Sigaretta elettronica, tutto quello che c'è da sapere #report

21 Febbraio 2017 685

Non fumo - e questo non è un bel modo per iniziare un report sulle sigarette elettroniche - ma amo la tecnologia, in particolare quel tipo di tecnologia che migliora le abitudini di vita. Se non fosse stato per quel piccolo display a LED, che ricorda più uno smartphone che una sigaretta, la mia attenzione si sarebbe soffermata su qualcos'altro e non avrei chiesto al mio amico - accanito fumatore - qualcosa in più sul ''gadget tecnologico" che maneggiava con orgoglio e che semplice gadget, come diremo in seguito, non è.

La sigaretta elettronica aiuta veramente a smettere di fumare? Fa male -  se lo fa -  ed in che misura rispetto alla sigaretta tradizionale? Svapare e fumare sono la stessa cosa? Queste alcune delle domande poste da chi non è profondamente immerso nel mondo delle cosiddette e-cig. Il tecno fan si chiederà poi se anche la sigaretta elettronica può essere considerato un ulteriore esempio di tecnologia che porta benefici al consumatore. Per rispondere, è necessario armarsi di pazienza, raccogliere informazioni da fonti attendibili e senza preconcetti, analizzare i trend del mercato, e consultare le principali normative in materia. 

UN PO' DI STORIA

Mio padre è morto di cancro ai polmoni e io ho fumato tre pacchetti di sigarette al giorno per trent'anni. Ora spero che la mia invenzione salvi la vita a tutti i fumatori incalliti come me

Così Hon Lik, riconosciuto come il ''padre'' della sigaretta elettronica, ribadiva l'obiettivo della e-cig in un'intervista rilasciata nel 2015. Il farmacista cinese brevettò la sua invenzione nel 2003, molti anni prima, nel 1965, Herbert A. Gilbert aveva ottenuto il brevetto di un progetto simile, che, tuttavia, non venne trasposto in un prodotto commerciale, arrestandosi allo stadio prototipale. 

Il progetto della prima e-cig, tratto dalla documentazione allegata alla richiesta di brevetto depositata nel 1963 presso l'USPTO. A firmare il documento fu l'inventore Herbert A. Gilbert

L'ormai ottantenne Gilbert, nel 2013, spiegava così le ragioni per cui la sua sigaretta elettronica non venne mai prodotta: 

Coloro a cui ho mostrato il progetto avrebbero potuto farlo, ma hanno scelto di aspettare la scadenza del brevetto e, successivamente, depositato le proprie versioni. L'ho mostrato ad aziende chimiche, farmaceutiche e produttrici di tabacco e hanno fatto ciò che hanno fatto per cercare di proteggere i loro mercati [...]  Il tempismo può essere tutto e io ero avanti coi tempi e nel bel mezzo di quello che alcuni potrebbero definire l'epoca della pubblicità più forte di Big Tobacco (le lobby del tabacco ndr.) 

 

I tempi cambiano e diventano maturi a tal punto da rendere possibile la trasformazione del dispositivo brevettato da Hon Lik in un prodotto commerciale. Dopo l'esordio nel mercato asiatico nel 2004, le sigarette elettroniche arrivano anche in Occidente ed è un successo di vaste proporzioni, soprattutto negli States. 

A partire dal 2012 si registra, anche nei Paesi occidentali, una marcata accelerazione nell'opera di promozione delle sigarette elettroniche da parte delle aziende produttrici. Internet ha avuto un ruolo importante per la loro diffusione: nel 2014, circa un terzo del mercato mondiale delle e-cig era costituito da prodotti distribuiti tramite la Rete ed in tre aree geografiche -  Asia Pacifico, Australasia e America Latina - le vendite via Internet hanno rappresentato la fetta più grande del mercato con percentuali rispettivamente pari al 70%, 85% e 94%.

Nel 2015 il mercato delle e-cig aveva un valore stimato di circa 10 miliardi di dollari, quasi la metà fatturati negli Stati Uniti (56%), seguiti dal Regno Unito (12%). Il restante 21% era equamente suddiviso tra Cina, Francia, Germania, Italia e Polonia, ciascuna con uno share compreso tra il 3 e il 5%. 

COSA E' SIGARETTA ELETTRONICA E COSA NON LO E'

L'idea di fondo: sostituire la combustione con la vaporizzazione, il tabacco con gli aromi, prevedere l'impiego di altre sostanze che incidono sul processo vaporizzazione ed, eventualmente, la nicotina. Il tutto racchiuso in un oggetto che, soprattutto nei prodotti di prima generazione, era in grado di simulare le dinamiche di utilizzo della sigaretta tradizionale, producendo nell'utilizzatore l'illusione di continuare ad usarla, sia nella forma, sia nella sostanza. 

Il perché è facilmente intuibile:  sostituire la sigaretta tradizionale con qualcosa di meno dannoso per la salute. Come raggiungere lo scopo discende dalla premessa di partenza: senza combustione e senza tabacco vengono meno due dei principali elementi nocivi per l'organismo umano. Il tabacco e la carta che lo avvolge, infatti, bruciando, generano  oltre 4.000 sostanze chimiche. Tra le più pericolose figura il catrame, contente 83 sostanze cancerogene (cancerogeni di classe A secondo l'IARC) che, depositandosi nei polmoni e nelle vie respiratorie, aumentano il rischio di tumori. 

(Fonte: FDA)

In termini pratici, all'interno di una sigaretta elettronica si individuano i seguenti componenti principali, accoppiati e declinati in differenti "form-factor" (ved. immagine in alto): 

  • Una batteria
  • Una resistenza 
  • Una cartuccia di liquido
  • Un dispositivo per attivare l'erogazione di energia


Il liquido di cui è intriso il cotone posto all'interno della resistenza viene vaporizzato, quando la medesima è riscaldata dall'energia prodotta dalla batteria. L'attivazione della batteria può avvenire sia manualmente, sia tramite un sensore in grado di rilevare la variazione di pressione che si viene a creare quando l'utente aspira la sigaretta elettronica. 

Forme, dimensioni ed aspetto delle e-cig sono molteplici: dai primi modelli che replicavano la sigaretta tradizionale  - led rosso per simulare la combustione compreso - si è passati ad un'offerta strutturata in dispositivi dai form factor più variegati e dotazioni che comprendono, nei modelli più sofisticati, display utili per monitorare i principali parametri di funzionamento. Una fisiologica evoluzione del prodotto, resa necessaria per ospitare, tra l'altro, batterie sempre più capienti e performanti - come si dirà a breve, la batteria, insieme alla miscela del liquido, ha un impatto diretto sul processo di vaporizzazione.

Il liquido contenuto nella cartuccia - sul mercato ne esistono di usa e getta o ricaricabili - è tendenzialmente formato da: 

  • Acqua
  • Glicole propilenico
  • Glicerolo
  • Aromi
  • Nicotina

Abbiamo utilizzato il termine ''tendenzialmente", perché sul mercato esistono liquidi senza nicotina e perché, come si dirà più avanti, gli svapatori ''fai-da-te" possono scegliere di comporre il liquido in base ai propri gusti ed alle proprie esigenze. 

Ciò che è interessante sottolineare in questo passaggio è che, nicotina a parte (presente anche nelle tradizionali sigarette e che crea la dipendenza dal fumo, trattandosi di una sostanza psicoattiva) si tratta di sostanze in alcuni casi del tutto naturali e di per sé innocuein altri di prodotti largamente utilizzati nell'industria alimentare

ATTENZIONE: gli heatstick (foto in alto) non possono essere assimilati alle sigarette elettroniche perché contengono tabacco - seppur solo riscaldato e non bruciato, come avviene nelle sigarette tradizionali

Chiarito, a grandi linee, cosa è e come funziona la e-cig, è utile aggiungere cosa non può essere considerata tale. Sul punto è recentemente intervenuta, tra gli altri, la Lega Italiana Italiana Antifumo, tracciando la differenza tra le sigarette elettroniche e i cosiddetti heatsticks, ovvero dispositivi che riscaldano il tabacco. 

Le sigarette elettroniche

  • Funzionano con un liquido (ved. sopra)
  • Manca la combustione (e quindi, gli scarti della combustione)
  • Il vapore viene prodotto dal liquido riscaldato

Gli Heatstick

  • Funzionano con vero tabacco
  • Manca la combustione (e quindi, gli scarti della combustione)
  • Il vapore viene prodotto dal tabacco riscaldato

Posto che in entrambe i casi manca la combustione, è importante sottolineare che, mentre molteplici studi di terze parti attestano la minore dannosità delle e-cig rispetto alle sigarette tradizionali e l'idoneità a porsi come uno strumento per ridurre la dipendenza dal fumo, gli heatstick, almeno in questa fase, sono stati analizzati principalmente nell'ambito di studi ''sponsorizzati" dalle stesse aziende produttrici. Senza poter affermare per certo che gli heatsticks sono più nocivi delle sigarette elettroniche, gli esperti consigliano di attendere la pubblicazione di ulteriori studi di terze parti, al fine di valutare l'impatto sulla salute.

IL MERCATO DELLE E-CIG TRA PRODOTTI MAINSTREAM E DI NICCHIA

Il mercato delle sigarette elettroniche si è rapidamente evoluto, passando dai modelli di prima generazione, che simulavano nella forma le sigarette tradizionali, a quelli di seconda e terza, caratterizzati da serbatoi e batterie più grandi  e da una componentistica più sofisticata. Parallelamente, si è strutturata un'offerta caratterizzata da un lato da e-cig, per così dire, mainstream - si veda, ad esempio il catalogo di Ovale - dall'altro una gamma di prodotti a dir poco articolata, rivolta a chi preferisce selezionare singolarmente i singoli componenti della sigaretta elettronica.

Questo secondo gruppo di consumatori, che possiamo definire, svapatori fai-da-te, è formato da utenti che, nel corso del tempo, hanno dato vita ad un fenomeno per certi aspetti simile a quello del modding applicato ai dispositivi hardware. Con alcune importanti differenze: quando l'overclock di una CPU non va a buon fine, si rischia al massimo di aver mandato in fumo una discreta quantità di euro; quando si modificano componenti base della e-cig, senza un'adeguata consapevolezza dei rischi a cui si va incontro, le conseguenze possono essere molto più gravi.

La batteria della sigaretta elettronica è una comune batteria ricaricabile agli ioni di litio, come quella degli smartphone, per intenderci, mentre la tendenza ad introdurre sul mercato modelli con tensioni sempre più elevate è determinata dalla constatazione che tale parametro incide sia sulla temperatura sia sulla velocità di riscaldamento della resistenza, con un effetto diretto sulla qualità e sulla quantità del vapore. L'attività di "modding" dovrebbe essere comunque improntata al buon senso, anche perché, come si dirà in seguito, riscaldare il liquido oltre una certa temperatura può produrre sostanze dannose per l'organismo. 

Chi è immerso nel mondo delle e-cig non fa fatica a riconoscere che, al momento, ai modelli ''mainstream" si affianca una vera e propria giungla di prodotti, alimentata dai canali del commercio elettronico: da un lato offre molti margini di manovra all'utente esperto, dall'altro semplifica l'accesso ai dispositivi che, se non opportunamente utilizzati, rischiano di diventare molto pericolosi nelle mani di un neofita.


In commercio si trovano batterie a voltaggio variabile, che possono raggiungere tensioni superiori ai 5V (teniamo a mente questo valore, perché ci servirà nella prossima sezione dell'articolo), e-cig con atomizzatori rigenerabili - che consentono a chi ha un po' di dimestichezza di ripristinarne la resistenza, con vantaggi apprezzabili anche sotto il profilo dei costi - e i modelli che alla singola resistenza, ne sostituiscono una doppia, tripla o quadrupla - dual, triple e quad-coil,  no, non sono ''core'', ma l'atteggiamento del modder non è troppo differente da quello del fan di tecnologia.

Usare questo genere di prodotti offre la possibilità di avere un maggior controllo su quattro principali parametri di funzionamento della e-cigtemperatura del vapore, intensità dell'aroma, densità del vapore e il cosiddetto "colpo in gola". In maniera estremamente semplificata e senza tecnicismi, si può affermare che un maggior numero di resistenze consente di trattare una maggior quantità di liquido da vaporizzare, grazie alla conseguente maggiore quantità di cotone. In questo settore, tuttavia, le semplificazioni sono estremamente controproducenti, basti pensare al pericolo di cortocircuiti che si determinano accoppiando resistenze con impedenza troppo bassa a batterie di tensione elevata. 

Chi muove i primi passi nel settore, in ogni caso, non dovrebbe subito pensare alle ipotesi più nefaste: gli incidenti riconducibili a difetti della e-cig e non determinati da errori umani sono piuttosto bassi, soprattutto se si utilizzano prodotti di qualità - a queste conclusioni arrivano, tra l'altro, i rapporti USFA e NFPA rispettivamente pubblicati a fine 2014 e nella primavera 2016. 

Lo stesso dualismo tra prodotti mainstream e soluzioni fai-da-te si ripropone per quanto riguarda i liquidi, nell'ambito dei quali si individua un altro importante spartiacque: liquidi con o senza nicotina. Sia gli uni, sia gli altri sono sono aromatizzati nelle varianti più disparate: si tratta di aromi utilizzati nell'industria alimentare che offrono la possibilità di rendere più gradevole lo ''svapo'' in base ai propri gusti. Ai liquidi aromatizzati con sostanze che cercano di ricreare il sapore del tabacco, si sommano altri che con il tabacco e con il tradizionale fumo di sigaretta nulla hanno a che fare (es. fragola, liquirizia, caffè, nocciola, ma l'elenco è a dir poco esteso - per farsi un'idea è possibile dare uno sguardo a questa brochure di Vaporart, una delle aziende italiane impegnate nel settore). 

Sul fronte del fai-da-te, non manca chi sceglie di procedere autonomamente alla preparazione del liquido, con tutti i pro e i contro del caso. Ad esempio, utilizzare una maggiore o una minore quantità di glicerolo incide direttamente sulla quantità di vapore, mentre la percentuale di glicole propilenico ha un effetto diretto sul cosiddetto ''colpo in gola". Molti svapatori fai-da-te utilizzano una miscela equilibrata tra glicerolo e glicole propilenico (50/50), ma non manca chi svapa regolarmente con il 70-80% di glicerolo per ottenere più vapore. 

Da non trascurare, da ultimo, la possibilità di scegliere il grado di nicotina e di gestire in prima persona il processo di progressiva diminuzione delle quantità assunte - fermo restando che anche i prodotti pre-confezionati si presentano in varianti caratterizzate da diversi livelli di concentrazione di nicotina. Anche in questo caso, la prudenza non è mai troppa e non si tratta di attività da prendere a cuore leggero, visto che la nicotina liquida usata per comporre  l'e-liquid è una sostanza velenosa e va trattata con estrema cautela.  

FA MALE O NON FA MALE?

E' la domanda più critica dell'intero approfondimento sulle sigarette elettroniche. Chiunque si avvicina all'argomento ed inizia a prendere contatto con le informazioni diffuse da fonti autorevoli si renderà conto che, ciclicamente, tornano sotto i riflettori dei media i temi della presunta tossicità della sigaretta elettronica, seguite dalle altrettanto cicliche smentite e dagli studi che dimostrano il contrario. Esaminiamo due delle principali accuse

  • I liquidi vaporizzati sono nocivi
  • I giovani che utilizzano la sigaretta elettronica hanno più probabilità di diventare fumatori e gli ex-fumatori di tornare ad esserlo
     

In merito alla presunta dannosità dei liquidi, ad una prima conclusione si arriva sia seguendo un percorso logico - basta riflettere sulla composizione dei medesimi (ved. sopra) -  sia, soprattutto, grazie ai molteplici studi effettuati da enti indipendenti dalle aziende impegnate nel settore: il liquido vaporizzato è meno nocivo rispetto al fumo della sigaretta o per nulla nocivo nel caso di miscele senza nicotina. Le sostanze in sé, infatti, non possono essere considerate dannose per la salute, eccezion fatta per la nicotina - che, come detto, non deve per forza essere presente nell'e-liquid.

E se determinate sostanze, pur presenti negli alimenti, una volta riscaldate diventassero nocive? E' un interrogativo che si è posto in particolar modo per il glicerolo, che portato a determinate temperature, produce l'acroleina, un aldeide ritenuto dannoso per la salute. Premesso che il profilo di dannosità di tale sostanza si traduce nell'irritazione delle mucose dell'organismo, per innescare la produzione di acroleina, il glicerolo deve essere portato a 280-300 gradi, mentre le e-cig con box batterie dotati di controlli elettronici della temperatura difficilmente raggiungono tali temperature. 

Arrivati a questo punto dell'analisi, è impossibile non porsi una domanda: se si tratta di liquidi in larga misura non dannosi perché, in più occasioni, abbiamo letto e continuiamo a leggere titoli allarmanti che sostengono il contrario?  Si possono distinguere a riguardo almeno tre cause, corrispondenti ad altrettanti temi piuttosto controversi:

  • La genuinità delle sostanze contenute nella miscela 
  • La metodologia dei test condotti nell'ambito di alcuni studi
  • Il ruolo della resistenza contenuta nella sigaretta elettronica che, riscaldandosi può rilasciare nel tempo micro-frammenti di metallo che vengono inalati con il vapore 

Per quanto riguarda il primo aspetto, è utile ricordare che, a seguito del boom delle sigarette elettroniche, il mercato si è progressivamente strutturato in un'offerta quanto mai ampia e, come si dirà in seguito, tuttora oggetto di regolamentazione. Si sono moltiplicati, di conseguenza, anche i canali distributivi e, come è fisiologico che accada in ogni segmento di mercato, anche i prodotti di dubbia provenienza e sprovvisti di qualsiasi certificazione.

Per farla breve, dire che, fatta eccezione per la nicotina, i liquidi non sono dannosi per la salute è un'affermazione che può essere considerata veritiera, a patto che si tratti di prodotti realizzati e distribuiti operatori affidabili. Quanto riportato, tuttavia, è un'osservazione valida anche per tante altre categorie merceologiche e non può essere considerato un aspetto negativo ''endemico" della sigaretta elettronica, riguardando la fase ''patologica" del suo utilizzo. 

Un'altra fonte di equivoci sulla dannosità delle e-cig riguarda le metodologie dei test che, come sottolineano autorevoli esperti, in alcuni casi sono compiuti in condizioni non verosimili se si tiene conto dell'utilizzo pratico della sigaretta elettronica. Per tornare all'esempio degli aldeidi prodotti dal riscaldamento del glicerolo, un test di laboratorio che ne evidenzia la pericolosità non tiene conto del fatto che le temperature richieste per innescare il processo sfiorano i 300 gradi - valore superiore a quello raggiunto dagli atomizzatori in uno scenario di utilizzo reale della e-cig (ved. sopra).


Ancor più significativo è stato il caso della ricerca che all'inizio del 2015 contribuì a creare un bel terremoto nel mondo (e nel mercato) delle e-cig. Un gruppo di studiosi della Portland State University affermò che la sigaretta elettronica era dalle 5 alle 15 volte più cangerogena rispetto alle sigarette tradizionali. La causa era legata al rilascio di agenti di formaldeide (una sostanza cancerogena) a seguito del riscaldamento, in presenza di ossigeno, del glicole propilenico e del glicerolo 

La ricerca aggiungeva un dettaglio che non sempre è stato evidenziato nel riportare la notizia. I ricercatori precisavano, infatti: a basso voltaggio (3.3 V) non abbiamo rilevato la formazione di nessun agente a base di formaldeide. Al contrario, la formaldeide era presente ad alto voltaggio (5 V). Condizioni di utilizzo, anche in questo caso, inverosimili all'epoca, visto che le e-cig erano alimentate con batterie dal voltaggio inferiore ai 5 V. Senza citare il fatto che una tensione così elevata poteva surriscaldare la resistenza presente nell'atomizzatore, rendendo il vapore a dir poco sgradevole.

Vero è che oggi il problema può comunque porsi alle e-cig BB (Big Battery) utilizzate da chi preferisce scegliere ed assemblare ogni componente della sigaretta elettronica. Non occorre effettuare ricerche troppo approfondite, per imbattersi in batterie per e-cig che hanno una tensione in uscita ben superiore ai 5v, ma è corretto sottolineare che si tratta di prodotti che non rientrano nel paradigma della sigaretta elettronica, quanto di proposte destinate a specifiche nicchie di mercato e ad utenti che - si presuppone - siano consapevoli dei rischi a cui vanno incontro. Usare il buon senso in questo caso è l'unica ricetta consigliata per evitare non solo di usare in maniera inappropriata le e-cig, ma anche per evitare incidenti piuttosto gravi - si vedano i casi di esplosione che, in non poche occasioni, sono determinati dall'impiego di batterie ''maggiorate'' utilizzate in maniera non corretta.


Un altro componente della sigaretta elettronica messo sotto accusa è rappresentato dalla resistenza - come ricordato in apertura, l'elemento determinante per la vaporizzazione del liquido. La circostanza che la resistenza sia a contatto con il cotone intriso di liquido e che venga periodicamente riscaldata ha fatto sorgere il dubbio che, a lungo andare, possa rilasciare micro-frammenti di metallo nel vapore.

Si tratta di timori che, in parte, sono stati da tempo smentiti da autorevoli esperti - si rifletta, ad esempio, sulle dichiarazioni rilasciate dal Dott. Domenico di Candia della Sezione di tossicologia forense dell'Università degli Studi di Milanoin questo servizio de Le Iene (min. 4:50 e seguenti) - e di pericoli che di fatto non sussistono se si utilizza la sigaretta elettronica cosi' come consigliano i produttori, ovvero provvedendo ad una sostituzione ad intervalli regolari dell'atomizzatore.

La resistenza è una comune lega metallica ed i rischi, a ben riflettere, non sono troppo differenti da quelli a cui si va incontro cuocendo il cibo in una padella antiaderente - con la differenza che nel caso della e-cig, la sostituzione periodica della resistenza è una prassi diffusa, non solo perché consigliata, ma anche perché svapare con una resistenza usurata rende sgradevole il vapore, come precisato poco sopra.

Il secondo macro gruppo di obiezioni all'utilizzo della sigaretta elettronica viene da chi la considera uno strumento che, anzichè porsi come un'utile risorsa per la lotta al tabagismo, diventa, al contrario un ''ponte" che può traghettare i giovani verso l'utilizzo della sigaretta tradizionale o portare l'ex-fumatore a riprendere la pratica. Accuse che si intrecciano con una lettura del modus operandi della azienda produttrici che avrebbero come principale scopo quello di raggiungere il pubblico dei non fumatori, piuttosto offrire uno strumento per la lotta al fumo. Anche sul punto si registra una frattura nella comunità scientifica internazionale.

Effetto Gateway, dalla e-cig alle sigarette tradizionali. E' una delle critiche mosse alla sigaretta elettronica

Per quanto riguarda il cosiddetto ''effetto gateway'' - ovvero l'avvicinamento dei giovani al fumo passando per le e-cig - agli studi che ne affermano l'esistenza, si sommano ''contro-studi" che dichiarano l'insussistenza di tale effetto. Tra chi smentisce la tesi dell'effetto gateway figura, ad esempio, il Prof. Riccardo Polosa - Ordinario di Medicina Interna presso l'Università di Catania e uno dei più autorevoli esperti in materia di e-cig - che, richiamando studi svolti in USA e UK, afferma: I recenti studi diffusi in tutto il mondo hanno ormai ampiamente dimostrato che non esiste alcuna correlazione con il cosiddetto effetto gateway in non fumatori.

Dopo aver analizzato alcune delle principali critiche mosse all'utilizzo delle e-cig, sembra che la maggior parte di esse sia superabile, sia in base alle risultanze scientifiche, sia iniziando a conoscere in maniera accurata la composizione dei liquidi vaporizzati. Eppure, i temi controversi, la confusione e i dubbi aumentano, soprattutto quando a schierarsi contro le e-cig sono autorevoli organismi internazionali, come l'Organizzazione Mondiale della Sanità.

LA MAZZATA DELL'OMS: LE E-CIG FANNO MALE COME LE SIGARETTE

OMS: sigaretta elettronica dannosa come quella vera - Il Giornale (dicembre 2016)

 

Fumo, l'allarme degli esperti: La sigaretta elettronica fa male come quelle vere - Repubblica (dicembre 2016)
 

Certo che posta così la questione, sintetizzata in titoli che - come si sa - catturano l'attenzione del lettore più di quanto non fa il corpo della notizia,  quanto detto sino ad ora sembra di colpo crollare. Intendiamoci, le notizie riportate non sono campate in aria, si basano sulle dichiarazioni di Vera da Costa e Silva, membro del gruppo di controllo del tabacco dell'OMS, rilasciate al congresso sul tumore al polmone tenutosi a Vienna a dicembre 2016. Senza entrare nel merito di quanto accuratamente siano state riportate - non eravamo lì, non possiamo saperlo - è giusto ricordare che la posizione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità è decisamente più sfaccettata e meno univoca di quanto non la si voglia dipingere

Per comprenderla, tocca rimboccarsi le maniche, armarsi della giusta dose di pazienza, mettere da parte le facili semplificazioni ed esaminare il ''malloppo'' di documenti che l'OMS ha prodotto negli ultimi mesi sulla sigaretta elettronica. E' la fonte diretta, ed è scritto nero su bianco, quindi ciascuno può trarre da sé le conclusioni. Il documento più rilevante prodotto dall'OMS sulle sigarette elettroniche è QUESTO RAPPORTO, preparato in vista del Cop7 - la Conferenza delle Parti per il controllo del tabacco, che si è tenuto a novembre 2016 in India. 


Partiamo dalla consueta premessa terminologica: l'OMS fa rientrare le sigarette elettroniche nella categoria delle ENDS  (Electronic Nicotine Deilvery System) e ENNDS (Electronic Non Nicotine Delivery System), per dirla in altri termini, dispositivi elettronici che vaporizzano una soluzione - e-liquid - composto, si legge nel testo, da aromi dissolti in Glicole Propilencio e/o Glicerina. Tutte le ENDS (ma non le ENNDS) contengono nicotina, prosegue l'OMS. Sin qui, nulla di diverso da quanto abbiamo rilevato, il primo ''intoppo'', però, arriva quando l'OMS tratteggia i contorni del mercato di tali dispositivi e, dopo aver ricordato le tre generazioni di sistemi ENDS/ENNDS (cigalike, con serbatoi separati, e serbatoi sempre più grandi) e chiariti quali sono i mercati più rilevanti, aggiunge: 

Inoltre, il mercato può cambiare, dal momento che l'industria ha lanciato metodi alternativi ai sistemi di rilascio di nicotina che riscaldano ma non bruciano il tabacco

Si tratta degli heatsticks a cui abbiamo fatto riferimento in apertura, dalle quali le e-cig si differenziano proprio per l'assenza di tabacco. Accostare le e-cig agli heatsticks, facendole rientrare tutte nella macro categoria degli ENDS/ENNDS, è apparsa una forzatura che risulta tale anche sul piano logico, trattandosi di prodotti differenti dalle sigarette elettroniche.

Il rapporto entra nel vivo nel paragrafo 7, "HEALT RISKS OF EXCLUSIVE ENDS/ENNDS USE". Quando si parla di rischi per la salute derivanti dall'uso della sigaretta elettronica, il rapporto si fa quanto mai sfaccettato. In merito alle sostanze contenute nel vapore delle e-cig, l'OMS afferma: 

Molte sono sostanze tossiche che hanno noti effetti sulla salute, causando una serie di significative alterazioni patologiche

Quali sostanze? L'OMS, tra le varie cita aldeidiTSNA (Tobacco-Specific Nitrosamines) e anche metalli (piombo, cromo, nichel e formaldeide), questi ultimi con un'importante sottolineatura nella parte in cui il rapporto precisa che sono presenti in "alcuni ENDS/ENNDS". E non manca riferimento alla nicotina in rapporto alla quale l'OMS afferma: 

In aggiunta alla dipendenza, la nicotina può avere effetti negativi sullo sviluppo del feto durante la gravidanza e può contribuire alle malattie malattie cardiovascolari. Sebbene la nicotina in sé non sia cancerogena, può agire come "promotore tumorale" e sembra essere coinvolta nella biologia delle malattie maligne, così come nella neurodegenerazione

Si arriva poi alla parte ''critica'' fa meno o più male della sigaretta tradizionale? Qui (paragrafo 11) l'OMS è chiara

In base principalmente ai livelli ed al numero delle sostanze tossiche prodotte durante l'utilizzo tipico di ENDS/ENNDS non adulterati, realizzati con ingredienti di grado farmaceutico, è molto probabile che gli ENDS/ENNDS siano meno tossici del fumo di sigaretta

Quindi: pur contenendo sostanze tossiche, i livelli di concentrazione nei sistemi ENDS/ENNDS, sono tali da renderli meno nocivi delle sigarette tradizionali, a patto di usare prodotti di qualità. Nessun dubbio, MA ... lo stesso paragrafo prosegue: 

Comunque, è improbabile che gli ENDS/ENNDS siano innocui, e si prevede che l'utilizzo a lungo termine aumenti il rischio di malattie polmonari ostruttive croniche, cancro ai polmoni, e verosimilmente di malattie cardiovascolari così come di altre malattie associate al fumo

Step 2: fanno male meno delle sigarette, ma non fanno bene - per parafrasare il passaggio dell'OMS, che si conclude con: 

L'entità di questi rischi è probabilmente inferiore rispetto al fumo di tabacco, anche se non c'è abbastanza ricerca per quantificare il relativo rischio delle ENDS/ENNDS rispetto ai prodotti combustibili

Insomma, tra un colpo al cerchio e uno alla botte, l'OMS sembra orientata nell'affermare che le e-cig sono meno nocive delle sigarette tradizionali, e già questo dovrebbe rappresentare una nota positiva per chi è fumatore di sigarette tradizionali e vuole contenere i danni. Resta da stabilire  per l'OMS  quanto siano meno nocive.

La restante parte del rapporto tocca altri temi importanti, come, ad esempio quello del cosidetto SHA (second-hand aerosol) o, per dirla diversamente, ''lo svapo passivo" .Si tratta di un aspetto su cui, afferma l'OMS, esistono ancora pochi studi in materia, ma, si legge nel rapporto "l'esposizione passiva ai vapori della sigaretta elettronica ha il potenziale per determinare effetti negativi sulla salute"; il vapore viene inoltre descritto come una "nuova fonte di contaminazione dell'aria".


Altro tema critico: le e-cig aiutano effettivamente a smettere di fumare? Sul punto l'OMS assume una posizione a dir poco prudenziale - suscitando non poco malcontento in quella parte della comunità scientifica schierata per il si. Con specifico riferimento alle ENDS, il rapporto afferma (paragrafo 17): 

In sintesi, data la scarsità e la bassa qualità delle prove scientifiche, non è possibile stabilire se le ENDS possono aiutare la maggior parte dei fumatori a smettere o impedire di farlo

Si arriva, poi, ad un altro tema nevralgico a cui abbiamo accennato in precedenza, ovvero l'effetto gateway con particolare riferimento ai minori. Sul punto il rapporto diventa abbastanza ''fumoso'' - forse meglio dire "vaporoso" - e non tanto per l'incapacità di chi lo ha redatto, quanto perché, anche su questo punto, la comunità scientifica è ancora divisa. L'OMS si limita a prendere atto degli studi condotti, senza mai abbandonare una posizione prudenziale.

Vengono evidenziati due trend principali, corrispondenti ad altrettanti gruppi di nazioni: nel primo, tra cui figura il nostro Paese, la diffusione delle sigarette elettroniche tra i giovani è bassa e non sta aumentando in maniera significativa: 

In Italia, l'attuale utilizzo delle ENDS/ENNDS tra i fumatori e i non fumatori è molto basso e non sta aumentando 

Sull'altro versante si collocano nazioni, come gli States - tuttora il principale mercato delle e-cig -  in cui si rileva una crescente diffusione dell'uso delle e-cig anche tra i giovani. Quando però l'OMS deve prendere una posizione netta sul tema dell'effetto gateway delle sigarette elettroniche, dimostra di non avere ancora gli elementi per stabilirlo. Dopo aver sottolineato che alcuni studi dimostrano come ...

l'uso degli ENDS/ENNDS tra i minori che non hanno mai fumato raddoppia almeno la possibilità che inizino a fumare 

.... aggiunge:

Non è chiaro se l'associazione dell'uso delle ENDS/ENNDS con il fumo è determinato dal fatto che il loro utilizzo porta a fumare, o perché i giovani utilizzatori di ENDS/ENNDS e i fumatori condividono caratteristiche sociali e comportamentali simili, che li rendono sensibili all'uso di nicotina

Per farla breve, non esistono - ancora - risultanze scientifiche certe che tracciano un nesso di consequenzialità tra l'uso delle e-cig da parte dei giovani e il passaggio allo status di fumatore. Si noti, inoltre, come l'OMS pone sempre l'accento sull'utilizzo di nicotina, quando è ormai assodato che le e-cig possono contenerla o meno. 

Per esigenze espositive, termino qui l'esame della parte ''ricognitiva" del rapporto dell'OMS, che, in ogni caso, consiglio di continuare a leggere, perché contiene ulteriori spunti di riflessione, anche nella parte in cui sia analizzano gli interessi economici legati al business delle sigarette elettroniche (paragrafo 25 e seguenti).

Al paragrafo 27 l'OMS fa espresso riferimento ai timori generati dalle connessioni tra chi porta avanti la ricerca sulla dannosità delle e-cig e gli interessi commerciali dei soggetti coinvolti in tale settore di attività, compresa l'industria del tabacco. L'OMS diventa ancor più esplicita nella parte in cui sottolinea che su 105 studi che hanno analizzato la composizione dei liquidi e delle emissioni delle ENDS/ENNDS, il 30% è stato redatto da autori che hanno ricevuto finanziamenti anche dall'industria farmaceutica e del tabacco (ved. Appendix 4).

Mentre ciò non invalida necessariamente i risultati degli studi, in passato studi legati a interessi commerciali del tabacco e dell'industria farmaceutica sono risultati di parte.

La posizione dell'OMS sul tema delle e-cig, qui chiarita a grandi linee,  ha spaccato ulteriormente la comunità scientifica. Non sono mancate dure critiche, come quelle provenienti dalla Lega Italiana Anti Fumo. Mi limito a segnalare che, secondo la LIAF, l'OMS ha quantificato in maniera inesatta il rischio legato all'utilizzo delle sigarette elettroniche - sia quello attivo, sia quello passivo -  senza porre adeguatamente l'accento sulle e-cig come strumento che contribuisce a smettere di fumare e a combattere il ''vero nemico'', il fumo di tabacco. Per la disamina punto su punto del report dell'OMS effettuata dalla LIAF, si può consultare l'articolo completo pubblicato sul sito ufficiale dell'organizzazione.


Ok, ma dopo la fase ricognitiva, l'OMS cosa ha deciso al termine del COP7? Il succo è tutto QUI (e nelle misure consigliate nell'ultima parte del precedente rapporto). Anche in questo caso, l'operare secondo il modello del ''colpo al cerchio e colpo alla botte" prosegue. Il provvedimento invita le parti a considerare l'applicazione di misure per 

vietare o limitare la produzione, l'importazione, la distribuzione, la presentazione, la vendita e l'uso degli ENDS/ENNDS in conformità con la normativa nazionale e con gli obiettivi di salute pubblica

Dall'altro, rivolge un secondo invito alle parti volto a 

monitorare e relazionare sugli sviluppi scientifici, normativi e del mercato (degli ENDS/ENNDS ndr.)

mentre l'OMS continuerà ad esaminare 

lo sviluppo dei metodi adottati dagli enti internazionali e regionali, creatori di standard, per la verifica e la misurazione dei contenuti e delle emissioni di questi prodotti

In sostanza, per l'OMS molti aspetti delle e-cig restano ancora da approfondire, e appuntamento rimandato al COP8 o COP9 per fare nuovamente il punto sulla materia. Nel frattempo, il legislatore non resta con le mani in mano, come diremo a breve. 

COSA DICE LA NORMATIVA

Mentre l'OMS condensa il suo operato con raccomandazioni, convenzioni e altri atti internazionali, sono i singoli Stati e gli organismi sovranazionali che adottano, in concreto, le normative per disciplinare la materia. Sul tema delle e-cig, una delle principali fonti normative che opera nel mercato europeo e italiano è  la Direttiva Europa sui prodotti del tabacco 2014/40 (identificata semplicemente come "TPD", Tobacco Products Directive).

L'Unione Europea ha prodotto un quadro normativo che fissa importanti paletti per la vendita delle e-sig e degli e-liquid, ma,  prima di esaminarla, bisogna riconoscere che il legislatore italiano non ha brillato per tempestività nel dare seguito alla direttiva recependola, due anni dopo, con il Decreto Legislativo 12 gennaio 2016, n. 6 (dedicato espressamente alle Sigarette Elettroniche è il Titolo III - ved. art 21 e ss.).

La Direttiva è rilevante perché si applica a tutte le sigarette elettroniche e ai contenitori di liquido, tranne a quelli soggetti a un obbligo di autorizzazione secondo la direttiva 2001/83/CE (codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano) o ai requisiti prescritti nella direttiva 93/42/CEE (relativa ai dispositivi medici). In sintesi, tutte le sigarette elettroniche che comunemente si trovano in commercio nei negozi dovranno rispettarla, a meno che non si tratti di prodotti assoggettati alla disciplina dei prodotti per uso medico. Per essere ancora più chiari, si tratta di una normativa fondamentale perché fissa il principio secondo cui

Gli Stati membri assicurano che le sigarette elettroniche e i contenitori di liquido di ricarica siano immessi sul mercato solo se conformi alla presente direttiva e a ogni altra disposizione legislativa pertinente dell’Unione. 

Ovvero, sigarette elettroniche e liquidi di ricarica possono essere venduti in Italia - così come in tutte le altre nazioni europee - solo a patto che siano conformi a quanto stabilito dall'Unione Europea. In un mercato delle e-cig che, dopo il boom iniziale, si è trasformato in una ''giungla'' in cui è possibile trovare di tutto, si tratta di un intervento indubbiamente rilevante. 

Dopo l'immancabile fase della definizione di sigaretta elettronica: 

 un prodotto utilizzabile per il consumo di vapore contenente nicotina tramite un bocchino o qualsiasi componente di tale prodotto, compresi una cartuccia, un serbatoio e il dispositivo privo di cartuccia o di serbatoio. Le sigarette elettroniche possono essere usa e getta o ricaricabili mediante un contenitore di ricarica o un serbatoio oppure ricaricabili con cartucce monouso;

... e di contenitore di liquido di ricarica:

 flacone che contiene un liquido contenente nicotina utilizzabile per ricaricare una sigaretta elettronica; 

La direttiva entra nel vivo stabilendo una serie di obblighi i cui destinatari sono principalmente i produttori e gli importatori di e-cig e liquidi. Uno dei più rilevanti riguarda l'obbligo di notifica: sei mesi prima dell'immissione in commercio della sigaretta elettronica e dei liquidi di ricarica, il produttore dovrà avvisare le autorità competenti di tale circostanza. Ogni eventuale modifica del prodotto richiede una nuova notifica. Il contenuto della notifica è molto dettagliato e comprende, tra l'altro: 

  • elenco di tutti gli ingredienti contenuti nel prodotto e delle emissioni derivanti dall'utilizzo 
  • dati tossicologici sugli ingredienti e sulle emissioni, anche quando riscaldati
  • informazioni sulle dosi e sull'assorbimento di nicotina in condizioni di uso normale o prevedibile 
  • descrizione dei componenti del prodotto
  • descrizione del processo di produzione e di conformità ai requisiti richiesti dalla direttiva (art.20)
  • dichiarazione di piena responsabilità del produttore e dell'importatore su qualità e sicurezza del prodotto

Se facciamo un passo indietro, possiamo notare che una delle fonti di equivoci sulla nocività dei liquidi contenuti nella e-cig riguarda la dubbia provenienza dei liquidi, spesso sprovvisti di certificazione. Prevedere una forma di controllo a monte dovrebbe rassicurare gli utenti sulla qualità dei prodotti immessi in commercio, soprattutto quando si riflette sulla normativa molto stringente per la composizione del liquido e il funzionamento della sigaretta elettronica. Queste le principali regole che i produttori dovranno rispettare:

il liquido contenente nicotina sia immesso sul mercato solo in contenitori di liquido di ricarica appositi il cui volume non superi i 10 ml, in sigarette elettroniche usa e getta o in cartucce monouso con cartucce o serbatoi di volume non superiore a 2 ml 

il liquido contenente nicotina non presenti un contenuto di nicotina superiore a 20 mg/ml

 il liquido contenente nicotina non contenga gli additivi elencati all’articolo 7, paragrafo 6*

 per produrre il liquido contenente nicotina siano usati solo ingredienti di elevata purezza

ad eccezione della nicotina, nel liquido contenente nicotina siano usati solo ingredienti che non presentano, anche se riscaldati, pericoli per la salute umana 

 sigarette elettroniche rilascino le dosi di nicotina a livelli costanti in condizioni normali d’uso

  sigarette elettroniche e i contenitori di liquido di ricarica siano a prova di bambino e manomissione, siano protetti contro la rottura e le perdite e muniti di un meccanismo per una ricarica senza perdite.

*Vitamine o altri additivi che creano impressione che un prodotto del tabacco produca effetti benefici per la salute o comporti minori rischi per la salute - caffeina, taurina o altri additivi che presentano una connotazione di energia e vitalità - additivi con proprietà coloranti delle emissioni - per i prodotti del tabacco da fumo, gli additivi che facilitano l'inalazione o l'assorbimento di nicotina - gli additivi che hanno proprietà CRM sotto forma incombusta.  

Anche se è trascorso un anno dall'attuazione della Direttiva europea da parte dello Stato Italiano, esistono ancora delle eccezioni che proprio a maggio prossimo verranno meno. Si legge, infatti, nelle Disposizioni transitorie e finali del D.Lgs. 12 gennaio 2016: 

E' autorizzata fino al 20 maggio 2017 l'immissione sul mercato dei seguenti prodotti non conformi al presente decreto ... b) sigarette elettroniche o contenitori di liquido di ricarica fabbricati o immessi in libera pratica prima del 20 novembre 2016

Il 20 maggio 2017 segna una deadline superata la quale si aprono scenari variegati, tra i quali non mancano quelli più foschi. In termini pratici, a risentire dei provvedimenti saranno non solo i produttori, più vincolati nella commercializzazione dei liquidi, ma anche gli utenti finali, soprattutto gli svapatori fai-da-te, che non potranno più acquistare grandi quantitativi di liquidi di ricarica contenenti nicotina - nessun cambiamento, al contrario, per quanto riguarda quelli senza nicotina. Il timore è che i vincoli posti a carico dei produttori diano una nuova spinta al mercato nero degli e-liquid, strutturato lungo i binari di una Rete che offre la possibilità di entrare in possesso in maniera semplice delle merci più disparate.


Capitolo a parte per un'altra articolata e dibattuta vicenda giuridica relativa alle sigarette elettroniche, ovvero la tassazione dei dispositivi e dei liquidi. Si tratta di una argomento interessante e non soltanto sotto il profilo prettamente giuridico, visto la posizione assunta dalla  Consulta, come si dirà a breve. Le principali fasi dell'articolato iter normativo sono così schematizzabili.

  • 2014: dall'1 gennaio "Super tassa del 58,5%" del prezzo di vendita al pubblico sui "prodotti" succedanei del fumo. Sia i prodotti contenenti nicotina, sia quelli sprovvisti, nonché i dispositivi meccanici ed elettronici - comprese le parti di ricambio - per consentirne il consumo (introdotta con D.L. 28 giugno 2013 n 76, convertito dalla Legge 9 agosto 2013 n.99). La stessa normativa fissa il principio dell'obbligo di autorizzazione dell'Agenzia della Dogana e dei Monopoli per la vendita di tali prodotti. 
  • 2015: dall'1gennaio, come stabilito dal  D.LGS 15/12/2014 n.188, viene ricalcolata l'imposta di consumo, e sottratti all'imposizione i dispositivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio. 
  • 2015: L'Agenzia della Dogana e dei Monopoli ha confermato il 21 gennaio che i beni sopra indicati, se compresi nel prezzo unitario di vendita dei dispositivi, anche monouso, concorrono alla formazione della base imponibile a cui si applica l'imposta di consumo. L'Agenzia ha precisato che i cavi di alimentazione e le batterie non possono essere considerate parti di ricambio. 
  • 2015: a maggio la  Corte Costituzionale dichiara l'incostituzionalità della "Super tassa" 
  • 2016: L'Agenzia del Monopoli e delle Dogane accetta di sospendere l'imposta di consumo per i liquidi che non contengono nicotina

Nel dichiarare l'incostituzionalità della tassazione introdotta dalla Super tassa, la Corte Costituzionale ha affermato espressamente:

mentre il regime fiscale dell’accisa con riferimento al mercato dei tabacchi, trova la sua giustificazione nel disfavore nei confronti di un bene riconosciuto come gravemente nocivo per la salute e del quale si cerca di scoraggiare il consumo, tale presupposto non è ravvisabile in relazione al commercio di prodotti contenenti «altre sostanze», diverse dalla nicotina, idonee a sostituire il consumo del tabacco, nonché dei dispositivi e delle parti di ricambio che ne consentono il consumo.

La Corte Costituzionale, quindi, ha fissato un principio importante, schierandosi a favore della sigaretta elettronica, come strumento di lotta al tabagismo. 

In concreto, il compito di stabilire a quanto ammonta l' imposta di consumo sui prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide contenenti o meno nicotina (esclusi quelli commercializzati come medicinali) - per riportare l'espressione usata dal legislatore - spetta all'Agenzie delle Dogane e dei Monopoli che aggiorna tale valore entro il primo marzo di ogni anno. Il 31 gennaio 2017, l'AAMS ha aggiornato nuovamente l'ammontare dell'imposta portandola da 0,3850 euro il millilitro (3,85 euro ogni 10ml) del 2016, agli attuali  0,3933 euro il millilitro (3,93 euro ogni 10ml). Una tassazione, quindi, ulteriormente aumentata rispetto allo scorso anno. 

Il secondo articolo ripropone l''eccezione per i liquidi che non contengono nicotina già contenuta nell'analogo provvedimento adottato a fine gennaio 2016

è sospeso il pagamento dell’imposta di consumo [...] per i prodotti liquidi da inalazione non contenenti nicotina

In sintesi, nulla cambia in termini sostanziali rispetto allo scorso anno - si parla ancora di ''sospensione" e non di totale disapplicazione dell'imposta di consumo per i liquidi senza nicotina, nonostante la pronuncia della Corte Costituzionale. Purtroppo, non cambia nemmeno il trend al rialzo dell'imposta per i liquidi contenenti nicotina.

Alla base resta un discutibile metodo di calcolo dell'imposta di consumo che traccia un legame tra sigaretta tradizionale (a base di tabacco) e liquidi per e-cig, accomunate, in realtà e come dovrebbe essere ormai chiaro, dalla sola nicotina. L'imposta di consumo appena citata è infatti determinata dall'Agenzia delle Entrate sulla base di questo criterio, ora parte integrante del T.U. 26/10/1995 n. 504:

...  misura pari al cinquanta per cento dell'accisa gravante sull'equivalente quantitativo di sigarette, con riferimento al prezzo medio ponderato di un chilogrammo convenzionale di sigarette rilevato ai sensi dell'articolo 39-quinquies e alla equivalenza di consumo convenzionale determinata sulla base di apposite procedure tecniche, definite con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli ...

Ho finito di tediarvi con gli aspetti prettamente normativi, ma è utile tirare le somme a riguardo cercando di andare oltre. Le tasse, di per sé, svolgono una duplice funzione: forniscono allo Stato un gettito finanziario, ma sono, al tempo stesso, uno strumento di controllo dei consumi - tasse elevate possono limitare la diffusione di un determinato bene. Nel caso specifico, imporre una tassazione elevata per un prodotto dichiaratamente nocivo come la sigaretta tradizioanle, è comprensibile, ma applicare una tassazione pesante alla sigaretta elettronica non lo è: fumare tabacco e svapare e-liquid sono cose diverse.

A supporto di quanto affermato ho trovato un interessante atto del Senato - pubblicato nella sessione dell'8 novembre 2016 - con il quale dieci senatori del Gruppo Misto, hanno chiesto ai Ministri dell'economia e delle finanze e della salute se non è opportuno intervenire con urgenza per "favorire un regime fiscale che tenga conto dell'importante ruolo che le e-cig svolgono nel ridurre sensibilmente il consumo di tabacchi lavorati"Come dire, se sono meno nocive delle sigarette, e se possono porsi come strumenti per smettere di fumare, è giusto adeguare la tassazione, per non renderne proibitivo il consumo.

Utilizzo un altro stralcio dello stesso atto per chiudere il discorso sulla normativa relativa alle e-cig: 

la classificazione e la regolamentazione delle sigarette elettroniche, considerata al pari dei prodotti del tabacco tradizionali, è spesso fondata su equivoci derivanti dall'accostamento regolamentare e scientifico di tali prodotti. Lo sviluppo di questo mercato è dunque condizionato da una normativa incerta e spesso particolarmente vessatoria

Come si può notare, anche la stessa classe politica è molto divisa e torna, in questo passaggio, a sottolineare l'erronea equiparazione delle e-cig alle sigarette tradizionali, già contestato all'OMS da certa parte del mondo scientifico.

THE MISSING LINK

Per chiudere il cerchio mancherebbe un ultimo tassello, ma, per quanto mi sia prodigato per ottenerlo, le risposte sono state sfuggenti o del tutto assenti. Durante la stesura dell'articolo - è stato sviluppato in oltre un mese, quindi il tempo non è mancato -  ho contattato sia l'Istituto Superiore della Sanità, sia numerosi Centri Antifumo indicati dallo stesso ISS.

Ho posto loro dieci domande che restano in attesa di una risposta. Domande molto "nette" (troppo?), come mi è stato fatto notare da uno dei soggetti contattati, circostanza che, evidentemente, rende difficoltoso per un ente istituzionale schierarsi per il pro o per il contro su un tema tuttora controverso, come sarà chiaro.

Le riporto a seguire, qualora uno degli enti contattati voglia apportare, anche a dopo la pubblicazione dell'articolo, il suo contributo. Nel frattempo, ciascun lettore può trovare le proprie risposte riflettendo sugli spunti emersi nel corso dell'approfondimento, esaminando l'elenco delle fonti riportato in basso, e contattando direttamente un Centro Antifumo presente sul nostro territorio (elenco a fine articolo) che, credo, lontano dai riflettori mediatici potrà dare i giusti consigli a chi sta valutando di usare la sigaretta elettronica come strumento per smettere di fumare. 

1) La sigaretta elettronica può essere considerata, al momento, un valido strumento per la lotta al tabagismo?
2) Usare una sigaretta elettronica aumenta il rischio di contrarre un tumore?
3) E' vera l'affermazione secondo cui la sigaretta elettronica fa meno male della sigaretta tradizionale e perché?
4) I liquidi delle sigarette elettroniche possono contenere anche nicotina. Si tratta di una sostanza cancerogena? e qual è il livello accettabile giornaliero che può essere assunto dall'uomo?
5) Secondo voi, quale effetto avrà sul mercato delle sigarette elettroniche l'entrata in vigore della Direttiva Europea sui prodotti del tabacco (2014/40)?. C'è chi teme che le restrizioni imposte al commercio dei liquidi di ricarica possano alimentare il ''mercato nero" di tali prodotti. Condividete tale timore?
6) Sono fondate le preoccupazioni di chi considera la sigaretta elettronica non un mezzo per smettere di fumare, ma uno strumento che può portare chi non è fumatore ad esserlo?
7) In particolar modo, è vero che l'utilizzo delle e-cig è dannoso per i giovani e per gli ex-fumatori? I primi potrebbero passare dalle e-cig alle sigarette tradizionali, i secondi tornare a fumare
8) Alcuni studi hanno sostenuto che alcune sostanze contenute nel liquido di ricarica delle e-cig - ad esempio il glicole propilenico e il glicerolo - riscaldate a temperature elevate possono rilasciare agenti dannosi per la salute [noto è lo studio della Portland State University del 2015 sul rilascio di formaldeide]. I prodotti in commercio, tendenzialmente, non consentono di raggiungere tali temperature, ma nel mercato appaiono prodotti destinati agli ''svapatori fai-da-te" che permettono di superare tali limiti - si pensi alle e-cig BB (Big Battery, dotate di batterie a tensione elevata).  Oltre a buon senso del consumatore, non sarebbe opportuno prevedere restrizioni alla vendita di tali prodotti?
9) Quali consigli dareste a chi sta pensando di smettere di fumare utilizzando una e-sig? E' un percorso che può essere condotto individualmente o è consigliato rivolgersi ad un Centro Antifumo?
10) Quali sono le accortezze da avere nell'acquisto di una sigaretta elettronica e dei liquidi di ricarica?

Siti di riferimento:

 

Fonti normative


Altre fonti consultate per la stesura dell'articolo:

Lo Smartphone Samsung più desiderato? Samsung Galaxy S7 Edge, in offerta oggi da Infotel Italia a 430 euro oppure da Unieuro a 499 euro.

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Commenti

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Stranger

Allora tiro di guancia. Il tiro di polmone è quello del narghilé, per intenderci. Oppure quello appunto delle sigarette elettroniche con resistenze basse. Prova se vuoi capire la differenza.

Dario · 753 a.C. .

Merit gialle fumo... comunque boh, forse è di guancia ma non so notare la differenza

Stranger

È un tiro insolito. Giusto con le Merit One puoi farlo. Le sigarette hanno il tiro di guancia.

nandaedo

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Giuseppe Coialbu

Complimenti per l'articolo. Anche se mancano delle informazioni chiave, copisco che e' difficile ottenere la verita' per tanti motivi, comunque il piu' esaustivo e fondato che io abbia mai letto.

Peppol

Comunque bastano due belle f1gh3 e si compra la qualsiasi, anche veleno

Peppol

Ciuz

ma fumi sempre una sigaretta, il tiro "di guancia" è solitamente chiuso e contrastato e genera la quantità di fumo simile ad una sigaretta, comunque tu la fumi, il tiro di polmone è diverso, è simile a fumare un cylum, un qualcosa di diverso molto ampio aperto e che genera molto fumo

Dario · 753 a.C. .

Tu svapi? Per caso hai i risvoltini?

Dario · 753 a.C. .

E portano i risvoltini

Dario · 753 a.C. .

Chiedo anche a te: perché dite tutti che il tiro di guancia è simile alla sigaretta? Io fumo le merit e aspiro direttamente nei polmoni

Dario · 753 a.C. .

Ma perché dite tutti questa cosa del tiro di guancia?? Io fumo le merit e tiro direttamente nei polmoni. Mi da fastidio tenerlo in bocca e poi mandarlo giù

Dario · 753 a.C. .

Scusa ma non è vero, io fumo le sigarette aspirando direttamente. Non lo tengo in bocca

Lolloso

ne avevo comprata una 2 anni fa per curiosità ma sinceramente non riuscii mai a sostituire le sigarette normali, non ero pronto a farlo.
Dopo 8 mesi che l'avevo mi misi di impegno, ma pur stando spenta nel cassetto si sputt4nò la batteria che aveva garanzia di 6 mesi. Sostituirla sarebbe costato 60 euro, allora mandai tutto affanculo

Narcoticarnaldo

Allora, si, sono tendenzialmente d'accordo per motivi di educazione, però, io sono di quelli che odia il fumo e odia quelli che fumano, sia perché sono salutista e mi alleno ogni giorno, sia perché soffro di effetti collaterali abbastanza seri legati al fumo passivo (credo di essere allergico a qualche sostanza). Sento la puzza a centinaia di metri di distanza e avverto subito disgusto, mal di testa, sapore cattivo ecc. Ma devo ammettere che gli aromi degli svapo sono veramente buoni e non mi danno fastidio per niente! Anzi mi fanno venire una gran fame! Quindi per me possono tranquillamente svapare anche in ambienti chiusi!

Mark

la carne e formaggio sono essenziali e sono cibo vero di cui costanze noi abbiamo bisogno. L'alcol è inutile, punto.

Davide

ho detto cantine venete come puro esempio, non sono veneto e non era una considerazione patriottica. Piu che altro il vino buono non sa di alcol quindi il mio consiglio resta valido ;)

su internet (che non sono solo social), esistono cliniche specializzate per curare le malattie derivanti dall'abuso (perchè sempre di abuso si parla). e negli anni 60 la gente diceva che il fumo non facesse male, lo pubblicizzavano pure.
Anche l'alcol favorisce la socializzazione e in molti contesti fumare una sigaretta, l'inclusione, ciò non significa che facciano bene.

tralascio la considerazione che "la voglia di studiare è sempre mancata alla maggior parte delle persone" dal momento che l'uso eccessivo causa difficoltà non carenza di volontà..chi non vuole studiare va avanti a non aver voglia..

e i bambini sono più stimolati non necessariamente più svegli. Ci fa impressione vedere un bambino di due anni sbloccare un ipad, ma se nel 1800 un bambino fosse cresciuto fra due genitori con un iphone in mano, anche per lui quella sarebbe l'assoluta normalità. E anche nell'ambito infantile l'uso eccessivo di smartphone e tablet causa danni gravissimi alla vista e provoca disturbi di comportamento..quindi il problema è grave! ma finchè si va avanti a dire che non è un problema fra 20anni pagheremo le conseguenze..

Stefano Spazio

Non ha senso per te, a molti piace bere un buon bicchiere di vino, per il suo sapore, altri compreso me preferiscono una birra, altri ancora un brandy o un amaro a fine cena, che sia inutile e che faccia male è palese, anche mangiare troppa carne o troppo formaggio fa male, tutto sta nel moderarsi

Mark

fa tutto male, allora facciamo ancora più male :)

Mark

Secondo me sono ca..ate quelle dei social network ed internet. Internet ha dato la parola ad una marea di gente che prima parlava privatamente, quindi si è scoperto qualcosa che prima non era a galla. Ok, avrà sicuramente qualche lato negativo, ma non penso sia difficolta di apprendimento e difficoltà di apprendimento, in quanto i bambini d'oggi, a quanto si dice, sono più svegli, ma la voglia di studiare è sempre mancata alla maggior parte delle persone. Non serve che venga nelle cantine venete, c'è ovunque vino "buono", che per me non lo è perché per me l'alcol ha un sapore orrendo. Non parlavo dell'odore del tabacco, che amo, ma del fumo, delle sigarette. Puzzano e anche per strada odio sentir odore di fumo quando c'è vento, o quando chi ti cammina davanti sta fumando. Inutile continuare oltre. Chi vuole fumasse e bevesse, non è un mio problema

Mark

anche i dottori bevono e fumano. L'alcol è inutile al corpo, non ha senso berlo

Stefano Spazio

Intendevo quelle compatte, stanno molto comodamente in tasca, io uso una eleaf iStick Pico

Gianni Papera

Guarda di box ne ho provate un po' e a parte il fatto che sono intrasportabili soprattutto in estate e primavera autunno quando non giri con i cappotti le trovo veramente orripilanti.
Inoltre ho provato parecchi kit box mod anche da 80 euro tra drip tip e tutto e le ho trovate davvero scarse sia di corposità che di aroma e vapore.
Attualmente sto puntando altri prodotti,
Ho avuto il piacere di provare una Eleaf Justfog S e devo dire che è davvero un buon prodotto.

IgliD

michele, non fa una piega cio che dici, e aggiungo che sono d'accordo con te. l'educazione e la gentilezza oggi giorno scarseggia.quindi si farei cosi come dici te. pero non credere che scegli tu per te stesso caro. le cose sono molto diverse da ciò che sembrano. non pensare che quel che scegli rimane nel ''cerchio'' che tu ha scelto per te stesso indipendentemente... le scelte che facciamo oggi sembrano già decise da altri per noi tempo fa... :) buone cose
(ps. io parlavo in un spettro piu ampio cmq.forse mi sono espresso male :) ciao))

Stefano Spazio

80 euro perchè nei negozi sono dei ladri, con 50 se vuoi ti prendi una box (tipo istick pico della eleaf che è ottima) completa e ti dura tantissimo visto che ha la batteria a parte, io con una resistenza ci faccio anche un mese

Stefano Spazio

hanno sempre bevuto e fumato, non dire fesserie

Stefano Spazio

veramente anche il medico consiglia un bicchiere di buon vino a pasto, ovvio che se uno ne beve un bottiglione le cose cambiano radicalmente

Stefano Spazio

infatti, basta vedere quello che è successo negli anni '60

Stefano Spazio

ti consiglio una box compatta, tutto un altro svapare, puoi tranquillamente andare con 4mg di nicotina all'inizio

Mario Marchese

gli studi attuali già dicono con assoluta certezza che se proprio devi fumare meglio lo svapo, conosco diverse persone che a seguito di un infarto più o meno grave, dalla sigaretta sono passati alle ecig, e le condizioni migliorano, sono d'accordo con te che devono studiare il fenomeno a lungo termine, ci mancherebbe.
Nel mio caso la ecig non ha funzionato per un solo motivo, sono allergico alla nicotina, e mi provocava infiammazione alla gola, ci riproverò a breve fumando senza nicotina, sarà più tosta ma ci voglio provare lo stesso, magari con ecig più potenti in resa di vaporizzazione, se le sigarette mi facevano lo stesso effetto avevo smesso da tempo xd, peccato.

pollopopo

non fanno i dovuti accertamenti e controlli periodici nelle ragazze giovani

Sepp0

Ovviamente intendevo comparare "il ferro", è ovvio che le essenze vanno a gusti.

Tennent's

vabbè dai l'articolo è già abbastanza esaustivo... diciamo che è uno sguardo generico, ma profondo, al mondo e-cig... penso che per scrivere un articolo comparativo serva un vero esperto/utilizzatore da anni... poi come sempre accade in certe cose c'è la componente soggettiva che non puoi eliminare... x es un liquido che piace a te a me potrebbe far schifo...

engerica

Beh, se come spesa consideri quelli che cambiano box, tank etc come fossero mutande ok. E' però innegabile che anche prendendo le boccette già pronte, a me una da 20ml costa 10 euro e mi dura oltre una settimana...10 euro li spendevo in 2 giorni nemmeno con le normali, il risparmio lo senti. Per un periodo avevo pure usato un app fatta molto bene (poi quando ho ripristinato il telefono ho perso i dati mannaggia a me), ed era il primo periodo in cui ho cambiato hardware prendendo addirittura il provari, pace all'anima sua, che costava un botto, e ti garantisco che il risparmio si aggirava su discrete buone decine di euro al mese. Al primo anno avevo risparmiato tipo 600 euro. Anche con i premiscelati il risparmio c'è. Ed è tangibile

Sepp0

Tutto molto interessante, peccato manchi l'unica cosa davvero utile: una comparativa tra i vari modelli di sigarette elettroniche.

Tennent's

concordo... spesso amici che ancora fumano mi offrono una sigaretta ma accetto raramente... sembrerà strano ma preferisco il gusto leggero della sigaretta elettronica

Diobrando_21

Ok cosa? Sei tu che hai risposto a me, mica io a te. Se per te è ok allora siamo tutti ok.

Stackx

Ok, chiarito il punto. A te non interessa a me si, ok?

Diobrando_21

Ovvio che sono dei deboli ma non ho detto che non mi importa...ho detto che non mi interessa fare il salvatorx di nessuno, che è diverso. Nella vita si fanno delle scelte, poi bisogna saper portare il peso delle conseguenze.

Loris Piasit Sambinelli

chi fuma prende minimo 10 caffe al giorno? ma stai bene???? ah ah ah

Stackx

Quindi i milioni di morti ogni anno per tabagismo sono dei deboli dei quali non te ne importa più di tanto, l'importante invece è che hai fatto prevalere la tua presunta forza mentale. Cavolo, sono impressionato...

Diobrando_21

Ma lo so...ho solo voluto sbattere in faccia la realtà delle cose perché
spesso è anche l'ipocrisia a limitare la vittoria sulle sigarette (o su
qualsiasi altra sostanza). Uno deve riconoscere di avere una debolezza
senza prendersi in giro altrimenti stai già perdendo col tuo demone.
Conosciuto e accettato il nemico lo combatti, ognuno a suo modo
ovviamente...ma una cosa è certa: l'astinenza provocata da qualsiasi
sostanza è e rimane un impulso elettrico, in altre parole non esiste.
Questa è la realtà nuda e cruda poi che a qualcuno non basti per
risolvere i propri problemi la cosa non mi riguarda, non sono ne voglio
essere il salvatoxe dei fumatori.

Diobrando_21

Ma lo so...ho solo voluto sbatterx in faccia la realtà delle cose perché
spesso è anche l'ipocrisxa a limitare la vittoria sulle sigarette (o su
qualsiasi altra sostanza). Uno deve riconoscere di avere una debolezza
senza prendersi in giro altrimenti stai già perdendo col tuo demonx.
Conosciuto e accettato il nemico lo combatti, ognuno a suo modo
ovviamente...ma una cosa è certa: l'astinenxa provocata da qualsiasi
sostanza è e rimane un impulso elettrico, in altre parole non esiste.
Questa è la realtà nudx e crudx poi che a qualcuno non basti per
risolvere i propri problemi la cosa non mi riguarda, non sono ne voglio
essere il salvatorx dei fumatori.

Stackx

Il problema è quando riguarda milioni di persone. Non stiamo parlando di un problema individuale, possibile che non si riesca a capire una cosa così semplice?

Diobrando_21

Ognuno ha i suoi metodi ma il discorso non cambia...se non ci riesci è perché sei un debole, senza se e senza ma.

Stackx

Certo certo, con la filosofia shaolin debelliamo le dipendenze. Ciao

Tiwi

io su consiglio di un amico ho "assemblato" un istick pico, anche per variare l'atom nel caso volessi provare i vari tiri..
per la nicotina, ho iniziato a 9..vediamo poi come va :D

Diobrando_21

No io ho capito benissimo...sei tu che non hai capito nulla, scambiando della sana e antichissima filosofia Shaolin per dei "falsi miti da super uomo". Sai i monaci esistono solo da qualche migliaio di anni, penso ne sappiano decisamente più di te sul controllo dei propri istinti e delle proprie debolezze. Ma di certo non mi aspettavo che tu lo capissi, saresti stato già a metà dell'opera.

Davide

chi fumava 100 anni fa ha subito gli stessi danni di chi fuma oggi. mio nonno è morto di enfisema polmonare causato dal fumo,, quindi non tutti campavano 90 anni..L'influenza di fattori esterni come inquinamento dell'aria dell'acqua e del cibo non sono direttamente imputabili alle "nuove generazioni", semmai subiscono le conseguenze di scelte industriali/economiche prese 30 anni fa..

Davide

aspetta il mio non è giustificare..ho solo detto che uso e abuso hanno nature diverse. l'alcool non ha assolutamente odori e sapori schifosi..ti invito a fare un tour nelle cantine venete per scoprirlo. Lo stesso discorso vale per il tabacco, ci sono alcuni tabacchi da pipa che potrebbero essere usati come profumi ambientali...
poi ovviamente, siccome in strada non ci sono giovani che sorseggiano sangiovese e fumano tabacchi cubani, ma si sparano kocktail merdorsi e diana blu, bisogna fare un'analisi delle motivazioni che spingono a fare questo, e in ogni ambiente o epoca ne trovi di diverse, ma il risutlato è sempre quello. 100 anni fa avresti trovato dei ragazzini bere e fumare perchè tanto dovevano andare in guerra, oggi lo fanno per sballarsi, o per scappare dalle pressioni scolastiche, o dai genitori, o per puro sballo...fatto sta che oggi come allora fumano e bevono. non è giusto e non è sano.

Bisogna fare quest'altra considerazione: l'alcool e le sigarette non possono essere venduti/somministrati ai minorenni, vengono fatte campagne antifumo, aumentano costi e informazione.

Mi spiace battere il chiodo ma ci sono studi scientifici che dimostrano come i social network e l'uso eccessivo di internet causino difficoltà di concentrazione, rallentamento nell'apprendimento, difficoltà orali, carenza di memoria, depressione, schizzofrenia, ansia e una palese diseducazione civile (fattore minore ma lampante anche su questo blog). Fatto sta che su questo abuso nessuno fa informazione o prevenzione e secondo me è questo il nuovo problema della nostra società, e fra qualche anno ne pagheremo le conseguenze..

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