Marissa Mayer, la super donna che guiderà Yahoo!

18 Luglio 2012


E' al centro delle cronache e ormai i titoli che parlano della sua gravidanza in corso si sprecano. Stiamo parlando di una delle donne più potenti del mondo (la rivista Fortune l'ha inserita tra le prime 50). Si tratta di Marissa Mayer, l'ingegnere che cercherà di "salvare", anzi di rilanciare Yahoo!
E' stata nominato CEO da pochi giorni e non si fa altro che sottolineare il fatto che sia incinta e che partorirà ad ottobre. Beh, al di là di questa curiosità dal sapore di gossip, c'è molto altro. A soli 37 anni può già vantare una carriera colma di successi.


Laureatasi a Stanford, fu la prima donna ad entrare nella dirigenza Google (quella che conta) al fianco di Larry Page e Sergey Brin. Ha partecipato a progetti importantissimi come Google News, Google Images, e Gmail diventando vice-presidente di molti prodotti di successo dell'azienda.

Nonostante tutto, però, questa vita professionale non le bastava. Cercava qualcosa in più, magari un ruolo più autoritario. E' stata accontentata dopo 13 anni di permanenza, ma non da Google, bensì da Yahoo!

La compagnia di Sunnyvale ha dovuto pagare diversi errori di valutazione. Quando Microsoft voleva acquistarla, il suo valore si aggirava intorno ai 44 miliardi. Attualmente, si parla di circa la metà e la quotazione è destinata ancora a scendere qualora non si dovesse agire dove serve. Ma la Mayer sa il fatto suo e sembra già aver pensato a tutto, rifilando anche una stoccata alla sua vecchia azienda da cui è stato "ragionevolmente facile" andare via.


Questa nuova avventura è ricca di incognite. L'ingegnere punterà sui cavalli di battaglia di Yahoo!, vale a dire la posta elettronica, finanza e sport, senza tralasciare però possibili nuovi ingaggi. Servirà un personale fidato e di grande esperienza per riportare il vecchio colosso in auge. L'obiettivo è quello di dimenticare l'addio sia dell'ex CEO Scott Thompson dovuto alla falsificazione del curriculum sia del fondatore Jerry Yang.Inoltre, la concorrenza spietata di Facebook e i problemi in tribunale non fanno altro che gettare benzina sul fuoco.

Colei che dovrà spegnerlo ha tutte le carte in regola per poterlo fare. Non resta che capire se anche Yahoo! adotterà logiche simili a quelle di Google. La battaglia, intanto, è già iniziata.

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