

Per completezza di informazione riportiamo alcuni dati operativi del modulo Optane, che abbiamo installato nello slot M2 collocato nella parte posteriore della nostra scheda madre. Durante il funzionamento la temperatura del modulo a riposo (disattivato) è pari, mediamente, a 53 gradi, quando attivo per accelerare l'hard disk e sotto stress - ad esempio nel benchmark CrystalDiskMark -  il valore sale sino a toccare i 66 gradi. Per avere un parametro di riferimento, il sensore dell'HDD segna una temperatura media di 33-34 gradi, mentre i moduli RAM si attestano sui 35-36 gradi.


Diversi schede madri prevedono soluzioni per dissipare il calore dei moduli M.2 che sono quindi da scegliere per mantenere basse la temperatura di tali componenti. Nel caso specifico, avremmo potuto installare il modulo nello slot presente sulla parte superiore della scheda che prevede un sistema di dissipazione del calore (slot che abbiamo preferito lasciare libero per future espansioni della piattaforma con un SSD M.2).

Da non trascurare, per fnire, che  l'efficienza e il corretto funzionamento delle Optane Memory dipende pur sempre da una componente software con tutte le incertezze del caso. A gestire il tutto, infatti, è il software che nel corso dei nostri test si è dimostrato sufficientemente stabile, anche se qualche sorpresa può essere sempre dietro l'angolo ... 


SERVONO REALMENTE E A CHI?

Ora, dopo diversi giorni di test permettetemi di togliermi il camice da laboratorio, indossare i panni dell'appassionato di tecnologia (e riappropriami della prima persona singolare). In tale veste mi pongo una domanda: a chi sono realmente indirizzate le Intel Optane Memory? Un passo indietro: per usarle mi serve una configurazione recente con Kaby Lake, hanno un senso abbinate ad hard disk meccanici o (ipotizzo) ad  SSD non troppo performanti, se scelgo un SSD SATA di fascia alta o, a maggior ragione, un SSD M.2 PCI  Express 3.0 non ho motivo di prenderle in considerazione E' vero, nessun utente Enthusiast opterebbe con una configurazione hard disk meccanico con Optane, a meno che non abbia esigenze molto particolari, come chi vuole utilizzare di un disco di avvio di grande capacità (da 1TB insù).

Per dare un senso alle memorie Optane bisogna cambiare segmento, scendere a quello Mainstream e abbracciare la visione di Intel. La casa californiana punta a renderle un prodotto maggiormente orientato agli OEM che potrebbero immettere sul mercato PC assemblati con hard disk meccanici capienti e le prestazioni velocistiche che i moduli Optane hanno dimostrato di poter offrire. Il classico PC da supermercato (o quasi) indirizzato ad un target che non si pone  troppe domande sul cosa c'è dentro il case, ma che è sensibile all'aspetto della reattività/ lentezza della piattaforma. Da valutare l'impatto dell'utilizzo della memoria sul costo complessivo del prodotto, vero è che i 50/90 euro del prezzo al pubblico per il moduli da 16/32GB potrebbero essere diluiti da specifici accordi con i produttori. Verrebbe da obiettare che se un utente mainstream fosse solo lievemente informato potrebbe trovare più conveniente rimpiazzare direttamente l'hard disk meccanico con un qualsiasi SSD, ma è oggettivo che non tutti lo sono e, partendo da tale assunto, il ragionamento di Intel ha un senso.

Non bisogna però essere miopi e perennemente disincantati,  perché le Intel Optane Memory sono parte di un tutto molto più strutturato. La chiave di volta per comprendere il progetto di Intel passa per la già citata tecnologia 3D Xpoint, che, in futuro, verrà impiegata anche per la realizzazione di SSD Optane rivolti non più solo al segmento enteprise, ma anche  agli utenti enthusiast. Per questo ho definito le Intel Optane Memory una tappa di un percorso più lungo che ogni appassionato di tecnologia dovrebbe seguire con interesse. La meta è produrre una memoria ''universale", RAM e storage, il cammino per raggiungerlo non è ancora concluso e, come ogni rivoluzione, non si fa da un giorno all'altro. 

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Commenti

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Lillo il commentatore®

Buona rece, intuitiva e fluida nella lettura.
Intel optane? passo..

DKDIB

Ti ringrazio: trovo la tua osservazione assai interessante! ^__^

tsebis

E' evidente in quel benchmark che entra in gioco la cache RAM del filesystem dal sistema operativo. Ripeti il test aumentando la dimensione del file di test a 4Gb o oltre

DKDIB

Sì, ma me ne sbatto.

Quello mostrato è un prodotto economico, sul mercato da tempo, con una capacità "utile" e senza problemi di compatibilità: nonostante venga usato dal sistema operativo, riesce comunque ad avere prestazioni analoghe a questo prodotto Intel, il quale viene spacciato per "rivoluzionario".
Far girare Windows su un disco differente avrebbe probabilmente migliorato i risultati, ma le conclusioni sarebbero state le stesse.

Se poi ti riferivi ad altro, spiegati.

tsebis

Ti sei accorto vero che quel benchmark è falsato?

Gark121

Giustamente, anche i programmi li metto sul disco esterno, chissenefrega se sono lenti ad aprirsi, ma vuoi mettere se invece ad essere lenti ad aprirsi fossero i p0rno?

Matt Ds

il valore del disco e' intrinseco ai suoi contenuti... si sa che in un disco esterno ci sono sempre cose di valore, dentro il pc invece solo porno.

Gark121

giustamente, perchè rubarti direttamente il pc quando possono rubare un disco che vale 1/100? astuto come ragionamento.

Matt Ds

appunto, se ha l'hdd NEL pc non te lo possono rubare, se lo hai fuori, te lo rubano, sicuramente. quindi, sempre meglio 2td di hdd che pocji gb di ssd che poi ti tocca portarti in giro hd esterni, che te li rubano, te lo dico, poi sono c@zzi.

Gark121

riescono ad apprezzare soprattutto i ladri che passano non appena vai in vacanza, loro si che apprezzano

Matt Ds

eh, ma hai 2tb dentro il pc, dentro, capisci? e' come tenere i soldi dentro casa, invece che in banca, meglio dentro, sono piu' tuoi, non so se riesci ad apprezzare.

SL7Z4

Ho modificato il messaggio: al tempo vidi 1.8GB/s max con le PC3200.

Voglio dire questo.

pollopopo

Quando ho detto 2400mb/s mi riferivo alle ddr400 e quindi non capisco dove stia il problema. Hai scritto che non hai ma visto velocità simili, poi mi dici che le hai viste sulle pc3200 e quindi ho sottointeso che forse non avevi capito che ddr400 e pc3200 fossero la stessa cosa.......

Non ti seguo, o meglio non capisco il motivo della tua risposta al mio post iniziale.

SL7Z4

Ma davveroh? Chi lo avrebbe mai detto. -.-

pollopopo

Le 3200 sono ddr400

SL7Z4

Ormai non ho più sistemi DDR 400.
Al tempo vidi al massimo 2.8GB/s con delle PC3200.

pollopopo

Fai un test con aida64

Homer76

Questo, peraltro molto ben fatto, conferma la mia impressione iniziale: questi optane servono solo a Intel per cominciare a capitalizzare sul grosso investimento fatto.
I "veri" optane arriveranno fra qualche anno, probabilmente, sotto forma di moduli DIMM (o l'equivalente di allora).

Gark121

Con 50€ metti quei 2tb fuori dalla scocca (e probabilmente con poco di più li rendi piccoli e portatili), e hai un PC decine di volte più veloce. Tra un 5400 giri e un 7200 giri c'è 1/50esimo della differenza che c'è tra un 7200 e un ssd, per quanto basico, in quello che conta realmente su un disco che deve ospitare un sistema operativo, ossia lettura file "piccoli" e velocità di accesso alla memoria.
Oltretutto un ssd consuma molto meno, scalda infinitamente meno, e non patisce urti e sollecitazioni.
I dischi meccanici nei notebook non devono esistere. Hanno solo controindicazioni.

L0RE15

quoto! Quando c'è da criticare negativamente, lo si fa. Quando c'è da dire "bravi", lo si dice!
Oggi è: bravi!

SL7Z4

Ma ancora stai su toms?
Ma vatti a leggere la loro "notiziona" sugli Itanium, con "consiglio" finale.

Da vomito.

SL7Z4

LOL ci metto io 20 secondi a caricare vista (con un Pentium 4).
Troooppo lento.

(Non che me ne freghi nulla di quanto ci mette ad avviarsi eh, per me può metterci anche 30-45 secondi che non mi scandalizzo, l'importante è che poi vada)

SL7Z4

A me starebbe anche bene avere un meccanico, ma decente. 7200RPM

Poi (e parlo per me) se a 1000€ mi offrono 256GB di SSD oppure 2TB di HDD, stai tranquillo che prendo il 2TB.
Poi magari in futuro lo sostituirei con un SSD, ma intanto ho 2TB.

Aster

Quindi niente avvio windows in 3 secondi!

Concetto Niño Brusca

Ti spiego. Questa memoria viene aggiunta a quella del tuo hard disk. Solo che non puoi scrivere o cancellare niente perchè non te lo permetterebbe. Essa serve a velocizzare le applicazioni perchè autonomamente scrive file di avvio delle applicazioni che più usi. Avrai un miglioramento delle prestazioni del tuo hard disk con questo modulo proprio perchè precarica files e informazioni in modo da non doverle ricaricare ogni volta che usi un applicazione. Spero di essere stato chiaro. Fino ad oggi ogni hard disk ha avuto una parte dello stesso dedicato alla cache ma ogni volta che si spegneva il pc, la cache si cancellava. Con questo no.

pollopopo

?? usa aida64... le velocità delle memorie dram è molto alta e non è nemmeno lontanamente paragonabile alla lentezza di questi prodotti... i serve usano per la stragrande la ram come cache, ovviamente è volatile e quindi si cerca di soppiantarla con qualcosa di rapido ma veloce, siamo lontani pero', molto lontani....

Ikaro

Sì se lo inzozzi di robba che parte all'accensione è chiaro, per dire io pure il picci lo usi ma all'avvio carico lo stretto necessario...

Ikaro

Assolutamente... Se me lo trovo nel picci del supermercato ok... Ma qua c'è qualcuno che VOLUTAMENTE lo userebbe al posto dell'ssd, mi fa strano...

MeglioRedmi

Articolo molto interessante, complimenti all'autore.

DKDIB

Il presupposto è che le prestazioni di questo prodotto non fanno certo gridare al miracolo.
Questi valori sono relativi ad un Samsung PM961 MZVLW256HEHP: non certo un top di gamma...
https://uploads.disquscdn.c...

A questo punto, se uno dispone di uno slot M.2 NVMe, non farebbe prima a comprarsi un disco NVMe "vero"?

I dischi meccanici ibridi avevano un'utilità discutibile alcuni anni fa, nonostante fossero usabili out-of-the-box e gli SSD avessero dei prezzi abbastanza alti.
Questo prodotto mi pare la loro evoluzione (le prestazioni sono migliorate), ma in un contesto di mercato, ancor meno favorevole...

Marco 1979

Certo, infatti si usa memoria flash :)

DKDIB

Anche io trovo questi prodotti inutili, ma non per la capacità in se. ;)

Il punto nodale, a mio avviso è che offrono prestazioni allineate agli altri SSD NVMe: *qualsiasi* disco di questo tipo, infatti, offre prestazioni nettamente superiori agli SSD SATA e molto inferiori alla RAM.
Dove sta, quindi, la rivoluzione?
Boooh...

Davide

tutti i database seri sono in memory ma una memoria di massa permanente su cui fare write-back serve, altrimenti bastano un guasto alla RAM oppure un black out e perdi tutto.

il Gorilla con gli Occhiali

Ma insomma non si capice perchè si parla di spazio utilizzato da sistema operativo e altro ma poi non si tratta di una sd o simile!

Concetto Niño Brusca

diciamo di no. In primis la velocità di lettura/scrittura e poi è una memoria che viene gestita diversamente dal sistema.

Sagitt

rimango del parere che una soluzione con ssd veloce M2 o PCI è comunque migliore :)
sicuramente più costosa, ma mi sembra esser tornato ai tempi degli ssd ibridi

Sagitt

no, la clonazione copia tutto, ma i software sono predisposti che se hai 1 tb, di cui occupati 200gb, e hai un ssd da 250 gb questo adatta il tutto a stare sull'ssd....

è ovvio che se hai 800 gb di dati su 1 tb e un ssd di 250 questa cosa non funziona...

Emiliano Frangella

Comunque mi sfugge qualcosa.... una clonazione si fa solo sulla partizione giusto??, quindi anche se hai un hdisk da 1 tera vuoto, la clonazione sarà sulla partizione intera o sbaglio??

Emiliano Frangella

Ok questa cache serve per velocizzare sistemi con partizioni grandi. L'aggiungi e hai tutto piu velocissimo.
Ovvio in casi particolari dove hai una partizione inferiore ai 256 si opta per un ssd ;)

sardus

la vera differenza di questi prodotti la vedremo tra qualche anno, dove saranno veloci come le memorie e con abbastanza capienza. A quel punto, RAM e Disco saranno una sola "voce" con avvii istantanei in quanto sarà tutto virtualmente già avviato.

Sagitt

1 tera? ma dove sta scritto :D?

io ho cambiato 1 anno fa sul mio portatile l'hdd da 500 gb spendendo 130€ di ssd..

anche sul fisso, avevo si 1 tera.. ma ci ho messo un ssd da 250 per il sistema e i dati li tengo su quello da 1 tera.

Mica è obbligatorio un tera....... anche perchè di prodotti ssd da 1 tb se ne vedono ben pochi anche nuovi.

Emiliano Frangella

Allora non hai inteso bene il discorso appena scritto sopra.....
Chi prende queste 32 giga ram per la cache.... sicuramente ha un hdisk meccanico.
Disco meccanico ormai sono su 1 tera giusto??
Che clonazione fai su un ssd??

Gark121

In pratica servono se uno è masochista e vuol buttare soldi continuando a usare gli Hdd come dischi di boot. Dovrebbero rendere illegale installare Windows dentro quella roba medievale, altro che pensare a optane.

AndreaM

Dipende sempre da cosa carica all'avvio, probabilmente sarà bello pienotto il PC.

NaXter24R

Io credo che se uno ha la reale necessità di usare programmi molto pesanti, non ha nemmeno il problema di comprarsi un SSD. 500gb costano 150€, prima costavano 120, e direi che 500gb siano ampiamente sufficienti accoppiati ad uno o più HDD secondari no? Senza contare un altro problema che ho menzionato all'inizio, che senso ha un disco grande e basta? Nessun backup? Personalmente, se fossi costretto ad usare un disco da 3 o 4tb come dici tu, non lo farei mai se non con qualche forma di ridondanza

NaXter24R

Ah, tu dici quell'avvio rapido (c'è anche un'opzione nel bios appunto).
Comunque no, non era attivo.

sardanus

Non è la stessa cosa avere ssd piccolo + hdd (non accelerato) rispetto ad avere un unico hdd accelerato. Chi fa uso di molti programmi installabili solo sulla partizione di sistema (molti programmi ne bloccano l'installazione solo la) ha per forza di cose bisogno di un disco d'avvio grosso che va accelerato in wualche modo. Optane è la soluzione migliore attualmente. Mercato di nicchia? Si visto che immagino siano in pochi che abbiano questa esigenza.. e il gioco vale la candela visto che si spende almeno la metà (a seconda delle dimensioni anche 1/5) di un ssd di pari capienza, a quel punto dipende dal budget della persona

NaXter24R

Continuo a pensarla diversamente. La cache ha un limite, e la cache la devi creare. Per il costo che ha questo disco, secondo me conviene prendere un SSD, costa poco di più ma rende decisamente tanto, e poi uno si tiene lo storage che vuole

sardanus

Che c'entr il bios? Win8.1 e 10 hanno a livello di sistema l'avvio rapido, una sorta di ibernazione meno spinta.. ti faccio un esempio.. sul fisso usi un muose usb e poi arredti win10, all'avvio successivo se ci metti un mouse ps-2 (ovvia prima di accenderlo) non verrà riconosciuto perché win10 fa una sorta di memorizzazione delle periferiche non plug and play. Per il mouse ps2 occorre fare un riavvio che noterai essere moooolto più lento dello spegnimento+accensione, roba che su win7 non accade perché non ha nedsun avvio rapido a livello software

Altro esempio è tipo di quando hai 2hdd interni e da spento ne levi uno.. all'avvio successivo senti il suono di quando rimuovi una periferica ma non l'hai fatto in realtà in quel momento, windows pensava di ritrovare il secondo hard disk dove l'aveva lasciato e invece non lo trova decretandono come "rimosso"

Ti potrei fare 100 esempi

L'opzione si trova in pannello di controllo, sistema, energia, specifica cosa avviene quando si preme pulsante alimentazione (oppure quando si abbassa il coperchio nel caso di un portatile), in basso vicino a "ibernazione" "arresto" "riavvio" "sospensione"

sardanus

Non ho mai detto che optane va meglio di un ssd.
Ho detto solo che chi ha bisogno di GRANDI STORAGE trova in optane la pace dei sensi visto che va meglio di un qualunque sistema di ssd caching tradizionale o di un sshd

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